<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555</id><updated>2012-02-03T18:09:30.537Z</updated><category term='http://www.blogger.com/img/gl.align.full.gif'/><category term='iero'/><title type='text'>solidarietaasmilano:</title><subtitle type='html'>in questi anni sono stati pubblicati più di 1300 documenti e ci sono stati oltre 33.000 accessi</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1304</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5188347698271793520</id><published>2012-02-03T18:08:00.000Z</published><updated>2012-02-03T18:09:30.544Z</updated><title type='text'>Consiglio dei ministri approva nomina Tamburino al Dap</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Fonte: Affari Italiani&lt;br /&gt;...Il Governo ha approvato questa mattina alcune nomine ai vertici del ministero della Giustizia proposte dalla guardasigilli Paola Severino. Il consiglio dei ministri ancora in corso, secondo quanto si è appreso, ha dato via libera alla nomina di Giovanni Tamburino come nuovo capo del Dipartimento affari penitenziari al posto di Franco Ionta. Sono stati inoltre nominati Manuela Romeo Pasetti nuovo capo della Direzione minorile ed Eugenio Selvaggi al Dipartimento Affari di Giustizia &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5188347698271793520?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5188347698271793520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5188347698271793520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/02/consiglio-dei-ministri-approva-nomina.html' title='Consiglio dei ministri approva nomina Tamburino al Dap'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5308787095467456508</id><published>2012-02-03T17:40:00.001Z</published><updated>2012-02-03T17:42:16.955Z</updated><title type='text'>Carceri d'oro... galera sprecona...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lirio Abbate -Espresso, 3 febbraio 2012&lt;br /&gt;In celle vecchie e sporche 70mila detenuti. Mentre dirigenti e ministri della Giustizia spendono. Per case, auto blu e privilegi. Il livello di civiltà di un Paese? Per Paola Severino si misura "dallo stato delle carceri". Il nuovo ministro della Giustizia vuole risolvere il problema del sovraffollamento e delle pessime condizioni di detenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ha promesso di "dimostrare anche ai criminali della massima pericolosità rinoma diversità tra la legalità della nostra democrazia ed ogni forma dì intollerabile arbitrio". Una sfida che potrebbe cominciare dall'esame di quello che hanno combinato i suoi predecessori. Da più di un anno il numero dei detenuti nei 207 istituti è stabile sui 67-68 mila, cioè 23 mila presenze in più rispetto alla capienza regolamentare. Con continui suicidi di detenuti e agenti penitenziari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con continue chiusure per ristrutturazioni, o per mancanza di personale che ne fanno diminuire la capienza. Secondo quanto risulta a "l'Espresso", nella gran parte dei penitenziari i detenuti vivono in tre in celle di nove metri quadrati, mentre tra le otto e le quindici persone in cameroni dai 10 ai 18 metri quadrati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I predecessori della Severino negli scorsi anni a parole denunciavano il dramma, nei fatti hanno permesso sprechi scandalosi. Dal terrazzo pensile da reggia babilonese del leghista Roberto Castelli alle consulenze per gli amici di Angelino Alfano; dalle Jaguar usate come auto blu, alle ristrutturazioni d'oro per l'alloggio del capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi agenti penitenziari "fantasma" imboscati negli uffici, e appalti affidati sempre alle stesse dieci imprese edili. Per non parlare di una società, sulla quale sono in corso accertamenti, che si occupa della mensa in un carcere campano, che ha fissato nell'istituto la propria sede. Un fiume di soldi buttati per privilegi e camarille, mentre nelle celle spesso viene negato il minimo necessario al rispetto della dignità umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro verde&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l'appartamento riservato ai Guardasigilli in carica, una splendida residenza nel cuore di Roma, grava sul budget dei penitenziari (la Severino però non ci abita). Nel 2004 l'allora ministro Castelli pretese un sipario verde e fece allestire in terrazzo una piccola selva: furono acquistate piante per oltre 100mila euro. Nessuno si scandalizzò per la richiesta dell'ingegnere lecchese, che ha finanziato studi e progetti carcerari producendo solo consulenze e cause legali. Il parco continua a prosperare, affidato alle cure di un giardiniere pagato 800 euro al mese. In otto anni sono stati spesi fino ad oggi quasi 78mila euro per rendere più liete le ore d'aria di ministri e ospiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alloggi all-inclusive&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche alcuni dei vertici del Dap, il Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria da cui dipende la vita dei reclusi, e qualcuno del ministero della Giustizia, non si trattano male. Hanno a disposizione, per decreto legge, ben otto appartamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i contribuenti si tanno carico anche delle governanti: la voce di spesa e inserita come "pulizie" e costa 6 mila euro al mese. Secondo quanto risulta a "l'Espresso", uno dei massimi dirigenti avrebbe usufruito in alcune occasioni mondane - feste a piccoli ricevimenti privati - anche di un cuoco a domicilio. Alla faccia del rancio distribuito nei raggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinque stelle per il gran capo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una delle zone più belle di Roma, tra via Giulia e piazza Farnese, c'è l'appartamento riservato al capo del Dap. Una dimora di 170 metri quadrati su due livelli con terrazzo, con un valore immobiliare superiore ai tre milioni di euro. Nel 2008 appena nominato al vertice, il magistrato Franco Ionta ne ha subito disposto la ristrutturazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lavori furono affidati ad una impresa che di solito esegue lavori nei penitenziari ma qui ha sfoggiato altro lusso: stucchi e persino scale in vetro, il tutto per un costo che ha sfiorato il mezzo milione di euro. Una cifra sproporzionata per il mercato edile romano. Ma il risultato poco importa perché Ionta ha preferito non abitarci: l'appartamento è rimasto vuoto, senza essere assegnato ad altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il garage dei desideri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fatto di vetture il Dipartimento penitenziario ha fatto scelte particolari. Nell'autoparco spiccano una Jaguar (auto preferita da una direttrice), una Phaeton Volkswagen da 80mila euro e Bmw full optional. Singolare la scelta di acquistare 70 Subaru dallo stesso concessionario che - secondo quanto risulta a "l'Espresso" - per una coincidenza ne avrebbe vendute altre quattro a prezzi scontati a persone che sarebbero vicine a dirigenti del Dap. Acquisto che è oggetto di un'ispezione interna. Fra gli ultimi arrivi anche 34 Land Rover blindate destinate al trasporto dei collaboratori di giustizia. Ognuna costa 140mila euro e sono super accessoriate: dai sedili in pelle riscaldati al magnifico impianto stereo Harman-Kardon. Piccolo problema: 12 di questi gioielli sono fermi perché non hanno ancora superato il collaudo. Uno spreco niente male se confrontato con la situazione delle prigioni dove scarseggiano i mezzi per il trasporto dei detenuti: da Firenze a Trapani, i cellulari sono rimasti fermi per carenza di benzina o di ricambi. E cos'i in alcune occasioni sono pure saltate udienze e processi anche di mafia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vai al Caga&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un insulto, ma un privilegio a cui ambiscono gli agenti penitenziari, il Caga, sigla che sta per "Centro amministrativo Giuseppe Altavista" è l'ufficio dei desaparecidos: gli agenti assegnati lì, spariscono negli uffici, sono migliaia i poliziotti provenienti da tutti gli istituti di pena che sono finiti al Caga grazie a raccomandazioni e segnalazioni, sguarnendo l'organico delle carceri e provocando la conseguente riduzione dei posti per i detenuti, nonostante la grande capienza degli istituti. A Rieti, ad esempio, la nuova struttura penitenziaria può contenere 400 detenuti, ma a causa della carenza di agenti ne ospita solo 80. Niente guardie, niente reclusi obbligati a restare in prigioni stracolme. Invece al Caga c'è sempre la fila di agenti perché da lì si imboscano nelle comode stanze del potere: al ministero della Giustizia, dove svolgono ruoli di commesso o assistenti alle varie segreterie dei dirigenti; negli uffici della sede centrale o dì quelle regionali dello stesso Dap e persino al Consiglio superiore della magistratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una legione perduta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Al Dap ci sono circa 1.200 agenti imboscati, ma il numero esatto, che potrebbe essere più alto, non lo conosce nessuno. Perché il ministro Severino non lo chiede al capo dell'amministrazione lenta?". La denuncia arriva da Donato Capece, segretario del Sappe, il maggior sindacato della polizia penitenziaria: "Oltre agli agenti imboscati, negli uffici del Dipartimento sono stati trasferiti pure 56 direttori di carcere, mentre negli istituti mancano. Così se negli uffici del Dap si vive bene, nelle carceri soffrono impiegati, agenti e detenuti. Se ci fossero in organico pure gli "imboscati" si sarebbe potuto disporre, tanto per cominciare, dei 400 posti di Rieti e dare man forte a Regina Coeli e Rebibbia che scoppiano di detenuti e sono poveri di guardie". Secondo il sindacato su circa 8mila agenti in servizio a Roma, 3mila sono negli uffici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiuso per ristrutturazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni di manutenzione degli edifici sono "quasi ovunque scadenti" e nel corso degli anni le risorse destinate agli interventi ordinari si sono progressivamente ridotte "fino a rendere impossibile anche forme di intervento minimo di conservazione". Per questo motivo sono moltissimi gli spazi chiusi per inagibilità o per ristrutturazione straordinaria. Questo problema potrebbe mettere a rischio, secondo quanto apprende "l'Espresso" da fonti del Dap, già nei prossimi mesi 40 mila posti. Oggi sono in attività 207 strutture, un quinto delle quali costruite tra il tredicesimo e il sedicesimo secolo: monasteri e fortezze soggette a vincoli dei Beni culturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più consulenze che celle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il piano varato due anni fa dall'allora ministro Alfano prevedeva la realizzazione di 9.150 posti per una spesa di quasi 700 milioni di euro. Dovevano essere realizzati 11 nuovi istituti e ampliati padiglioni di alcune carceri. Il piano non ha avuto grande successo, tranne che per i consulenti: gran parte dei quali sono stati nominati dal commissario straordinario Franco Ionta su indicazione di Alfano. I cantieri non sono stati aperti: sono partiti solo tre bandi di gara e lo scorso settembre il governo Berlusconi ha revocato il mezzo miliardo, stanziato ma non utilizzato. Per i consulenti invece sono stati bruciati un milione e 300 mila euro. Professionisti che sembrano scaturire in gran parte da un intreccio familiare e politico. Fra i soggetti attuatori del piano, come responsabile della tesoreria è stata nominata la fiorentina Fiordalisa Bozzetti (per sei mesi 100 mila euro), moglie dell'architetto Mauro Draghi, in servizio al Dap e responsabile del gruppo tecnico. Per il settore giuridico è stato scelto l'avvocato palermitano Andrea Gemma (100 mila euro da luglio a dicembre 2010), amico di Alfano, e commissario nominato in altre importanti società come Valtur e Alpi assicurazioni. Infine l'ingegnere Mauro Patti, testimone di nozze di Alfano, nominato soggetto attuatore per il settore tecnico con un compenso di 100 mila euro per sei mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti in gattabuia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche le carceri non pagano la bolletta. Privi di fondi, gli istituti di pena hanno accumulato una morosità record per le forniture di luce, acqua e gas che sfiora i 90 milioni di euro. Rischia di chiudere il carcere di Cuneo perché da mesi non paga il canone idrico e la società che la eroga si è già mossa con decreti ingiuntivi: l'ultimo passo prima di tappare i rubinetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affitti d'oro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In compenso, le sedi regionali del Dipartimento, e in particolare l'Uepe (Ufficio esecuzioni penale esterna) sono tutti in affitto per una spesa complessiva di 5 milioni e 800 mila euro. Dai documenti ottenuti da "l'Espresso" si nota che per alcuni immobili si paga un canone doppio rispetto al valore di mercato. In alcuni casi è stato moltiplicato anche cinque volte, come a Palermo dove per 200 metri quadrati al piano ammezzato in via Damiani Almeyda, il Dap paga 5.242 euro al mese, quando nella stessa zona alloggi dì lusso vengono affittati a 1.500 euro. La proprietaria è la signora Lorenza Pisciotta che possiede molti immobili in città. A Roma, invece, per un grande appartamento in via Ostiense di proprietà della Finimvest III, società lussemburghese, il canone annuo è di 254 mila euro. A Bologna gli uffici del provveditorato e quelli dell'Uepe costano ogni anno 367 mila euro. La società Sicily Real estate srl incassa per due uffici a Catania 133 mila euro; a Catanzaro si spendono 171 mila euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carceri liberalizzate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soluzione scelta dal governo Monti può suonare come un controsenso: liberalizzare le carceri. Lo Stato si affida a banche e imprenditori per avere nuovi penitenziari e li incarica anche della gestione dei servizi, tranne la custodia. L'operazione, suggerita dal ministero delle Infrastrutture, prevede il project financing per la realizzazione di nuove prigioni. Una norma particolare che, secondo un pm antimafia, "rischia di esser violata dall'infiltrazione della criminalità organizzata che andrebbe a gestire le carceri". Di fatto, però, il decreto mette nelle mani delle fondazioni bancarie il sistema carcerario. I privati, quindi, realizzeranno gli istituti di pena che daranno in concessione allo Stato per 20 anni. E dallo Stato si faranno pagare cento euro al giorno per ogni detenuto. Oggi costa all'amministrazione 120 euro, di cui cento per la custodia e i servizi amministrativi (che dovranno continuare ad essere assicurati dallo Stato), e 20 euro per il vitto e l'alloggio. Se non cambieranno questi parametri, la collettività si ritroverà a pagare 200 euro per ogni detenuto. Una soluzione, forse, ma a caro prezzo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5308787095467456508?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5308787095467456508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5308787095467456508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/02/carceri-doro-galera-sprecona.html' title='Carceri d&apos;oro... galera sprecona...'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1318411141032497476</id><published>2012-02-02T21:10:00.000Z</published><updated>2012-02-02T21:11:44.453Z</updated><title type='text'>Dap: Ionta se ne va, arrivano Tamburino e Pagano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il Sole 24 Ore, 2 febbraio 2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivoluzione ai vertici del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: l’attuale capo Franco Ionta lascia il posto a Giovanni Tamburino, presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma già transitato al Dap nel 1999 come direttore dell’Ufficio studi e ricerche, e ad affiancarlo ci sarà uno degli uomini più esperti del pianeta carcere, l’attuale Provveditore di Milano Luigi Pagano, “padre” del carcere modello di Bollate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due nuove nomine potrebbero essere ufficializzate già venerdì dal Consiglio dei ministri. Il ministro della Giustizia Paola Severino lancia così un segnale chiaro sulla volontà di riportare le carceri agli standard previsti dalla Costituzione. Tamburino sostituisce Franco Ionta, ex capo del pool antiterrorismo della Procura di Roma giunto alla guida del Dap nel 2008 con l’ex guardasigilli Angelino Alfano e nominato dal governo Berlusconi, nel 2010, commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria. Incarico che la Severino, un mese fa, ha attribuito al vice prefetto di Catania Angelo Sinesio, nominato prefetto per l’occasione.&lt;br /&gt;Tamburino, 69 anni, è entrato in magistratura nel 1970 e in quegli anni è stato giudice istruttore a Padova dove ha seguito le inchieste sull’eversione neofascista e sulle deviazioni dei servizi segreti. Negli anni 80 è stato al Csm nel gruppo di Unità per la Costituzione e poi vicepresidente dell’Anm e nell’88 fu tra i fondatori dei Movimento per la Giustizia insieme a Giovanni Falcone. Dopo l’esperienza al Dap fino al 2005, è stato presidente del Tribunale di sorveglianza di Venezia e di Roma, oltre che coordinatore dei giudici di sorveglianza. I sindacati di polizia Osapp e Sappe hanno espresso “perplessità” sulla nomina. Luigi Pagano, già direttore del carcere di San Vittore, guida da anni il Provveditorato della Lombardia e suo è il “progetto Bollate”, il carcere alle porte di Milano considerato un “modello”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1318411141032497476?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1318411141032497476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1318411141032497476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/02/dap-ionta-se-ne-va-arrivano-tamburino-e.html' title='Dap: Ionta se ne va, arrivano Tamburino e Pagano'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3273188388022298483</id><published>2012-02-02T21:09:00.001Z</published><updated>2012-02-02T21:09:42.189Z</updated><title type='text'>Giustizia: Severino; decreto-carceri efficace, ma su misure alternative serve disegno di legge</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Agi, 2 febbraio 2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con lo strumento del decreto legge "si decreta su materie di assoluta urgenza e ineludibilità e pensare che questo sia un provvedimento risolutivo sarebbe irrisorio". Così il Guardasigilli, Paola Severino, ha risposto nella sua replica in Commissione Giustizia della Camera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che va fatto "con più calma è un disegno di legge sulle misure alternative, sulle cause che possono incidere a monte sul fenomeno" del sovraffollamento. Un ddl "che potremo - ha aggiunto - discutere con assoluta celerità", in un percorso "accelerato, se ritenete di darlo" al Governo. Quanto all'amnistia: "è provvedimento parlamentare, sul quale, se si troverà una maggioranza, il Governo prenderà atto", ha aggiunto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3273188388022298483?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3273188388022298483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3273188388022298483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/02/giustizia-severino-decreto-carceri.html' title='Giustizia: Severino; decreto-carceri efficace, ma su misure alternative serve disegno di legge'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7742168475311970851</id><published>2012-02-01T20:58:00.001Z</published><updated>2012-02-01T21:00:11.264Z</updated><title type='text'>Carceri, la resa dei conti-  Il governo ha deciso all'improvviso di mandare a casa il capo del Dipartimento dei penitenziari, Franco Ionta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;di Lirio Abbate - Espresso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo ha deciso all'improvviso di mandare a casa il capo del Dipartimento dei penitenziari, Franco Ionta.&lt;br /&gt;Al centro di molte accuse sulla gestione del suo potere. A iniziare dalla lussuosissima ristrutturazione di un appartamento nel centro di Roma. Scoperta dall'inchiesta dell'Espresso in edicola da venerdì&lt;br /&gt;(01 febbraio 2012) Cosa c'è dietro il cambio al vertice del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Franco Ionta, deciso oggi dal governo? Una scelta tecnica o la cacciata di un dirigente in odore di scandali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice del tribunale di Roma Giovanni Tamburino dovrebbe essere nominato al vertice del Dap al posto di Ionta, e la nomina potrebbe essere ufficializzata nel prossimo Consiglio dei Ministri. Ma i retroscena di questa scelta, che si possono trovare su 'L'Espresso' nel numero che sarà in edicola venerdì, sono molti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'inchiesta sulle "Carceri d'oro", infatti, Ionta è al centro di episodi inediti, storie di sprechi di denaro nel mondo carcerario e del ministero della Giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una di queste è la vicenda scandalo di un alloggio, in una delle zone più belle di Roma, tra via Giulia e piazza Farnese. Lì c'è l'appartamento riservato al capo del Dap. Una dimora di 170 metri quadrati su due livelli con terrazzo, con un valore immobiliare superiore ai tre milioni di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2008 appena nominato al vertice, il magistrato Franco Ionta ne ha subito disposto la ristrutturazione. I lavori furono affidati ad una impresa che di solito esegue lavori nei penitenziari ma qui ha sfoggiato altro lusso: stucchi e persino scale in vetro, il tutto per un costo che ha sfiorato il mezzo milione di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cifra sproporzionata per il mercato edile romano. Ma il risultato poco importa perché Ionta ha preferito non abitarci: l'appartamento è rimasto vuoto, senza essere assegnato ad altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una storia, si diceva, che si somma ad altri episodi di malagestione del Dap, che "l'Espresso" racconterà nell'inchiesta di copertina&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7742168475311970851?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7742168475311970851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7742168475311970851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/02/carceri-la-resa-dei-conti-il-governo-ha.html' title='Carceri, la resa dei conti-  Il governo ha deciso all&apos;improvviso di mandare a casa il capo del Dipartimento dei penitenziari, Franco Ionta'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1612462207486421813</id><published>2012-01-26T20:09:00.002Z</published><updated>2012-01-26T20:12:41.013Z</updated><title type='text'>Comunicato stampa FP CGIL Lombardia: Per un’idea nuova dell’esecuzione della pena</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Per un’idea nuova dell’esecuzione della pena&lt;br /&gt;Per la valorizzazione degli operatori penitenziari e della qualità di un lavoro che deve restare pubblico&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;COMUNICATO STAMPA FP CGIL LOMBARDIA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Pur apprezzando, dopo anni di immobilismo, alcuni dei provvedimenti previsti dal governo Monti per affrontare la drammaticità del sovraffollamento carcerario (come le forme di depenalizzazione e le nuove sanzioni sostitutive), nutriamo forte preoccupazione per quanto contenuto nel più recente decreto sulle liberalizzazioni.&lt;br /&gt;In particolare rispetto ai contenuti dell’articolo 44, dove si prevede l’ingresso di privati per la&lt;br /&gt;realizzazione e la gestione di strutture e servizi penitenziari attraverso il project financing.&lt;br /&gt;La gestione della libertà delle persone non può diventare fonte di profitto così come non può esserlo l’esercizio della giustizia in tutti i suoi aspetti: non sarebbe opportuno né meno oneroso per la collettività, come ha detto chiaramente la Corte dei Conti sulle esternalizzazioni.&lt;br /&gt;“Siamo fortemente preoccupati per l’incerto scenario del settore penitenziario – afferma Barbara Campagna, Coordinatrice Regionale Giustizia-Dip. Amministrazione Penitenziaria Dipendenti Civili e Dip. Giustizia Minorile –. Per questo, con la FP CGIL Lombardia abbiamo in&lt;br /&gt;programma, per il prossimo febbraio, un’iniziativa pubblica che rilanci un’idea nuova dell’esecuzione della pena, confrontandola con il territorio. Il sistema penitenziario – prosegue la Coordinatrice – non può fare a meno di professionalità altamente qualificate come gli assistenti sociali, gli educatori, i contabili e gli amministrativi per gestire il detenuto come dettato dalla Costituzione, perché il carcere non è solo polizia”. Gloria Baraldi, Segretaria Funzione Pubblica CGIL Lombardia, dichiara che “anche per questo chiediamo di votare le candidate e i candidati FP CGIL, alle elezioni per il rinnovo delle RSU che si terranno dal 5 al 7 marzo prossimi. Per il giusto valore al lavoro pubblico”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1612462207486421813?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1612462207486421813'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1612462207486421813'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/comunicato-stampa-fp-cgil-lombardia-per.html' title='Comunicato stampa FP CGIL Lombardia: Per un’idea nuova dell’esecuzione della pena'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-9061993029602315166</id><published>2012-01-26T20:06:00.001Z</published><updated>2012-01-26T20:09:48.309Z</updated><title type='text'>VERBALE DEL COORDINAMENTO REGIONALE LOMBARDIA DAP MINISTERI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nella riunione del Coordinamento regionale degli operatori del Ministero Giustizia Dap, che si è tenuta mercoledì 25 gennaio alla presenza della coordinatrice nazionale Lina Lamonica, i partecipanti hanno affrontato il tema delle elezioni RSU inserito nel contesto specifico.&lt;br /&gt;Tutti hanno espresso viva preoccupazione per l’incerto scenario del settore.&lt;br /&gt;Pur apprezzando alcuni dei provvedimenti previsti dall’attuale governo, finalizzati ad affrontare la drammaticità del sovraffollamento carcerario, dopo anni di immobilismo, quali forme di depenalizzazione e nuove sanzioni sostitutive, nutrono forte preoccupazione per quanto contenuto nel più recente decreto sulle liberalizzazioni.&lt;br /&gt;In particolare nell’articolo 44 di questo decreto è previsto l’ingresso di privati per la realizzazione e la gestione di strutture e servizi penitenziari attraverso il project financing.&lt;br /&gt;La gestione della libertà delle persone non può diventare fonte di profitto così come non può esserlo l’esercizio della giustizia in tutti i suoi aspetti: non sarebbe opportuno né meno oneroso per la collettività come ha detto chiaramente la Corte dei Conti sulle esternalizzazioni.&lt;br /&gt;Il Coordinamento dei lavoratori penitenziari del trattamento e dell’organizzazione ha in programma un’iniziativa pubblica, da svolgersi nel prossimo mese di febbraio, che rilanci un’idea nuova dell’esecuzione della pena, confrontandola con il territorio.&lt;br /&gt;Il sistema penitenziario non può fare a meno di professionalità altamente qualificate come gli assistenti sociali, gli educatori, i contabili e gli amministrativi per gestire il detenuto come dettato dalla Costituzione, perché il carcere non è solo polizia. I partecipanti hanno condiviso la programmazione dell'iniziativa che si terrà lunedì 27 febbraio i cui contorni organizzativi e di contenuto saranno resi noti al più presto.&lt;br /&gt;Nel frattempo raccomandiamo a tutti un'attenzione particolare per garantire la partecipazione di tutti i territori all'iniziativa.&lt;br /&gt;La Segretaria FP CGIL Lombardia La Coordinatrice Regionale&lt;br /&gt;Responsabile Funzioni Centrali DAP&lt;br /&gt;Gloria Baraldi Barbara Campagna&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-9061993029602315166?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/9061993029602315166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/9061993029602315166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/verbale-del-coordinamento-regionale.html' title='VERBALE DEL COORDINAMENTO REGIONALE LOMBARDIA DAP MINISTERI'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-6879196784804853816</id><published>2012-01-26T20:03:00.001Z</published><updated>2012-01-26T20:06:51.015Z</updated><title type='text'>FP CGIL Penitenziario: Lettera al Ministro della Giustizia, Paola Severino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Alla Ministra della Giustizia&lt;br /&gt;Avv. Prof. Paola Severino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le problematiche emerse nel corso dell'incontro avuto con i vertici dell'amministrazione penitenziaria lo scorso 13 gennaio, riguardante "le dotazioni organiche e le problematiche degli uffici di esecuzione penale esterna", rappresentano per questa Organizzazione Sindacale un elemento di forte preoccupazione perché intervengono in termini negativi sul mandato istituzionale del sistema penitenziario e più complessivamente su quello dell'esecuzione penale intra ed extramuraria già fortemente in crisi.&lt;br /&gt;Ci riferiamo nello specifico alle criticità determinate dai tagli all'organico del personale penitenziario imposti dalle manovre finanziarie che si sono succedute, che hanno comportato fino ad oggi, in ultimo con la L.148/2011, una riduzione complessiva di organico (dirigenti, funzionari e tecnico-amministrativi) di circa il 30%.&lt;br /&gt;Tali scelte risultano devastanti per il settore e per il mandato istituzionale di riferimento con ricadute negative in termini di efficienza nell'operatività dei servizi e nell'assetto organizzativo degli istituti penitenziari e degli uffici di esecuzione penale esterna che risultano carenti non solo di personale socio-educativo ed amministrativo ma anche di dirigenti responsabili di sede.&lt;br /&gt;Il blocco delle assunzioni e i tagli al personale ed alle risorse economiche di questi ultimi anni hanno condannato il sistema penitenziario ad una pericolosa involuzione e hanno concorso a far saltare tutte le priorità, hanno azzerato i processi evolutivi e condotto l'Amministrazione in una profonda crisi economica e strutturale, mortificando e svuotando d'ogni dignità le qualità e le capacità professionali dei pochi lavoratori impegnati nel sistema dell'esecuzione penale, intra ed extramuraria.&lt;br /&gt;Una situazione drammatica che rappresenta l'altra faccia dell'emergenza delle carceri: quella dei lavoratori penitenziari, professionalità specialistiche impegnate con notevoli difficoltà nell'espletamento di quei compiti istituzionali finalizzati ad ottemperare quanto sancito dall'art.27 della costituzione cui fa riferimento la legge di riforma penitenziaria 354/75&lt;br /&gt;Eppure, nonostante sia stato rappresentato più volte da questa Organizzazione che le professionalità penitenziarie tutte, pur con diverse funzioni operative siano esse afferenti alla sicurezza o al trattamento, concorrono in sinergia allo stesso obiettivo istituzionale, constatiamo la persistenza di scelte parziali che se per un verso sottendono la scarsa conoscenza del contesto dall'altro evidenziano una idea di carcere e di detenzione fondata su aspetti prettamente securitari e deterrenti.&lt;br /&gt;E' in questa ottica che leggiamo incoerenza e contraddizione tra gli esplicitati intenti normativi e strutturali recentemente emanati, nel D.lgs.211/2011 per fronteggiare l'emergenza penitenziaria, e le disposizioni che confermano, invece, i tagli agli organici del personale penitenziario in questione.&lt;br /&gt;Abbiamo accolto fin da subito con favore alcune delle sue dichiarazioni d'intenti per fronteggiare la drammatica situazione del sistema detentivo che hanno riguardato "la messa alla prova" ed alcune forme di depenalizzazione nonché l'aumento e l'implementazione delle misure alternative, ma abbiamo constatato con rammarico che gli interventi contenuti nel DL n.211 del 22 dicembre risultano ancora insufficienti e parziali.&lt;br /&gt;Siamo convinti che non si può fronteggiare l'emergenza senza risorse economiche e personale e riteniamo assolutamente necessario il potenziamento delle strutture preposte (UEPE) e delle dotazioni organiche relative, in particolare delle professionalità specialistiche del trattamento, con la consapevolezza che ogni iniziativa volta a ridare dignità al contesto, se non accompagnata da un razionale piano di intervento economico e strutturale, risulta vanificata e le conseguenze continueranno ad essere devastanti per il personale e per l'utenza quindi per l'intero sistema.&lt;br /&gt;Torniamo a rammentarle inoltre la questione del contratto della dirigenza penitenziaria avviato a settembre e bloccato ad oggi presso il Ministero della Funzione Pubblica.&lt;br /&gt;Le chiediamo un confronto urgente mirato alla individuazione e alla condivisione delle iniziative che più efficacemente possono contribuire ad arginare le criticità del sistema.&lt;br /&gt;Restiamo in attesa di riscontro e le porgiamo cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La coordinatrice nazionale FPCGIL&lt;br /&gt;penitenziari/Comparto Ministeri&lt;br /&gt;Lina La Monica &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-6879196784804853816?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6879196784804853816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6879196784804853816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/fp-cgil-penitenziari-lettera-al.html' title='FP CGIL Penitenziario: Lettera al Ministro della Giustizia, Paola Severino'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5448899821568439890</id><published>2012-01-26T14:56:00.000Z</published><updated>2012-01-26T14:57:11.336Z</updated><title type='text'>I tagli che ingabbiano le alternative al carcere</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Di Ornella Favaro - Vita 20.1.2012&lt;br /&gt;Un Ministro “Tecnico” che si mette, con umiltà e attenzione, all’ascolto di chi il carcere lo conosce davvero a fondo. Questo è stato il significato dell’incontro di giovedì 12 gennaio tra il ministro della Giustizia, Paola Severino, e i rappresentanti di un gruppo di associazioni che ha posto l’attenzione del ministro una serie di proposte in materia di sovraffollamento.&lt;br /&gt;E’ di fondamentale importanza quanto affermato dal ministro, che la “detenzione in carcere dovrebbe diventare la –“misura “ eccezionale rispetto alle misure e alle pene alternative., ma se davvero si vogliono aumentare le misure alternative e riservare il carcere alle persone pericolose , è necessario accogliere l’appello di molti dirigenti dell’esecuzione penale esterna, che denunciano al ministro il rischio che, per tagliare le spese, si taglino proprio figure importanti come quelle degli assistenti sociali e degli educatori.&lt;br /&gt;Dice l’appello: “I tagli apportati ai ruoli degli assistenti sociali e degli educatori infliggono un colpo durissimo, quasi definitivo, alle residue aspettative di potenziamento operativo dell’esecuzione penale esterna. Per gli uffici di esecuzione penale esterna la proposta di pianta organica sancisce il ritorno indietro di 15 anni e l’effettiva impossibilità per l’amministrazione di assicurare i compiti istituzionali in tale settore, in particolare gli accertamenti per l’ammissione dei detenuti alla detenzione domiciliare prevista dal recente decreto legge n.211 del governo. Le verifiche domiciliari e di lavoro per gli ammessi a misure alternative, le indagini per il trattamento dei detenuti. Emerge, infatti che, rispetto alla pianta organica del 2006, gli assistenti sociali vengano falcidiati più di tutte le altre qualifiche (567 su 1621); subito dopo gli educatori (369 su 1367). Se realmente si vuole riportare a livelli fisiologici il ricorso alla carcerazione, è urgente spostare risorse dal carcere all’esecuzione penale esterna, in modo che gli uffici competenti abbiano i mezzi necessari per evitare il fallimento delle nuove sanzioni che si afferma di voler introdurre.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5448899821568439890?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5448899821568439890'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5448899821568439890'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/i-tagli-che-ingabbiano-le-alternative.html' title='I tagli che ingabbiano le alternative al carcere'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7508664797929042856</id><published>2012-01-25T20:18:00.001Z</published><updated>2012-01-25T20:21:22.526Z</updated><title type='text'>Via libera dal Cdm al decreto "svuota-carceri"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.tg24.sky.it/"&gt;www.tg24.sky.it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge con misure urgenti per favorire la riduzione del numero delle persone recluse nelle carceri. Al dicembre 2011 nelle carceri italiane sono recluse infatti oltre 68.000 persone: un numero che gli esperti del ministero ritengono largamente eccedente i posti disponibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il decreto punta ad eliminare il fenomeno delle "porte girevoli" cioè le persone che entrano ed escono dal carcere nel giro di tre giorni ha spiegato il ministro Paola Severino. A questo scopo, ha detto il ministro, il dl dispone che le persone fermate o arrestate per reati minori restino in custodia della polizia, e non più portate in prigione, in attesa dell'udienza di convalida davanti al giudice che dovrà svolgersi al massimo entro 48 ore e non più 96 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il decreto porta poi da 12 a 18 mesi il tempo residuo di pena per i reati meno gravi che il detenuto potrà scontare ai domiciliari anziché in carcere: una misura che potrebbe far uscire di galera almeno 3.000 persone e con la quale "è possibile un risparmio di 375mila euro al giorno".&lt;br /&gt;Severino ha annunciato anche che il Cdm ha approvato uno schema di disegno di legge che contiene misure di "deflazione del processo penale". La prima è la trasformazione in illeciti amministrativi di diversi reati, la seconda è l'estensione per tutti di un istituto già in vigore nella giustizia minorile, la messa in prova. Per determinati reati meno gravi la pena consisterà nei lavori socialmente utili.&lt;br /&gt;Per far fronte alle esigenze della edilizia carceraria il Cdm ha inoltre stabilito lo stanziamento di 57 milioni di euro in più per l'anno 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro Severino ha aperto inoltre a misure come l'amnistia e l'indulto: "Io non ho mai escluso che l'amnistia e l'indulto siano dei mezzi che contribuiscono ad alleviare l'emergenza carceri, ma ho sempre detto che non sono dei provvedimenti di matrice governativa: se questa indicazione verrà dal Parlamento io non la contrasterò" ha detto il Guardasigilli in conferenza stampa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7508664797929042856?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7508664797929042856'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7508664797929042856'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/via-libera-dal-cdm-al-decreto-svuota.html' title='Via libera dal Cdm al decreto &quot;svuota-carceri&quot;'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7486053194155717796</id><published>2012-01-25T20:14:00.000Z</published><updated>2012-01-25T20:15:53.717Z</updated><title type='text'>Decreto svuota-carceri, sì del Senato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.iltempo.it/"&gt;www.iltempo.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il provvedimento contro il sovraffollamento approvato con 226 sì. Favorevoli Pdl, Pd, Udc e Terzo polo. Contrari Lega e Idv.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il decreto legge del Governo sul sovraffollamento delle carceri è passato al vaglio dell'aula del Senato con 226 sì. Sono stati 40 i voti contrari, 8 gli astenuti. In origine i pilastri del decreto erano in sostanza due: il primo è l'estensione di una norma del cosiddetto "svuota-carceri" varato nel 2010 dal Governo Berlusconi, che stabilisce la possibilità per i condannati di scontare a domicilio gli ultimi dodici mesi di pena, e che l'attuale guardasigilli ha portato a diciotto mesi. Il secondo il tentativo di contrastare il fenomeno delle cosiddette "porte girevoli", cioè delle circa ventimila persone che stazionano in carcere dopo l'arresto (in flagranza per reati minori destinati al processo per direttissima o comunque in attesa di convalida) per meno di una settimana, in gran parte per soli tre giorni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La soluzione individuata dal Governo era la rimessa in funzione delle camere di sicurezza delle questure e delle caserme di Carabinieri e Guardia di Finanza, ma il Senato, con un emendamento dei relatori Filippo Berselli (Pdl) e Alberto Maritati (Pd), ha deciso di privilegiare invece la custodia a domicilio degli arrestati. Il magistrato, se giudicherà pericoloso il soggetto arrestato o se non riterrà idoneo il suo domicilio, potrà destinarlo in subordine alle camere di sicurezza o al carcere. Dopo le obiezioni sollevate la scorsa settimana dall'ex ministro della Giustizia Nitto Palma (Pdl), che avevano portato a un rinvio della discussione, l'ultima formulazione dell'emendamento esclude dai domiciliari gli arrestati per furto in appartamento, furto con strappo, rapina semplice ed estorsione semplice. Si tratta di alcuni dei reati per i quali l'arresto in flagranza è obbligatorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai due pilastri fondamentali del provvedimento se n'è aggiunto un terzo nel corso dell'esame al Senato: la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, gli ex manicomi criminali, fissata al 31 marzo del 2012, approvata questo pomeriggio dall'aula di palazzo Madama fra le vibrate proteste della Lega, ma con un dissenso di gran lunga più ampio rispetto alla dimensione del gruppo del Carroccio: 66 contrari contro 25 senatori leghisti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7486053194155717796?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7486053194155717796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7486053194155717796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/decreto-svuota-carceri-si-del-senato.html' title='Decreto svuota-carceri, sì del Senato'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2643257048235079319</id><published>2012-01-25T20:09:00.000Z</published><updated>2012-01-25T20:11:03.283Z</updated><title type='text'>Il Senato approva il decreto svuota-carceri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/"&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dal 2013 chiudono anche i manicomi criminali. Passa il decreto per evitare il sovraffollamento &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;delle carceri con 226 sì, 40 no e otto astenuti. Ora il provvedimento passa alla Camera. All'interno l'emendamento che decide la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di ADELE SARNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - I cancelli dei manicomi criminali non si apriranno più per nessuno. E nelle carceri italiane ci saranno meno detenuti. Il Senato ha approvato il decreto contro il sovraffollamento con 26 i voti favorevoli, 40 contrari e 8 astenuti. Il provvedimento ora passa alla Camera, per convertirlo c'è tempo fino al 20 febbraio. All'interno anche un emendamento, deciso a maggioranza, che prevede la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari entro il 31 marzo 2013.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono passati 600 giorni da quando, nel giugno 2010, la Commissione d'inchiesta del Senato sull'efficacia ed efficienza del Servizio sanitario nazionale entrò nel manicomio criminale Barcellona Pozzo di Gotto (Me). "Davanti a noi - racconta il senatore Ignazio Marino, presidente della commissione - uno spettacolo imbarazzante. Le lenzuola sporche, i muri scrostati dall'umidità, la muffa, i materassi accatastati, gli uomini lasciati senza cure e costretti in condizioni disumane. Il primo uomo che ho visto era nudo, legato con delle garze, sdraiato su un letto. Era in queste condizioni da cinque giorni".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parlò allora di scene indegne di un Paese appena appena civile. E la Commissione avviò un'indagine sugli Opg di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), Aversa (Ce), Napoli, Montelupo Fiorentino (Fi), Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere. Le immagini raccolte durante le ispezioni diventarono un documentario. E la malattia mentale ha smesso di essere una ferita da&lt;br /&gt;nascondere alla società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viaggio nell'inferno dei dimenticati: foto 1- video 2&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge, così come approvata dal Senato - spiega Marino - indica le caratteristiche e sancisce tempi certi per l'individuazione delle nuove strutture, interamente a carattere ospedaliero con una rete di vigilanza esclusivamente esterna, che permetteranno di superare gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Il termine è il 31 marzo 2013. "Questo voto responsabilizza tutti - dice il senatore - Stato Regioni, Magistratura. Nessuno potrà più dire 'io non sapevo' o 'io non posso', perché queste 1.500 persone internate, nella maggior parte dei casi senza garanzia delle cure e senza rispetto della loro dignita', devono da tutti noi essere percepite come una ferita ed una vergogna nel nostro vivere civile".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soltanto così i folli, autori di un reato, potranno essere curati nel rispetto della dignità umana. "È importante intervenire su questa realtà - dice ancora Marino -. Basti pensare che dei 1500 pazienti rinchiusi negli Opg, poco più della metà (il 60%) è internato perché ritenuto socialmente pericoloso. Tutti gli altri non sono stati liberati perché non hanno un progetto terapeutico, non hanno una famiglia che li accolga o una Asl che li possa assistere. E' come se fossero rifiutati dai "loro" territori perché mancano le risorse".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dove andrà chi è dentro? "Ci saranno strutture sanitarie in ogni Regione, le deciderà un decreto congiunto a firma del ministero della Giustizia e della Salute. Ognuna avrà un team composto da psicologi, psichiatri e personale medico pronto ad affrontare le esigenze dei malati autori di reato. La polizia penitenziaria invece farà vigilanza esterna".&lt;br /&gt;(25 gennaio 2012) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2643257048235079319?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2643257048235079319'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2643257048235079319'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/il-senato-approva-il-decreto-svuota.html' title='Il Senato approva il decreto svuota-carceri'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7610424482134307950</id><published>2012-01-25T19:50:00.001Z</published><updated>2012-01-25T19:50:48.796Z</updated><title type='text'>Le carceri “liberalizzate”</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il Manifesto (25.1.2012) Stefano Anastasia e Alessio Scandurra (Associazione Antigone)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liberalizziamo le carceri? Affascinante l’ossimoro proposto dal decreto Monti. Ma non si tratta di aprire porte e finestre e di consentire, a chi vuole, di uscirne e, magari, a qualcuno di entrarci di propria sponte. No, più prosaicamente il Governo si limita a (riaprire ai privati la realizzazione e quindi la gestione degli istituti penitenziari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già previsto nella finanziaria per il 2001 del Governo Amato, il project financing è una ricorrente tentazione di un ceto politico di governo che non vuole o non può decriminalizzare e non ha i mezzi per far fronte al sovraffollamento penitenziario da esso stesso stimolato, subito o assecondato. L’articolo 44 del decreto Monti prevede che “al fine di... fronteggiare... l’eccessivo affollamento delle carceri”, si ricorra “in via prioritaria alle procedure in materia di finanza di progetto”. A un decreto interministeriale sono demandate “condizioni, modalità e limiti di attuazione”.&lt;br /&gt;Intanto si prevede che l’onere dell’investimento per la costruzione delle nuove carceri sia a carico di privati, con un coinvolgimento di fondazioni bancarie in misura non inferiore al 20%, che la loro gestione e dei servizi connessi sia affidata per non più di vent’anni a chi realizzi il progetto, e che gli sia garantito il corrispettivo necessario a coprire i costi dell’investimento e dei servizi.&lt;br /&gt;L’unico vincolo è quello che fa salvo l’impiego del personale del corpo di polizia penitenziaria per la “custodia” dei detenuti, tanto per tenersi buoni i suoi agguerriti sindacati. Ma naturalmente anche altri “servizi” avrebbero meritato una tutela di rango legislativo. Non resterebbe che affidare ai concessionari i servizi di lavanderia e vettovagliamento, come già si usa. Ma è mai possibile che gli investitori privati possano rientrare della loro spesa (e, presumiamo, guadagnarci qualcosa) attraverso la concessione di simili servizi?&lt;br /&gt;Alla stessa scettica conclusione era arrivato proprio il Ministero della giustizia, in questa legislatura, quando nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2009 scriveva che le proposte di proiect financing per la realizzazione di nuove carceri pervenute ai loro uffici erano risultate impraticabili perché “nel caso di un istituto penitenziario si è accertato che i servizi appaltagli al privato sono marginali e, comunque, insufficienti a produrre redditi di gestione tali da consentire il rientro dei cospicui capitali investiti”.&lt;br /&gt;Secondo il Ministero della giustizia il project financing in ambito penitenziario “si dimostra fattibile qualora lo Stato partecipi al finanziamento dell’opera nella fase di costruzione con un cospicuo contributo finanziario pari al 60-70% del costo di costruzione e, in fase di funzionamento, con una rata annuale mediamente di 4-5 milioni di euro, per un periodo determinato in 30 anni per piccoli penitenziari ed in 40 anni per quelli grandi”. Condizioni comprensibilmente assai lontane da quelle previste nel decreto Monti.&lt;br /&gt;Erano a conoscenza Ministro e Presidente del Consiglio di questa puntuale valutazione dei “tecnici” del Ministero della giustizia? 0 pensano di poter affidare ai privati anche l’assistenza sanitaria dei detenuti, le attività trattamentali e le più delicate funzioni amministrative degli operatori penitenziari? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7610424482134307950?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7610424482134307950'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7610424482134307950'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/le-carceri-liberalizzate_25.html' title='Le carceri “liberalizzate”'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3927742452030291161</id><published>2012-01-25T19:19:00.003Z</published><updated>2012-01-25T19:56:10.473Z</updated><title type='text'>No alla privatizzazione delle carceri voluta dal governo Monti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;allamacchia.blogspot.com &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 gennaio stabilisce, tra tante molto discusse, la possibilità di una privatizzazione che più di ogni altra rappresenta un'aberrazione e che però quasi nessuno sembra aver notato: quella delle carceri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unico che finora ne ha parlato è stato il presidente dell'Associazione Antigone Patrizio Gonnella, in un intervento pubblicato ieri sul blog di MicroMega. Lo riporto interamente:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vecchia e brutta storia quella della privatizzazione delle carceri. Nata negli anni del reaganismo ha trovato terreno fertile in Inghilterra. In Italia dal 1999 in poi ci sono stati molti tentativi di togliere il monopolio pubblico della esecuzione della pena. Iniziò Piero Fassino, quando era Guardasigilli, a dare messaggi in questa direzione. Poi ci provò il leghista Castelli dando vita a una società, la Dike Aedifica, che doveva vendere carceri vecchie e comprare carceri nuove nonché fare affari penitenziari di varia natura. Non se ne fece nulla. Si avviarono le inchieste giudiziarie nei confronti dei consulenti edilizi del ministro ingegnere Castelli. Per la Corte dei Conti la società non esisteva, essendo stata illegalmente costituita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi Berlusconi, di rientro da un viaggio in Cile, disse che l'Italia avrebbe dovuto copiare il modello penitenziario privato cileno. A seguire fallì il tentativo di assegnare alla comunità di Muccioli una casa lavoro in Emilia. Nell'ultimo decennio sono stati annunciati leasing immobiliare e project financing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì scorso nel decreto liberalizzazioni è comparsa la seguente norma:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Al fine di realizzare gli interventi necessari a fronteggiare la grave situazione di emergenza conseguente all'eccessivo affollamento delle carceri, si ricorre in via prioritaria [...] alle procedure in materia di finanza di progetto. [...] Al fine di assicurare il perseguimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'investimento, è riconosciuta a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell'infrastruttura e per i servizi connessi, a esclusione della custodia, determinata in misura non modificabile al momento dell'affidamento della concessione. [...] E' a esclusivo rischio del concessionario l'alea economico-finanziaria della costruzione e della gestione dell'opera. La concessione ha durata non superiore a venti anni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una norma pericolosa, non conforme alla mission costituzionale del sistema penitenziario, inaccettabile dal punto di vista del diritto interno e internazionale. Dal 1990 le Nazioni Unite condannano quei Paesi, Usa in primis, che hanno adottato programmi selvaggi di privatizzazione. I diritti umani in quelle carceri sono considerati un optional accidentale. Nessuno può mettere naso nei bilanci e nelle politiche delle multinazionali della sicurezza. Sono ricomparsi i lavori forzati nel nome del lucro dei carcerieri. Le politiche penali le fanno le società private che hanno bisogno di detenuti per riempire le loro galere. Così negli Usa siamo arrivati a 2 milioni di prigionieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora anche in Italia compare una norma che conferisce ai privati la possibilità di costruire un carcere e gestirlo, previa concessione governativa. Chiaramente un imprenditore fa un investimento del genere se sa che poi quel carcere si andrà a riempire. E dalla gestione della prigione che quell'imprenditore ci guadagna denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le politiche penali messe nelle mani della cricca non sono proprio una bella cosa. In questo modo il sovraffollamento esploderà nel nome del profitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciliegina sulla torta (di denaro da spartire), è il comma 3 dell'articolo 44 in questione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si impone quindi il modello del project financing con il coinvolgimento obbligatorio delle banche. Peccato che quando si tratta di infrastrutture costruite con questo sistema alla fine tocchi comunque allo Stato pagare, sia nelle fasi di realizzazione (l'esempio principe è il finanziamento dell'autostrada lombarda Brebemi, che già alla partenza dei lavori gravava sulla Cassa depositi e prestiti, un ente pubblico, per 762 milioni di euro, cifra ora in continua lievitazione a causa delle inchieste giudiziarie su mazzette e scorie contaminate che hanno indotto le banche a temporeggiare sui mutui) sia in quella di gestione (a meno che nel caso delle prigioni non si pensi sul serio di usare i reclusi come forza lavoro gratuita e permettere all'imprenditore di intascare il compenso del loro sfruttamento...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa sorgere qualcosa di ben più consistente di un sospetto di conflitto di interessi il fatto che l'attuale viceministro dello Sviluppo Economico e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Mario Ciaccia, sia stato sino a pochi mesi fa amministratore delegato e direttore generale di Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, il braccio operativo di Intesa Sanpaolo nel finanziamento delle grandi opere. Opere di facile ed evidente speculazione come il Tav Torino-Lione, la Brebemi o come appunto certe privatizzazioni, fra cui questa dell'edilizia carceraria, guardacaso tutte spacciate come prioritarie per la salvezza economica del Paese. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3927742452030291161?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3927742452030291161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3927742452030291161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/httpwww.html' title='No alla privatizzazione delle carceri voluta dal governo Monti'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1041490045246365731</id><published>2012-01-25T19:15:00.003Z</published><updated>2012-01-25T19:21:40.440Z</updated><title type='text'>Verbale del 13 gennaio 2012 redatto in occasione dell'incontro su "Dotazioni organiche degli Uffici e Servizi e problematiche degli Uffici EPE"</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Vai su: http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/21119&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1041490045246365731?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1041490045246365731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1041490045246365731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/verbale-del-13-gennaio-2012-redatto-in.html' title='Verbale del 13 gennaio 2012 redatto in occasione dell&apos;incontro su &quot;Dotazioni organiche degli Uffici e Servizi e problematiche degli Uffici EPE&quot;'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1504478101364717039</id><published>2012-01-25T07:26:00.002Z</published><updated>2012-01-25T07:31:31.556Z</updated><title type='text'>Ordine del giorno 17.1.2012  Consiglio regionale della Lombardia</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il Consiglio regionale della Lombardia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PREMESSO CHE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema della giustizia, della espiazione della pena, della condizione carceraria coinvolge tutte le istituzioni, tra cui la stessa Regione Lombardia, aventi titolo e responsabilità per garantire la funzione rieducatrice della pena, il reinserimento e i diritti e la dignità della persona ristretta dalla libertà;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PRESO ATTO CHE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le condizioni di sovraffollamento delle carceri, il degrado degli edifici penitenziari, l’emergenza di tipo sanitario, la carenza di personale di polizia carceraria, sociale ed educativo, la scarsità di risorse economiche, in particolare quelle da destinare agli inserimenti lavorativi di cui alla legge Smuraglia sono problematiche presenti in tutte le strutture detentive;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fenomeno del sovraffollamento riduce gli standard di accoglienza delle strutture e le attività trattamentali e si ripercuote sulla dignità e qualità della vita delle persone ristrette;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la condizione carceraria è di per sé causa di rischi aggiuntivi per la salute fisica e psichica dei detenuti con un aumento dei casi di affezione per patologie infettive e parassitarie e che tra la popolazione detenuta è alto il numero di tossicodipendenti (circa un terzo dei reclusi in Lombardia), di soggetti sieropositivi e di soggetti sofferenti di patologie psichiatriche;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;circa la metà della popolazione detenuta in Lombardia è di nazionalità straniera con una altissima percentuale di immigrati e che tale fenomeno induce problematiche complesse inerenti la gestione e l’integrazione, nonché in molti casi l’accesso alle misure alternative e all’applicazione delle disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno, di cui alla legge 26 novembre 2010 n.199;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;gli impegni profusi hanno prodotto importanti progetti ed iniziative di accompagnamento e reinserimento dei detenuti;questi interventi oggi vengono consolidati e va garantito la loro continuità;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;VISTO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge regionale 8/2005 con cui la Regione Lombardia concorre a tutelare la dignità delle persone adulte e minori ristrette negli istituti di pena o ammesse a misure alternative o sottoposte a procedimento penale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Programma Regionale di Sviluppo (PRS) della IX Legislatura;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Piano Socio Sanitario Regionale (PSSR) 2010-2014;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Schema d’intesa tra il Ministero di Giustizia e la Regione Lombardia per l’attuazione del Piano Carceri, di cui alla d.g.r. n.IX/1404 del 9 marzo 2011;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le linee guida in materia di inclusione sociale a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria: sviluppo della funzione agente di rete, di cui alla d.g.r. 9143 del 9 marzo 2011;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Documento strategico annuale 2012, di cui alla d.g.r. n.IX/2034 del 28 luglio 2011;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la Promozione e sviluppo di una rete di servizi ed interventi a favore delle persone sottoposte a provvedimenti dell’autorità giudiziaria e delle loro famiglie, di cui alla d.g.r. n.IX/2733 del 22 dicembre 2011;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ordine del giorno concernente incentivi alle imprese che assumono soggetti detenuti ammessi al lavoro esterno, di cui alla d.c.r. n. 319 del 21 dicembre 2011;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONSIDERATO CHE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla data dell’11 gennaio 2012 le persone detenute negli istituti penitenziari della Regione Lombardia risultano essere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.242 (di cui 8.671 uomini e 571 donne) a fronte di una capienza regolamentare di 5.398 unità e tollerabile di 8.540;&lt;br /&gt;i detenuti tossicodipendenti sono 2.657;&lt;br /&gt;gli stranieri sono 4.114 ; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;nell’anno 2011 si sono verificati 7 suicidi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il personale di polizia penitenziaria effettivo risulta essere fortemente sotto organico, infatti attualmente in forze risultano 4.189 unità, a fronte di un organico previsto di 5.353, e su di essi oltre i normali compiti di custodia gravano gli onerosi servizi di trasferimenti e traduzioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;RITENUTO CHE&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le criticità sopra descritte sono destinate ad aumentare, nonostante gli sforzi e gli interventi compiuti da Regione Lombardia, nella consapevolezza che tale materia necessita di una forte sinergia tra il Consiglio e la Giunta, le Direzioni Generali, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Regionale e gli Enti territoriali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;IL CONSIGLIO SI IMPEGNA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;a costituire, ai sensi dell’articolo 18, comma 3 dello Statuto d’Autonomia della Lombardia, una Commissione Speciale con il compito di definire linee strategiche per l’adozione di un Piano d’azione regionale sulla condizione carceraria;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;INVITA LA GIUNTA&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;ad intervenire nelle sedi istituzionali competenti e presso lo stesso Governo al fine di finanziare nuovi progetti di inserimento lavorativo e di occupabilità anche all’interno del carcere, garantendo la continuità degli sgravi fiscali di cui alla cosiddetta Legge Smuraglia, alle cooperative sociali e alle imprese che assumono detenuti;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a sensibilizzare il Ministero di Giustizia al fine di un aumento delle risorse da destinare alla dotazione dell’attuale Piano carceri in considerazione della presa d’atto di interventi urgenti e non più derogabili di manutenzione straordinaria nei confronti della maggior parte delle strutture detentive lombarde;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ad agevolare e dove possibile finanziare interventi volti a garantire al detenuto ammesso alle misure alternative o in regime di semilibertà domicili idonei per il suo reinserimento nella società;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a sensibilizzare ed agevolare gli enti locali ad adottare nei propri PGT interventi di edilizia convenzionata a favore degli operatori penitenziari, delle forze armate dei Carabinieri, della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a sostenere l’attività del Garante dei diritti dei detenuti presso l’Ufficio del Difensore Civico regionale con un approccio propositivo e di raccordo con i Garanti provinciali e cittadini ove istituiti, nonché di verifica delle condizioni di esecuzione della pena ;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a proseguire la positiva esperienza del progetto “agenti di rete” al fine di dare continuità agli interventi di raccordo tra carcere e territorio, in particolare con gli enti locali e le agenzie del terzo settore;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a rinforzare, anche attraverso nuove modalità organizzative in sinergia con le ASL e le AO, gli interventi di medicina penitenziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a sollecitare la creazione di accordi al livello comunitario che consentano ai detenuti provenienti da Stati dell’Unione Europea a scontare la pena detentiva nel proprio Paese d’origine;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a porre in essere un piano strutturale di edilizia carceraria che consenta di aumentare la capienza delle strutture penitenziarie presenti sul territorio di Regione Lombardia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a mettere in atto misure che consentano ai detenuti meno pericolosi di svolgere, in determinate condizioni di sicurezza, lavori di pubblica utilità &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1504478101364717039?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1504478101364717039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1504478101364717039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/ordine-del-giorno-1712012-consiglio.html' title='Ordine del giorno 17.1.2012  Consiglio regionale della Lombardia'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-333380772380538207</id><published>2012-01-24T18:59:00.000Z</published><updated>2012-01-24T19:00:45.793Z</updated><title type='text'>Arrivano le Carceri SpA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Valerio Valentini - Byoblu.com&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Davvero curiosa quest’idea di superare le crisi economiche con le privatizzazioni. Continuiamo a vendere, pezzo a pezzo, tutta la nostra struttura statale, fatta di servizi e di istituzioni, ai privati, illudendoci che costoro perseguano il benessere del popolo e non l’impinguamento delle loro tasche. L’idea di fondo sembra essere questa: siccome garantire ai cittadini certi servizi comporta allo Stato costi elevati, allora cediamo la gestione e l’esercizio di quei servizi all’imprenditore di turno, cosicché quei costi se li sobbarchi lui. Ci illudiamo così di aver tagliato le spese e non ci accorgiamo che quello che tagliamo davvero è la nostra libertà, dal momento che, demandando ai privati le gestione di servizi che sono pubblici, veniamo esautorati del diritto di decidere sul modo di far funzionare quei determinati servizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, non bastavano le autostrade e le banche: pare che il governo voglia cedere ai privati anche la gestione delle carceri. Questo si evince dall’articolo 44 del Decreto Liberalizzazioni, nel quale si prevede di ricorrere ad un “project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie”. Si intende, cioè, demandare a concessionari l’onere di finanziare e gestire le carceri ed i servizi connessi, “a esclusione della custodia”, in cambio di una tariffa prestabilita e non modificabile, determinata “al momento dell'affidamento della concessione, e da corrispondersi successivamente alla messa in esercizio dell'infrastruttura realizzata”. Questa concessione “ha durata non superiore a venti anni” ed i rischi economici legati alla costruzione e alla gestione dell’opera sono tutti a carico del concessionario. Se la società fallisce, cioè, lo Stato non interviene a finanziarla. Inoltre, “il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture […] con il finanziamento di almeno il venti per cento del costo di investimento”. Si fa esplicito obbligo, cioè, di coinvolgere le fondazioni bancarie nel finanziamento dell’opera di costruzione e di gestione delle carceri. Tutto ciò, stando a quanto si apprende dall’articolo, servirebbe “a fronteggiare la grave situazione di emergenza conseguente all'eccessivo affollamento delle carceri”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto, la domanda che sorge spontanea è questa: se davvero tutto questo progetto serve ad ovviare al sovraffollamento delle carceri, perché non si cerca di recuperare le almeno cento carceri inutilizzate, lasciate marcire, in attesa soltanto del collaudo o complete in tutto e per tutto, oppure abbandonate e riconvertite in deposito di rifiuti, in palestre, in pastifici o più miseramente in dormitori per indigenti e sfrattati? Ce ne sono a Foggia, Monopoli, Catanzaro, Vibo Valentia, Crotone, in Irpinia, a Udine, Gorizia, Pinerolo, Mantova, Ferrara, Pistoia, Massa-Carrara, Ancona, Pescara, Napoli, Bari, Altamura, Gela, Caltanissetta, Agrigento. E poi ovviamente ci sono i super-carceri di Pianosa e dell’Asinara, dove si potrebbero trasferire i boss dei boss, a cui va impedito di comunicare con l’esterno e di continuare ad essere padrini anche da dietro le sbarre. Sarebbe un’operazione molto più rapida ed estremamente più economica, oltreché intelligente dal punto di vista ecologico, dal momento che farebbe risparmiare tonnellate e tonnellate di cemento. Invece, quando si parla di carceri, in Italia la parola d’ordine è costruire: il che significa nuovi soldi, nuovi appalti e nuovi accordi tra politici e imprenditori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna specificare che non è una novità di Monti e dei suoi ministri: l’idea di privatizzare le carceri nasce in America negli anni ’80, sotto il governo Reagan, e prende piede, oltre che negli Usa, anche in Australia ed Inghilterra. Eppure l’esperienza non si è rivelata così positiva come tutti si aspettavano: innanzitutto il risparmio effettivo derivato dalle privatizzazioni è stato ben inferiore a quello previsto. Le società concessionarie da un lato si vantano di garantire maggiore efficienza e costi molti ridotti, ma dall’altro non sono mai in grado di dimostrare quanto affermano nelle loro campagne propagandistiche. C’è addirittura chi, come il “Department of Research for the American Federation of State, County and Municipal Employees” - uno dei più grandi sindacati americani -, ribatte che “dalla privatizzazione delle carceri non é derivato né un risparmio economico né un miglioramento nella qualità del servizio fornito”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è soltanto una questione di costi. La “Commissione per la lotta contro la discriminazione e per la protezione delle minoranze” dell’Onu bacchetta da più di vent’anni quei paesi, in special modo gli States, che perseguono una politica di privatizzazioni delle infrastrutture carcerarie. La responsabilità del rispetto dei diritti umani, secondo le Nazioni Unite, deve ricadere sullo Stato e non può essere demandata a privati. E molte organizzazioni umanitarie denunciano le forti pressioni delle lobby impegnate nella costruzione di nuove carceri affinché i governi statunitensi ed australiani adottino leggi più severe che tendano ad aumentare la popolazione carceraria e riducano le pene alternative come la libertà vigilata e gli arresti domiciliari. Non solo: le condizioni di vita e di sicurezza, nelle carceri private, sono ben peggiori di quelle pubbliche, tanto che spesso vengono segnalati e denunciati casi di lavoro forzato e di sfruttamento dei detenuti. Tanto nessuno controlla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno potrà obiettare che anche all’Ucciardone o a Poggio Reale le condizioni non sono certo quelle di un Grand Hotel. Ma il punto è proprio questo: essendo le nostre carceri pubbliche abbiamo tutto il diritto, in quanto cittadini dello Stato italiano, di pretendere che si adottino provvedimenti volti a migliorare la sicurezza ed il rispetto dei diritti dei detenuti. Se invece cederemo le carceri ai privati, loro rivendicheranno una piena autonomia di gestione, in virtù del fatto che sono loro a finanziare quelle strutture. Eppure il sistema carcerario è un aspetto fondamentale di uno Stato. Esso garantisce il recupero alla società civile di individui che hanno sbagliato. Deve essere un’officina in cui le persone “colpevoli” dei reati puniti con la reclusione ritrovino le motivazioni e la voglia di reinventarsi. Ed è per questo che le carceri sono la cartina al tornasole di una società: se funzionano, ne mostrano l’alto tasso di civiltà; viceversa denunciano l’esistenza di seri problemi e di un malessere sociale pericoloso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' chiaro a tutti che le carceri italiane, così come sono oggi, rappresentano un mostruoso abominio, come documentato da Samanta Di Persio. Ma venderle alle banche significherebbe una ammissione di impotenza dello Stato nel risolvere problemi importanti. E darebbe, magari, avvio ad un processo molto rischioso di privatizzazione generale di tutti quei servizi che non funzionano, o che dovrebbero funzionare.Oggi si prendono le carceri e l’acqua pubblica, ignorando persino un referendum dell'anno scorso. Poi verranno a prendersi le scuole, la Rai, i trasporti. Alla fine, un bel giorno, ci alzeremo e scopriremo che l’Italia è stata rilevata a prezzi stracciati da quattro banchieri, che hanno speculato sulla crisi per fagocitare servizi e strutture pubbliche. E allora, forse, capiremo il significato di una privatizazione selvaggia e indiscriminata. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-333380772380538207?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/333380772380538207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/333380772380538207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/arrivano-le-carceri-spa.html' title='Arrivano le Carceri SpA'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1518902976721292577</id><published>2012-01-24T18:57:00.002Z</published><updated>2012-01-24T18:59:26.730Z</updated><title type='text'>PATRIZIO GONNELLA – No alla privatizzazione delle carceri voluta dal governo Monti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;micromega&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Vecchia e brutta storia quella della privatizzazione delle carceri. Nata negli anni del reaganismo ha trovato terreno fertile in Inghilterra. In Italia dal 1999 in poi ci sono stati molti tentativi di togliere il monopolio pubblico della esecuzione della pena. Iniziò Piero Fassino, quando era Guardasigilli, a dare messaggi in questa direzione. Poi ci provò il leghista Castelli dando vita a una società, la Dike Aedifica, che doveva vendere carceri vecchie e comprare carceri nuove nonché fare affari penitenziari di varia natura. Non se ne fece nulla. Si avviarono le inchieste giudiziarie nei confronti dei consulenti edilizi del ministro ingegnere Castelli. Per la Corte dei Conti la società non esisteva, essendo stata illegalmente costituita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi Berlusconi, di rientro da un viaggio in Cile, disse che l’Italia avrebbe dovuto copiare il modello penitenziario privato cileno. A seguire fallì il tentativo di assegnare alla comunità di Muccioli una casa lavoro in Emilia. Nell’ultimo decennio sono stati annunciati leasing immobiliare e project financing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì scorso, pare che nel decreto liberalizzazioni, sia comparsa la seguente norma: “Al fine di realizzare gli interventi necessari a fronteggiare la grave situazione di emergenza conseguente all’eccessivo affollamento delle carceri, si ricorre in via prioritaria alle procedure in materia di finanza di progetto. E’ riconosciuta a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastruttura e per i servizi connessi, a esclusione della custodia, determinata in misura non modificabile al momento dell’affidamento della concessione. E’ a esclusivo rischio del concessionario l’alea economico-finanziaria della costruzione e della gestione dell’opera. La concessione ha durata non superiore a venti anni”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una norma pericolosa, non conforme alla mission costituzionale del sistema penitenziario, inaccettabile dal punto di vista del diritto interno e internazionale. Dal 1990 le Nazioni Unite condannano quei Paesi, Usa in primis, che hanno adottato programmi selvaggi di privatizzazione. I diritti umani in quelle carceri sono considerati un optional accidentale. Nessuno può mettere naso nei bilanci e nelle politiche delle multinazionali della sicurezza. Sono ricomparsi i lavori forzati nel nome del lucro dei carcerieri. Le politiche penali le fanno le società private che hanno bisogno di detenuti per riempire le loro galere. Così negli Usa siamo arrivati a 2 milioni di prigionieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora anche in Italia compare una norma che conferisce ai privati la possibilità di costruire un carcere e gestirlo, previa concessione governativa. Ovviamente un imprenditore fa un investimento del genere se sa che poi quel carcere si andrà a riempire. E dalla gestione della prigione che quell’imprenditore ci guadagna denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le politiche penali messe nelle mani della cricca non sono proprio una bella cosa. In questo modo il sovraffollamento esploderà nel nome del profitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Patrizio Gonnella &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1518902976721292577?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1518902976721292577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1518902976721292577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/patrizio-gonnella-no-alla.html' title='PATRIZIO GONNELLA – No alla privatizzazione delle carceri voluta dal governo Monti'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5998021736367068365</id><published>2012-01-24T18:55:00.002Z</published><updated>2012-01-24T18:56:52.204Z</updated><title type='text'>Fp-Cgil: "No alla privatizzazione delle carceri"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;ROMA – ''Da tempo l'immobilismo delle istituzioni ha creato una vera e propria emergenza umanitaria nel sistema penitenziario. Con il decreto legge sulle liberalizzazioni e la previsione dell'ingresso dei privati per la realizzazione e la gestione di strutture penitenziarie attraverso il project financing, lo Stato italiano dichiara definitivamente il proprio disimpegno. Siamo alla privatizzazione delle carceri. Il Governo dei tecnici ha trovato una soluzione per l'emergenza: esternalizzare i problemi per ridurre i costi. Un errore sul quale chiediamo un immediato incontro con la Ministra Severino'', con queste parole Fabrizio Fratini, Segretario Nazionale Fp-Cgil, commenta il contenuto dell'art. 44 del decreto legge sulle liberalizzazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Mettere sul mercato la gestione di strutture in cui le persone vengono private delle proprie liberta' ci sembra francamente un eccesso di liberismo. Lasciando da parte la totale assenza di garanzie che traspare dai tre scarni commi dell'articolo 44, dichiariamo la nostra totale contrarieta' a questo disimpegno da parte dello Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il paradosso – continua Fratini – e' che questa scelta arriva nella fase piu' critica per il sistema, con il numero di detenuti ormai pericolosamente vicino alla soglia dei 70mila, e all'indomani della sostanziale impasse registrata sul ddl carceri. Da un lato non si interviene per limitare le storture del sistema, molte delle quali causate dai provvedimenti propagandistici del Governo Berlusconi e dell'Ex Ministro Alfano, soprattutto per quel che riguarda i detenuti in attesa di giudizio o ad esempio quelli ristretti a causa delle leggi Bossi-Fini e Fini-Giovanardi. Dall'altro non si investe nel sistema e lo si lascia in pasto ai privati, ignorando il richiamo della Corte dei Conti che sul tema delle esternalizzazioni ha chiaramente fatto emergere il maggior costo per la collettivita' rispetto alla gestione pubblica. Si lascia il campo con disonore – conclude il sindacalista – un disastro''.&lt;br /&gt;blitz quotidiano &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5998021736367068365?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5998021736367068365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5998021736367068365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/fp-cgil-no-alla-privatizzazione-delle.html' title='Fp-Cgil: &quot;No alla privatizzazione delle carceri&quot;'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3709016801763080088</id><published>2012-01-24T18:51:00.001Z</published><updated>2012-01-24T18:52:38.326Z</updated><title type='text'>Giustizia: intervista a Francesco Maisto; sovraffollamento per colpa di leggi "carcerogene"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Alberto Laggia - Famiglia Cristiana, 24 gennaio 2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un mese per metter fuori dalle carceri migliaia di detenuti. Bisogna fare qualcosa subito, "a leggi ferme", prima che sia troppo tardi". Decongestionare le carceri non è più una delle tante emergenze della giustizia italiana, ma l'emergenza prioritaria, assoluta. L'appello ultimativo è quello del presidente del Tribunale di sorveglianza dell'Emilia Romagna, Francesco Maisto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è stato un tempo in cui le nostre carceri non soffrivano di sovraffollamento?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Certo. E non troppi anni fa. Prima dell'ultimo indulto del 2006, i detenuti in carcere erano 40 mila e altrettanti erano i sottoposti a misure alternative. Senza che si lamentassero problemi d'aumento di criminalità. Poi s'è fatto crescere un carcere diverso da quello uscito dalla riforma e da quello descritto dal dettato costituzionale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali sono le cause del drammatico sovraffollamento carcerario attuale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nasce dalle cosiddette "leggi carcerogene" approvate in questi ultimi anni: leggi, cioè, che hanno previsto ipotesi di reato che prima non esistevano, o che hanno inasprito le pene per reati già esistenti. O, ancora, che impediscono la sospensione dell'ordine di esecuzione che bloccava per molti reati l'ingresso in carcere in attesa della decisione del Tribunale di sorveglianza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così l'afflusso nei penitenziari è diventato abnorme...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"E ciò è stato deciso senza sapere se si sarebbe riusciti a gestire questa nuova situazione. Senza riflettere sugli effetti per le condizioni di vita dei detenuti, diventati dei numeri e trattati come animali. L'unica preoccupazione diventa quella della sicurezza: la prevenzione dell'evasione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Condizioni disumane che stanno alimentando il fenomeno dei suicidi in cella...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Le leggi carcerogene hanno trasportato in carcere il malessere delle categorie sociali più emarginate: tossicodipendenti, alcolisti, pazienti psichiatrici, senza fissa dimora. La cosiddetta "detenzione sociale". Un esempio? Nel carcere bolognese della Dozza i Padri Dehoniani hanno scoperto che il 90 per cento dei detenuti non tiene neanche cinque euro sul conto bancario. Queste persone, desocializzate già prima, finiscono per non trovare prospettive in carcere. Così la cella diviene l'anticamera dell'autolesionismo e del suicidio. Ma oggi il malessere è così generalizzato che colpisce duramente anche le guardie carcerarie: i suicidi tra la Polizia penitenziaria sono una triste novità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo sistema, oltreché inefficace dal punto di vista della rieducazione e del recupero in società, a leggere le percentuali della recidività, pare essere anche anti-economico. È così?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Sicuramente. Basta fare un semplice confronto: per ogni detenuto lo Stato paga dai 150 ai 250 euro al giorno. Un ex detenuto che viene ospitato, invece, dall'associazione Papa Giovanni XXIII, per esempio, costa solo 30 euro al giorno. Non diventa, questa, un'opzione preferibile al carcere? Come si può conciliare, poi, una politica che riempie le prigioni con i tagli drammatici alla spesa pubblica? Insomma: in questo caso, la miglior politica è quella a minor prezzo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'amnistia o l'indulto possono essere una soluzione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"No. Sono contrario. L'amnistia è deresponsabilizzante, sebbene avrebbe il grande vantaggio di liberare il tavolo dei giudici dai fascicoli dei processi. Senza opportunità fuori dal carcere, in breve l'ex detenuto torna dentro. Bastano le misure alternative, poche pratiche virtuose, e far andare a regime i Tribunali di sorveglianza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che giudizio dà dei provvedimenti nel cosiddetto "pacchetto Severino" allo scopo di decongestionare gli istituti di pena italiani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Finalmente si esce dalla logica dei Pacchetti sicurezza e si comincia a intravedere un orizzonte di efficienza della giustizia penale e di efficacia delle pene, nel rispetto della dignità delle persone condannate. Le soluzioni normative (Decreto Legge e Disegno di legge) corrono, però, il rischio di non produrre subito gli effetti di riduzione delle carcerazioni inutili. Senza immediati strumenti operativi le riforme resteranno lettera morta. Buona, allora, mi pare la scelta di fare di regola i processi per direttissima, nei casi di arresto in flagranza, ma sarebbero utili i supporti socio-assistenziali per la presa in carico dei tanti arrestati per reati lievi in condizione di marginalità sociale, psichica, tossicodipendenti, eccetera".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3709016801763080088?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3709016801763080088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3709016801763080088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/giustizia-intervista-francesco-maisto.html' title='Giustizia: intervista a Francesco Maisto; sovraffollamento per colpa di leggi &quot;carcerogene&quot;'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2656134536218454510</id><published>2012-01-23T22:11:00.001Z</published><updated>2012-01-23T22:17:22.067Z</updated><title type='text'>Carcere. Severino: mai perdere di vista i diritti dell'uomo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;23 gennaio 2012 - VITA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la visita al carcere di Sollicciano il Guardasigilli guardando al futuro parla di forme alternative&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche in carcere non si devono perdere di vista i diritti umani. Una sottolineatura che arriva dal ministro della Giustizia Paola Severino. «Il carcere è, sì, un luogo di espiazione ma che non deve perdere di vista i diritti dell'uomo. L'uomo in carcere è un uomo sofferente, che deve essere rispettato. Oggi, invece il carcere è una tortura più di quanto non sia la detenzione che deve portare invece alla rieducazione» Ha infatti detto il ministro Severino nel corso di una conferenza stampa al termine della sua visita al carcere fiorentino di Sollicciano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Guardasigilli ha raccontato di aver incontrato numerosi carcerati e di aver ascoltato le loro storie di speranza e disperazione. «Abbiamo, con i detenuti, anche pensato al cammino che si sta percorrendo, che vorrebbe mettere insieme un insieme di piccole misure; che, però, tutte riunite potrebbero dare un sollievo alla situazione carceraria», ha precisato Severino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul problema del sovraffollamento il ministro ha spiegato che «quello che si deve fare in una proiezione futura è di mettere insieme una serie di forme alternative alla detenzione. Forme che rendano effettivo il principio per cui la detenzione deve essere veramente l'ultima spiaggia, da attivare quando le altre strade non si possono più percorrere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Paola Severino si tratta di «un rovesciamento di proporzioni: è normale la misura alternativa al carcere; il carcere deve rappresentare una misura eccezionale, che come tale deve essere espressamente motivata. Ciò non vuol dire dare la libertà a tutti o negare le esigenze di difesa sociale, ma vuol dire riservare il carcere alle sole situazioni nelle quali le esigenze di difesa sociale prevalgono su quelle di un'alternativa alla carcerazione». &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2656134536218454510?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2656134536218454510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2656134536218454510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/carcere-severino-mai-perdere-di-vista-i.html' title='Carcere. Severino: mai perdere di vista i diritti dell&apos;uomo'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-609745596718981725</id><published>2012-01-23T22:08:00.001Z</published><updated>2012-01-23T22:10:48.510Z</updated><title type='text'>Il ministro della Giustizia Severino  “Amnistia? Sì, se lo vuole il Parlamento</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;23.1.2012 FATTO QUOTIDIANO&lt;br /&gt;"Il punto di partenza risiede in un accordo tra le forze parlamentari che riesca a raggiungere una maggioraranza qualificata", ha detto dopo la visita al carcere di Sollicciano. E sui diritti dei detenuti ha sottolineato: "Si deve pensare subito a misure alternative"&lt;br /&gt;Il ministro della Giustizia Paola Severino torna a parlare di amnistia. E come quando a metà dicembre presentò il decreto ‘svuota carceri’ dicendo che non avrebbe contrastato un’eventuale indicazione proveniente dal Parlamento, anche oggi, parlando con i giornalisti al termine della visita al carcere di Sollicciano, la titolare del dicastero di via Arenula ha ribadito la necessità di “una maggioranza parlamentare estremamente qualificata”: “se questa maggioranza parlamentare si verificherà, si cimenterà – ha spiegato la Severino – certamente sarà possibile anche realizzare l’amnistia”. “Il punto di partenza – ha specificato il ministro – non è in questo caso un progetto, ma un accordo tra le forze parlamentari che riesca a raggiungere una maggioraranza qualificata”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella struttura fiorentina il ministro ha incontrato operatori e detenuti, ascoltando e confrontandosi sulle varie questioni aperte. “Il carcere è, sì, un luogo di espiazione, ma non deve perdere di vista i diritti dell’uomo, ha detto la Severino sottolineando che “l’uomo in carcere è un uomo sofferente, che deve essere rispettato” e questo oggi non accade visto che “attualmente il carcere è una tortura più di quanto non sia la detenzione che deve portare invece alla rieducazione”. “Con i detenuti – ha proseguito Severino – abbiamo anche pensato al cammino che si sta percorrendo, che vorrebbe mettere insieme un insieme di piccole misure. Che, però tutte riunite potrebbero dare un sollievo alla situazione carceraria. Quello che si deve fare in una proiezione futura – ha proseguito il ministro – è mettere insieme una serie di forme alternative alla detenzione. Che rendano effettivo il principio per cui la detenzione deve essere veramente l’ultima spiaggia, da attivare quando le altre strade non si possono più percorrere”. Si tratta di “un rovesciamento di proporzioni” in cui diventa “normale” la misura alternativa ed “eccezionale”, quindi “espressamente motivata”, quella “carceraria”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Severino si concentra anche sulla situazione delle madri detenute che si trovano in carcere con i propri bambini: “Gli ultimi dieci minuti della mia visita li ho passati nel nido – ha detto il ministro – Credetemi, è straziante vedere dei bambini che con le loro madri in carcere. Anche lì la soluzione non è facile – ha aggiunto – Ma le case famiglia, l’attivazione di sistemi alternativi al carcere credo che siano la vera soluzione praticabile”. Perché “non si può pensare che al compimento dei tre anni venga strappato dall’unico luogo che ha conosciuto e dalla madre, con la quale ha vissuto i primi tre anni della sua vita, e portato via”. Oggi – ha concluso il ministro – si cerca di alleviare con gli asili nido. Ho incontrato operatori straordinariamente bravi, che aiutano le mamme. Ma non è quella la strada principale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma nello stesso giorno in cui il ministro apre a una politica conciliante nei confronti dei detenuti, a Bolzano si registra una rivolta che ha coinvolto una cinquantina di carcerati. La situazione è tornata sotto controllo, ma nel pomeriggio i detenuti erano riusciti a prendere il controllo di un intero piano della casa circondariale di via Dante. A seguito della protesta 20 dei 60 detenuti della II sezione saranno trasferiti in altre case circondariali, come riferito dalla direttrice del carcere Anna Rita Nuzzaci, che ha confermato: “Non ci sono feriti”. La protesta – ha precisato – è iniziata alle ore 15 e consisteva nell’appiccare piccoli focolai e fare rumore con pentolini alle grate delle finestre. Dopo un primo intervento gli agenti penitenziari e l’invito di redigere un promemoria la situazione sembrava già sotto controllo ma poco dopo la situazione è degenerata. “A questo punto – ha riferito la direttrice – abbiamo dato l’allarme e chiesto l’intervento delle forze dell’ordine”. Sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia penitenziaria, in tutto una settantina di persone. “La situazione – ha detto il questore Dario Rotondi – è velocemente tornata sotto controllo”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-609745596718981725?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/609745596718981725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/609745596718981725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/il-ministro-della-giustizia-severino.html' title='Il ministro della Giustizia Severino  “Amnistia? Sì, se lo vuole il Parlamento'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-6729534156532692157</id><published>2012-01-23T21:27:00.002Z</published><updated>2012-01-23T21:33:59.511Z</updated><title type='text'>Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia Scrive al Ministro sul taglio degli organici negli Uepe</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Organismi nazionali: Arci - Antigone - Comunità Papa Giovanni XXIII - Caritas Italiana - Libera - Società San Vincenzo De Paoli -SEAC - Jesuit Social Network-Italia Onlus&lt;br /&gt;Rete territoriale: 18 Conferenze Regionali Volontariato Giustizia&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;On. Paola Severino&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egregio Ministro,&lt;br /&gt;le scriviamo per esprimerle ne nostre perplessità in merito ai tagli previsti negli organici in dotazione agli UEPE.&lt;br /&gt;Negli anni precedenti avevamo espresso una posizione critica verso la Legge 154/2005 (Legge Meduri) che aveva modificato la denominazione dei “Centri di Servizio Sociale per Adulti” in “Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna”. Già allora il cambio della definizione non ci era sembrata una mera riformulazione lessicale, ma un disegno più vasto di ristrutturazione di questi uffici che, in questo arco di tempo dalla riforma penitenziaria, hanno dato prova di saper lavorare con capacità e competenza nelle difficili situazioni relative all’esecuzione esterna della pena, considerate anche le storiche scarse risorse previste per le misure alternative.&lt;br /&gt;L’integrazione con il territorio, l’individualizzazione del progetto riabilitativo, la messa in rete delle risorse, la centralità posta sulla restituzione della responsabilità ai soggetti in merito al proprio percorso risocializzante attraverso la costante relazione con gli operatori sono da sempre elementi costitutivi di questi servizi che hanno contribuito in modo sostanziale a far si che l’esecuzione penale esterna determini meno recidive rispetto le carcerazioni. Vi sono ben sei ricerche del Ministero della Giustizia e del DAP che smentiscono che il carcere sia la soluzione migliore: la recidiva di chi è stato detenuto avviene sette volte su dieci. Ben diverse sono invece le percentuali (2 su 10) di persone che hanno usufruito delle misure alternative. Non sarà forse perché un detenuto in esecuzione penale esterna può godere di quei diritti fondamentali ( la salute, gli affetti, la possibilità di lavorare, di essere ascoltato quando ne ha bisogno) che in carcere sono invece così impraticabili?&lt;br /&gt;Riteniamo che i tagli previsti (meno 35% di assistenti sociali, meno 27% di educatori) siano decisioni che, di fatto, vadano in palese contrasto con proposte legislative sul potenziamento delle misure alternative avanzate dal Governo e con le affermazioni di tutti coloro che sono a vario titolo impegnati nell’esecuzione penale, introducendo anzi forti invece elementi di criticità in una idea di servizio nato come “sociale” e che trae la sua efficacia dall’essere e rimanere tale. Lei stessa, nella Sua relazione sull’Amministrazione delle Giustizia presentata al Parlamento il 17 gennaio, auspica un migliore utilizzo di queste misure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il calo del personale porterebbe una conseguente diminuzione del tempo destinato alle persone, quindi il tempo “sociale”, configurandolo solo come un tempo di controllo della misura, e non come un tempo di costruzione di una relazione con la persona.&lt;br /&gt;L’elevata spesa tuttora prevista per l’edilizia carceraria potrebbe essere, almeno in parte, diversamente destinata in risorse che potenzino i fattori necessari per il recupero; senza questi fattori, le dichiarazioni riferite alla sicurezza rischiano di risultare svuotate di opportunità e di prassi. Sappiamo che vere politiche per la sicurezza possono trovare fondamento solo su vere risposte sociali.&lt;br /&gt;Ricordiamo che nel bilancio del DAP le strutture per l’esecuzione penale esterna assorbono oggi circa il 5% del budget contro il 95% degli Istituti Penitenziari. La nostra proposta è quella di portare la disponibilità per le misure alternative al 10% nei prossimi tre anni, senza ulteriori aggravi di bilancio, e poi al 20% nei successivi tre anni.&lt;br /&gt;Andrebbe poi, contestualmente, immediatamente attivato un “Piano sociale straordinario per le carceri” di sostegno al reinserimento sociale per coloro che escono o che potrebbero uscire dal carcere, attraverso la formazione, il sostegno lavorativo, l’attivazione del terzo settore e dell’associazionismo.&lt;br /&gt;Una coraggiosa inversione di rotta, che distribuisca le risorse in questa ottica, non può che costituire un investimento per il futuro in termini di vere risposte alla popolazione soggetta a misure penali.&lt;br /&gt;Il potenziamento dell’area della detenzione sociale, aumentato negli ultimi anni e che comprende in buona parte tossicodipendenti, immigrati, persone con problemi psichici o in stato di abbandono sociale richiede risposte di sostegno, affinché queste situazioni critiche non trovino solo il carcere come unica strada ma risposte adeguate nei servizi territoriali (con particolare riferimento alle detenzioni e alle dismissioni negli OPG). E’ quindi il momento di privilegiare la strada delle misure alternative alla detenzione. Se il fine della pena è la risocializzazione, bisogna che l’operatività si rivolga verso la società. Esistono già delle soluzioni migliori di alternativa al carcere e i dati lo confermano; si tratta solo di praticarle.&lt;br /&gt;Elisabetta Laganà, presidente CNVG &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-6729534156532692157?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6729534156532692157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6729534156532692157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/conferenza-nazionale-volontariato.html' title='Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia Scrive al Ministro sul taglio degli organici negli Uepe'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7227269540109116144</id><published>2012-01-23T21:23:00.001Z</published><updated>2012-01-25T20:04:47.383Z</updated><title type='text'>LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DI ALCUNI DIRIGENTI PENITENZIARI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Signora Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;Prof. Avv. Paola Severino&lt;br /&gt;Signor Sottosegretario alla Giustizia&lt;br /&gt;Prof. Salvatore Mazzamuto&lt;br /&gt;Signor Sottosegretario alla Giustizia&lt;br /&gt;Prof. Andrea Zoppini&lt;br /&gt;Signor Capo del Dipartimento A. P.&lt;br /&gt;Dott. Franco Ionta&lt;br /&gt;Signor Vice capo Vicario del Dipartimento&lt;br /&gt;Dott. Emilio di Somma&lt;br /&gt;Signora Vice capo del Dipartimento&lt;br /&gt;Dott.ssa Simonetta Matone&lt;br /&gt;Signor Direttore Generale del Personale&lt;br /&gt;Dott. Riccardo Turrini Vita&lt;br /&gt;Signora Direttore Generale&lt;br /&gt;dell’Esecuzione Penale Esterna&lt;br /&gt;Dott.ssa Luigia Mariotti Culla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;APPELLO PER IMPEDIRE LO SMANTELLAMENTO&lt;br /&gt;DELLE ATTIVITÀ TRATTAMENTALI NELL’ESECUZIONE PENALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ha invitato per il giorno 13 gennaio le organizzazioni sindacali ad un incontro per discutere di “Dotazioni organiche degli Uffici e Servizi e problematiche degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna”, allegando alla convocazione le tabelle sulle dotazioni organiche da rideterminare entro il 31 marzo 2012.&lt;br /&gt;La lettura delle tabelle suscita grande preoccupazione, poiché i tagli apportati ai ruoli degli assistenti sociali e degli educatori infliggono un colpo durissimo, quasi definitivo, alle residue aspettative di potenziamento operativo dell’esecuzione penale esterna e del settore trattamentale degli istituti.&lt;br /&gt;Per gli uffici di esecuzione penale esterna la proposta di pianta organica sancisce il ritorno indietro di 15 anni e la effettiva impossibilità per l'amministrazione di assicurare i compiti istituzionali in tale settore, in particolare gli accertamenti per l’ammissione dei detenuti alla detenzione domiciliare prevista dal recente decreto legge n. 211 del governo, le verifiche domiciliari e di lavoro per gli ammessi a misure alternative, le indagini per il trattamento dei detenuti.&lt;br /&gt;Emerge, infatti che, rispetto alla pianta organica del 2006, gli assistenti sociali vengono falcidiati più di tutte le altre qualifiche (meno 35%: 567 su 1621); subito dopo gli educatori (meno 27%; 369 su 1367); complessivamente le due figure cardine dell'area trattamentale perdono complessivamente 936 posti di funzione su 2988 (-31%).&lt;br /&gt;Per gli uffici di esecuzione penale esterna la situazione viene aggravata dalla contestuale mancanza del 30% dei dirigenti, dalla mortificazione dei funzionari che dirigono uffici non dirigenziali e dall’azzeramento dei mezzi e delle risorse.&lt;br /&gt;Sono dieci anni che l’Amministrazione penitenziaria non assegna risorse e personale agli U.E.P.E.&lt;br /&gt;Tali scelte sono in evidente conflitto con proposte legislative presentate dal Governo e con le dichiarazioni di principio che i vertici del Ministero della Giustizia e del Dipartimento rilasciano in ogni sede, in ordine alla volontà di sviluppare il settore delle misure alternative e sanzioni di comunità, del trattamento penitenziario e di ridurre il sovraffollamento delle carceri.&lt;br /&gt;Riteniamo che i pur necessari risparmi debbano essere ottenuti non con tagli alle professionalità meno “protette”, ma con scelte coraggiose che non ascoltino la voce delle corporazioni interne, assecondando quelle al momento più forti, bensì salvaguardino prima di tutto le professionalità che assicurano l’espletamento dei servizi al cittadino.&lt;br /&gt;Chiediamo, pertanto, che gli Organi cui competono le scelte politiche stabiliscano come prioritario il mantenimento degli organici delle professionalità il cui lavoro è direttamente finalizzato alla realizzazione dei compiti istituzionali trattamentali previsti dall’ordinamento, quali assistenti sociali ed educatori.&lt;br /&gt;Chiediamo che sia risolta definitivamente l’ormai persistente mancanza di dirigenti degli uffici di esecuzione penale esterna, senza ridurre ulteriormente le sedi dirigenziali ma facendo i concorsi da anni necessari ed oggi urgenti.&lt;br /&gt;Chiediamo che si abbia il coraggio di fare scelte chiare in tale direzione, procedendo ai tagli richiesti dalla legge, se confermati, intervenendo sugli organici delle funzioni di supporto, certamente importanti, ma non prioritarie come i ruoli direttamente impegnati nell’attività istituzionale dell’amministrazione penitenziaria, che vanno potenziati.&lt;br /&gt;Se realmente si vuole riportare a livelli fisiologici il ricorso alla carcerazione, è urgente spostare risorse dal carcere all'esecuzione penale esterna, in modo che gli uffici competenti abbiano i mezzi necessari per evitare il fallimento delle nuove sanzioni che si afferma di voler introdurre.&lt;br /&gt;Chiediamo agli operatori penitenziari, ai rappresentanti politici ed istituzionali, alle associazioni culturali e del volontariato, alle organizzazioni sindacali di farsi portatori di tale orientamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dirigenti di esecuzione penale esterna&lt;br /&gt;Eustachio Vincenzo Petralla, Milena Cassano, Laura Borsani, Emilio Molinari, Rita Andrenacci, Pietro Guastamacchia, Elena Paradiso,Chiara Ghetti, Paola Schiaffelli, Salvatore Nasca. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7227269540109116144?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7227269540109116144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7227269540109116144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/lattera-aperta-al-ministro-della.html' title='LETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DI ALCUNI DIRIGENTI PENITENZIARI'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2627050424174096340</id><published>2012-01-23T21:13:00.001Z</published><updated>2012-01-23T21:23:17.999Z</updated><title type='text'>PREVISIONE DAP NUOVE PIANTE ORGANICHE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-W7tCOPcLNqc/Tx3PuaqxerI/AAAAAAAAAnQ/r8MFQUSpiyU/s1600/OGANICI.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 260px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5700941099660573362" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-W7tCOPcLNqc/Tx3PuaqxerI/AAAAAAAAAnQ/r8MFQUSpiyU/s320/OGANICI.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2627050424174096340?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2627050424174096340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2627050424174096340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/previsione-dap-nuove-piante-organiche.html' title='PREVISIONE DAP NUOVE PIANTE ORGANICHE'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-W7tCOPcLNqc/Tx3PuaqxerI/AAAAAAAAAnQ/r8MFQUSpiyU/s72-c/OGANICI.jpg' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3933947302131633377</id><published>2012-01-23T21:08:00.002Z</published><updated>2012-01-23T21:12:55.174Z</updated><title type='text'>LETTERA APERTA OO.SS. AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Al Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;Avv. Paola SEVERINO&lt;br /&gt;per conoscenza,&lt;br /&gt;Al Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;Prof. Sen. Mario MONTI&lt;br /&gt;Al Capo del DAP&lt;br /&gt;Pres. Franco IONTA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Signor Ministro,&lt;br /&gt;siamo costretti a rilevare l’evidente incoerenza tra quanto si afferma in tema di stato di emergenza della situazione carceraria con l’intenzione, comunicata alle OO.SS., in data 13.1.2012, di tagliare gli organici del Personale Penitenziario non appartenente ai ruoli del Corpo della Polizia Penitenziaria, in ossequio alla Legge n. 148/2011 e precedenti.&lt;br /&gt;E’ davvero incomprensibile, irragionevole, incongruo - finanche irresponsabile - non voler comprendere che tutto il Personale Penitenziario è impegnato ad assicurare, tra notevoli difficoltà, quelle attività istituzionali necessarie alla funzionalità del sistema penitenziario e, quindi, alla tenuta della sicurezza nazionale.&lt;br /&gt;La Funzione Pubblica ed il Ministero dell’Economia, nonostante l’accertata gravità della situazione carceraria, ritengono non dover escludere il Personale Penitenziario dai tagli del pubblico impiego.&lt;br /&gt;La giudichiamo una decisione gravissima, capace di accelerare l’esplosione del sistema penitenziario.&lt;br /&gt;D’altro canto l’orientamento di confermare i tagli agli organici del personale penitenziario è in netta contraddizione con gli intendimenti del Governo che afferma di voler costruire nuovi padiglioni detentivi e nuove carceri, nonché ampliare la portata delle misure alternative.&lt;br /&gt;Ci chiediamo come possano realizzarsi tali obiettivi se non attraverso un adeguato ampliamento (altro che tagli) delle dotazioni organiche del personale necessario al funzionamento dei servizi e delle attività.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già oggi accade che moltissimi istituti penitenziari e uffici dell’esecuzione penale esterna risultino privi di direttore titolare, per non tacere delle già gravi deficienze organiche degli assistenti sociali e degli educatori.&lt;br /&gt;Così come in diversi istituti e uffici dell’esecuzione penale esterna, mancando il personale addetto a compiti amministrativo-contabili e di segreteria tecnica ed amministrativa,&lt;br /&gt;si è costretti ad impiegare unità di polizia penitenziaria che vengono distratte dai compiti istituzionali.&lt;br /&gt;Tutte le OO.SS firmatarie della presente auspicano che alla dichiarata emergenza dei proclami si passi alla concretezza dei fatti per stoppare la devastante situazione emergenziale.&lt;br /&gt;Le scriventi OO.SS., pertanto, propongono che, con procedura d’urgenza, si provveda alla sospensione delle iniziative finalizzate al taglio degli attuali organici del personale penitenziario non inquadrato nel Comparto Sicurezza, favorendo un percorso inclusivo del predetto personale nei ruoli tecnici della polizia penitenziaria.&lt;br /&gt;Le OO.SS. firmatarie del presente documento ritengono, altresì, necessario procedere a colmare i vuoti degli organici dei ruoli dirigenziali.&lt;br /&gt;Ritengono, inoltre, indispensabile una rivisitazione del D.M. di organizzazione del DAP per la quale, pur rientrando tra le prerogative Sue e del Governo, le scriventi OO.SS. offrono la piena collaborazione, scevra da ogni pregiudizio iniziale, affinchè si possa addivenire ad una condivisa elaborazione.&lt;br /&gt;Per tale ragione Le chiediamo di calendarizzare un incontro urgente con le scriventi OO.SS. per affrontare congiuntamente e sinergicamente le difficoltà del momento e le possibili&lt;br /&gt;ricadute delle scelte che andranno a definirsi.&lt;br /&gt;Roma, lì 18 gennaio 2012&lt;br /&gt;Documento Firmato :&lt;br /&gt;UIL.PA.Pen. CONFSAL - UNSA INTESA-UGL SI.DI.PE. DPS FLP USB-PI&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3933947302131633377?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3933947302131633377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3933947302131633377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/lettera-aperta-ooss-al-ministro-della.html' title='LETTERA APERTA OO.SS. AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8716957408912981460</id><published>2012-01-23T21:07:00.000Z</published><updated>2012-01-23T21:08:14.809Z</updated><title type='text'>COORDINAMENTO USB PENITENZIARI: problematiche derivanti dalla riduzione dell’organico del personale del Comparto Ministeri e delle problematiche degli</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A TUTTE LE STRUTTURE PENITENZIARIE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella giornata di venerdì 13 gennaio u.s., questa Organizzazione Sindacale ha partecipato all’incontro convocato per discutere sulle problematiche derivanti dalla riduzione dell’organico del personale del Comparto Ministeri e delle problematiche degli UEPE.&lt;br /&gt;Ha introdotto il Sig. Vice Capo del Dipartimento, Dott.ssa Matone, che ha annunciato di essere riuscita a sbloccare le assunzioni, che aspettavano da anni. Si tratta di numeri bassi, ma comunque lavoratori da anni n attesa che finiranno di aspettare. E’ stato anche rappresentato, dalla parte pubblica, anche le difficoltà che sono rappresentate dalla carenza di organico dei Dirigenti e segnatamente di Servizio Sociale&lt;br /&gt;Questa O .S. ha rappresentato che le difficoltà già presenti per motivi strutturali ed economici si aggiungono quelle derivanti da disposizioni incongrue dell’Amministrazione Centrale.&lt;br /&gt;Infatti non si può continuare a far pesare le sedi di servizio su di un personale già carente: ma non c’è carenza solo del personale di Servizio Sociale, ma anche e soprattutto di personale dii supporto. Tale circostanza costringe gli Assistenti Sociali ad essere “autarchici” con la conseguenza di diminuire il tempo – lavoro professionale per incombenze che non sono della specifica professione: quando in un Ufficio vi sono 7 Assistenti Sociali e non vi è personale di supporto, non si può richiedere a quelle stesse di ottemperare al carco di lavoro, come se i supporti ci fossero. Nasce pertanto la necessità di :&lt;br /&gt;• Fissare le priorità dell’Ufficio nell’espletamento dei carichi di lavoro,&lt;br /&gt;• Individuare interventi specificamente professionali e non puntare su interventi di tipo poliziesco, quali quelli sulla 199/10, posto che i magistrati di sorveglianza chiedono comunque le indagini di polizia,&lt;br /&gt;• Rivedere le circolari emesse da parte della DGEPE sull’orario di lavoro, che non tengono conto del contratto che, per legge prevede l’accordo con i sindacati.&lt;br /&gt;• L’apertura del terzo pomeriggio dei servizi risulta un follia soprattutto, se si considera l’esiguo numero di A.S. presenti.&lt;br /&gt;• Non solo, non si può far ricadere sui lavoratori il problema della sicurezza degli Uffici: si utilizzino strumenti tecnici e non li si costringa a stare a due a due, talvolta costringendoli a fare recuperi non dovuti, o a stare in Ufficio, rinunciando alla settimana compattata pure prevista per legge.&lt;br /&gt;Spiace dove ricorrere ai luoghi comuni: non si possono fare le nozze con i fichi secchi.&lt;br /&gt;Se l’andazzo dovesse continuare, allora è meglio prendere in considerazione l’ipotesi di chiudere gli UEPE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL COORDINAMENTO USB PENITENZIARI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 16 gennaio 2012 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8716957408912981460?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8716957408912981460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8716957408912981460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/coordinamento-usb-penitenziari.html' title='COORDINAMENTO USB PENITENZIARI: problematiche derivanti dalla riduzione dell’organico del personale del Comparto Ministeri e delle problematiche degli'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5790236798226865630</id><published>2012-01-23T21:00:00.002Z</published><updated>2012-01-23T21:06:15.821Z</updated><title type='text'>C O M U N I C A T O FP CGIL: DOTAZIONI ORGANICHE DEGLI UFFICI E SERVIZI E PROBLEMATICHE DEGLI UEPE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;C O M U N I C A T O&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13 gennaio si è svolto, come preannunciato, l'incontro con l'Amministrazione riguardante le "Dotazioni organiche degli uffici e servizi e problematiche degli UEPE".&lt;br /&gt;La parte pubblica ha aperto la discussione annunciando l'imminente sblocco dell'assunzione dei 44 educatori (funzionario giuridico pedagogico) componenti l'ultima tranche dei vincitori del concorso pubblico a 397 che da oltre un anno pur avendo assegnata la sede di servizio sono in attesa di assunzione .&lt;br /&gt;Riguardo la tematica all'ordine del giorno l'amministrazione nell'illustrare la documentazione inoltrata alle OO.SS. ha evidenziato e sottolineato l'impegno profuso perché fosse estesa la deroga al taglio degli organici anche al personale penitenziario afferente al comparto ministeri, impegno rivelatosi, purtroppo vano. Pertanto, non potendo contare sull'assunzione di nuovo personale e dovendo quindi fare i conti con la carenza di organico, la parte pubblica ha annunciato che l'unico intervento finalizzato a dirimere, per quanto possibile, le criticità degli UEPE è quello organizzativo con una più equa distribuzione del personale nell'ambito dei PRAP.&lt;br /&gt;L'amministrazione ha inoltre annunciato che prossimamente sarà calendarizzato un incontro con le OO.SS. riguardante la dirigenza penitenziaria e la determinazione dei posti di funzione.&lt;br /&gt;La FpCgil, nel suo intervento ha evidenziato che la documentazione data alle OO.SS. non fa che rappresentare lo status quo e risulta abbastanza scoraggiante constatare che l'amministrazione non sia stata ancora in grado di formulare una proposta sulla quale confrontarsi, mirata ad arginare, con le risorse disponibili, il disagio operativo degli UEPE da tempo rappresentato.&lt;br /&gt;Pur dando atto all'amministrazione del tentativo avanzato perché fosse estesa la deroga ai tagli delle risorse anche al personale del comparto ministeri, abbiamo evidenziato quanto probabilmente siano state insufficienti e poco mirate le motivazioni addotte a sostegno tali da non far comprendere la drammaticità operativa che sta vivendo il contesto penitenziario a causa della carenza di personale e nello specifico le difficoltà dell'esecuzione penale esterna che a seguito degli ultimi interventi normativi ha visto aumentare notevolmente il carico di lavoro proprio per gli aspetti operativi di sua competenza.&lt;br /&gt;Abbiamo, quindi, contestato all'amministrazione il metodo con il quale ha predisposto i tagli alla dotazione organica intervenendo in maniera "lineare" su tutte le professionalità penitenziarie senza stabilire le priorità allo stato necessarie a contenere l'emergenza in cui versa l'intero sistema. Priorità che riguardano, così come si evince dagli ultimi interventi normativi, particolarmente il mandato e la funzione dell'esecuzione penale esterna ed il trattamento negli istituti e che investono, dal punto di vista operativo più specificamente le professionalità demandate a svolgere tali funzioni.&lt;br /&gt;Risulta infatti singolare la situazione determinatesi per la quale alle denunciate pesanti difficoltà operative degli UEPE e degli Istituti, comportate dall'incremento dei carichi di lavoro e dalla carenza di personale, si risponda invece con l'esubero di personale. Una situazione paradossale, degna di una necessaria riflessione. Il risultato di una scelta a nostro parere molto discutibile che comporterà al sistema gravi difficoltà.&lt;br /&gt;A tal proposito abbiamo proposto, qualora ci fossero margini di intervento, di rivedere la distribuzione degli ultimi tagli, sia per i dirigenti penitenziari ( di Istituto e di UEPE), anch'essi in esubero nonostante molte sedi siano vacanti, sia riguardo le altre professionalità.&lt;br /&gt;Infine proprio riguardo la dirigenza penitenziaria, della quale ci si ostina a non tener conto delle specificità di funzione e di organico previste dal D.lgs n.63/2006, ed in previsione dell'annunciato incontro riguardante la rideterminazione dei posti di funzione, abbiamo ribadito la necessità di conoscere la proposta definitiva della revisione del DM 27.9.2007, che ripartiva la dotazione organica prevista dal D.lgs menzionato ed i posti di funzione, auspicando un piano di riorganizzazione complessivo dove i posti di "funzione" siano necessariamente considerati "funzionali" all'organizzazione.&lt;br /&gt;Vi terremo, come sempre informati dei prossimi incontri appena l'amministrazione ci comunicherà il calendario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 16 gennaio 2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Coordinatrice Nazionale DAP&lt;br /&gt;Lina Lamonica &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5790236798226865630?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5790236798226865630'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5790236798226865630'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/c-o-m-u-n-i-c-t-o-fp-cgil-dotazioni.html' title='C O M U N I C A T O FP CGIL: DOTAZIONI ORGANICHE DEGLI UFFICI E SERVIZI E PROBLEMATICHE DEGLI UEPE'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8654678641827776615</id><published>2012-01-23T20:47:00.001Z</published><updated>2012-01-23T21:00:28.520Z</updated><title type='text'>Comunicato CISL FP: Dotazioni organiche - Problematiche degli Uffici per l’esecuzione penale esterna</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Amministrazione Penitenziaria&lt;br /&gt;Venerdì 13 Gennaio 2012&lt;br /&gt;Si è svolto oggi il programmato incontro relativo alle dotazioni organiche ed alle problematiche degli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’inizio della riunione la delegazione di parte pubblica ha preliminarmente annunciato lo sblocco dell’assunzione degli ultimi vincitori del concorso di educatore, oggi funzionario della professionalità giuridico pedagogica (lo schema di DPCM contenente il taglio agli organici ex lege 25/2010 è stato approvato dal Ministero dell’Economia ed è alla controfirma della Funzione Pubblica). Nel prosieguo la delegazione di parte pubblica ha illustrato il contenuto dei documenti già trasmessi alle oo. ss., precisando che tutti gli sforzi per estendere la deroga al taglio degli organici anche all’amministrazione penitenziaria sono risultati vani. Sulle situazione degli UEPE la delegazione di parte pubblica ha infine preannunciato che, in considerazione della carenza di personale e del blocco delle assunzioni, anche su indicazione dei provveditorati regionali si procederà ad una revisione della distribuzione del personale negli uffici ed ad una redistribuzione sul territorio degli uffici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La CISL ha preliminarmente denunciato che la già grave situazione di tutte le strutture penitenziarie, a causa della carenza di personale e del sottodimensionamento degli organici, diventa drammatica in conseguenza dei tagli agli organici ed ha definito paradossale ed incomprensibile la scelta politica di non estendere anche al DAP la deroga ai tagli, già prevista per l’organizzazione giudiziaria. Nello specifico la CISL ha lamentato che il taglio prospettato dall’amministrazione determina delle posizioni soprannumerarie, inspiegabilmente, in determinate figure professionali, tra le quali i funzionari della professionalità di servizio sociale, i funzionari dell’organizzazione e delle relazioni e gli assistenti tecnici, che, nel nuovo contratto integrativo, sono state ritenute fondamentali per il miglior funzionamento degli uffici. La CISL infine ha chiesto ed ottenuto i dati sulle presenze in servizio aggiornate all’1.1.2012.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ciò che concerne le problematiche degli UEPE, la CISL ha denunciato che la situazione, già drammatica, è fortemente pregiudicata sia in conseguenza dei tagli (che, come detto, creano esuberi proprio nella figura del funzionario della professionalità di servizio sociale) sia della recente normativa sul fine pena che incrementa enormemente il carico di lavoro degli uffici. La CISL ha infine chiesto che la figura del funzionario dell’organizzazione e delle relazioni sia valorizzata non soltanto con riferimento alla struttura organizzativa degli UEPE (coma da disposizioni ministeriali) ma con riferimento a tutte le strutture penitenziarie, comprese quelle dell’amministrazione centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al termine della riunione la delegazione di parte pubblica ha precisato che saranno fissati ulteriori incontri sulla materia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8654678641827776615?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8654678641827776615'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8654678641827776615'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/comunicato-cisl-fp-dotazioni-organiche.html' title='Comunicato CISL FP: Dotazioni organiche - Problematiche degli Uffici per l’esecuzione penale esterna'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-938944083208260004</id><published>2012-01-23T07:04:00.001Z</published><updated>2012-01-23T07:05:40.441Z</updated><title type='text'>lETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Al Sig. Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e, p. c. Al Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dell’Economia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Sig. Ministro dell’Interno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Sig. Ministro per le Pari Opportunità Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla Redazione dei Quotidiani e siti internet antigone.it cercasiunfine.it lavoce.info libera.it nessunotocchicaino.it ristretti.it santegidio.org sbilanciamoci.it vita.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto: Sistema carcerario, pena rieducativa, economia. Una ragionevole proposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione è nota: la capacità ricettiva del nostro sistema carcerario è oltre modo compromessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In spazi spesso obsoleti e fisicamente degradati/fatiscenti, una moltitudine di persone (detenuti, polizia penitenziaria, educatori, ecc.) vive compressa, nella negazione dei principi costituzionali, dei trattati internazionali e – fatto di per sé paradossale – delle norme fondamentali dello stesso ordinamento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria aveva diramato una nota (“Miglioramento della dignità detentiva”) che invitava ad adottare misure minime per “rendere meno afflittiva la detenzione”. Molto più efficaci appaiono gli effetti delle norme da Lei tempestivamente adottate, che consentono un alleggerimento del sovraffollamento, vera e propria “pena supplementare” (Benedetto XVI) inflitta ai detenuti, condannati o, spesso, semplicemente persone in attesa di giudizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricorrenti rivolte, tentativi quotidiani di suicidio e frequenti suicidi (anche di agenti della polizia penitenziaria) dimostrano tuttavia che si deve (e si può) fare molto di più. Anche perché occorre rendere strutturali misure che tendano a garantire la rieducazione del condannato, senza inseguire o tamponare sempre l’emergenza con “cerotti” o “pezze” di carattere provvisorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardando al nostro ordinamento – e, quindi, senza inseguire utopie – è possibile individuare due ipotesi che possono costituire fonti di ispirazione per una riforma strutturale del sistema penitenziario:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;le norme sul processo minorile (l. 448/88), che hanno reso residuale il ricorso alla detenzione dei soggetti minori d’età; il Testo Unico in materia di dipendenze patologiche (DPR 309/90), che prevede – quale alternativa al carcere – l’affidamento di soggetti tossicodipendenti/alcooldipendenti condannati ai Servizi Sociosanitari o a comunità terapeutiche accreditate (artt. 89-96).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, anche l’applicazione di tali norme non è priva di problemi e criticità ma, nel loro complesso, le esperienze realizzate in oltre due decenni dimostrano la possibilità di gestire situazioni difficili uscendo dalla (o riducendo gli effetti della) logica del carcere. Fermo restando, quindi, le esigenze di tutela sociale, per le quali il carcere costituisce un rimedio indispensabile di garanzia di sicurezza – ovvero nei casi inderogabili per categorie di reati/condanne che non appaiono conciliabili con misure alternative (si pensi ai casi di associazione ad organizzazioni criminali e/o alla recidività, qualora le misure alternative vengano strumentalizzate al mero scopo di perseverare in scelte/comportamenti devianti) – il ricorso alla detenzione dovrebbe e potrebbe essere considerato, come per i minorenni o i soggetti in condizione di dipendenze patologiche, l’estrema ratio di una condanna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente per le già richiamate ragioni umanitarie, di civiltà e di rispetto delle norme: un sistema incapace di osservare le regole minime non può pretendere di educare alla legalità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche per motivi economici. Nel decennio 2001-2010, il costo medio giornaliero per detenuto ammonta a circa 139 euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fonte: http://www.ristretti.it/commenti/2011/aprile/pdf/costo_carceri.pdf Elaborazione su dati del Ministero della Giustizia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strutture qualificate ed accreditate, sia pubbliche che di Terzo Settore – Aziende di Servizio alla Persona, cooperative sociali, comunità terapeutiche, ecc. – sarebbero in grado di accogliere, con tale cifra pro die, più di una persona, formulando programmi personalizzati di recupero e rieducazione fondati sul lavoro e la formazione, d’intesa con la Magistratura di Sorveglianza, i Servizi Sociali della Giustizia e del territorio, le Associazioni di promozione sociale e del volontariato. Supponendo che detto importo consenta di stimare l’accoglienza in 1,2 – 1,5 persone condannate per reati che non costituiscano motivo di grave allarme sociale, il 2 – 3% del costo giornaliero ora sostenuto dal sistema carcerario, consentirebbe di alleggerire l’affollamento del 2,4 – 3,6% (nell’ipotesi minima). Ovvero del 3 – 4,5% (secondo una valutazione più ottimistica, non lontana dal totale dei detenuti collocati/da collocare agli arresti domiciliari – poco più di 3000 – che il recente decreto di alleggerimento del sovraffollamento ipotizza). Poiché la quota prevalente del bilancio della Giustizia è assorbita dal personale in servizio, non è immaginabile che possano esservi – nel breve periodo – spostamenti consistenti di risorse finanziarie verso un “settore extracarcerario” (in parte già esistente e qualificato, in parte da costruire con tutte le necessarie garanzie di serietà ed affidabilità richieste). Tuttavia, insieme ad un processo di revisione delle norme che consenta una progressiva riorganizzazione del sistema, è possibile ipotizzare una inversione di tendenza: inizialmente minima (l’1 – 2% per anno), anche attingendo a risorse finanziarie diverse (come i beni ed i capitali sequestrati alle organizzazioni criminali), ma con effetti positivi nel tempo e di carattere sistemico sul piano del contenimento dell’affollamento. Probabilmente, nel medio-lungo periodo, anche positivi sul piano dell’occupazione di figure qualificate (educatori, assistenti sociali, psicologi, ecc.) nell’extracarcerario. Per quanto lento, tale processo di riduzione del sovraffollamento, si prospetta di sicuro più rapido ed economico (se si considera la spesa per il personale) di ogni ipotesi di costruzione di nuovi istituti penitenziari – sia pure necessari per sostituire immobili ormai irrecuperabili sul piano fisico/strutturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per motivi di efficacia. Tutte le sperimentazioni in atto, nei pochi istituti penali che lo consentono o grazie alle norme sulle misure alternative, documentano che la ricaduta e la recidività costituiscono l’eccezione e non la regola: chi esce dal carcere per lavorare o imparare un mestiere o studiare, svolgere compiti, funzioni o servizi di pubblica utilità, partecipa alla propria rieducazione e, spesso, contribuisce al sostentamento proprio e dei familiari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ragioni di “responsabilità sociale”. L’universo manicomiale e quello carcerario, cioè le istituzioni totali – come dimostrato magistralmente dagli studi e dalle esperienze di Foucault, Goffman, Basaglia ed altri – nascondono l’illusione della società di “occultare” a se stessa quella parte considerata malata o deviante e, quindi, pericolosa. Si tratta – invece – di un pezzo di umanità che appartiene alla stessa società e che non può essere espulsa o negata senza ulteriori effetti disastrosi. La “sicurezza” costruita con meccanismi di espulsione, cioè in assenza di coesione e cooperazione sociale, si rivela sempre fragile e fallace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste nello stesso sito del Suo Ministero una pagina dedicata al tema “Misure alternative o di comunità”( http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_3_2.wp?previsiousPage=mg_14_7 http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_3_2.wp?previsiousPage=mg_14_7): è una strada già tracciata, quindi, che deve essere percorsa per dare dignità a quella parte di umanità che la comunità ha interesse a riconoscere come “propria”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cordialmente Antonio Nappi*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Assistente Sociale, Nucleo Operativo Tossicodipendenze, Prefettura di Bari Docente a contratto, Università di Bari, Corso dl Laurea in Scienze del Servizio Sociale&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-938944083208260004?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/938944083208260004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/938944083208260004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/lettera-aperta-al-ministro-della.html' title='lETTERA APERTA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8008785006138379955</id><published>2012-01-14T07:23:00.001Z</published><updated>2012-01-14T07:23:58.963Z</updated><title type='text'>Giustizia: primo via libera al decreto legge "svuota carceri" da Commissione del Senato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;di Nicoletta Cottone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Sole 24 Ore (12 gennaio 2012)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino al 2013 gli ultimi 18 mesi di detenzione si sconteranno ai domiciliari. Gli ospedali psichiatrici giudiziari chiuderanno dal 2013.&lt;br /&gt;La commissione Giustizia del Senato ha dato via libera al decreto legge svuota carceri, che approderà in aula a Palazzo Madama in prima lettura mercoledì prossimo. La commissione ha approvato alcune modifiche: fino al 31 dicembre 2013 gli ultimi 18 mesi di detenzione si sconteranno ai domiciliari, anche per i recidivi. Inoltre gli ospedali psichiatrici chiuderanno dal 2013. Contro il decreto legge hanno votato Idv e Lega. La commissione Giustizia di palazzo Madama ha chiuso i lavori dopo un pomeriggio ad alta tensione nel quale dopo una lunga sospensione è stato ritirato un emendamento del Governo che mirava a introdurre nel decreto legge una delega all'Esecutivo, fortemente contestata dai membri della commissione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berselli (Pdl): arrestati a casa e non in cella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La grande novità - ha sottolineato Filippo Berselli (Pdl), presidente della commissione e relatore del provvedimento con Alberto Maritati del Pd - è rappresentata dall'emendamento mio e di Maritati, approvato con una maggioranza larghissima, nel quale spostiamo l'attenzione del legislatore dal carcere alla casa. Oggi ci sono 21 mila persone che entrano in carcere per pochi giorni e poi escono, senza nessun vantaggio per la collettività né per loro stessi". Se il testo passerà in questa nuova versione, la polizia potrà mandare direttamente a casa questi arrestati per reati minori, in attesa del processo per direttissima, e solo in subordine verranno utilizzate le camere di sicurezza di questure e caserme, come prevede il decreto nel testo approvato dal Consiglio dei ministri. "Se a questi aggiungiamo i tremilacinquecento (condannati, ndr) che ci aspettiamo che non vadano in carcere o escano per effetto della norma sulla pena residua da scontare ai domiciliari, stiamo facendo molto - conclude Berselli - per affrontare questo problema del sovraffollamento delle carceri".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla detenzione ai domiciliari dei recidivi l'Idv vota contro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Idv ha votato contro perché "considera inaccettabile che la detenzione domiciliare sino a 18 mesi di pena residua possa essere applicata, in deroga dell'articolo 47 dell'ordinamento penitenziario, anche ai recidivi", ha detto il senatore Luigi Li Gotti, capogruppo dell'Italia dei valori in commissione Giustizia. "È ipocrita lasciare in piedi l'ordinamento penitenziario, ossia ritenere che sia giusto il divieto della detenzione domiciliare ai recidivi ma, nel contempo, ritenere che per due anni questo divieto non si applichi, in quanto la norma introdotta avrà vigore sino al 31 dicembre 2013. Se una norma é valida, per motivi anche di tutela della sicurezza, non può decidersi che per due anni non sia valida, così violandosi quelle regole di tutela della collettività che pure vengono ritenute in vigore, ma derogate".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I manicomi criminali chiuderanno dal 2013&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ospedali psichiatrici giudiziari chiuderanno dal 2013. Oggi la commissione Giustizia del Senato ha approvato all'unanimità l'emendamento per la chiusura entro il 31 marzo 2013. "Un punto fermo che dovrà essere confermato dall'aula del Senato la prossima settimana ma che rappresenta una conquista, dopo due anni di lavoro della Commissione d'inchiesta che presiedo", ha commentato Ignazio Marino, senatore del Pd e presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, che da tempo sta lavorando alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e che ha presentato insieme al relatore, Alberto Maritati, l'emendamento approvato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8008785006138379955?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8008785006138379955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8008785006138379955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2012/01/giustizia-primo-via-libera-al-decreto.html' title='Giustizia: primo via libera al decreto legge &quot;svuota carceri&quot; da Commissione del Senato'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-6098173332431468066</id><published>2011-12-18T20:17:00.004Z</published><updated>2011-12-18T20:23:04.722Z</updated><title type='text'>Scheda di approfondimento sui provvedimenti per le carceri approvati</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.giustizia.it/"&gt;http://www.giustizia.it/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Provvedimenti in materia di giustizia civile e penale: un decreto legge sull'emergenza carceri; un disegno di legge con interventi per il recupero dell'efficienza del processo penale; un Dpr di modifica del regolamento penitenziario che introduce la Carta dei Diritti e dei Doveri dei detenuti; il primo decreto legislativo di attuazione della delega per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie relativo ai giudici di pace.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Dl emergenza carceri&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Le misure introdotte riducono il fenomeno delle "porte girevoli" e consentiranno di applicare la detenzione presso il domicilio introdotta dalla legge n.199 del 2010 per un maggior numero di detenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più in dettaglio, il provvedimento introduce due modifiche nell'art. 558 del codice di procedura penale. Con la prima, si prevede che, nei casi di arresto in flagranza, il giudizio direttissimo debba essere necessariamente tenuto entro, e non oltre, le quarantotto ore dall'arresto, non essendo più consentito al giudice di fissare l'udienza nelle successive quarantotto ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la seconda modifica, viene introdotto il divieto di condurre in carcere le persone arrestate, per reati di non particolare gravità, prima della loro presentazione dinanzi al giudice per la convalida dell'arresto e il giudizio direttissimo. In questi casi, l'arrestato dovrà essere, di norma, custodito dalle forze di polizia, salvo che ciò non sia possibile per mancanza di adeguate strutture o per altri motivi, quali lo stato di salute dell'arrestato o la sua pericolosità. In tali casi, il pubblico ministero dovrà adottare uno specifico provvedimento motivato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste misure consentiranno di ridurre significativamente e con effetti immediati lo stato di tensione detentiva determinato dal numero di persone che transitano per le strutture carcerarie per periodi brevissimi (nel 2010 altre 21.000 persone sono state detenute per un periodo non superiore a tre giorni). Il decreto legge ha, poi, previsto l'innalzamento da dodici a diciotto mesi della pena detentiva che può essere scontata presso il domicilio del condannato anziché in carcere. Secondo le stime dell'amministrazione penitenziaria, sarà così possibile estendere la platea dei detenuti ammessi alla detenzione domiciliare di altri 3.300, che si aggiungeranno agli oltre 4.000 che ad oggi hanno beneficiato della legge 199/2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ddl penale&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Interviene su quattro materie, attraverso lo strumento della delega al Governo: depenalizzazione; sospensione del procedimento nei confronti degli irreperibili; sospensione del procedimento con messa alla prova; pene detentive non carcerarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Depenalizzazione: si prevede la trasformazione in illecito amministrativo dei reati puniti con la sola pena pecuniaria, con esclusione dei reati in materia di edilizia urbanistica, ambiente, territorio e paesaggio, immigrazione, alimenti e bevande, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sicurezza pubblica. Sono inoltre escluse dalla depenalizzazione le condotte di vilipendio comprese tra i delitti contro la personalità dello Stato. Il termine per l'attuazione della delega è di diciotto mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sospensione del procedimento nei confronti degli irreperibili: coerentemente con la Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo si tende a garantire l'effettiva conoscenza del processo. La delega prevede che la sospensione del dibattimento comporta una sospensione della prescrizione per un periodo pari a quello previsto per la prescrizione del reato: quindi, se il reato si prescrive in 6 anni, il corso della prescrizione sarà sospeso per 6 anni, dopo i quali ricomincerà a decorrere. Questo periodo dovrà servire a portare il processo a conoscenza dell'imputato. La sospensione del processo non opera nei casi in cui si può presumere che l'imputato abbia conoscenza del procedimento: ad es., quando è stato eseguito un arresto, un fermo o una misura cautelare o nei casi di latitanti (che si sono volontariamente sottratti alla conoscenza del processo). Inoltre, la sospensione del procedimento non opera nei casi dei reati di mafia, di terrorismo o degli altri reati di competenza delle direzioni distrettuali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sospensione del procedimento con messa alla prova: è prevista in caso di reati non particolarmente gravi (puniti con pene detentive non superiori a quattro anni). La sospensione con messa alla prova è rimessa a una richiesta dell'imputato, da formularsi sino alla dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado. La messa alla prova consiste in una serie di prestazioni, tra le quali un'attività lavorativa di pubblica utilità (presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti o organizzazioni di assistenza sociale e di volontariato), il cui esito positivo determina l'estinzione del reato. Potrà essere concessa soltanto una volta (o due, purché non si tratti di reati della medesima indole) a condizione che il giudice ritenga che l'imputato si asterrà dal commettere ulteriori reati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pene detentive non carcerarie: è prevista l'introduzione di due nuove pene detentive non carcerarie: la reclusione e l'arresto presso l'abitazione o altro luogo di privata dimora. Queste pene sono destinate a sostituire la detenzione in carcere in caso di condanne per reati puniti con pene detentive non superiori a quattro anni. Le nuove pene saranno applicate direttamente dal giudice della cognizione, con notevoli vantaggi processuali. Si tratta di modifiche in linea con gli obiettivi generali del provvedimento legislativo, che intende realizzare una equilibrata "decarcerizzazione" e dare effettività al principio del minor sacrificio possibile della libertà personale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Dpr per Carta diritti e doveri dei detenuti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Con questo provvedimento si modifica l'ordinamento penitenziario, così da fornire al detenuto, al momento del suo ingresso in carcere, e ai suoi familiari, una guida, in diverse lingue, che indica in forma chiara le regole generali del trattamento penitenziario, e fornisce tutte le informazioni indispensabili su servizi, strutture, orari e modalità di colloqui, corrispondenza, doveri di comportamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dlgs revisione delle circoscrizioni giudiziarie degli uffici dei giudici di pace&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È stato approvato in prima lettura lo schema del primo dei decreti legislativi di attuazione della delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie degli uffici dei giudici di pace. Il decreto, che sarà trasmesso alle Camere per i relativi pareri, prevede l'accorpamento di diversi uffici consentendo di recuperare 1944 giudici di pace, 2104 unità di personale amministrativo, con un risparmio di spesa, a regime, pari a 28 milioni di euro l'anno &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-6098173332431468066?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6098173332431468066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6098173332431468066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/12/scheda-di-approfondimento-sui.html' title='Scheda di approfondimento sui provvedimenti per le carceri approvati'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3942999711960359151</id><published>2011-12-16T18:38:00.000Z</published><updated>2011-12-16T18:39:52.587Z</updated><title type='text'>Approvato il pacchetto svuota-carceri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;corriere della sera online&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso l'uscita 3.300 detenuti. Si allunga la detenzione&lt;br /&gt;ai domiciliari. Severino: favorevole all'amnistia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro della Giustizia Paola Severino (Ansa)&lt;br /&gt;MILANO - Approvato in Consiglio dei ministri il cosiddetto pacchetto svuota-carceri voluto dal ministro della Giustizia Paola Severino. Il complesso dei provvedimenti prevede due decreti legge, un disegno di legge, un decreto del presidente della Repubblica e un decreto legislativo. Tra i primi effetti del pacchetto, l'uscita progressiva dal carcere di circa 3.300 detenuti, per effetto del decreto che alzerà fino a 18 mesi la pena residua che si può scontare ai domiciliari. Inoltre sancisce l'uscita dal circuito carcerario per gli arrestati in flagranza di reato, e in generale di quanti alimentano il fenomeno delle cosiddette porte girevoli, entrando in carcere per la sola immatricolazione per poi essere scarcerati o inviati ai domiciliari. In questo caso il beneficio sarebbe di circa 21mila detenuti di passaggio in meno ogni anno negli istituti detentivi italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL PROVVEDIMENTO - In conferenza stampa, il ministro Severino ha annunciato un aumento dello stanziamento per la Giustizia di circa 56 milioni di euro. «Testimonia l'attenzione del governo per i problemi dell'edilizia carceraria - ha detto il ministro - e io stessa darò conto di ogni euro dello stanziamento che ci è stato affidato». Severino è poi entrata nel merito delle nuove misure adottate: «Ci sono 21mila detenuti che entrano ed escono dal carcere nel giro di tre giorni - ha detto -. Abbiamo pensato a una soluzione limitata a reati che hanno una contenuta offensività e che destano un relativo allarme sociale. Nel giro di 48 ore questi detenuti andranno davanti al giudice e al pm, che potranno decidere se disporre i domiciliari, la libertà o la detenzione in carcere. Oggi il periodo è il doppio, in carcere si può trascorrere fino a 96 ore. E comunque col nuovo provvedimento non si dovrà transitare per il carcere per quel breve lasso di tempo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA PENA AI DOMICILIARI - Per i reati con una pena massima fino a 4 anni sarà possibile a discrezione del giudice applicare la condanna alla «reclusione detentiva ai domiciliari». Paola Severino ha anche spiegato in cosa consista la «Carta dei diritti del detenuto» che indica «cio che può fare e ciò che non può fare». Uno strumento che «potrebbe aiutare molto a superare quel disorientamento che pervade chiunque entri per la prima volta in un carcere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'AMNISTIA - «Io non ho mai escluso che l'amnistia e l'indulto possano essere mezzi che contribuiscano allo svuotamento delle carceri, però non si tratta di un provvedimento di matrice governativa. Sarà il parlamento a decidere e se lo farà, con la maggioranza qualificata che serve, io non lo contrasterò». Ha aggiunto il ministro, che poi ha spiegato meglio il suo pensiero: «Per parte mia ho cercato di fare quel che potevo e dovevo, nessuno ha la bacchetta magica, nessuno ha la ricetta per risolvere con un singolo intervento il sovraffollamento nelle carceri, ci vuole un insieme di misure».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Redazione Online&lt;br /&gt;16 dicembre 2011 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3942999711960359151?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3942999711960359151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3942999711960359151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/12/approvato-il-pacchetto-svuota-carceri.html' title='Approvato il pacchetto svuota-carceri'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5504014785255703757</id><published>2011-12-16T06:59:00.002Z</published><updated>2011-12-16T07:02:19.618Z</updated><title type='text'>Al via il piano svuota-carceri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Repubblica -LIANA MILELLA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Luci accese in via Arenula, nella grande stanza del Guardasigilli Paola Severino, fino a notte fonda. Sul suo tavolo due pacchi di fogli, il primo decreto e il primo disegno di legge che porteranno il suo nome, lei prima donna ministro della Giustizia. Misure importanti, sulle carceri che ribollono perché dentro ci sono 68.050 detenuti. Un record. Interventi destinati sicuramente a far discutere e che oggi saranno assunti dal consiglio dei ministri. Che il premier Mario Monti ha già illustrato a Napolitano nelle sue linee guida.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appuntamento a mezzogiorno a palazzo Chigi. Lì, per decreto, e d'accordo con la collega dell'Interno Annamaria Cancellieri, si decideranno due passi delicati. Il primo: trattenere nelle camere di sicurezza degli uffici di polizia, anziché mandarli in cella, gli arrestati che devono affrontare un processo per direttissima. Il secondo: ampliare da 12 a 18 mesi la norma Alfano che manda ai domiciliari chi ha da scontare ancora un anno di carcere per reati non gravi. Numeri forti, 21-22mila detenuti in meno nel primo caso, dai 3.300 ai 3.600 per il secondo. Con un risparmio economico che, per quella che un anno fa fu battezzata come la "svuota carceri" (3.965 messi fuori in 12 mesi), sarà di 375mila euro al giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è quello delle camere di sicurezza - che saranno ribattezzati con un nuovo nome - il punto su cui si riflette più a lungo. Sono tantissimi quelli che restano in cella per pochi giorni, dagli autori di uno scippo agli spacciatori agli autori di piccoli reati, ma fanno schizzare in alto il numero complessivo dei carcerati. L'intervento è sensibile, lo sa bene la Severino che per due volte ha incontrato la Cancellieri, con i tecnici della Giustizia che hanno discusso con quelli del Viminale. Ancora stanotte se n'è disquisito a lungo. Le camere di sicurezza in Italia hanno una cattiva storia, anche se non certo inferiore a quella di penitenziari dove quest'anno i suicidi sono già arrivati a quota 60. Da una parte e dall'altra sono morti Cucchi e Uva. Tuttavia Severino e Cancellieri hanno deciso di andarci caute e oggi spiegheranno che le garanzie saranno di massimo livello, sia sulle strutture da utilizzare, non tutte quelle esistenti ma solo quelle adeguate, sia sui controlli da parte dei magistrati. Alla Severino si riesce a strappare a sera solo una battuta: "Il mio obiettivo è mettere uno stop alle cosiddette "porte girevoli"". Che, in gergo carcerario, indicano quel via vai di detenuti che restano una manciata di ore in galera. Sarà, alla fine, lo slogan della giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal decreto al ddl. Con l'ipotesi pensata nelle stanze del ministro che, "se in Parlamento ci dovesse essere un'ampia condivisione", alcuni punti del ddl potrebbero fare il salto nel decreto. Depenalizzazioni, con una delega al governo, e ancora interventi svuota carceri. Come la cosiddetta "messa in prova", misura che l'ex Guardasigilli Angelino Alfano aveva tentato di far passare, ben sperimentata per i minori, per cui al posto del carcere, chi finisce nelle maglie della giustizia e rischia una condanna fino a tre o quattro anni, paga il conto svolgendo un lavoro socialmente utile. Se ne stanno studiando nei dettagli tempi e modi rispetto al processo. Ancora: la reclusione domiciliare, misura che sta molto a cuore alla Severino, per cui l'arresto in casa diventa una pena autonoma e non alternativa, che verrà decisa dal giudice al pari del carcere. "Messa in prova" e reclusione domiciliare potrebbero pure finire nel decreto. Non basta. Un'altra norma cara ai giuristi, in giuridichese definita "esclusione della procedibilità nei casi di tenuità del fatto": se rubi una mela, sei un bambino, un uomo affamato, un anziano, il processo non si fa per niente perché il fatto, per la sua pochezza, non lo merita. E ancora: la sospensione del procedimento per gli irreperibili, misura più volte sollecitata dall'Anm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chiudere due interventi, anche questi molto curati dalla Guardasigilli. Nel regolamento carcerario diventerà obbligatoria, con un decreto del Colle (Dpr), una carta dei diritti scritta in tutte le lingue da consegnare al detenuto al momento del suo ingresso in cella. Poi un pacchetto sul civile tra cui nuove norme per comporre le crisi per consumatori super indebitati che hanno perso qualsiasi possibilità di accesso al credito. Una manovra ampia, la prima del dopo Berlusconi. Alla vigilia della visita di domenica di Papa Ratzinger a Rebibbia, dove celebrerà una messa per i detenuti, presente la Severino. Per certo più d'uno chiederà l'amnistia ma su questo il Guardasigilli non ha lasciato spazi, anche nella sua prima visita a Bruxelles: "È un passo che spetta al Parlamento".&lt;br /&gt;(16 dicembre 2011) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5504014785255703757?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5504014785255703757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5504014785255703757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/12/al-via-il-piano-svuota-carceri.html' title='Al via il piano svuota-carceri'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1248649523202920240</id><published>2011-12-14T20:17:00.000Z</published><updated>2011-12-14T20:20:43.149Z</updated><title type='text'>Giustizia: la “svuota-carceri” ampliata fino a 18 mesi, il decreto riguarderà 3.300 detenuti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Corriere della Sera, 14 dicembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono 3.300 i detenuti che, con il piano “svuota carceri”, usciranno sei mesi prima e sconteranno quel che resta della pena ai domiciliari. Il “pacchetto” predisposto dal ministro della Giustizia Paola Severino, contenente anche interventi sul processo civile e la conciliazione obbligatoria, punta sulle pene alternative e consentirà risparmi di 380 mila euro al giorno. Tolto dal pacchetto il “braccialetto elettronico” per il controllo a distanza dei detenuti. Arrestati trattenuti nelle caserme prima delle direttissime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì, a 48 ore dalla visita del Papa Benedetto XVI a Rebibbia che domenica mattina celebrerà la messa davanti ai detenuti, arriva in consiglio dei ministri il pacchetto carceri del ministro della Giustizia Paola Severino. Il Guardasigilli sta mettendo a punto un testo a due velocità (un decreto e un ddl) per alleggerire la pressione sui 206 istituti italiani stracolmi (68.047 presenze) oltre ogni capienza regolamentare: “La situazione è esplosiva - hanno scritto al ministro i direttori delle carceri - e se deflagrasse le conseguenze sarebbero devastanti e capaci di minare la credibilità dello Stato”.&lt;br /&gt;Nel pacchetto Severino - contenente anche un intervento sul processo civile e sulla conciliazione obbligatoria - il decreto legge punta alle pene alternative, amplificando gli effetti del decreto “svuota carceri” varato nel dicembre del 2010 dal ministro Angelino Alfano che m un anno ha consentito a circa 4.000 detenuti di scontare il residuo pena (massimo 12 mesi) ai domiciliari, il governo Monti riprende quella formula (si passa a 18 mesi di residuo pena da scontare a casa), stimando che ora saranno 3.300 i detenuti destinati con effetto immediato ad uscire dal carcere per passare alla “detenzione domiciliare”: il risparmio teorico sarebbe di 380 mila euro al giorno. Il nuovo “svuota carceri” rimane un provvedimento a tempo che scade il 31 dicembre del 2013 anche se il Pd, con Donatella Ferranti, insiste perché vada a regime.&lt;br /&gt;Se il decreto produrrà effetti immediati - verrà forse rafforzato anche l’obbligo, non sempre rispettato dalle forze dell’ordine, di trattenere gli arrestati in camera di sicurezza fino al processo per direttissima - bisognerà aspettare tempi più lunghi per valutare l’impatto del disegno di legge che modificherà il codice penale. In particolare, i tecnici di via Arenula si stanno concentrando sulla detenzione domiciliare intesa come pena principale (al pari della reclusione e dell’ammenda) che il giudice potrà infliggere. In altre parole, il condannato in via definitiva alla detenzione domiciliare non passerà un solo giorno in carcere.&lt;br /&gt;Il ministro - che lunedì ha visitato il carcere di Buoncammino dove ieri si è suicidato un detenuto algerino di 25 anni (è il secondo caso in pochi giorni a Cagliari) - è rimasta molto colpita anche dalla mini rivolta del carcere di Monteacuto (Ancona) che ha fatto accelerare i tempi. Tanto da anticipare il varo del decreto al Consiglio dei ministri di venerdì togliendo dal pacchetto, però, il “braccialetto elettronico” per il controllo a distanza dei detenuti che (11 milioni all’anno per 450 dispositivi disponibili) non convince il ministro: in realtà sono funzionanti solo 9 bracciali, 7 dei quali utilizzati dagli uffici giudiziari di Campobasso, i cui responsabili, il procuratore Armando D’Alterio e il presidente del tribunale Enzo Di Giacomo, oggi saranno ricevuti al ministero.&lt;br /&gt;Il problema, per il governo, è sempre quello di contemperare il rispetto della legalità in carcere e il diritto alla sicurezza riconosciuto a ogni cittadino. Lo “svuota carceri” del 2010, osservano in via Arenula, non ha prodotto evasioni e recidive perché i beneficiari sono stati selezionati secondo criteri rigidi: rimangono fissi, dunque, i paletti fissati che escludono i reati gravi e di particolare allarme sociale dalla lista II ministro vuole agire con prudenza e lo ha ribadito anche nel recente incontro con l’Associazione nazionale magistrati. Ma domani, in sede di approvazione della manovra alla Camera, la radicale Rita Bernardini presenterà un ordine del giorno in cui si impegna il governo “a prevedere scadenze certe entro le quali dimezzare i procedimenti penali pendenti” e a varare “un ampio provvedimento di amnistia e di indulto”. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1248649523202920240?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1248649523202920240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1248649523202920240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/12/giustizia-la-svuota-carceri-ampliata.html' title='Giustizia: la “svuota-carceri” ampliata fino a 18 mesi, il decreto riguarderà 3.300 detenuti'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3767727258692716872</id><published>2011-12-12T06:53:00.002Z</published><updated>2011-12-12T06:56:49.294Z</updated><title type='text'>Codice rosso in carcere. Le rivolte sono quotidiane</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Fatto Quotidiano -11 dicembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quasi 300 nel 2011 le aggressioni al personale. Inapplicabile per mancanza di personale la circolare che apre le celle in base ai differenti livelli di pericolosità dei detenuti&lt;br /&gt;“La situazione è stata correttamente affrontata dai responsabili dell’istituto e ricondotta alla normalità”, ha sostenuto il capo dell’amministrazione penitenziaria, Franco Ionta. Già, ma quale normalità? La rivolta scoppiata l’altro giorno nel carcere di Ancona “testimonia la situazione in cui versano tutti gli istituti italiani”, spiega il sindacato Sappe. Secondo la Uil penitenziari, dal primo gennaio 2011 gli episodi di aggressione ai danni del personale ammontano a 291, con un totale di 394 feriti. 40 le risse scoppiate in 28 carceri. Sono stati 5. 200 gli atti di autolesionismo, oltre seimila i detenuti che hanno operato almeno un giorno di sciopero della fame, oltre mille coloro che hanno rifiutato, per protesta, le terapie. Quale normalità ci può essere con una popolazione penitenziaria che ha superato quota 68 mila a fronte di una capienza regolamentare di 44 mila?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domande che si deve essere posto il capo della Direzione generale detenuti, il magistrato Sebastiano Ardita, quando, a fine novembre, prima di tornare alla Procura di Catania, ha firmato una “rivoluzione”. Sicuramente teorica, altrettanto sicuramente, però, inapplicabile nella pratica. In carcere sono stati introdotti – con una circolare, meno vincolante rispetto a un decreto – i “codici” come quelli che si usano nei pronto soccorso. I colori bianco, verde, giallo e rosso, che in ospedale servono a classificare la gravità dei pazienti, tra le mura dei penitenziari potranno essere utilizzati per diversificare i detenuti e rendere la loro permanenza più vivibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il codice bianco sarà riservato a coloro che non hanno commesso reati di violenza e hanno mantenuto una buona condotta. Per loro le sbarre rimarranno aperte per la maggior parte della giornata. Il verde evidenzierà chi si è macchiato di violenza, ma si è comportato bene. Il giallo chi ha commesso violazioni disciplinari. In entrambi i casi le celle potranno rimanere aperte solo dopo un’attenta osservazione. I codici rossi, autori di reati in carcere o di tentativi di evasione, invece resteranno dentro. A decidere sarà un’equipe interna all’istituto che in ogni momento potrà modificare le assegnazioni. “Un intento nobile – confida al Fatto un agente penitenziario che preferisce l’anonimato –, ma solo teorico. Sarà praticamente impossibile da attuare. Manca il personale persino per accompagnare i detenuti in infermeria (la polizia penitenziaria è sotto organico di settemila unità, ndr), ma mancano anche educatori e psicologi necessari, secondo la stessa circolare, a dare un supporto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece, per esempio, “nella sezione ‘ nuovi giunti ’ del carcere romano di Regina Coeli – spiega Irene Testa, segretario dell’associazione radicale ‘ Il detenuto ignoto ’ – c’è un unico psicologo per 40/50 ingressi quotidiani. I colloqui durano pochi minuti. Ed è una sezione in cui i detenuti dovrebbero fermarsi qualche settimana e invece ci rimangono anche un anno e mezzo”. Sempre a Regina Coeli, il rapporto tra educatori e reclusi è di uno a 300. Nonostante sia lo stesso Ordinamento penitenziario a prevedere che la cella sia soltanto una stanza di pernottamento, demandando ai Direttori degli istituti la discrezionalità dell’apertura delle sbarre, questo accade soltanto in poche carceri, proprio perchè il sovraffollamento non consente la libera circolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come potrebbe essere diversamente a Milano San Vittore, per esempio, dove i detenuti sono 1649 (dati Uil), 937 in più rispetto alla capienza regolamentare, dove si sono già verificati 213 scioperi della fame, 84 atti di autolesionismo e 9 tentati suicidi? Far circolare liberamente i codici bianchi significa inoltre mettere insieme etnie diverse (un terzo della popolazione carceraria è straniera) e situazioni giudiziarie diverse. E quale Direttore deciderà di accrescere le responsabilità individuali del personale, in caso di incidenti, sapendo che poi gli avvocati certo non li paga il Dap? La circolare ha intenti nobili, in una situazione “normale”. Ma la normalità, oltre il muro, non esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3767727258692716872?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3767727258692716872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3767727258692716872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/12/codice-rosso-in-carcere-le-rivolte-sono.html' title='Codice rosso in carcere. Le rivolte sono quotidiane'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7546181504299977386</id><published>2011-11-29T18:55:00.001Z</published><updated>2011-11-29T18:55:56.399Z</updated><title type='text'>Giustizia: misure alternative, oltre 18 mila le persone che ne beneficiano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Redattore Sociale, 29 novembre 2011&lt;br /&gt;I dati al 30 settembre 2011. In detenzione domiciliare 8.055 persone; l’affidamento in prova ai servizi sociali concesso a 9.449 condannati. Tra questi, rientravano 2.923 tossico o alcol dipendenti. E con le pene alternative cala la recidiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Amnistia? Meglio il ricorso alle misure alternative”. Ad affermarlo è stato il neoministro della Giustizia, Paola Severino, illustrando alla Commissione Giustizia del Senato le linee programmatiche del suo dicastero. Per rispondere al problema del sovraffollamento, infatti, la Severino ha auspicato l’implementazione di “misure alternative” al carcere come “l’allargamento dell’istituto della detenzione domiciliare, o la messa in prova. Ma qual è, al momento, la situazione in tema di misure alternative in Italia?&lt;br /&gt;I dati. In presenza di determinati requisiti, ad alcuni condannati può essere disposta una misura alternativa alla detenzione. Al 30 settembre 2011 erano in totale 18.391 le persone che beneficiavano delle misure alternative (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria). L’affidamento in prova ai servizi sociali è stato concesso a 9.449 condannati.&lt;br /&gt;Tra questi, rientravano 2.923 tossico o alcoldipendenti, di cui 906 erano stati affidati direttamente ai servizi, 332 vi erano stati posti in misura provvisoria e 1.685 erano già in carcere. I condannati affetti da Aids affidati ai servizi erano invece 36, di cui 34 stavano già scontando la pena in carcere.&lt;br /&gt;In semilibertà erano invece 887 persone, di cui 100 dallo stato di libertà. Della detenzione domiciliare usufruiscono 8.055 persone, di cui 2.527 erano i condannati dallo stato di libertà, 3.523 dallo stato di detenzione e 1.943 in misura provvisoria. Usufruivano degli arresti domiciliari anche 43 persone affette da Aids e 19 condannati con figli di età inferiore ai 10 anni.&lt;br /&gt;Pene alternative e recidiva. I numeri dimostrano che il detenuto a cui viene concessa una misura alternativa al carcere ha una recidività minore rispetto a chi sconta la propria pena all’interno di una cella. Nello specifico, la recidiva, trascorsi sette anni dalla conclusione della pena, si colloca intorno al 19% in caso di pena alternativa, mentre raggiunge il 68,4% quando la stessa viene eseguita in carcere (ricerca del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria). Al 30 giugno 2011 solo lo 0,46% delle persone in misura alternativa ha commesso reato durante la stessa (Antigone, VIII Rapporto sulle condizioni di detenzione).&lt;br /&gt;La concessione delle misure alternative. I tribunali di sorveglianza italiani autorizzano le misure alternative in misura diversa. Secondo l’ottavo Rapporto di Antigone, per l’affidamento in prova ai servizi la forbice nelle percentuali di accoglimento delle istanze è ampia: va dal minimo dell’11,58% di Napoli al massimo del 39,43% di Milano. Tra i tribunali con gli indici più bassi Antigone segnala Venezia (14,5%) e Torino (14,43%), mentre tra quelli con gli indici più elevati evidenzia Perugia (31,6%). La misura alternativa con le maggiori possibilità di successo è in generale l’affidamento terapeutico: 7 dei 9 tribunali indagati presentano tassi di accoglimento superiori al 30%. A Milano e a Venezia la percentuale arriva quasi al 50%.&lt;br /&gt;All’ultimo posto invece si piazza Napoli, con l’8,4%, ma non spicca neanche L’Aquila (16,04%). Più omogenea è la concessione della detenzione domiciliare, che incontra una generale tendenza alla prudenza, con percentuali di accoglimenti che non superano mai il 25%. Si va dal 14,96% di Napoli e al 25,7% di Roma. In controtendenza solo Venezia, con il 49,63%. Intanto, sul fronte della semilibertà si deve fare i conti con un irrigidimento: il tribunale con la percentuale più elevata è Perugia con il 20,75%. Tra gli altri, Venezia raggiunge quota 18,44% e ancor più bassi sono i valori di Milano (5,67%), Napoli (8,25%), Roma (8,76%) e Torino (8,82%). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7546181504299977386?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7546181504299977386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7546181504299977386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/11/giustizia-misure-alternative-oltre-18.html' title='Giustizia: misure alternative, oltre 18 mila le persone che ne beneficiano'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1018500363596706510</id><published>2011-11-29T18:48:00.003Z</published><updated>2011-11-29T18:51:37.816Z</updated><title type='text'>Il ministro Severino alla sua prima audizione parla di riforma delle circoscrizioni, carceri e pene alternative</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;sole 24 ore 28.11.2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Risparmi, innanzitutto, poi riforma delle circoscrizioni, alleggerimento delle carceri e pene alternative sono i temi al centro della prima audizione del ministro della Giustizia, Paola Severino, alla commissione Giustizia del Senato. «Grazie per l'accoglienza che mi è sembrata calorosa e che spero rimanga tale nella costanza dei rapporti che vorrei mantenere con le commissioni giustizia di Camera e Senato», ha esordito Severino, che ha ribadito l'importanza «soprattutto per un governo tecnico come il nostro», che «il confronto parlamentare sia più importante che per un governo di forma politica. Non possiamo portare avanti alcun progetto senza un consenso parlamentare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riguardo alle linee del suo ministero, Severino ha ribadito la volontà di andare avanti con la riforma delle circoscrizioni giudiziarie: «La delega sulla revisione delle circoscrizioni giudiziarie dovrà essere attuata. Siamo tutti d'accordo - ha precisato il Guardasigilli - nello snellire le circoscrizioni e ci sono già le premesse normative affinchè ciò accada». Una riforma che garantirà «risparmi notevoli» e «potrebbe portare a recuperare efficienza».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Risparmi notevoli», inoltre, si otterrebbero con l'uso del braccialetto elettronico come misura alternativa alla detenzione. I problemi tecnici sono risolvibili, ha aggiunto il Guardasigilli, secondo cui dove è applicato il braccialetto «il tasso di recidiva è estremamente limitato».&lt;br /&gt;Finora, però, in Italia l'uso del braccialetto elettronico, per il quale va prestato «il consenso preventivo» da parte dell'interessato, «è stato molto scarso in questi anni», a fronte del «grande successo» che ha avuto invece in altri stati dell'Europa e negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sistemi alternativi alla detenzione contro il sovraffollamento delle carceri&lt;br /&gt;Il braccialetto potrebbe anche essere un mezzo per svuotare le sovraffollate carceri italiane, per le quali i provvedimenti "spot" (come l'aministia) presi finora non sono bastati, ma «serve qualcosa di più stabile»: «Nel 2010 -ha detto il Guardasigilli- abbiamo toccato il tetto di 68.968 detenuti, decrementando peraltro il personale di polizia penitenziaria che ha raggiunto il numero di 39.121 unità rispetto alle 45.121 fissate nel 2001. Siamo cioè tornati a numeri assolutamente non sostenibili e non coniugabili soprattutto con il rispetto dei diritti fondamentali della persona». «Occorre varare una sistema di misure alternative alla detenzione - ha aggiunto Severino - che assicurino la possibilità di scontare il residuo della pena in una località o in una forma diversa, ma che assicuri i cittadini sul fatto che non vi saranno ricadute nel reato una volta fuori». Tra le proposte per ridurre il numero dei detenuti il Guardasigilli ha indicato anche «l'istituto della messa in prova» che ha avuto successo con i minorenni. E per alleviare le sofferenze del detenuto il ministro ha pensato all'istituzione «della carta dei diritti e doveri di chi è in carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli ordini professionali non saranno aboliti&lt;br /&gt;Sul fronte degli ordini professionali, Severino ha ribadito che il Governo non ha in preparazione un provvedimento per la loro cancellazione. L'allarme era stato lanciato in particolare sabato scorso dall'assemblea dell'Organismo unitario dell'avvocatura e già in quella occasione il guardasigilli aveva diffuso una nota per ridimensionare le voci sul tema: «Liberalizzare - ha aggiunto oggi - non vuole dire consentire a chiunque di fare l'avvocato. Ma eliminare gli ostacoli eccessivi all'esercizio delle&lt;br /&gt;professioni».&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1018500363596706510?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1018500363596706510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1018500363596706510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/11/il-ministro-severino-alla-sua-prima.html' title='Il ministro Severino alla sua prima audizione parla di riforma delle circoscrizioni, carceri e pene alternative'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7935582272682092938</id><published>2011-11-29T18:44:00.000Z</published><updated>2011-11-29T18:45:52.003Z</updated><title type='text'>CGIL Penitenziari: Sollecito incontro urgente situazione degli uepe</title><content type='html'>Sollecito incontro urgente &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Roma ,10 novembre 2011&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al  Capo del DAP&lt;br /&gt;Pres. F. Ionta&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai Vice Capo del DAP&lt;br /&gt;Dr. E. di Somma&lt;br /&gt;D.ssa S. Matone&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale E.P.E.&lt;br /&gt;D.ssa L. Culla&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale &lt;br /&gt;del Personale e della Formazione&lt;br /&gt;Dr. R. Turrini Vita&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e, per conoscenza&lt;br /&gt;All'Ufficio per le Relazioni Sindacali&lt;br /&gt;Dssa P.Conte&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle Segreterie Regionali e Comprensoriali FpCgil&lt;br /&gt;Ai Delegati ed Eletti RSU FpCgil nei posti di lavoro  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto: Sollecito urgente  incontro problematiche UEPE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;     Intendiamo riproporre alla vostra attenzione la gravissima situazione in cui versano gli uffici di esecuzione penale esterna sui quali, come da tempo e più volte denunciamo (vedi nostra ultima nota CM87 del 12 luglio 2011), stanno gravando particolarmente e pericolosamente gli effetti devastanti non solo di una politica economica impostata sui tagli indiscriminati  delle risorse  ma anche  quelli di una discutibile politica gestionale ed amministrativa  nella governance delle difficoltà operative, organizzative e professionali determinatesi,  per forza di cose,  nei posti di lavoro.&lt;br /&gt;     In attesa  del tavolo di confronto, che come da voi preannunciato  nella nota n.302141 del 4 agosto 2011 avrebbe dovuto  tenersi a settembre, riceviamo dai responsabili Fp Cgil territoriali e dalle RSU dei posti di lavoro comunicati e note i cui contenuti rappresentano in maniera evidente e preoccupante il grave disagio operativo, professionale e personale dei lavoratori quotidianamente alle prese con problematiche endemiche e con criticità sempre più gravose che, in attesa di concreti e dirimenti interventi, alimentano inesorabilmente la crisi del settore che si trova in evidente difficoltà.  &lt;br /&gt;     La FpCgil, pertanto, ribadisce e sollecita la necessità del confronto, che alla luce dei fatti, risulta non solo  opportuno ma più che mai urgente e non ulteriormente procrastinabile .  &lt;br /&gt;In attesa di  riscontro si porgono cordiali saluti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;             La coordinatrice nazionale DAP&lt;br /&gt;                            Lina Lamonica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7935582272682092938?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7935582272682092938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7935582272682092938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/11/cgil-penitenziari-sollecito-incontro.html' title='CGIL Penitenziari: Sollecito incontro urgente situazione degli uepe'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-578388677998727957</id><published>2011-09-24T05:38:00.002Z</published><updated>2011-09-24T05:41:41.592Z</updated><title type='text'>Resoconto intervento al Senato Ministro della Giustizia sulla situazione delle carceri italiane</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Legislatura 16º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 606 del 21/09/2011&lt;br /&gt;Intervento del Ministro della Giustizia Nitto Francesco Palma &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;PALMA, ministro della giustizia. Signor Presidente, onorevoli senatori, «Evidente in generale è l'abisso che separa la realtà carceraria di oggi dal dettato costituzionale sulla funzione rieducatrice della pena e sui diritti e la dignità della persona». Queste sono le parole del presidente Napolitano al convegno «Giustizia in nome della legge e del popolo sovrano». Inutile dire che la pena, nel binario delimitato dalla sua funzione e dalla restrizione della libertà personale, non consente cedimenti rispetto a quegli ulteriori diritti e a quegli ulteriori principi che sono sanciti dalla nostra Costituzione, quale ad esempio il diritto alla salute previsto dall'articolo 32.&lt;br /&gt;Il presidente Napolitano ha affermato altresì che «la politica, quale si esprime nel confronto pubblico e nella vita istituzionale, appare irrimediabilmente divisa, incapace di produrre scelte coraggiose, coerenti e condivise». Non mi nascondo la diversità che caratterizza il centrodestra e il centrosinistra nella visione globale del fenomeno giustizia e di quello carcerario; ciò nonostante, in considerazione della difficoltà del momento e della gravità della situazione carceraria, intendo qui evitare ogni contrapposizione, ogni tentazione di analisi comparativa: in una, ogni polemica. Intendo rappresentare la situazione per come essa è, esporre valutazioni in ordine ai dati oggettivamente emersi. Trovare con voi la soluzione ad una emergenza e aprire un discorso franco e sereno sulla possibile costruzione di un sistema normativo che disegni, forse per la prima volta, in sintonia con la Costituzione, cosa deve essere il carcere e come il carcere debba inserirsi nel più vasto e articolato mondo della giustizia.&lt;br /&gt;E se non vi devono essere cedimenti rispetto ai valori costituzionali, è doveroso fin da subito affermare che nel carcere deve essere assicurato l'ordine, deve essere garantita la salute e deve essere imposto, anche sotto il profilo logistico, il sereno svolgimento dell'espiazione della pena e della custodia cautelare. L'ordine, presidio del rispetto delle regole e ostacolo al formarsi delle sacche di anarchica confusione da cui originano la illegalità, la prevaricazione, la sottomissione degli uni agli altri, deve essere garantito da tutti gli operatori carcerari, direttori di carceri, educatori, polizia penitenziaria, ai quali tutti, indistintamente, va il nostro ringraziamento per la professionalità, l'abnegazione e l'umanità con cui quotidianamente adempiono ai loro doveri.&lt;br /&gt;E, al riguardo, non può non rilevarsi come, nonostante la recente integrazione di 820 unità, la scopertura di organico ammonti a 5.877 unità e come tale scopertura generi preoccupazione anche nel caso in cui - come si auspica - dovesse andare in porto l'assunzione di altre 1.611 unità per il 2012. Non è un caso, quindi, che, anche in adesione a specifica richiesta di organizzazione sindacale, si proseguirà nella strada già intrapresa di ridurre al minimo i comandi e i distacchi del personale della Polizia penitenziaria presso altre amministrazioni così restituendolo ai servizi di istituto, nonché di ridurre l'impiego del personale di Polizia penitenziaria nei servizi di scorta, a ciò aggiungendosi che l'enorme numero di traduzioni (185.755 nel 2010 per quasi 300.000 detenuti con un impiego di 769.000 unità di personale) e dei piantonamenti in ospedale aggrava vieppiù la scopertura dell'organico.&lt;br /&gt;Certo, anche le traduzioni rientrano tra i compiti di istituto. Ma è certo anche che se si modificasse l'articolo 123 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, sì da rendere cogente che l'udienza di convalida avvenga in carcere e non presso l'ufficio giudiziario, ovvero si prevedesse che in caso di rito direttissimo l'arrestato o il fermato non transiti per il carcere ma resti nelle camere di sicurezza, ovvero ancora se la stessa procedura (arresto, convalida, direttissimo) fosse realizzata in modo più similare a quanto avviene nei Paesi con rito accusatorio, le traduzioni diminuirebbero vertiginosamente, e maggiore sarebbe la possibilità di utilizzare il personale della Polizia penitenziaria nel mondo del carcere.&lt;br /&gt;A seguito della riforma della medicina penitenziaria e della legge finanziaria 2008, si è realizzato il trasferimento delle funzioni sanitarie al Servizio sanitario nazionale. I rapporti tra carcere e ASL sono disciplinati da una serie di atti adottati dalla Conferenza Stato-Regioni. Il bilancio della riforma varia molto, a seconda delle realtà territoriali, con maggiori difficoltà di garanzia dei precedenti livelli di efficacia e continuità assistenziale medico-infermieristica nelle Regioni interessate ai piani di rientro debitorio. Incidenter tantum: dalla riforma deriva l'aumento del numero dei piantonamenti e del numero delle traduzioni ogni qualvolta (invero spesso) le ASL decidono di esternalizzare determinati servizi specialistici. Né posso tacere che, tra le Regioni a statuto speciale,&lt;br /&gt;la Sicilia, diversamente dalle altre, non ha adottato alcun intervento normativo per regolamentare il trasferimento delle funzioni sanitarie, con conseguente ricaduta di impegno sull'amministrazione penitenziaria che, per il solo esercizio del 2011 ha dovuto stanziare 12.400.000 euro per far fronte a quelle esigenze sanitarie che non le competono.&lt;br /&gt;Un'emergenza nell'emergenza penitenziaria è costituita dagli ospedali psichiatrici giudiziari e chiama in causa altri soggetti istituzionali che dovrebbero a pieno titolo farsi carico di un sistema che oggi offende la civiltà del diritto. L'insanabile contraddizione di una misura che si regge sul binomio carcere-manicomio gestita in luoghi che producono sofferenza, degrado, violazione della dignità e dei diritti fondamentali delle persone non può più essere tollerata in un Paese civile. Ancora oggi assistiamo alla odiosa sopravvivenza di questi luoghi che non curano, ma si limitano a contenere persone di cui nessuno vuole farsi carico, neanche quando è accertato il venir meno della pericolosità sociale che ne ha determinato l'internamento.&lt;br /&gt;La responsabilità della soluzione dello specifico problema penitenziario deve essere necessariamente condivisa con altri soggetti istituzionali giungendo alla completa sanitarizzazione, sul modello di Castiglione delle Stiviere, superando la presenza della Polizia penitenziaria, impegnata spesso in compiti non propri, e affidandone la completa gestione al Servizio sanitario nazionale.&lt;br /&gt;Nei giorni scorsi ho visionato il filmato realizzato dopo le ispezioni effettuate nei sei ospedali psichiatrici giudiziari, e non posso che condividere quanto scritto dal Presidente della Repubblica il 21 gennaio 2011, e cioè: «Ho così potuto prendere conoscenza di contesti igienico-sanitari e di vicende umane che hanno creato in me grande preoccupazione e profondo turbamento. Confido che non mancherete di adottare, nell'ambito delle rispettive competenze, ogni misura amministrativa, organizzativa e legislativa idonea a consentire il superamento di situazioni che, in pochi casi, mi sono apparse assolutamente incompatibili con il più elementare rispetto della dignità delle persone e tali da integrare gravi violazioni di principi fondamentali della Costituzione».&lt;br /&gt;Una prima, concreta risposta a questo autorevole appello dovrà riguardare l'incredibile situazione dei 215 soggetti internati che permangono negli ospedali psichiatrici giudiziari, nonostante sia stata clinicamente accertata l'assenza di pericolosità sociale: una valutazione clinica cui non è seguita una analoga valutazione giuridica da parte del magistrato di sorveglianza, il quale, al contrario, ha ritenuto la sussistenza della pericolosità. E mi auguro che ciò, contrariamente a quanto taluno ipotizza, non derivi dalla mancata disponibilità degli enti locali all'idoneo riposizionamento del non più pericoloso. Bisognerà, altresì, pensare ad interventi legislativi finalizzati alla modifica dell'attuale sistema che consente, di fatto, la possibilità di applicare la misura di sicurezza sine die, indipendentemente dalla natura e dalla gravità del reato commesso.&lt;br /&gt;L'individuazione di un piano di trattamento sanitario con periodica rivalutazione potrebbe, ad esempio, consentire al giudice l'adozione di una misura analoga a quella prevista dall'articolo 286 del codice di procedura penale coinvolgendo in primis i dipartimenti di salute mentale. Così come potrebbero essere approfondite le soluzioni adottate in alcuni ordinamenti stranieri, quale quello spagnolo, che prevede un parallelismo tra la durata delle pene e la durata delle misure di sicurezza. Appare, inoltre, necessaria la creazione di strutture pubbliche di ricovero intermedio che, favorendo un più stretto raccordo tra magistratura e servizi psichiatrici territoriali, possano costituire un'adeguata alternativa alla scelta tra ospedale psichiatrico giudiziario e ricorso a modalità di libertà vigilata, oggi stimate non sufficientemente sicure. A tal fine, potrebbe essere presa in considerazione la creazione di strutture di piccole dimensioni, facilmente individuabili sul territorio tra i piccoli ospedali soppressi o da sopprimere, con vantaggio anche per la completa regionalizzazione degli internati.&lt;br /&gt;Esprimo poi il mio apprezzamento per il lavoro della Commissione d'inchiesta, le cui conclusioni appaiono condivisibili. Con la stessa franchezza, devo però rilevare che l'adozione dello strumento del sequestro preventivo utilizzato per le strutture di Barcellona Pozzo di Gotto e Montelupo Fiorentino desta in me perplessità giuridica, mitigata solo dalla piena comprensione delle finalità che l'hanno determinata. Comunque, dando seguito ai provvedimenti emessi dalla Commissione parlamentare d'inchiesta, con decreto dell'agosto 2011 è stata istituita presso la casa circondariale di Palermo Pagliarelli la "sezione detenuti minorati psichici", si è provveduto ad effettuare lo sgombero delle zone detentive degli ospedali psichiatrici giudiziari di Montelupo Fiorentino e di Barcellona Pozzo di Gotto, si è attivato il procedimento di adeguamento ai rilievi mossi.&lt;br /&gt;Sul piano logistico, rilevante è stato l'intervento del Ministero, che ha provveduto nel triennio alla costruzione di 440 nuovi posti, alla previsione di costruzione di 3.410 nuovi posti entro il 2013, alla ristrutturazione di 1.138 posti ed alla previsione di ristrutturazione di altri 710 posti sempre entro il 2013. Sono state, infine, aperte le strutture carcerarie di Rieti, Trento e Favignana ed è di prossima apertura quella di Gela, essendosi risolto il problema della condotta d'acqua.&lt;br /&gt;Il commissario delegato, infine, è impegnato nella rapida realizzazione della obsoleta struttura di Arghillà, monumento all'inefficienza del passato. A ciò deve aggiungersi che, in attuazione del piano carceri, sono state avviate le procedure di gara per l'assegnazione dei lavori di 20 padiglioni aggiuntivi, per un totale di 4000 posti, con un impegno di spesa per 239 milioni di euro, lavori che saranno ultimati nel dicembre 2012. Altresì, previa riunione dell'apposito comitato di sorveglianza, si provvederà a varare, senza alcun danno per la sicurezza dei cittadini, il progetto di costruzione di carceri a bassa sicurezza per circa 5000 posti, in sostituzione degli 11 istituti penitenziari classici originariamente ipotizzati.&lt;br /&gt;I lavori saranno ultimati entro dicembre 2013, con un impegno di spesa di 349 milioni di euro.&lt;br /&gt;I 206 istituti penitenziari consentono una presenza regolamentare di 45.732 detenuti ed una tollerabile di 69.194 detenuti. Allo stato sono presenti negli istituti penitenziari 67.377 detenuti, ossia circa 2.000 in meno della soglia finale di tollerabilità. Quasi il 70 per cento della popolazione detenuta straniera è formata da marocchini (per il 20 per cento), da rumeni (per il 15 per cento), da tunisini (per il 13 per cento), da albanesi (per l'11 per cento), da nigeriani (per il 5 per cento) e da algerini (per il 3 per cento).&lt;br /&gt;I detenuti in custodia cautelare sono 28.300, pari a una quota del 42 per cento sul totale, e il totale complessivo dei detenuti stranieri è del 36,10 per cento, tetto a cui si giunge nello spazio di tre anni (quattro anni fa il tetto dei detenuti stranieri era del 32 per cento). Di questo 36,10 per cento, 12.035 sono in attesa di giudizio e 12.147 in espiazione di pena: una percentuale questa davvero molto lontana dalle analoghe percentuali che caratterizzano la detenzione italiana. La tipologia dei reati all'origine della detenzione registra il primato dei reati contro il patrimonio, dei reati in materia di stupefacenti e dei reati contro la persona. Seguono i reati previsti dalla legge sulle armi e i reati contro la pubblica amministrazione.&lt;br /&gt;L'analisi dei dati consente di affermare che il tasso di crescita della popolazione detenuta è calcolabile in varie migliaia all'anno. Più precisamente, l'aumento è stato di circa 5.000 unità nell'anno 2009-2010 e di circa 2.500 unità nell'anno 2010-settembre 2011. Ciò si afferma in quanto, ai soli fini della valutazione del tasso di crescita, non può non calcolarsi il numero dei detenuti, circa 3.000, che nell'anno in corso hanno beneficiato della legge sulla detenzione domiciliare nell'ultimo anno di pena.&lt;br /&gt;L'analisi dei dati consente altresì di affermare che ogni anno si registra il transito in carcere di circa 90.000 detenuti provenienti dalla libertà (arresti in flagranza, fermo, custodia cautelare) e che di questi - mi rendo conto di affrontare adesso un dato numerico estremamente noioso, verso il quale vi prego però di prestare la dovuta attenzione - restano in carcere 21.093 fino a 3 giorni, 1.915 fino a 7 giorni, 5.816 fino ad un mese, 5.009 fino a 3 mesi e 9.829 fino a 6 mesi, per un totale di oltre 40.000 persone. Va sottolineato che di questa aliquota di detenuti - come ho detto - la percentuale degli stranieri è superiore a quella degli italiani. I detenuti in custodia cautelare fino ad un mese ammontano nell'anno a 28.824, il che - con tutta l'approssimazione del caso - equivale a dire che tale categoria di detenuti incide per circa 2.333 posti sul dato della presenza carceraria annuale.&lt;br /&gt;Quanto alle cause del sovraffollamento, non vi è dubbio che esse siano molteplici, sia pure con diversa significatività. L'analisi dei dati però consente, sia pure con molta prudenza, di escludere una particolare rilevanza delle norme introdotte nell'ultimo decennio a tutela delle esigenze di sicurezza dei cittadini. Infatti, quanto alle misure alternative e non omettendo di dire che il regime disegnato dalla cosiddetta legge Cirielli è stato in parte attenuato dalla legge del 2010 sulla detenzione domiciliare, si registra un aumento continuo di provvedimenti positivi sulle citate misure: gli affidamenti in prova sono passati da 1.818 del 2006 a 9.778 dell'agosto 2011; le semilibertà sono passate da 649 del 2006 a 921 dell'agosto del 2011; le detenzioni domiciliari (di cui all'articolo 47-ter dell'ordinamento penitenziario) sono passate da 1.618 del 2006 a 8.283 dell'agosto 2011. Il che, evidentemente, consente - se si vuole - un ulteriore approfondimento di ragionamento nel senso che per le conseguenze della legge Cirielli tali misure di libertà vanno verso soggetti quasi sempre incensurati o colpiti solo da una recidiva semplice e che scontano pene superiori ai tre anni, perché se fossero inferiori vi sarebbe la sospensione della pena fino a due anni prevista dalla legge Smuraglia o l'affidamento in prova al servizio sociale per condanne inferiori a tre anni.&lt;br /&gt;Analogamente, quanto alle misure dei cosiddetti pacchetti sicurezza, così come nella sostanza modificati dalla giurisprudenza europea, le incidenze sulla presenza carceraria sono limitate, peraltro con termini di non particolare significatività, e correlate a fattispecie criminose quali il favoreggiamento all'immigrazione clandestina, il furto con strappo e il furto in abitazione, cioè a delitti che devono essere seriamente repressi, in ossequio alle ragioni di sicurezza dei cittadini. Se ciò è vero, e a me pare evidentemente vero, la riflessione sull'aumento della popolazione carceraria&lt;br /&gt;non può che incentrarsi su due specifiche cause: la presenza di detenuti stranieri (passata globalmente dal 33 per cento al 36 per cento) e l'uso eccessivo della custodia cautelare.&lt;br /&gt;Quanto alla presenza di detenuti stranieri, il cui aumento è speculare a quanto avviene in Spagna, Francia e Germania, evidentemente conseguenza dei flussi immigratori clandestini, non v'è dubbio che essa incida sul costante aumento della popolazione carceraria. Detti detenuti, infatti, ristretti in carcere per reati contro il patrimonio o attinenti agli stupefacenti o altro non essendo regolarmente presenti in Italia, non beneficiano di norma degli arresti domiciliari (non avendo trovato seguito quella giurisprudenza che immaginava come domicilio anche una panchina), o della liberazione e, per l'effetto, i processi a loro carico seguono le corsie privilegiate dei processi con detenuti ed arrivano rapidamente alla sentenza definitiva (così trasformando i detenuti in attesa di giudizio in condannati all'espiazione della pena). Giova altresì precisare che nei loro confronti è scarsamente applicabile e scarsamente applicata la misura dell'espulsione in sostituzione della pena detentiva sino a due anni; ciò, in ragione delle oggettive difficoltà dell'individuazione della loro provenienza geografica e della difficoltà di rendere operativi i patti di riammissione ove esistenti.&lt;br /&gt;Quanto alla custodia cautelare, i dati precedentemente forniti sui detenuti ristretti in carcere per brevi periodi (fino a un mese o tre mesi) denunciano inequivocabilmente come non sia puntualmente rispettato il criterio ordinamentale in base al quale la reclusione in carcere è una extrema ratio. Dubito che ciascuno di noi possa trovare un senso nella restrizione in carcere per tre giorni, per sette giorni, per dieci giorni, per quindici giorni o anche per 30 giorni. E, sia chiaro, anche per evitare inutili polemiche, quanto testé da me detto è ampiamente condiviso dal primo Presidente della Corte di cassazione, il quale ha invitato i magistrati «ad un uso sempre più prudente e misurato della misura cautelare restrittiva». A tacere di quanto affermato dal Presidente della Repubblica nel citato convegno, e cioè che si assiste a «un crescente ricorso alla custodia cautelare, abnorme estensione in concreto della carcerazione preventiva».&lt;br /&gt;Che fare quindi? Taluno, sulla cui buona fede non è lecito dubitare, immagina che la strada da percorrere sia quella, squisitamente parlamentare, dell'amnistia o dell'indulto. Cioè, taluno immagina di dover percorrere - forse in termini diversi - quella strada, già intrapresa 22 volte dal 1948 al 1992 e una volta, limitatamente all'indulto, nel 2006, che nel passato è sempre stata utilizzata come strumento emergenziale per risolvere un problema che non si voleva risolvere alla radice, sia per quanto concerne il mondo del carcere, sia per quanto riguarda il mondo della giustizia. Una strada che in passato ha sempre consentito al malato di respirare, ma che ha sempre rapidamente ricondotto il malato nel coma di partenza.&lt;br /&gt;Nel 2006, la presenza carceraria è scesa, in virtù dell'indulto, da 61.000 unità a 39.000 unità. Nulla è stato fatto per operare sul sistema, nulla è stato progettato negli specifici settori, e non è un caso che di lì a due anni la popolazione è andata a 55.000 presenze, per poi schizzare a 68.000 presenze nel 2010.&lt;br /&gt;Certo, siamo in presenza di un'emergenza e siamo costretti, quantomeno nell'immediatezza, a interventi tampone. La legge del 2010 sulla detenzione domiciliare nell'ultimo anno di pena, fortemente voluta dal ministro Alfano, ha avuto effetti positivi, consentendo l'uscita dal carcere a circa 3.000 persone, nessuna delle quali è poi evasa dalla propria abitazione. È una legge temporanea, la cui vita è limitata al dicembre 2013, data di ultimazione del piano carceri e, in considerazione della positiva sperimentazione, potrebbe essere oggetto di un ulteriore approfondimento finalizzato alla sua eventuale estensione. Così come ulteriori approfondimenti meritano, con riguardo ai reati di minore gravità, l'attuale sistema della custodia cautelare e la stessa disciplina dell'arresto facoltativo in flagranza: approfondimenti che tengano presente il concetto della restrizione in carcere come extrema ratio. Ma sono interventi tampone, non risolutivi o definitivi.&lt;br /&gt;Con ciò voglio dire che si deve aprire una stagione di sereno confronto tra le varie forze politiche, che abbia presente la necessità di definire un progetto globale di giustizia che porti la dovuta attenzione al sistema delle garanzie dei cittadini e che immagini il carcere come luogo di recupero, come luogo di cui interessarsi e non come luogo da esorcizzare, mettendo la testa sotto la sabbia come è d'uso per lo struzzo.&lt;br /&gt;In altri termini un progetto e un sistema che considerino l'edilizia carceraria solo come uno strumento logistico da modulare secondo l'obiettivo perseguito e non come la soluzione del problema, che abbiano ben chiari i valori della Costituzione e che abbiano la dovuta considerazione per i detenuti, non dimenticando mai che essi, indipendentemente dai loro misfatti, sono uomini e devono essere trattati come uomini. E come uomini possono essere assaliti dalla fragilità ed arrivare all'ultima scelta. Questo sarà il vademecum, nel settore, della mia azione di Ministro; sono certo che sarà anche il vostro. (Applausi dai Gruppi PdL, LNP, CN-Io Sud-FS ePD e del senatore Serra). &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-578388677998727957?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/578388677998727957'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/578388677998727957'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/09/resoconto-intervento-al-senato-ministro.html' title='Resoconto intervento al Senato Ministro della Giustizia sulla situazione delle carceri italiane'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5406080200500834076</id><published>2011-09-02T21:22:00.000Z</published><updated>2011-09-02T21:25:11.459Z</updated><title type='text'>Rischio paralisi per l'Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Roma e Latina</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Con carenza personale e tagli budget rischio paralisi nei carceri&lt;br /&gt;23 agosto 2011 13:43&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;«La cronica carenza di personale, i sempre più stringenti tagli di budget ed un’organizzazione interna minata dall’assenza di un direttore a tempo pieno, stanno inesorabilmente portando alla paralisi l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna (Uepe) di Roma e Latina. È questa la denuncia contenuta in un documento delle Rsu dell’Uepe raccolta e rilanciata dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni. Il documento è stato spedito, fra gli altri, al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, alla Direzione dell’Uepe Roma e Latina, alle Organizzazioni sindacali, al Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali e al Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Lazio». Così una nota del garante dei detenuti. «L’Uepe è l’ufficio periferico del Ministero della Giustizia che si occupa di quanti devono scontare una condanna. Su richiesta dell’Autorità giudiziaria o delle carceri, svolge indagini sulla realtà personale, famigliare e lavorativa delle persone condannate. Dati che servono a decidere sull’applicazione di misure alternative alla detenzione, su misure restrittive della libertà, o sul programma di trattamento. Fra le finalità dell’UEPE quelle di sostenere la persona durante il periodo della pena e favorire il suo reinserimento nella società. Nel documento, le Rsi denunciano l’assenza di un direttore a tempo pieno della struttura. Attualmente, infatti, uno degli Uepe più grandi d’Italia è retto da un reggente che vi presta servizio due volte a settimana »creando disservizi al personale e all’organizzazione dell’Ufficio stesso«. Altra criticità è la carenza di personale: attualmente sono in servizio solo 31 assistenti sociali sugli 84 previsti in pianta organica, manca da tempo il centralinista e nell’ultimo anno il personale amministrativo è drasticamente diminuito per pensionamenti e revoche di distacchi. Una situazione destinata ad aggravarsi considerando che nei prossimi tempi altre unità andranno in pensione e quelle pensionate non sono state rimpiazzate. I tagli al budget già scarso hanno provocato situazioni paradossali: l’auto di servizio della sede di Roma è ferma dal 29 luglio per mancanza di soldi per il carburante, quella di Latina è ferma per lo stesso motivo addirittura da giugno. All’interno della struttura, dal primo luglio non è più garantito il servizio giornaliero di pulizie, con grave rischio di carenze igieniche». «I rappresentanti dei lavoratori dell’Uepe – ha detto Marroni – hanno fatto conoscere al pubblico, in forma pacata ma ferma, le difficili condizioni in cui sono costretti a lavorare ogni giorno. I sindacati chiedono di agevolare e semplificare alcune procedure operative, di nominare un direttore a tempo pieno e di inviare al più presto personale e mezzi. Proposte semplici e di buonsenso, alcune delle quali fattibili a costi contenuti. Garantire il funzionamento di un UEPE cardine come quello di Roma e Latina è fondamentale per evitare che i ritardi e le inefficienze legate alle carenza di questa struttura finiscano, inevitabilmente, per scaricarsi sul sistema carcerario della Regione». (Omniroma.it) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5406080200500834076?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5406080200500834076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5406080200500834076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/09/rischio-paralisi-per-lufficio.html' title='Rischio paralisi per l&apos;Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Roma e Latina'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1813587152139867041</id><published>2011-09-02T21:15:00.002Z</published><updated>2011-09-02T21:19:29.211Z</updated><title type='text'>Nei guai per le minacce alle assistenti sociali per stalking</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'Arena.it - Nei guai per le minacce alle assistenti sociali per stalking&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'uomo, preso dagli agenti della mobile, è finito ai domiciliari in attesa del processo&lt;br /&gt;Era alcolizzato e avevano dato in affidamento i due figli di 5 e 6 anni Sono state spintonate e insultate. E una è stata anche schiaffeggiata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;30/08/2011&lt;br /&gt;Non si dà pace dall'ottobre scorso quando i suoi figli di 5 e 6 anni sono stati dati in affidamento perchè lui è alcolizzato. E da 10 mesi se la prende con tutti. Anche con le due assistenti sociali del Comune che lui ritiene «colpevoli» di tutte le sue disavventure. Minacce, spinte, danneggiamenti ai beni delle due dipendenti pubbliche durate fino al 4 agosto scorso quando si è arrivati all'episodio-clou. Un uomo di 47 anni, calabrese, ma da anni residente a Verona, se l'è presa anche con un'anziana, assolutamente estranea alla vicenda, che aveva parcheggiato l'auto davanti all'ufficio delle assistenti sociale in via del Capitel. Confondendola per una di loro, ree ai suoi occhi di avergli sottratto i figli, le ha mollato un ceffone e l'ha minacciata di chiamare i suoi amici calabresi per farla sgozzare.&lt;br /&gt;È stato questa ennesima aggressione, segnalata dagli agenti della Squadra mobile, a convincere la procura di Verona a chiedere e ad ottenere l'ordinanza di misura cautelare con l'accusa di stalking per il disoccupato, firmata dal gip Guido Taramelli. Ora il quarantasettenne si trova a casa con la moglie, una veronese di 36 anni, ma senza la compagnia dei figli, inseriti in una struttura protetta dall'ottobre scorso.&lt;br /&gt;La vicenda giudiziaria ha inizio dieci mesi fa quando il tribunale dei minorenni decide di dare in affidamento i figli del quarantasettenne, considerati i suoi seri problemi con l'alcol. A parere degli assistenti sociali del Comune, non poteva offrire una vita decorosa e decente ai due piccoli, costretti a convivere con un padre troppo spesso alterato dal vino. Il giudice dei minori decide così decide di togliere l'affidamento dei figli alla coppia di genitori. È l'inizio dei tormenti per le due dipendenti dei servizi sociali del Comune che avevano segnalato la difficile situazione per i bimbi in quella famiglia.&lt;br /&gt;Per undici mesi, sono volati insulti, spinte, urla con continui richiami «ai suoi amici calabresi» e alla minaccia rivolta alle due assistenti sociali di sgozzarla. Sono così iniziati appostamenti a non finire sotto quell'ufficio di Palazzo Barbieri. Il disoccupato aveva scoperto anche dove abitava una delle assistenti sociali e le persecuzioni erano continuate anche fuori casa di una delle vittime dove si erano ripetute le aggressioni verbali nei confronti della donna. Le due vittime, oramai terrorizzate ed esasperate, erano state costrette a cambiare le loro abitudini di vita così come richiede l'articolo 612 bis del codice penale.&lt;br /&gt;Una delle due aveva chiesto e ottenuto il trasferimento dall'ufficio di via del Capitel mentre la seconda aveva iniziato ad utilizzare l'auto per andare al lavoro invece della bicicletta come usava fare di solito. A bordo della sua utilitaria, poteva gestire meglio la situazione, schiacciando l'acceleratore ogni volta che vedeva il suo stalker.&lt;br /&gt;L'indagato, poi, non si era dato per vinto neanche con le maestre della scuola materna, frequentata dai figli. Durante i 10 mesi di queste «perfomance», una volta era stato sorpreso mentre stava tentando di scavalcare la recinzione dell'asilo e un'altra volta aveva rotto un tergicristallo ad una delle insegnanti dei figli, «colpevole» di non consegnargli i piccoli all'uscita da scuola. Aveva così collezionato una serie di denunce dalle due assistenti sociali e dalla maestra di scuola oltre che, alla fine, dall'anziana colpita da un ceffone ma estranea alla vicenda. Ce n'era abbastanza per procura e gip per infliggere al quantasettenne la misura cautelare degli arresti domiciliari che gli è stata notificata nei giorni scorsi dagli agenti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Gianpaolo Trevisi.&lt;br /&gt;Ora l'indagato dovrà attendere il processo ma con la sua condotta non certo ortodossa di questi ultimi mesi ha complicato maledettamente la situazione anche per l'altro procedimento davanti al tribunale dei minorenni sull'affidamento dei figli.G.CH. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1813587152139867041?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1813587152139867041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1813587152139867041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/09/nei-guai-per-le-minacce-alle-assistenti.html' title='Nei guai per le minacce alle assistenti sociali per stalking'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-9137786954323349933</id><published>2011-09-01T15:54:00.002Z</published><updated>2011-09-01T15:57:32.649Z</updated><title type='text'>SCANDALO AUTO BLU AMMINITRAZIONE PENITENZIARIA: L'INCHIESTA DEL FATTO QUOTIDIANO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Fuoriserie penitenziaria… Jaguar, Maserati e Bmw per la Direzione delle carceri &lt;/span&gt;&lt;em&gt;di Silvia d’Onghia&lt;/em&gt; - Il Fatto Quotidiano, 1 settembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jaguar e Maserati tra le auto blu della Direzione Carceri Per otto funzionari vetture che valgono un milione di euro. L’auto più “sfigata” è una Bmw 530: tremila di cilindrata, sei cilindri in linea, valore commerciale circa 53mila euro. Quella meno potente, si fa per dire, una semplice Audi A6: 2.7 di cilindrata, sei valvole turbo, prezzo 71 mila euro. E poi c’è il top, le vetture che quasi ogni uomo sogna nella vita: la Jaguar XJ e la Maserati quattroporte, 100mila euro la prima, 125mila (almeno) la seconda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono i partecipanti a un gara, né le vetture di lusso di un autosalone: sono le autoblù e i mezzi di scorta parcheggiati presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), guidato dal magistrato anti-terrorismo, Franco Ionta.&lt;br /&gt;Diciassette auto, alcune delle quali blindate, che valgono oltre un milione di euro, a disposizione di otto alti dirigenti. Qualcuna, come la Maserati che utilizza Ionta, è in comodato d’uso dalla presidenza del Consiglio; molte altre sono direttamente proprietà del Dap.&lt;br /&gt;In ogni caso, pagano i cittadini. Sono poi vetture che certo non consumano come le utilitarie: si va dagli 8 litri per 100 chilometri della Bmw ai 22 litri per 100 chilometri della Maserati. E, a differenza di quanto accade per i normali mezzi di cui dispongono le forze di polizia, penitenziaria compresa, i soldi per la benzina in questi casi non mancano mai.&lt;br /&gt;Franco lonta, che è anche commissario straordinario per il Piano carceri voluto dall’ex ministro Alfano, per la sua storia precedente ha naturalmente diritto alla scorta. Ha a disposizione sette auto: oltre alla Maserati blindata, una Bmw 550, tre Bmw 530 e due Land Rover Discovery cinquemila. Mezzi che naturalmente non escono tutti insieme, ma che rimangono parcheggiati e pronti all’uso. Il vice capo vicario, Emilio Di Somma, può contare su un’Audi A6 (4.2 di cilindrata) e su una Bmw 530.&lt;br /&gt;Di Somma nel giugno 2010 ha ricevuto una lettera minatoria con due proiettili e da quel momento gli è stata riconosciuta la scorta. L’altro vice capo si deve “accontentare” di una sola macchina, un’Audi A6. Dal giugno scorso, il magistrato Santi Consolo, che ricopriva quell’incarico, è diventato procuratore generale di Catanzaro.&lt;br /&gt;Lui è andato via, l’auto è rimasta a disposizione di chi prenderà il suo posto. Il direttore dell’Ufficio ispettivo, il magistrato Francesco Cascini (fratello del segretario dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe), viaggia su una Volkswagen Phaeton cinquemila, del valore di almeno 75mila euro. Stesso mezzo per il direttore generale del personale, Riccardo Turrini.&lt;br /&gt;Fortunata è la dottoressa Luigia Mariotti Culla, direttore generale Esecuzione penale esterna, che può utilizzare la Jaguar XJ. L’altro magistrato, Sebastiano Ardita, direttore generale Detenuti, si muove con una Bmw di scorta, ma dispone di un’altra Bmw e di un’Audi A6. Federico Falzone, infine, direttore dell’Ufficio studi, viaggia su una Mercedes di cilindrata 4.3.&lt;br /&gt;Nessuno di loro, a quanto risulta al Fatto Quotidiano, rinuncia all’auto blu, nonostante la crisi e i sacrifici che vengono imposti alla categoria. Eppure gli esempi positivi non mancherebbero: l’ex direttore generale del personale, Massimo De Pascalis, per un periodo rinunciò a viaggiare comodo per recarsi in ufficio con la sua vettura privata.&lt;br /&gt;È vero anche che c’è stato di molto peggio: c’è chi giura di aver visto un ex direttore del Dap farsi appoggiare l’accappatoio sul le spalle da un uomo della scorta al termine di una partita di tennis. A disposizione di questi alti funzionari, ad aprile scorso ci sono state 66 persone, tra uomini di scorta e autisti. Naturalmente tutti appartenenti al corpo di polizia penitenziaria e tutti con un monte ore di straordinari da far impallidire qualsiasi poliziotto comune.&lt;br /&gt;“Nonostante i prodami dei ministri Brunetta e Tremonti, al Dipartimento fanno sfoggio dell’auto blu anche coloro che non ne hanno diritto - commenta il segretario nazionale del sindacato Sappe, Donato Capece - sottraendo carburante e uomini agli istituti. Non vogliamo mettere in discussione il diritto alla scorta, ma denunciare gli sprechi”.&lt;br /&gt;Tutto questo stride ancora di più se si fa il paragone con i mezzi che i poliziotti penitenziari hanno a disposizione per fare il loro lavoro. Sul sito del Sappe, un “coordinatore avvilito” racconta di un Ducato fermo “perché mancano 128 euro per far riparare le ‘frecce”‘. O un “assistente capo che si vergogna” denuncia il fatto che “a Bologna è ferma un’auto perché non ci sono 30 euro per uno specchietto”. “Dalle parti mie non c’è nemmeno la carta per scrivere i rapporti, i servizi... Qualcuno ha fatto la colletta per comprare un pacco di carta”, scrive “il cinico”. Cifre che, pure messe insieme, basterebbero a malapena a riempire il serbatoio della Jaguar. Consumazioni escluse, s’intende&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-9137786954323349933?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/9137786954323349933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/9137786954323349933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/09/scandalo-auto-blu-amminitrazione.html' title='SCANDALO AUTO BLU AMMINITRAZIONE PENITENZIARIA: L&apos;INCHIESTA DEL FATTO QUOTIDIANO'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8999834902080130756</id><published>2011-09-01T14:03:00.002Z</published><updated>2011-09-01T14:04:00.985Z</updated><title type='text'>INCHIESTA DE IL FATTO QUOTIDIANO: “FUORISERIE PENITENZIARIA "</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;a title="Permalink a INCHIESTA DE IL FATTO QUOTIDIANO: “FUORISERIE PENITENZIARIA – JAGUAR E MASERATI TRA LE AUTO BLU DEL DAP. E I MEZZI DEGLI NN.TT.PP. CADONO A PEZZI E SONO FERMI, SENZA BENZINA…”" href="http://segreteria.sappenovara.net/cms/inchiesta-de-il-fatto-quotidiano-fuoriserie-penitenziaria-jaguar-e-maserati-tra-le-auto-blu-del-dap-e-i-mezzi-degli-nn-tt-pp-cadono-a-pezzi-e-sono-fermi-senza-benzina.html" rel="bookmark"&gt;INCHIESTA DE IL FATTO QUOTIDIANO: “FUORISERIE PENITENZIARIA – JAGUAR E MASERATI TRA LE AUTO BLU DEL DAP. E I MEZZI DEGLI NN.TT.PP. CADONO A PEZZI E SONO FERMI, SENZA BENZINA…”&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.sappe.it/file_pubblici/2ilfatto%2001092011.pdf"&gt;CLICCA QUI&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8999834902080130756?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8999834902080130756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8999834902080130756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/09/inchiesta-de-il-fatto-quotidiano.html' title='INCHIESTA DE IL FATTO QUOTIDIANO: “FUORISERIE PENITENZIARIA &quot;'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-860113097729732065</id><published>2011-07-27T08:41:00.003Z</published><updated>2011-07-27T08:49:44.243Z</updated><title type='text'>Amm. Penitenziaria : Avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio d'idoneità per l'istituzione di un elenco di esperti in servizio sociale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_6_1.wp?previsiousPage=mg_16_1&amp;amp;contentId=SCE655359"&gt;http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_6_1.wp?previsiousPage=mg_16_1&amp;amp;contentId=SCE655359&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio d'idoneità per l'istituzione di un elenco di esperti in servizio sociale da cui attingere per il conferimento di incarichi in regime di consulenza - 19 luglio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dipartimento dell'Amministrazione PenitenziariaDirezione Generale dell'Esecuzione Penale Esterna&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROGETTO M.A.S.T.E.R&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AVVISO DI SELEZIONE PUBBLICA PER TITOLI E COLLOQUIO D'IDONEITÀ PER L'ISTITUZIONE DI UN ELENCO DI ESPERTI IN SERVIZIO SOCIALE, DA CUI ATTINGERE PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI IN REGIME DI CONSULENZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 1&lt;br /&gt;E' indetta una selezione pubblica, per titoli e colloquio d'idoneità, per l'istituzione di un elenco di esperti in servizio sociale cui attingere per il conferimento di incarichi, in regime di consulenza, da espletarsi presso gli Uffici locali di esecuzione penale esterna dell'Amministrazione Penitenziaria, nella/e Regione/i ………&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 2Requisiti di ammissione&lt;br /&gt;Per essere ammessi alla selezione è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:&lt;br /&gt;Titolo di studio richiesto per l'esercizio della professione o titolo equipollente&lt;br /&gt;Abilitazione all'esercizio della professione di Assistente Sociale;&lt;br /&gt;Iscrizione all'Albo professionale degli Assistenti Sociali;&lt;br /&gt;Inesistenza di qualsiasi precedente penale, pendenza penale o applicazione di misure di prevenzione;&lt;br /&gt;Possesso di patente di guida, categoria B.&lt;br /&gt;I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nell'avviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3 Titoli valutabili e relativi punteggi&lt;br /&gt;Il punteggio è attribuito in ragione della esperienza professionale maturata e del curriculum culturale in base ai seguenti criteri:&lt;br /&gt;Per ogni anno di attività lavorativa svolta alle dipendenze di un amministrazione pubblica e/o privata, o in attività libero professionista, in uguale profilo/figura professionale: punti 0,25&lt;br /&gt;Laurea magistrale, laurea specialistica in Scienze del Servizio Sociale o altro titolo ad esso equipollente: punti 4,00;&lt;br /&gt;Tirocinio espletato durante il corso di laurea nelle discipline di servizio sociale, presso uffici di esecuzione penale esterna: punti 0.50&lt;br /&gt;Master di primo e secondo livello, attinenti al profilo: punti 2,00;&lt;br /&gt;Dottorato e diploma di specializzazione, attinenti al profilo: punti 3,00&lt;br /&gt;Pubblicazioni realizzate ed inerenti il profilo: punti 1,00.&lt;br /&gt;Attestazione della conoscenza delle applicazioni informatiche più diffuse: punti 0,50&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 4 Presentazione della domanda: termine e modalità&lt;br /&gt;La domanda di partecipazione alla selezione, intestata al Provveditorato della Regione ……… dovrà essere inoltrata al seguente indirizzo di posta elettronica entro e non oltre la data del &lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;10 settembre 2011&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;. In tale domanda ciascun candidato dovrà dichiarare in maniera dettagliata i propri dati anagrafici, il codice fiscale ed il possesso dei requisiti richiesti nel presente avviso ed allegarne in copia la relativa documentazione. Inoltre dovrà indicare il recapito telefonico, il domicilio e la e-mail presso i quali potrà essergli fatta pervenire ogni eventuale comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 5 Casi di esclusione&lt;br /&gt;Sono esclusi dalla selezione:&lt;br /&gt;candidati che abbiano inoltrato la domanda di partecipazione oltre il termine previsto;&lt;br /&gt;L'esclusione dalla selezione di coloro che non siano in possesso dei requisiti prescritti può altresì essere disposta in qualsiasi momento con provvedimento motivato. Di tale esclusione verrà data comunicazione all'interessato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 6 Commissione esaminatrice&lt;br /&gt;La Commissione esaminatrice presieduta dal direttore dell'ufficio di esecuzione penale esterna del Provveditorato, e composta dal direttore dell'ufficio del personale e da un esperto di servizio sociale designato dall'Ordine regionale degli assistenti sociali, procederà in primo luogo, alla convocazione dei candidati per il colloquio di idoneità, che sarà diretto ad accertare ed approfondire le attitudini, le capacità professionali e di ruolo del candidato stesso con riferimento all'incarico da svolgere, oggetto della presente selezioneAl termine del colloquio la commissione esprimerà un giudizio di idoneità o non idoneità.La non idoneità costituirà elemento di esclusione dalla graduatoria.La data del colloquio sarà comunicata ai candidati nei modi stabiliti dalla legge.I convocati dovranno presentarsi in sede di colloquio muniti di valido documento d'identità.La Commissione procederà, dunque, alla valutazione dei titoli culturali, scientifici e professionali di ciascun candidato idoneo, con attribuzione del relativo punteggio ed inserimento in ordine di graduatoria in elenco.L'elenco medesimo, sottoscritto da ciascun membro della Commissione, sarà reso pubblico mediante affissione e fruibile nella sede del Provveditorato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;RIVOLGERSI AI PROVVEDITORATI REGIONALI AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Cerca recapito telefonico con Giustizia Map &lt;a href="http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_4.wp"&gt;http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_4.wp&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_6_1.wp?previsiousPage=mg_16_1&amp;amp;contentId=SCE655359"&gt;http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_6_1.wp?previsiousPage=mg_16_1&amp;amp;contentId=SCE655359&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-860113097729732065?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/860113097729732065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/860113097729732065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/07/amm-penitenziaria-avviso-di-selezione.html' title='Amm. Penitenziaria : Avviso di selezione pubblica per titoli e colloquio d&apos;idoneità per l&apos;istituzione di un elenco di esperti in servizio sociale'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-4832782472838079226</id><published>2011-07-22T13:02:00.000Z</published><updated>2011-07-22T13:03:50.896Z</updated><title type='text'>Manovra finanziaria, l’ordine degli assistenti sociali liguri lancia l’allarme</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Genova24.it&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Genova.&lt;strong&gt; L’ordine degli assistenti sociali della Liguria&lt;/strong&gt; si dichiara molto preoccupato a seguito dell’approvazione della manovra finanziaria da parte del Governo.&lt;br /&gt;“Questa manovra – dichiara Cristina Lodi, presidente dell’ordine – attacca ancora una volta il già duramente colpito stato sociale. L’Istat in questi giorni ci dice che i poveri sono sempre di più in Italia, più di otto milioni, e che la popolazione per il 13,8% vive con una spesa inferiore mensile di 992,46 euro. E oggi assistiamo ancora a tagli su agevolazioni fiscali a favore dei nuclei con redditi medio bassi, su sanità e assistenza medica in termini di aumenti ticket, e su pensioni”.&lt;br /&gt;“Le famiglie – prosegue – avranno sempre meno disponibilità economica che per un paese non è certo un segnale di benessere e sicuramente si assisterà ad un incremento di richieste di aiuto economico alla rete dei servizi pubblici già al collasso in questi ultimi sei mesi a seguito del taglio governativo sui trasferimenti regionali che sono a cascata venuti meno alle Province e ai Comuni”.&lt;br /&gt;“Crediamo sia una manovra contro la famiglia – sottolinea Lodi -, contro il lavoro, contro i giovani. A subire una sforbiciata saranno anche le agevolazioni a favore del terzo settore e delle onlus, e questo aggrava ancora di più il bilancio complessivo sula rete a servizio dei cittadini. Come categoria professionale la nostra preoccupazione aumenta rispetto alle reali possibilità da parte dei servizi sociali di rispondere in maniera adeguata ai bisogni in crescendo dei cittadini a cui crediamo verranno sempre più negati diritti di assistenza a causa della mancanza di risorse in termini di assistenza economica e di offerta di servizi”.&lt;br /&gt;“Come professione – conclude – continueremo a impegnarci alla ricerca di strategie di risposta ai bisogni anche se crediamo che sia stata ignorata la condizione di povertà assoluta in cui versano 3 milioni e 129 mila residenti in Italia, sempre secondo i nuovi dati Istat. Una manovra inaccettabile e indiscriminante”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-4832782472838079226?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/4832782472838079226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/4832782472838079226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/07/manovra-finanziaria-lordine-degli.html' title='Manovra finanziaria, l’ordine degli assistenti sociali liguri lancia l’allarme'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7963657817215483784</id><published>2011-07-21T20:16:00.002Z</published><updated>2011-07-21T20:19:11.818Z</updated><title type='text'>COMUNICATO RDB SULLA SITUAZIONE PENITENZIARIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La situazione Penitenziaria oggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Costituzione Italiana recita: le pene devono essere improntate al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Il sistema penitenziario, pertanto, deve essere tutto rivolto a far sì che gli uomini che entrano nel carcere possano e debbano uscirne migliorati. Oggi non è purtroppo così. Dopo un primo momento di slancio rieducativo quando è stata varata la legge di riforma penitenziaria, frutto di un lungo e maturato processo culturale, essa era la concretizzazione dell’ideologia di una sentita e profonda cultura riformatrice e rispondeva alla volontà politica e sociale di dare significato alla vita della persona ristretta.&lt;br /&gt;Si è tentato di fare di tutto di più, di realizzare aggiustamenti alla legge, di migliorarla anche attraverso modifiche normative. Lo slancio riformatore ha trovato correttivi ed aggiustamenti in uno sforzo corale di rinnovamento che hanno portato – alla fine – alla promulgazione della legge cosiddetta Gozzini del 1986. Oggi viviamo – nella sostanza – una progressiva regressione che non solo non tiene conto delle disposizioni penitenziarie, ma – cosa più grave – scomparsa la cultura penitenziaria, neanche del dettato costituzionale. Lo sforzo riformatore del 1975 richiedeva anche un coinvolgimento del personale di sorveglianza nell’opera rieducativa e la legge di smilitarizzazione del Corpo degli agenti di Custodia del dicembre 1990, sembrava essere –seppur tardivamente - la tappa finale di un percorso in cui il carcere sarebbe stato più umano non solo per il personale, ma anche per i detenuti.&lt;br /&gt;Negli anni 90, fino ad oggi, si sono succeduti una serie di Capi del Dipartimento che non solo non erano competenti, ma che – soprattutto - hanno trovato in quel posto o un prestigioso il trampolino di lancio per i propri desiderata, o una comoda sistemazione in attesa della pensione da rimpinguare con la nota di indennità di Capo di un corpo di Polizia. Queste circostanze li hanno trovati sostanzialmente incuranti, o peggio, indifferenti alla gestione del carcere. La loro operatività si è concretizzata esclusivamente nella volontà di tacitare le organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria (le uniche che avrebbero potuto creare problemi soprattutto a loro), ed hanno tralasciato ogni effettivo sviluppo del sistema , sia sul versante della gestione del personale, sia su quello della gestione dei detenuti.&lt;br /&gt;E non è un caso se il Capo del Personale, in occasione di un incontro con i Dirigenti a Trento, abbia affermato che “occorre tenere in debito conto la maggioritaria presenza di Polizia Penitenziaria su altre figure”. Come dire: si fa quello che vuole la polizia penitenziaria, quasi che la gestione del personale risponda esclusivamente ad un principio numerico, e non alle finalità dell’Istituzione. Per cui se paradossalmente la maggioranza chiedesse la pena di morte per i detenuti, questa dovrebbe essere praticata…… Analogamente il Dottor Turrini, nel corso di una contrattazione – il 10 marzo c.a. ha tenuto ad affermare – decontestualizzando la realtà delle effettive prestazioni lavorative del personale penitenziario, che oggi il Pubblico Impiego lavora poco e male, ha più garanzie del personale operante nel privato e non merita quindi di essere ascoltato, come se non sapesse che, a causa della mancanza di personale, le carenze in taluni uffici sono di oltre il 50%, e quindi vi sono situazioni in cui un dipendente lavora per due.&lt;br /&gt;In particolare sono stati abbandonati se stessi tutti gli operatori appartenenti al comparto ministeri, quasi che questi non esistessero operativamente, mentre su questi ultimi gravavano e gravano tuttora una serie di incombenze – previste dalla legge di riforma – che ne facevano e ne fanno i quadri intermedi del sistema, senza i quali era ed è impossibile governare la vita del carcere. Si pensi alle professioni del trattamento, a quelle contabili, che sono ogni giorno offese nella loro intelligenza dalle scelte di una Amministrazione, che non si riconosce più –nei fatti – nel dettato costituzionale, al di là degli ipocriti enunciati che nascondono soltanto una apparentemente più semplice volontà securtaria.&lt;br /&gt;Tuttavia, anche la politica di gestione della Polizia penitenziaria, negli ultimi venti anni, è stata improntata ad una sostanziale complicità nella fuga dagli istituti, mentre la mano cosiddetta ferma è stata usata nei confronti del personale del comparto Ministeri, che – a sua volta - doveva essere fortemente raccomandato per riuscire a spostarsi da sedi effettivamente difficili da vivere. Tale difficoltà era determinata sia dalla lontananza dalle famiglie, sia dal clima interno degli Istituti. Quest’ultimo è sicuramente complesso in tutto il territorio nazionale, ma diventa sopportabile quando il posto di lavoro è vicino a casa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;propria. L’esodo dal nord al sud è stato e continua ad essere uno dei problemi più significativi. Tale esodo però non riguarda tutti, ma solo quanti possono fruire dei favori dei vertici dell’amministrazione, che - come già detto – sono attenti più alle pressioni politiche che alla funzionalità del sistema. Essi hanno sostanzialmente svuotato il nord del paese, ma – contemporaneamente – non hanno vigilato che al sud venissero correttamente applicate le disposizioni impartite. Tuttavia la distribuzione territoriale non è il solo problema del personale: dobbiamo anche ricordare la estrema disparità di trattamento giuridico ed economico tra il personale appartenente al Corpo di Polizia penitenzia e quello del comparto Ministeri; ma vi è di più anche il poco che spetta a questo personale viene non solo centellinato, ma soprattutto erogato con difficoltà: si pensi alla inefficienza nelle assegnazioni del FUA, alla poca cura che l’Amministrazione dimostra nel momento in cui il lavoratore va in pensione.&lt;br /&gt;La situazione penitenziaria oggi è particolarmente difficile, perchè si è raggiunto un livello di degrado oramai inaccettabile, per cui vale la pena andare ad analizzare nel dettaglio le problematiche del personale.&lt;br /&gt;Tali problematiche – si badi bene – non sono nuove, ma si trascinano colpevolmente da anni a causa di un sistema politico inefficiente, che sembra usare le nomine ai vertici quali moneta di scambio per i favori fatti, non per la competenza e la professionalità dimostrata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• DIRIGENTI&lt;br /&gt;DIRIGENTI GENERALI: al centro sono i Responsabili delle Direzioni generali, mentre in periferia sono i proconsoli del Capo del Dipartimento. Va rilevato che le ultime scelte – nelle nomine - hanno privilegiato esclusivamente l’appartenenza politica ed i livelli di raccomandazione, piuttosto che la effettiva competenza e conoscenza del sistema. Ma oggi non ci sono garanzie per un loro efficace servizio all’Amministrazione, che li vorrebbe fautori del principio della territorializzazione della pena, non solo nella gestione dei detenuti appartenenti a quel territorio, ma soprattutto nell’inserimento del carcere nel contesto sociale, che rispetti le istanze di quel particolare contesto socio – culturale nel quale operano, rispondendo alle istanze di quest’ultimo, nella previsione concreta del reale inserimento&lt;br /&gt;del detenuto nella società civile. Tale incarico – vissuto più come privilegio che come servizio all’Amministrazione ed al paese, dalla maggior parte di loro viene speso come dimostrazione di potenza e proprio perché godono di reali protezioni politiche, questi si permettono di fare le bizze quanto alla loro assegnazione. Motivo questo – per il quale – solo il 20 giugno essi hanno preso servizio nella sede di destinazione, nonostante da oltre un mese fossero state definite le assegnazioni con la movimentazione sia di quelli che , in quanto Dirigenti Generali, erano già in servizio, sia degli appena nominati alla funzione. Le assegnazioni riguardavano esclusivamente i posti liberi in periferia, lasciando liberi quelli al centro, da tenere caldi per chi è “più bravo” o per chi gode di maggiori protezioni politiche?..... sicuramente non per chi è più competente. Così è accaduto che, nonostante le nomine dei nuovi dirigenti generali fossero state fatte già in dicembre, questi hanno preso servizio nelle sedi periferiche loro assegnate con estremo ritardo, perché – ahimè – è stato sbagliato il loro decreto di assegnazione. In realtà tale circostanza è difficilmente credibile, piuttosto abbiamo ragione di sospettare che l’errore sia stato voluto, posto che compiti gravosi li aspettano: è già molto tempo che alcuni PRAP sono scoperti e quindi la loro presenza sarebbe oltremodo necessaria. Ma tale circostanza è per loro irrilevante perché vorrebbero occupare posti più comodi, più soddisfacenti e più remunerativi al DAP.&lt;br /&gt;DIRIGENTI PENITENZIARI: la cosiddetta Legge Meduri , nel creare la Dirigenza penitenziaria, ha dato a questi funzionari – ope legis - enormi poteri, e soprattutto li ha inseriti nel Comparto sicurezza, con gli innegabili benefici giuridici ed economici che da esso deriva. Ma da questa loro promozione non è derivato alcun beneficio all’Amministrazione. La mancanza di un contratto che solo ora, dopo ben sei anni stanno rivendicando, perché finalmente si sono accorti che la gestione degli Istituti, in assenza di Direzione stabile viene affidata – nei fatti - ai comandanti. A questo punto – questi ultimi reclamano la direzione degli stessi (ma il capo del personale non ha detto che “occorre tenere in debito conto la maggioritaria presenza della Polizia Penitenziaria?”). L’amministrazione, pertanto non si preoccupa minimamente di questa deriva perché tutto ciò ci induce a ritenere che essa sia indirizzata, in modo neanche tanto silente, alla gestione securtaria del carcere. Probabilmente, nelle scelte dell’Amministrazione le figure professionali dei Dirigenti sono destinate a scomparire progressivamente attraverso il pensionamenti, e la Direzione degli Istituti verrà automaticamente affidata ai Commissari, con quello che ne consegue. La gestione del Dirigente avrebbe dovuto assicurare la corretta valorizzazione delle diverse aree operative in cui l’Istituto è suddiviso: il comandante è solo il responsabile dell’area della sicurezza. Quest’ultima è una componente fondamentale, così come lo è l’area della segreteria, o l’area educativa. Questa tendenza porta anche taluni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;comandanti a cercare la predominanza sulle altre componenti del carcere arrogandosi addirittura il diritto di controllare l’operatività degli educatori, quando non anche dei contabili. In genere la Dirigenza penitenziaria oggi cerca di “navigare a vista” incurante che le disposizioni impartite, in particolare nella gestione dei detenuti e nella progettazione di Istituto vengano effettivamente realizzate, impedendo che il Carcere diventi fucina di iniziative di reale promozione umana .&lt;br /&gt;Vale per i Dirigenti penitenziari quanto è stato detto per il personale del comparto Ministeri: chi ha più raccomandazioni le usa e le usa per uscire dagli Istituti e Servizi per trovare sistemazioni non solo più comode ma anche meno stressanti, incuranti che al DAP e in taluni servizi vi sia una pletora di Dirigenti Penitenziari che potrebbero sicuramente essere utilizzati in maniera più consona ed utile al sistema complessivamente inteso, se solo venissero mandati negli Istituti. E’ appena il caso di rammentare che un Dirigente al DAP o al PRAP percepisce gli stessi emolumenti di chi dirige istituti come Poggioreale o Rebibbia Nuovo Complesso…….. L’Amministrazione peraltro, non gode – nei loro confronti - di alcuna autorevolezza e soprattutto non ha alcuna contrattualità. La conseguenza è che gli Istituti del Nord sono assolutamente sguarniti e nei confronti di quelli con un organico appena decente non viene fatto nessun controllo di merito, per cui accade che questi se ne infischino delle direttive impartite, ma anche – in taluni casi – del rispetto della legge. Troppo spesso essi usufruiscono delle connivenze di chi dovrebbe controllare il loro operato, e se per caso accade che qualcuno indaghi più a fondo e denunci le situazioni viene “punito” per aver creato troppi problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DIRIGENTI DI AREA 1: sono gli unici che, per avere accesso alla Dirigenza anno dovuto sostenere un concorso. C’è però, tra di loro, qualcuno più uguale degli altri. Infatti i concorsi sono stati espletati in due tranches : per quelli che avevano i titoli e per quelli che il posto se lo sono dovuto conquistare. Nulla da eccepire per quanti hanno lavorato in periferia, ma molto da dire a quanti hanno prestato servizio al DAP, talvolta senza merito alcuno. Va detto per onestà che i Dirigenti di area 1 sono i paria della situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;• PERSONALE DEL COMPARTO MINISTERI&lt;br /&gt;Va detto preliminarmente che per questo personale era stato previsto un accorpamento a quello giudiziario, posto che la Funzione Pubblica aveva eccepito la disfunzionalità della presenza di tre uffici del personale nell’ambito dello stesso ministero. Tale accorpamento era cominciato due anni fa con il personale della Giustizia Minorile, personale che si era ribellato e che però –dopo due anni – è stato ugualmente unito a quello del DOG. Che trattamento verrà riservato anche al personale del DAP appartenente al Comparto ministeri è fuor di dubbio: sono troppi i segnali che lo fanno intravedere.&lt;br /&gt;Su questo argomento questa Organizzazione Sindacale ha richiesto più volte verbalmente un incontro con il Capo del Dipartimento, Pres. Ionta, ma dalla Segreteria generale è stato risposto che era inutile perché “il Presidente non pensava che ciò sarebbe potuto avvenire” e l’incontro non ha avuto luogo.&lt;br /&gt;Uno dei segnali che porta verso tali considerazioni è dato dal fatto che l’Amministrazione non pone mano, con le scuse più banali, alle piante organiche, non si impegna a rappresentare le difficoltà in cui il personale si dibatte, per espletare il compito istituzionale per il quale è stata istituita, quasi che non sia più un problema suo. Ma contemporaneamente spreme come limoni quanti sono presenti in servizio costringendoli a espletare compiti che, secondo le piante organiche previste, dovrebbero essere portati a termine dal doppio del personale, quando non dal triplo. Conseguenza di questo atteggiamento è la cronica carenza di personale di questo comparto e quindi la disfatta di ogni strategia che porti alla attuazione della legge penitenziaria, senza nessuna volontà dimostrata di far migliorare il sistema. E’ appena il caso di rammentare che la scomparsa di questo personale e, comunque il suo progressivo annullamento, sta portando verso l’azzeramento di quella cultura penitenziaria che aveva, fino a qualche anno fa, permeato il sistema e che aveva ispirato le riforme necessarie alla cultura del trattamento. La loro progressiva scomparsa porta inevitabilmente il sistema verso una rozzezza che non solo non tiene conto delle esigenze dei detenuti, ma neanche di quelle del personale, perché finchè non si capirà che il personale sta bene se i detenuti hanno di che vivere tranquillamente in carcere il problema, diversamente, sarà sempre più difficile da risolvere.&lt;br /&gt;Comunque viene da pensare: se non si rispetta il personale, come si possono rispettare i detenuti?&lt;br /&gt;Al di là delle precedenti considerazioni va comunque denunciato il modo di gestire il personale, che viene vessato, attraverso una serie di disposizioni oppressive, talvolta anche in barba alle disposizioni di legge, con l’intento, neanche tanto malcelato di far rimanere il famoso cerino acceso in mano al più debole. Tale è il caso dei comandanti che segnalano la necessità di interventi trattamentali sui detenuti, ma non si impegnano a realizzare un progetto di istituto, non solo degno di questo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nome, ma addirittura sostituendosi ai Dirigenti: vi è taluno che addirittura annota i colloqui che l’educatore fa ed il tempo che quest’ultimo dedica ai colloqui. Per non parlare degli Assistenti Sociali, che in gravissima carenza di organico, vengono tartassati attraverso una stretta sull’orario di lavoro, e l’obbligo a incentivare il lavoro di ufficio, sempre sulle spalle delle stesse persone.&lt;br /&gt;E’ appena il caso di sottolineare che per l’annuale festa del Corpo di polizia penitenziaria, da fare in periferia, è stata impartita la disposizione che un comandante del territorio deve presentare i dati relativi al Corpo parlando prima del provveditore regionale. E’ la conferma che da un carcere trattamentale si passerà ad un carcere di polizia. In realtà si vuole distruggere quella cultura penitenziaria che va da Beccaria a Gozzini, che ha trovato in magistrati illuminati, quali Tartaglione, Minervini, Amato i “traduttori” di quella ideologia riformatrice e riformista, che tanta parte ha avuto nella creazione di questo sistema, che si vuole distruggere, perché non si ha la capacità di reggere il confronto con quella cultura. Purtroppo, negli ultimi anni la politica di tutti gli schieramenti – e sicuramente oggi più che in altri momenti - non solo sta pensando di smantellare lo stato sociale e la struttura statale, dimenticando che questa è un servizio alla collettività, ma ha fatto scempio del carcere, riducendolo a mera contenzione di uomini perché ha azzerato la cultura penitenziaria che è stata alla base delle riforme, e l’ha ridotta a mero contenitore di principi avulso da qualsiasi realizzazione pratica e di sviluppo del sistema. Oggi il carcere rimane più che mai punitivo a causa non solo della carenza di offerte trattamentali, ma soprattutto - oggi più che mai - a causa del sovraffollamento. Rimane, in questo, il carcere che è disumano per tutti e che non facilita il reinserimento ma che soprattutto è occasione di guadagno per tutti quelli che lo avvicinano. E non si pensi soltanto al cosiddetto “piano carceri”, sulle cui procedure di realizzazione non è stata fatta né verrà mai fatta abbastanza luce, ma anche a tutti quanti sfruttano i detenuti per avere sovvenzioni con ricerche, pseudo ricerche, a quanti, con la scusa del lavoro da dare agli stessi usano con disinvoltura i fondi pubblici , che anziché servire per le attività dei ristretti, vengono usato come facili guadagni per i propri personali interessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa Organizzazione Sindacale ritiene pertanto prioritario il varo di una misura che riduca l’affollamento del Carcere al fine di rendere più umana la permanenza di detenuti e del personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 28 giugno 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL COORDINAMENTO USB PENITENZIARI &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7963657817215483784?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7963657817215483784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7963657817215483784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/07/comunicato-rdb-sulla-siyuazione.html' title='COMUNICATO RDB SULLA SITUAZIONE PENITENZIARIA'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-816755991707231302</id><published>2011-07-17T19:43:00.001Z</published><updated>2011-07-17T19:45:52.820Z</updated><title type='text'>FPCGIL SCRIVE AI VERTICI AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA SULLAE PROBLEMATICHE DEL SISTEMA DELL'ESECUZIONE PENALE ESTERNA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Al Capo del DAP&lt;br /&gt;Pres. F. Ionta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Vice Capo del DAP&lt;br /&gt;Dott. E. di Somma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale&lt;br /&gt;del Personale e della Formazione&lt;br /&gt;Dott. R. Turrini Vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale&lt;br /&gt;dell’Esecuzione Penale Esterna&lt;br /&gt;D.ssa L. Culla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e, per conoscenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’Ufficio per le Relazioni Sindacali&lt;br /&gt;Dssa P Conte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto: problematiche del sistema dell’esecuzione penale esterna - UEPE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che il sistema penitenziario sia precipitato in una crisi culturale, politica ed istituzionale senza precedenti è oramai un dato di fatto.&lt;br /&gt;Così come è un dato di fatto che il sistema dell’esecuzione penale trova la sua immediata e maggiore rappresentazione nella drammatica ed inumana condizione delle carceri, contenitore di gravi problematicità gestite malamente, con pressapochismo da un apparato istituzionale miope e/o incapace tanto da dover oggi fare i conti con una vera e propria crisi umanitaria determinata dal sovraffollamento incontrollabile degli istituti penitenziari per la maggior parte angusti e fatiscenti e da una grave carenza di risorse umane ed economiche che porta a vanificare i principi della carta costituzionale cui si riferisce il mandato istituzionale.&lt;br /&gt;Il sistema dell’esecuzione penale, però, non si caratterizza esclusivamente per la detenzione intramuraria. Allo stesso appartiene, quale parte integrante del sistema penitenziario, il settore degli UEPE (uffici per l’esecuzione penale esterna) cui sono demandati per Legge gli interventi di osservazione e di trattamento in ambiente esterno per l’applicazione e l’esecuzione delle misure alternative, delle sanzioni sostitutive e delle misure di sicurezza, nonchè gli interventi per l’osservazione e il trattamento dei soggetti ristretti negli istituti ed il coordinamento delle attività di competenza nell’ambito dell’esecuzione penale con quella delle istituzioni e dei servizi sociali che operano sul territorio.&lt;br /&gt;Un settore complesso ed importante, dunque, le cui competenze sfuggono non solo all’immaginario collettivo ma, purtroppo, anche agli addetti ai lavori soprattutto se ne sono i massimi responsabili istituzionali.&lt;br /&gt;Le gravissime problematiche che interessano gli UEPE e tutti gli operatori del settore sono state più volte rappresentate da questa O.S. ai vertici dell’amministrazione e, dalla periferia numerose a tutt’oggi sono le mobilitazioni avviate sui territori che denunciano il grave disagio operativo e professionale delle lavoratrici ed i lavoratori divenuto intollerabile e fortemente insostenibile&lt;br /&gt;Gravissima è la carenza di risorse umane notevolmente inadeguate ai carichi di lavoro sempre più gravosi.&lt;br /&gt;Alcuni dati: a fronte di un organico previsto di 55 dirigenti di esecuzione penale attualmente ne sono in servizio solo 38, numero assolutamente insufficiente a coprire i 57 uffici dei quali 37 dirigenziali e di questi 11 sono gli UEPE senza dirigente. Gli assistenti sociali risultano essere in organico 1077 unità a fronte delle 1507 con una carenza di 430 unità.&lt;br /&gt;Una situazione evidentemente drammatica che, con i previsti tagli degli organici e delle risorse economiche, con il blocco del turn over e delle assunzioni (l’ultimo concorso risale a più di dieci anni fa), a breve comporterà la paralisi totale del sistema.&lt;br /&gt;Se a ciò aggiungiamo la gravissima carenza di risorse economiche e strumentali tali da compromettere l’espletamento del compito istituzionale demandato agli UEPE, possiamo senz’altro affermare che il blocco del sistema è già in corso.&lt;br /&gt;Lascia basiti l’atteggiamento dell’amministrazione che, invece di avanzare un progetto organico mirato ad arginare con urgenza l’imminente devastante deriva che investe tutto il sistema dell’esecuzione penale, interviene con disposizioni inique e vessatorie (vedi circolare sull’orario di lavoro o la disposizione discriminante relativa al part-time) le quali, oltre a non tener conto dello status quo, gravano in maniera persecutoria sul già esiguo numero di lavoratori e sul loro disagio operativo, mortificandone i bisogni personali e familiari e gli aspetti professionali.&lt;br /&gt;Alle numerose denunce di malessere del settore da tempo rappresentate ai vertici dell’amministrazione, all’oramai acclamato stato di agitazione del personale, indetto dalla nostra OS e non solo, che a macchia d’olio si sta estendendo alle varie sedi territoriali, ha fatto seguito solo qualche timido intendimento che però non trova nell’immediato alcuna incisiva e seria soluzione .&lt;br /&gt;Crediamo sia venuto il momento di dire basta, basta ai falsi annunci e alle false aspettative (vedi ad es. il progetto Master finanziato dalla cassa per le ammende, ecc. ) è ora di interventi concreti e urgenti a tutto campo che non possono essere procrastinati ulteriormente.&lt;br /&gt;A tal proposito sarebbe interessante conoscere se i gruppi di lavoro la cui istituzione è stata annunciata nel documento programmatico presentato nel corso dell’incontro con le OO.SS. del dello scorso aprile, abbiano avviato i lavori su specifiche tematiche tra le quali”la riforma della disciplina delle misure alternative”e le cui risultanze dovrebbero contribuire alla formulazione di proposte per il miglioramento del sistema dell’esecuzione penale.&lt;br /&gt;Sarebbe oltremodo interessante conoscere i tempi che necessari per la formulazione di un eventuale progetto .&lt;br /&gt;Ebbene Presidente, il personale penitenziario, la popolazione detenuta, la società civile, non possono più attendere.&lt;br /&gt;La CGIL FP chiede, pertanto, che venga avviato a breve un tavolo di confronto sulla questione degli UEPE, sulla loro specificità istituzionale e sui lavoratori agli stessi afferenti, e comunica sin d’ora che ulteriori differimenti riguardo la sua definizione, ci vedrà costretti ad intraprendere tutte le iniziative di prerogativa sindacale necessarie per tutelare i lavoratori e per sostenere il diritto all’esercizio del loro mandato istituzionale.&lt;br /&gt;In attesa di sollecito riscontro si porgono cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Coordinatrice Nazionale DAP&lt;br /&gt;Lina Lamonica&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-816755991707231302?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/816755991707231302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/816755991707231302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/07/fpcgil-scrive-ai-vertici.html' title='FPCGIL SCRIVE AI VERTICI AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA SULLAE PROBLEMATICHE DEL SISTEMA DELL&apos;ESECUZIONE PENALE ESTERNA'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1118344481609390574</id><published>2011-06-10T19:02:00.002Z</published><updated>2011-06-10T19:20:54.124Z</updated><title type='text'>Un Assistente Sociale Vice Sindaco del Comune di Milano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;MARIA GRAZIA GUIDA VICE SINDACO MILANO&lt;/strong&gt; - Un po' a sorpresa il nome di Maria Grazia Guida è spuntato nei gironi scorsi a proposito della nuova squadra del sindaco Giuliano Pisapia. Si era parlato di un possibile ruolo di vice sindaco, cioè il cittadino numero due di Milano, qualche smentita, qualche conferma. Poi da stamane l'investitura ufficiale. Maria Grazia Guida è il vice sindaco di Milano. In molti si chiedono chi sia. Fa parte della cosiddetta "giunta rosa", le sette donne che Pisapia ha voluto con sé per governare il capoluogo lombardo. Maria Grazia Guida, 56 anni, vedova con un figlio di 30 anni, è nota soprattutto come presidente della Casa della Carità, istituzione cattolica di spicco della città di Milano. Si è specializzata da giovane come assistente sociale, lavorando in servizi pubblici socio sanitari della provincia di Milano nell'ambito materno infantile. Dal 1989 al 1997 è stata responsabile di progetti dell'area minori e dell'area giovani del comune di Milano e dal 1997 al 2000 si è occupata del direzione dei servizi territoriali diurni e domiciliari per gli anziani di Milano&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;SPECIALE ELEZIONI- GHI ASSISTENTI SOCIALI CHIEDONO ALLA COLLEGA MARIA GRAZIA GUIDA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;clicca su: &lt;a href="http://www.ordineaslombardia.it/ArchivioFile/Pdf/Rivista/newsletter/2011/NL04-20aprile2011.pdf"&gt;http://www.ordineaslombardia.it/ArchivioFile/Pdf/Rivista/newsletter/2011/NL04-20aprile2011.pdf&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1118344481609390574?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1118344481609390574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1118344481609390574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/06/un-assistente-sociale-vice-sindaco-del.html' title='Un Assistente Sociale Vice Sindaco del Comune di Milano'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1811603723058782522</id><published>2011-05-19T06:05:00.001Z</published><updated>2011-05-19T06:10:12.514Z</updated><title type='text'>Nuovo Assetto Organizzativo Dap: FPCGIL scrive al Ministro Alfano e al Capo Dap Ionta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Al Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;On. A. Alfano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Capo del DAP&lt;br /&gt;Pres. F. Ionta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio Ministro,&lt;br /&gt;intendiamo esporre alcune considerazioni e perplessità in merito al contenuto del DM riguardante l'assetto organizzativo del DAP e l'individuazione dei posti di funzione dei Dirigenti penitenziari, del quale siamo venuti a conoscenza in via informale e la possibilità di avviare sulla questione un opportuno confronto dialettico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esprimiamo il nostro disappunto circa la prassi attivata dal capo del DAP sulla questione, riferendoci in particolare alla mancata informazione e confronto con le OO.SS, su una materia di elevata complessità ed importanza ai fini di un più efficiente e funzionale assetto organizzativo dell'Amministrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una situazione che non può non suscitare perplessità ed indignazione circa la modalità disinvolta con la quale il capo del DAP, nell'esprimere innovative e funzionali piani d'intervento dell'amministrazione, si comporta secondo una doppia strategia:&lt;br /&gt;Da una parte imbastisce una sorta di dialogo con le Organizzazione sindacali, in cui si profonde in dichiarazioni di principio rispettabili, anche se non sempre condivisibili; elabora documenti programmatici annunciando la costituzione di gruppi di studio per la gestione delle problematiche penitenziarie; nella introduzione allo stesso Decreto ministeriale proclama solennemente la sua adesione ai sacri principi del decentramento delle funzioni, dello snellimento delle competenze centralistiche, del consolidamento delle risorse nel territorio ( Istituti e Uepe).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall'altra, quella degli atti dispositivi, fa esattamente il contrario: satura il Dap di dirigenti, con una particolare preferenza per gli uffici del suo staff; mantiene intatta la pletorica organizzazione degli uffici centrali e dei provveditorati, anche contro le previsioni della legge 133 del 2008; sguarnisce gli Istituti e retrocede gli Uepe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti nella bozza attualmente diffusa:&lt;br /&gt;- Manca la fissazione di un organico dei dirigenti, dando per definitivo quello delle risorse presenti, senza alcuna previsione programmatica sulla base dei carichi di lavoro. Sorge spontanea la domanda se dopo i prossimi collocamenti di fine rapporto, previsti in misura cospicua nel prossimo futuro, non ci si debba trovare di fronte ad una nuova striminzita redistribuzione.&lt;br /&gt;- La riduzione prevista dalla normativa del 2008 per i dirigenti delle due fasce viene attuata per i soli dirigenti non generali, in misura eccedente lo stesso 15 % ( che di 501 è 75, e non 82 come sostiene la bozza).&lt;br /&gt;- Non viene prevista alcuna riduzione per i dirigenti generali per i quali dovrebbe invece definirsi la diminuzione del 20 % (5). Comportamento questo del tutto contraddittorio con il ritardo nel conferimento di funzioni ai cinque dirigenti generali nominati dal Consiglio dei Ministri dello scorso novembre, che sono ancora alla ricerca di una poltrona.&lt;br /&gt;- Pur nel dissanguamento dei posti dei dirigenti non generali, si prevede l'aumento dei posti presso il Dap, ed in maniera specifica per gli Uffici di staff del Capo Dipartimento, ove i dirigenti passano da 23 a 27, con un chiaro intento di centralizzazione verticistica, confermata dalla previsione futura di ulteriori 15 dirigenti con compiti di studio, ricerca documentazione sempre presso gli uffici di diretta collaborazione del Capo dipartimento ( art 13). Inoltre negli intenti del dr. Ionta il Centro Amministrativo "Altavista" diventa una specie di isola extraterritoriale con competenze di comunicazione, ricerca, documentazione, oltre alla biblioteca ed al museo criminologico, da far sviluppare e coltivare da personale dirigente dal numero indefinito ( art. 5, lettera k della relazione di accompagnamento). Ma l'aspetto senz'altro inquietante della vicenda consiste nel fatto che l'aumento di tali posti stride con l'introduzione nella quale si afferma che "...è stata privilegiata, nella ripartizione delle risorse umane di livello dirigenziale, l'organizzazione degli istituti penitenziari rispetto al livello organizzativo centrale" ( pg. 2,1° cpv.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla luce delle suddette considerazioni riteniamo necessario un incontro finalizzato alla revisione ed alla correzione delle disfunzioni riscontrate , nel quale si discuta di :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- fissazione di tabelle organiche dei dirigenti di prima e seconda fascia;&lt;br /&gt;- razionalizzazione dell'organizzazione dell'Amministrazione sia di livello centrale che territoriale con la previsione di concentrazione di determinate funzioni dipartimentali e lo snellimento di quelle territoriali, così come previsto dalla legge;&lt;br /&gt;- In tale prospettiva va esaminata anche la possibilità, attraverso un percorso legislativo, di una riconfigurazione dei Provveditorati e del territorio di competenza.;&lt;br /&gt;- previsione di distribuzione dei dirigenti secondo una logica di razionale e consolidamento del territorio rafforzando le articolazioni operative ove effettivamente l'esecuzione penale si svolge nella sua concretezza: Istituti penitenziari ed Uffici epe;&lt;br /&gt;- Riconoscimento del livello dirigenziale a tutti gli Uffici Epe, con l'attribuzione del primo livello per quelli di maggiori dimensioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restiamo in attesa di urgente sollecito riscontro e porgiamo distinti saluti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Segretario Nazionale FPCGIL&lt;br /&gt;Antonio Crispi&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1811603723058782522?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1811603723058782522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1811603723058782522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/05/fpcgil-scrive-al-ministro-alfano-e-al.html' title='Nuovo Assetto Organizzativo Dap: FPCGIL scrive al Ministro Alfano e al Capo Dap Ionta'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3657059937663575385</id><published>2011-05-03T21:38:00.002Z</published><updated>2011-05-07T18:02:20.348Z</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VSlrCKj0Tf0/TcWJJc3UZfI/AAAAAAAAAmw/-REUakIzE1g/s1600/DSCF9735.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 240px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604036106792494578" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-VSlrCKj0Tf0/TcWJJc3UZfI/AAAAAAAAAmw/-REUakIzE1g/s320/DSCF9735.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hZ6ZU0F0mjo/TcB16lVxrYI/AAAAAAAAAmo/5jkCXXyly1Y/s1600/volantino0k.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 207px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602607585765207426" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-hZ6ZU0F0mjo/TcB16lVxrYI/AAAAAAAAAmo/5jkCXXyly1Y/s320/volantino0k.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3657059937663575385?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3657059937663575385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3657059937663575385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/05/blog-post.html' title=''/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-VSlrCKj0Tf0/TcWJJc3UZfI/AAAAAAAAAmw/-REUakIzE1g/s72-c/DSCF9735.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8001146042170279162</id><published>2011-05-03T21:36:00.000Z</published><updated>2011-05-03T21:37:43.997Z</updated><title type='text'>I DIRIGENTI PENITENZIARI ADERISCONO ALLO SCIOPERO GENERALE CGIL</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Nonostante le ultime dichiarazioni del Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria annunciassero la fine dell'emergenza carceri e l'avvio, quindi, di progettualità volte a riformare il sistema, constatiamo, ancora una volta, come il carattere demagogico dell'annuncio prevalga sulla consapevolezza di una governance finalizzata ad arginare l'imminente paralisi istituzionale del sistema penitenziario.&lt;br /&gt;Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP) ha dimostrato, fino ad oggi, approssimazione nella valutazione delle gravi problematiche che lo caratterizzano e totale incapacità di produrre una seria politica di gestione del personale ed un coerente progetto organizzativo mirato ad innovare il sistema e a contrastare il totale stato di abbandono in cui si lo stesso si trova.&lt;br /&gt;E' in tale contesto che si colloca la scandalosa vicenda della dirigenza penitenziaria,determinata dalla legge 154 del 2005 voluta fortemente dalla maggioranza dei direttori penitenziari e favorita anche da ambienti ministeriali. Una riforma che promosse ope legis i direttori a rango di dirigenti, delineando i tratti di una dirigenza di diritto pubblico, in analogia con quanto era accaduto per il comparto similare dei Dirigenti di Prefettura.&lt;br /&gt;I 450 dirigenti penitenziari ( di istituto penitenziario e di uffici di esecuzione penale esterna), a circa sei anni dalla Legge sono senza contratto ( tecnicamente accordo negoziale ) e fruiscono di un trattamento economico provvisorio, parametrato a quello iniziale della Polizia di Stato, senza riconoscimento di anzianità e di progressione in carriera.&lt;br /&gt;Dirigenti di diritto Pubblico, quindi, ai quali gli istituti dell'ordinamento professionale vengono applicati in maniera discrezionale dalla Amministrazione.&lt;br /&gt;Dirigenti ai quali la mobilità , peraltro scarsissima, viene accordata singolarmente e nonostante il numero teoricamente lo consentirebbe, molti Istituti penitenziari e UEPE sono privi di Dirigenti titolari.&lt;br /&gt;La recente bozza di Decreto Ministeriale sulla individuazione dei posti di funzione, all'esame del Ministro Alfano, non riduce la problematica, anzi la accentua, finendo con l'accentrare ancora più funzioni, e di conseguenza un maggior numero di dirigenti presso gli uffici centrali del Dap, ed in particolare del Capo Dipartimento: tutto questo nonostante nella premessa si dichiari di che "...è stata privilegiata, nella ripartizione delle risorse umane di livello dirigenziale, l'organizzazione degli istituti penitenziari rispetto al livello organizzativo centrale". Inoltre, rispetto al precedente D.M.,. viene ridotta l'aliquota dei dirigenti degli Istituti e vengono declassati gli Uffici di esecuzione penale esterna delle maggiori circoscrizioni.&lt;br /&gt;I Dirigenti penitenziari dicono BASTA , è ora di far sentire il proprio dissenso , è ora di rivendicare a viva voce :&lt;br /&gt;* un contratto di lavoro che dia loro dignità professionale, status giuridico, diritti e garanzie;&lt;br /&gt;* una razionale distribuzione delle risorse professionali sul territorio, negli istituti e negli UEPE ove si concretizza l'esecuzione penale, snellendo le strutture di supporto e burocratiche ( Provveditorati regionali e Dipartimento centrale)&lt;br /&gt;* un serio e coerente progetto organizzativo mirato ad arginare il totale stato di abbandono in cui si trova il sistema penitenziario&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questi motivi I DIRIGENTI PENITENZIARI ADERIRANNO ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 6 MAGGIO P.V. INDETTO DALLA CGIL. Un primo modo per partecipare la condivisione degli obiettivi della protesta. Un modo per rappresentare l'unitarietà dei lavoratori nella opposizione allo smantellamento della democrazia. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8001146042170279162?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8001146042170279162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8001146042170279162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/05/i-dirigenti-penitenziari-aderiscono.html' title='I DIRIGENTI PENITENZIARI ADERISCONO ALLO SCIOPERO GENERALE CGIL'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5697186796626897700</id><published>2011-05-03T21:34:00.001Z</published><updated>2011-05-03T21:36:16.605Z</updated><title type='text'>Il consiglio di stato dà ragione alla FPCGIL</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Regolamento del Ministero della Giustizia non va bene&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una sentenza dello scorso 11 febbraio il Consiglio di Stato, chiamato ad esprimersi sul Regolamento del Ministero della Giustizia, dà ragione alla FPCGIL che aveva redatto e inviato puntuali rilievi.&lt;br /&gt;Il Consiglio di Stato di fatto accoglie tutti i punti da noi evidenziati sugli accorpamenti delle direzioni interregionali, sul mancato decentramento delle funzioni relative alla contrattazione integrativa, sul mantenimento di alcune strutture centrali e periferiche con le medesime funzioni; in particolare il Consiglio di Stato condivide la nostra ferma contrarietà alla soppressione dei centri della giustizia minorile che, secondo il regolamento, perderebbero l'autonomia necessaria a svolgere le proprie funzioni istituzionali.&lt;br /&gt;In calce alla sentenza il Consiglio stabilisce l'invio delle nostre osservazioni al ministero che dovrà controdedurre.&lt;br /&gt;In poche parole il Consiglio di Stato dice che il Ministero ha torto e noi ragione: il Ministero da parte sua, che non ha voluto ascoltarci a suo tempo, ha dimostrato ancora una volta la sua attitudine al pressapochismo.&lt;br /&gt;Confidiamo che questa esperienza serva da lezione e che i nostri interlocutori imparino che la dialettica tra le controparti può essere molto produttiva; al Ministro Alfano, impegnato in proclami sulla riforma della giustizia, chiediamo formalmente un confronto sulle questioni che veramente interessano i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I coordinamenti nazionali FPCGIL&lt;br /&gt;Organizzazione Giudiziaria/Dap/Giustizia Minorile/Archivi Notarili &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5697186796626897700?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5697186796626897700'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5697186796626897700'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/05/il-consiglio-di-stato-da-ragione-alla.html' title='Il consiglio di stato dà ragione alla FPCGIL'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1104594039704623382</id><published>2011-04-13T05:43:00.000Z</published><updated>2011-04-13T05:44:04.339Z</updated><title type='text'>L'emergenza carceri dimenticata... zero fondi, vuote le nuove prigioni</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;di Giovanni Bianconi - Corriere della Sera, 8 aprile 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13 gennaio 2010 il governo proclamò lo “stato d’emergenza” nelle carceri italiane, come di fronte a una catastrofe naturale. Furono stanziati fondi per ricavare nuovi spazi dietro le sbarre, obiettivo altri 21.749 posti. I detenuti a quella data erano 65.067, per una capienza ferma a 44.055: un’eccedenza di oltre ventimila galeotti, da assorbire attraverso un piano per 47 nuovi padiglioni penitenziari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, un anno e quattro mesi dopo, i detenuti sono 67.648 (dato rilevato al 4 aprile dall’associazione “A buon diritto”), cioè 2.658 in più rispetto al numero per cui la situazione fu accostata a una calamità. E i posti in più? Pochi, pochissimi. C’è chi dice duemila, con un’approssimazione probabilmente per eccesso, ma sarebbe comunque una cifra inferiore all’incremento degli “ospiti”. Dunque la realtà è peggiorata.&lt;br /&gt;Ma non solo per la crescita dei detenuti. Parte delle nuove prigioni che si è riusciti a costruire sono vuote perché mancano i soldi per metterle in funzione. E soprattutto manca il personale della polizia penitenziaria. Sempre nel gennaio 2010 il ministro della Giustizia Alfano dichiarò che a breve sarebbero entrati in servizio altri duemila agenti. A luglio ribadì la promessa, abbassando i reclutamenti “in prima battuta” a mille. Sono passati altri&lt;br /&gt;nove mesi, e ancora si attende l’ingresso delle nuove guardie carcerarie. Quando arriveranno, paventa qualcuno, saranno meno di quelle che nel frattempo hanno lasciato il servizio per raggiunta pensione o altri motivi.&lt;br /&gt;Sono i numeri di una crisi che l’annunciato impegno del governo non è riuscito a scalfire. Di cui la politica generalmente si disinteressa - a parte il costante impegno dei radicali e pochi altri esponenti sparsi nei diversi partiti, ma che continua a lasciare i detenuti italiani in condizioni di vivibilità al limite della sopportazione. E a produrre morti. Carlo Saturno è la quarantesima vittima del 2011; per adesso siamo nella media, nel 2010 i decessi furono 172. Divisi in tre grandi categorie: suicidi, cause naturali 0 da accertare. All’inizio anche la morte di Stefano Cucchi, il tossicodipendente spirato nel reparto carcerario di un ospedale romano a sei giorni dall’arresto, fu classificata come “naturale”, poi s’è capito che forse le cose andarono diversamente e oggi c’è un processo a carico di una dozzina d’imputati. Ufficialmente, tra perizie e controperizie, le vere cause sono passate fra quelle “da accertare”.&lt;br /&gt;Le prime verifiche sul caso del giovane Saturno non fanno dubitare del suicidio, ma dietro c’è ancora una storia da chiarire. Non solo quella del processo a carico di alcuni agenti del carcere minorile in cui fu rinchiuso in passato, accusati di presunte violenze. “L’esperienza ci porta a dire che le carceri sono sovraffollate di molti soggetti che versano in uno stato di tensione personale regolarmente accentuato ed esasperato dalla situazione - spiega Luigi Manconi, presidente di A buon diritto. E in queste situazioni il confine fra pressioni, mancata tutela e induzioni a gesti estremi diventa labilissimo”.&lt;br /&gt;Servirebbero vari tipi d’intervento, non solo nuovi spazi nelle celle. I tagli economici, che colpiscono il pianeta carceri come gli altri settori della pubblica amministrazione, hanno riguardato anche l’assistenza; per dime una, non ci sono soldi per gli psicologi, e la media tra quelli in servizio e i reclusi fa sì che mediamente ogni detenuto possa usufruire di un sostegno per due minuti ogni mese. Qualcosa, in questo “stato d’emergenza” potrebbero fare i Garanti dei diritti della persone private della libertà. Figura che in Puglia, dov’è morto Saturno, esiste sulla carta ma manca nella realtà; per nominarlo serve una maggioranza di tre quarti del consiglio regionale, e non si trova l’accordo sul nome.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1104594039704623382?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1104594039704623382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1104594039704623382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/04/lemergenza-carceri-dimenticata-zero.html' title='L&apos;emergenza carceri dimenticata... zero fondi, vuote le nuove prigioni'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5948647481430173591</id><published>2011-04-13T05:40:00.001Z</published><updated>2011-04-13T05:44:20.939Z</updated><title type='text'>Il Rapporto di Ristretti Orizzonti; meno misure alternative... e più affollamento</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Paolo Persichetti - Liberazione, 10 aprile 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre un milione e centomila galline ovaiole "prigioniere" in gabbie sovraffollate ben oltre i limiti di legge sono state sequestrate dai Nas durante una serie di controlli in allevamenti del centro nord, effettuati in vista delle festività pasquali. La presenza nelle gabbie era del 50% superiore al numero di animali consentito dalle attuali normative europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una situazione analoga alla condizione di vera e propria calca che si vive nelle celle delle carceri italiane, dove le persone sono stipate l'una sull'altra. 67.615 presenze registrate alla data del 28 febbraio 2011 per una capienza che sulla carta raggiunge i 45.320 ma in realtà è inferiore.&lt;br /&gt;Molti sono posti fantasma. Intere sezioni, pur disponibili, restano vuote con la conseguenza che la statistica diluisce l'affollamento reale. Il dato medio falsa le condizioni ben più drammatiche che si vivono nei maggiori istituti metropolitani e nelle prigioni del Sud, dove la presenza nelle "stanze di pernottamento" (ma dove si soggiorna 20-22 ore al giorno) raggiunge tranquillamente il doppio della capienza prevista. Insomma si sta peggio delle galline ovaiole tutelate dai Nas.&lt;br /&gt;Se gli stessi criteri utilizzati per i pennuti dalle uova d'oro venissero applicati agli umani, le nostre carceri chiuderebbero. Questo è il primo dato che emerge dalla elaborazione delle ultime stime, rese note dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, realizzato da Ristretti orizzonti, la piattaforma multimediale di cultura e informazione dal carcere promossa da detenuti ed ex detenuti della casa di reclusione Due palazzi di Padova e sostenuta dall'associazione di volontariato "Granello di Senape Padova".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si esce di meno e si entra di più&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Altra conseguenza significativa registrata dalle cifre ufficiali è il fatto che una volta entrati in carcere non si esce, o meglio, si esce il più tardi possibile. Gli ergastolani, per esempio, restano in carcere ben oltre i 30 anni reali, che sommati ai giorni di liberazione anticipata (la buona condotta) spesso avvicinano i tetti di pena maturata a cifre da capogiro. La pena si sconta chiusi in cella fino all'ultimo giorno e chi quell'ultimo giorno non ce l'ha rischia di uscirne solo con i piedi in avanti. Il raffronto proposto tra il numero delle misure alternative applicate al 28 febbraio 2011 e quelle concesse prima che entrasse in vigore la cosiddetta legge Cirielli (251/2005 ), normativa che pone molte limitazioni alla loro applicazione nei confronti di condannati recidivi, non consente repliche.&lt;br /&gt;Oggi sono in misura alternativa 16.018 persone, dei quali 8.604 in affidamento ai servizi sociali, 858 in semilibertà (tra loro gli stranieri sono soltanto 85), 6.556 in detenzione domiciliare (non quella speciale entrata a regime recentemente e utilizzabile da poche decine di persone), a cui vanno sommati i condannati a lavori di pubblica utilità (41 in tutta Italia), ammessi al lavoro esterno (423 persone). Altre 2.023 sono le persone sottoposte alla libertà vigilata e 104 alla libertà controllata.&lt;br /&gt;Prima della Cirielli erano in misura alternativa: 48.195 persone nel 2003, 50.228 nel 2004 e 49.943 nel 2005. Le restrizioni della Cirielli hanno prodotto una riduzione di quasi 2/3 a fronte di un incremento della popolazione reclusa. A causa degli inasprimenti sulla recidiva e di altre norme in materia di sicurezza (tra cui l'estensione della fascia di reati ostativi o che vedono ritardata l'applicazione della Gozzini e delle misure alternative), l'esecuzione penale esterna è tornata ad essere quella dei primi anni 90, quando c'erano 20 mila detenuti in meno. 13mila persone in misura alternativa nel 1994, 15 mila l'anno successivo. L'industria della punizione gira a pieno regime. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5948647481430173591?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5948647481430173591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5948647481430173591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/04/giustizia-il-rapporto-di-ristretti.html' title='Il Rapporto di Ristretti Orizzonti; meno misure alternative... e più affollamento'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8486601440493916347</id><published>2011-04-13T05:36:00.000Z</published><updated>2011-04-13T05:39:05.898Z</updated><title type='text'>Granata (Fli); nelle carceri si consuma un dramma, nostra mozione domani al voto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dire, 12 aprile 2011 “Questo governo dovrebbe vergognarsi perché non è stato in grado di mettere in campo delle proposte valide per superare l’emergenza carceri, che vede l’Italia agli ultimi posti in Europa grazie a un sovraffollamento che si attesta intorno al 151 per cento e a un rapporto inversamente proporzionale tra numero di detenuti e personale penitenziario. Come Futuro e Libertà, insieme con il capigruppo Della Vedova e alla collega Flavia Perina, abbiamo presentato una mozione, che sarà votata in Aula domani, relativa alla drammatica situazione delle carceri italiane”. Lo dichiara in una nota il deputato Fli Fabio Granata. “Noi vogliamo che il governo esca da questo insopportabile silenzio e che si impegni ad adeguare la spesa in vista dei prossimi provvedimenti finanziari, a predisporre un complesso di riforme volte ad ottenere un effetto deflattivo e a migliorare le condizioni di detenzione, nonché implementare il piano carceri, anche attraverso il ricorso a investitori privati per la riconversione dei modelli di detenzione e per la riqualificazione delle case circondariali. Il gruppo di Futuro e Libertà ha altresì annunciato una richiesta di stralcio del 20 per cento delle somme previste dal piano carceri, per far partire subito un programma di manutenzione straordinaria delle strutture carcerarie esistenti”, conclude Granata &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8486601440493916347?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8486601440493916347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8486601440493916347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/04/granata-fli-nelle-carceri-si-consuma-un.html' title='Granata (Fli); nelle carceri si consuma un dramma, nostra mozione domani al voto'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-6731474110140238603</id><published>2011-04-13T05:33:00.000Z</published><updated>2011-04-13T05:36:28.632Z</updated><title type='text'>Carcere: detenuti stretti come galline... ma nelle carceri i Nas non intervengono mai?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;di Silvia D’Onghia - Il Fatto Quotidiano, 11 aprile 2011 Dove è finito il Piano di Alfano? Risse tra reclusi, proteste violente. Quest’anno già 40 morti, 16 i decessi per suicidio, 17 per “cause naturali” e 7 da accertare. Scene da far west, di là dal muro che divide le persone libere da quelle recluse. Otto detenuti si fronteggiano con l’uso di lamette, alcune delle quali applicate a piccole aste, in modo da formare rudimentali rasoi. Alcuni di loro rimangono feriti. A dividerli i troppo pochi agenti penitenziari. Accade il 10 marzo, nel carcere di Reggio Emilia, in cui vivono 322 persone, 150 in più rispetto al numero previsto. Due giorni dopo parte la protesta nella casa circondariale di Porto Azzurro, sull’Isola d’Elba: a orari stabiliti i detenuti percuotono i cancelli delle celle con pentole e ogni oggetto reperibile. Sono rinchiuse qui 310 persone contro una capienza di 238. Il 21 marzo il teatro della rivolta è il Marassi di Genova: due risse nell’arco di una sola giornata, tunisini contro albanesi, anche in questo caso tutti armati di lamette. Uno di loro rimane sfigurato al volto. Lo scorso fine settimana, a Novara, un detenuto aggredisce due sovrintendenti della polizia penitenziaria. Nello stesso giorno, a Sollicciano, un agente si è ritrovato con la frattura del setto nasale. Proteste pacifiche invece a Venezia, dove il vicesindaco ha chiesto l’intervento del ministero della Giustizia e l’Ordine degli Avvocati la chiusura della struttura. Il motivo delle rivolte è, ovunque, lo stesso: in cella non si vive, costretti a stare anche in otto persone, in letti a castello a tre piani, senza neanche la possibilità di stare tutti in piedi contemporaneamente. Con i cessi accanto alla branda, con gli spazi comuni che diventano formicai per poche decine di minuti al giorno. Senza attività ricreative, senza rieducazione, senz’aria. Rispetto a una capienza media di 45 mila, quasi 68 mila persone (67.648 secondo i dati dell’associazione “A buon diritto”) vivono così, anzi, non vivono così. Ecco perché sono quotidiane le risse, così come i suicidi. Mehdi Kadi era un 39enne algerino, arrestato nell’ottobre del 2008 in seguito a una rapina. Il 3 aprile si è tolto la vita impiccandosi nel carcere “Due Palazzi” di Padova. Mario Germani, 29 anni, è ricoverato in condizioni gravissime dopo aver tentato di suicidarsi nella sua cella del penitenziario di Viterbo il 2 aprile. Era stato arrestato nei giorni precedenti per essere evaso dai domiciliari. Nello stesso giorno è morto a Novara un suo omonimo, Mario Coldesina, 42 anni. Secondo i primi accertamenti, il decesso è avvenuto per soffocamento. Giovedì scorso a non farcela è stato Carlo Saturno, il ragazzo barese di 22 anni per la morte del quale la Procura sta procedendo con l’ipotesi di istigazione al suicidio. Dall’inizio dell’anno sono già 40 le persone morte nelle carceri italiane. La loro età media era di 37 anni. Ieri i carabinieri del Nas hanno salvato oltre un milione e centomila galline “prigioniere” in gabbie sovraffollate ben oltre i limiti di legge. Nessuno, invece, salva i detenuti. “Vige una cappa censoria - spiega Irene Testa, segretaria radicale de “Il detenuto ignoto”. Nessuno ne parla. Non lo fanno i parlamentari, non lo fa il governo, non lo fanno gli enti locali, non lo fa la tv. Gli italiani non sanno cosa accade oltre i muri”. La deputata radicale Rita Bernardini qualche mese fa ha depositato un disegno di legge per estendere anche ai sindaci e ai presidenti delle Province la prerogativa di sindacato ispettivo. “Se anche i primi cittadini potessero entrare in carcere come i parlamentari - prosegue Testa - forse si renderebbero conto dell’emergenza”. Finora alla proposta hanno aderito 62 sindaci e 21 presidenti di Provincia. Nel gennaio 2010, il ministro Alfano decise lo stato d’emergenza. Sarebbe dovuto cambiare tutto e invece, 15 mesi dopo, la situazione è peggiorata. Il Piano straordinario è morto nei cassetti del Guardasigilli e del commissario Franco Ionta. È stato inaugurato qualche padiglione che poi è rimasto vuoto per mancanza di poliziotti. Ionta ha dichiarato a Rai News che i 700 milioni di euro necessari al Piano carceri sono depositati su un conto presso la Banca d’Italia. Non si comprende dunque perché non vengano subito spesi. E il famoso ddl “svuota carceri” tanto sbandierato? Ne sono usciti 1.700. Vergogna nella vergogna: per far “non vivere” 68 mila persone, lo Stato ha speso - tra il 2001 e il 2010 - oltre 28 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i fondi stanziati per il Piano e la spesa per l’assistenza sanitaria, 90 milioni annui. Il 79 per cento dei costi dipendono dal personale, solo il 13 per cento dal mantenimento dei detenuti, il 4 per cento dalla manutenzione delle carceri. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-6731474110140238603?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6731474110140238603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6731474110140238603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/04/carcere-detenuti-stretti-come-galline.html' title='Carcere: detenuti stretti come galline... ma nelle carceri i Nas non intervengono mai?'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3958662537050380288</id><published>2011-04-13T05:21:00.001Z</published><updated>2011-04-13T05:32:14.702Z</updated><title type='text'>FP CGIL PEMITENZIARI: Problematiche UEPE SRIVE VERTICI DAP - Progetto "MASTER"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nel prendere visione della nota n.0117843 del 22.03.2011, quale risposta alla FpCgil di Pavia riguardante la grave carenza di personale di servizio sociale presso l'UEPE ivi ubicato, abbiamo appreso che codesta Direzione Generale , nella consapevolezza della gravissima endemica carenza di personale in cui versano gli UEPE del territorio nazionale, ha predisposto un progetto "MASTER" mirato ad apportare un contributo in termini di risorse professionali a quelle sedi che ne sono fortemente carenti. Apprendiamo, così, che il progetto, approvato e, quindi, finanziato dalla cassa delle ammende, dovrebbe consentire alla stipula di convenzione di 100 consulenti ex art.80 esperti in servizio sociale da assegnare presso gli uffici locali con maggiore carenza di risorse. Questa O.S. ha più volte rappresentato la drammatica situazione in cui versano gli UEPE a causa della carenza di risorse umane ed economiche e crediamo che l'iniziativa in questione intenda significare una attenzione, benché insufficiente, al disagio e alle difficoltà operative degli stessi e dei lavoratori del settore. Chiediamo, pertanto, di poter conoscere più approfonditamente l'articolazione del progetto in questione e i tempi previsti per la sua implementazione nonché le sedi UEPE presso cui sono previste dette convenzioni. In attesa di sollecito riscontro porgiamo cordiali saluti. La Coordinatrice Nazionale DAP Lina Lamonica &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3958662537050380288?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3958662537050380288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3958662537050380288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/04/fp-cgil-pemitenziari-problematiche-uepe.html' title='FP CGIL PEMITENZIARI: Problematiche UEPE SRIVE VERTICI DAP - Progetto &quot;MASTER&quot;'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1039014618835130600</id><published>2011-04-13T05:12:00.003Z</published><updated>2011-04-13T05:19:50.810Z</updated><title type='text'>Comunicato stampa di Rossana Dettori, Segretaria Generale Fp-Cgil Nazionale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Carceri: l'emergenza non è affatto finita -Affrontare la crisi umanitaria, costruire i presupposti per la riforma del sistema Roma, 6 Aprile 2011. “L'Fp-Cgil è disposta a discutere della riforma di tutto il sistema dell'esecuzione penale, ma qualunque confronto deve partire da una presa d'atto sulla gravità della situazione. Le iniziative assunte dal Governo in questi anni sono state inutili o dannose. Siamo ancora in piena emergenza”. Queste le parole di Rossana Dettori, Segretaria Generale dell'Fp-Cgil, in merito all'incontro tenutosi stamane tra Franco Ionta, Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, e le organizzazioni sindacali del settore. “Sostenere che siamo usciti dall'emergenza è un atto di sottovalutazione. Una riforma è necessaria e se il Dap vuole affrontare questa discussione saremo i primi a dare una mano. Ma sono necessari interventi urgenti. Il lavoro in carcere – continua Dettori – non è mai stato tanto difficile: il numero dei suicidi e delle morti rimane allarmante; le incerte assunzioni di poliziotti promesse sono già state ridimensionate; per il personale dell'area trattamentale (educatori etc...) solo tagli; non c'è il contratto della dirigenza; lo sbandierato piano carceri è un miraggio, nonostante l'annuncio del Governo di stato di emergenza e la promessa di 1,5 miliardi di euro”. “La Fp-Cgil continuerà a denunciare l'emergenza umanitaria, a proporre soluzioni per la diminuzione delle presenze negli istituti e per la realizzazione di un sistema che punti tutto sul reinserimento e sugli strumenti alternativi alla detenzione. Lo abbiamo già fatto con le nostre “10 proposte per uscire dall'emergenza”. È necessaria una maggiore collaborazione, maggior realismo, ma soprattutto va sottratto il tema carcerario all'opprimente peso della propaganda”.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;CZC4614/SXB XCI32512 R POL S0B QBXB CARCERI: DETTORI (FP-CGIL), L' EMERGENZA NON E' FINITA (ANSA) - ROMA, 6 APR - "La Cgil, settore funzione pubblica, è disposta a discutere della riforma di tutto il sistema dell'esecuzione penale, ma qualunque confronto deve partire da una presa d'atto sulla gravità della situazione. Le iniziative assunte dal Governo in questi anni sono state inutili o dannose. Siamo ancora in piena emergenza". Cosi' Rossana Dettori, segretaria Fp-Cgil, ha commentato, dandone notizia in una nota, l'incontro tenutosi stamane tra Franco Ionta, Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, e le organizzazioni sindacali del settore. "Sostenere che siamo usciti dall'emergenza è un atto di sottovalutazione. Una riforma è necessaria e se il Dap vuole affrontare questa discussione saremo i primi a dare una mano. Ma sono necessari interventi urgenti. Il lavoro in carcere - ha proseguito Dettori - non è mai stato tanto difficile: il numero dei suicidi e delle morti rimane allarmante; le incerte assunzioni di poliziotti promesse sono già state ridimensionate; per il personale dell'area trattamentale (come gli educatori) solo tagli; non c'è il contratto della dirigenza; lo sbandierato piano carceri è un miraggio, nonostante l'annuncio del Governo di stato di emergenza e la promessa di 1,5 miliardi di euro". "La Fp-Cgil continuerà a denunciare l'emergenza umanitaria, a proporre soluzioni per la diminuzione delle presenze negli istituti e per la realizzazione di un sistema che punti tutto sul reinserimento e sugli strumenti alternativi alla detenzione. Ô necessaria una maggiore collaborazione, maggior realismo, ma soprattutto va sottratto il tema carcerario all'opprimente peso della propaganda", ha concluso la sindacalista. (ANSA). COM-NM 06-APR-11 16:20 NNNN &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1039014618835130600?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1039014618835130600'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1039014618835130600'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/04/comunicato-stampa-di-rossana-dettori.html' title='Comunicato stampa di Rossana Dettori, Segretaria Generale Fp-Cgil Nazionale'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-943290354155455561</id><published>2011-04-13T05:02:00.002Z</published><updated>2011-04-13T05:11:55.233Z</updated><title type='text'>Cisl Giustizia: Intervento sulle  Proposte di Miglioramento gestione Esecuzione Penale 7.4.2011</title><content type='html'>http://www.cislfpgiudiziario.org/ &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si è svolto in data odierna il programmato incontro in tema di “proposte di fattibilità volte a migliorare, allo stato della normativa vigente, il sistema penitenziario nazionale”. All’inizio dell’incontro il Capo Dipartimento, Franco Ionta, ha illustrato il contenuto di un documento programmatico, che pubblichiamo, recante la indicazione dei punti fondamentali dell’azione del Ministero nel settore penitenziario nel prossimo futuro e la enunciazione della opportunità di costituire gruppi di lavoro in materia di misure alternativa alla detenzione, programmi trattamentali e contabilità carceraria. La CISL, nel riservarsi di formulare ulteriori osservazioni all’esito di una attenta lettura del documento programmatico e pur apprezzando l’azione sin qui posta in essere, anche con riferimento alle relazioni sindacali, ha esposto le proprie argomentazioni come di seguito illustrate: •Risorse umane. La grave carenza di organico del personale del comparto ministeri che si accompagna al sottodimensionamento dell’organico medesimo (basta considerare il rapporto che c’è tra il numero degli educatori e degli assistenti sociali ed il numero dei detenuti per capire la gravità della situazione) impone per il futuro, specie in presenza di un ampliamento delle strutture carcerarie esistenti e della costruzione di nuove strutture, la realizzazione di una seria politica degli organici (assunzioni, ampliamento e rimodulazione degli organici, mobilità interna, da e verso altre pp. aa.), anche in deroga ai vincoli di carattere generale, considerata l’importanza del settore penitenziario per il vivere civile ed il valore strategico delle attività che il personale amministrativo svolge nelle strutture penitenziarie (trattamento, recupero, contabilità, manutenzione…). •Risorse economiche. La grave carenza di risorse economiche che investe tutti i capitoli di bilancio dell’amministrazione impone di sviluppare le procedure di finanziamento del e dal Fondo Unico Giustizia che, allo stato, costituisce la principale fonte di sovvenzione delle varie attività del Ministero. Attraverso opportuni interventi legislativi è anche indispensabile rifinanziare, dalla stessa fonte, il Fondo Unico di Amministrazione che, per il personale amministrativo penitenziario, raggiunge una quota pro capite media annua assolutamente risibile. •Esecuzione penale esterna. La gravissima situazione in cui versano gli UEPE (assoluta carenza di personale e di risorse materiali) e la necessità di sviluppare la tematica delle pene non detentive, con opportuni ed ulteriori interventi legislativi, impone all’amministrazione di investire seriamente nel settore che diventa strategico per deflazione la popolazione carceraria. •Gruppi di lavoro. la CISL pur apprezzando l’iniziativa di costituire gruppi di lavoro, ha rilevato la opportunità che gli stessi si occupino dell’attività amministrativa penitenziaria in tutti i suoi aspetti (compresi quelli organizzativi dei servizi e di relazione con l’esterno) oltre quelli già previsti dall’amministrazione. Inoltre la CISL ha sostenuto la necessità che l’attività dei predetti gruppi avvenga in maniera trasparente ed in tempi certi. Pubblichiamo il documento programmatico consegnato dal Capo Dipartimento ed un appunto del Vice Capo Dipartimento predisposto nel dicembre 2008 sulla riorganizzazione dei circuiti detentivi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-943290354155455561?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/943290354155455561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/943290354155455561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/04/cisl-giustizia-intervento-sulle.html' title='Cisl Giustizia: Intervento sulle  Proposte di Miglioramento gestione Esecuzione Penale 7.4.2011'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8408901736952103577</id><published>2011-04-13T04:47:00.007Z</published><updated>2011-04-13T05:11:37.915Z</updated><title type='text'>CONFSAL UNSA GIUSTIZIA INTERVENTO SU LINEE PROGRAMMATICHE 7.4.2011</title><content type='html'>http://www.sagunsa.it/ &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come &lt;span id="SPELLING_ERROR_0" class="blsp-spelling-error"&gt;preannunciato&lt;/span&gt;, si è tenuto ieri al &lt;span id="SPELLING_ERROR_1" class="blsp-spelling-error"&gt;DAP&lt;/span&gt; l’incontro convocato dal Presidente &lt;span id="SPELLING_ERROR_2" class="blsp-spelling-error"&gt;Ionta&lt;/span&gt; per presentare un “documento &lt;span id="SPELLING_ERROR_3" class="blsp-spelling-error"&gt;programmatico&lt;/span&gt; per la definizione di azioni di indirizzo per il &lt;span id="SPELLING_ERROR_4" class="blsp-spelling-error"&gt;miglioramento&lt;/span&gt; della gestione dell’esecuzione penale” da lui predisposto. Alla riunione, che si è svolta in un clima di sereno ed &lt;span id="SPELLING_ERROR_5" class="blsp-spelling-error"&gt;interessante&lt;/span&gt; confronto, erano presenti i vertici dell’&lt;span id="SPELLING_ERROR_6" class="blsp-spelling-error"&gt;Amministrazione&lt;/span&gt; (Vice Capi &lt;span id="SPELLING_ERROR_7" class="blsp-spelling-error"&gt;Dipartimento&lt;/span&gt; e Dirigenti Generali) e tutte le &lt;span id="SPELLING_ERROR_8" class="blsp-spelling-error"&gt;OO&lt;/span&gt;.&lt;span id="SPELLING_ERROR_9" class="blsp-spelling-error"&gt;SS&lt;/span&gt;. &lt;span id="SPELLING_ERROR_10" class="blsp-spelling-error"&gt;rappresentative&lt;/span&gt; del personale di tutti i comparti &lt;span id="SPELLING_ERROR_11" class="blsp-spelling-error"&gt;contrattuali&lt;/span&gt;. Il Capo del &lt;span id="SPELLING_ERROR_12" class="blsp-spelling-error"&gt;Dipartimento&lt;/span&gt; ha più volte &lt;span id="SPELLING_ERROR_13" class="blsp-spelling-error"&gt;sottolineato&lt;/span&gt; la necessità di un radicale cambiamento dell’&lt;span id="SPELLING_ERROR_14" class="blsp-spelling-error"&gt;Amministrazione&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_15" class="blsp-spelling-error"&gt;Penitenziaria&lt;/span&gt;, chiedendo la fattiva &lt;span id="SPELLING_ERROR_16" class="blsp-spelling-error"&gt;collaborazione&lt;/span&gt; delle &lt;span id="SPELLING_ERROR_17" class="blsp-spelling-error"&gt;OO&lt;/span&gt;.&lt;span id="SPELLING_ERROR_18" class="blsp-spelling-error"&gt;SS&lt;/span&gt;. e del personale tutto, indicando alcune linee strategiche (vedi allegati) da perseguire per raggiungere una &lt;span id="SPELLING_ERROR_19" class="blsp-spelling-error"&gt;stabilizzazione&lt;/span&gt; del sistema &lt;span id="SPELLING_ERROR_20" class="blsp-spelling-error"&gt;penitenziario&lt;/span&gt; e, pertanto, ha ribadito l’esigenza di porre in essere un metodico confronto con le &lt;span id="SPELLING_ERROR_21" class="blsp-spelling-error"&gt;rappresentanze&lt;/span&gt; dei lavoratori. Illustrando il documento, il Presidente ha sostenuto, con eccessivo ottimismo, il superamento dello stato &lt;span id="SPELLING_ERROR_22" class="blsp-spelling-error"&gt;emergenziale&lt;/span&gt; del pianeta carcere. Francamente la realtà che ci proviene dalla periferia, e che &lt;span id="SPELLING_ERROR_23" class="blsp-spelling-error"&gt;riscontriamo&lt;/span&gt; nelle nostre visite nelle strutture e servizi del territorio, è di &lt;span id="SPELLING_ERROR_24" class="blsp-spelling-error"&gt;tutt&lt;/span&gt;’altro tenore: &lt;span id="SPELLING_ERROR_25" class="blsp-spelling-error"&gt;sovraffollamento&lt;/span&gt;, personale &lt;span id="SPELLING_ERROR_26" class="blsp-spelling-error"&gt;insufficiente&lt;/span&gt; e demotivato, risorse economiche ridotte al lumicino, carenza di mezzi e strumenti per l’ordinario &lt;span id="SPELLING_ERROR_27" class="blsp-spelling-error"&gt;espletamento&lt;/span&gt; del proprio mandato, per non parlare di istituti e &lt;span id="SPELLING_ERROR_28" class="blsp-spelling-error"&gt;Provveditorati&lt;/span&gt; senza vertici con conseguente scadimento delle relazioni sindacali, blocco del &lt;span id="SPELLING_ERROR_29" class="blsp-spelling-error"&gt;turn&lt;/span&gt;-&lt;span id="SPELLING_ERROR_30" class="blsp-spelling-error"&gt;over&lt;/span&gt; e divieto di assunzioni se non sarà effettuato un ulteriore taglio delle già irrisorie piante organiche. Abbiamo chiesto in favore del personale uno &lt;span id="SPELLING_ERROR_31" class="blsp-spelling-error"&gt;stanziamento&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_32" class="blsp-spelling-error"&gt;straordinario&lt;/span&gt; per il &lt;span id="SPELLING_ERROR_33" class="blsp-spelling-error"&gt;FUA&lt;/span&gt; attingendo dal Fondo Unico Giustizia, essendo &lt;span id="SPELLING_ERROR_34" class="blsp-spelling-error"&gt;assolutamente&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_35" class="blsp-spelling-error"&gt;insufficiente&lt;/span&gt; quello percepito annualmente. E’ stata altresì colta l’occasione per ribadire ancora una volta la nostra protesta per il mancato pagamento del &lt;span id="SPELLING_ERROR_36" class="blsp-spelling-error"&gt;FUA&lt;/span&gt; 2009 chiedendo di sollecitare le procedure di &lt;span id="SPELLING_ERROR_37" class="blsp-spelling-error"&gt;liquidazione&lt;/span&gt;. Per l’&lt;span id="SPELLING_ERROR_38" class="blsp-spelling-error"&gt;elaborazione&lt;/span&gt; di proposte &lt;span id="SPELLING_ERROR_39" class="blsp-spelling-error"&gt;organizzative&lt;/span&gt; il Capo del &lt;span id="SPELLING_ERROR_40" class="blsp-spelling-error"&gt;Dipartimento&lt;/span&gt; ha manifestato la volontà di costituire Gruppi di lavoro ad hoc su specifiche tematiche quali: • &lt;span id="SPELLING_ERROR_41" class="blsp-spelling-error"&gt;riorganizzazione&lt;/span&gt; del Corpo di polizia &lt;span id="SPELLING_ERROR_42" class="blsp-spelling-error"&gt;penitenziaria&lt;/span&gt; e definizione di un modello di sicurezza &lt;span id="SPELLING_ERROR_43" class="blsp-spelling-error"&gt;intra&lt;/span&gt;/&lt;span id="SPELLING_ERROR_44" class="blsp-spelling-error"&gt;extramurale&lt;/span&gt; dinamico ed efficace; • &lt;span id="SPELLING_ERROR_45" class="blsp-spelling-error"&gt;formulazione&lt;/span&gt; di programmi &lt;span id="SPELLING_ERROR_46" class="blsp-spelling-error"&gt;trattamentali&lt;/span&gt; per categorie omogenee di soggetti in esecuzione penale &lt;span id="SPELLING_ERROR_47" class="blsp-spelling-error"&gt;intra&lt;/span&gt;/extra murale, sistemi di &lt;span id="SPELLING_ERROR_48" class="blsp-spelling-error"&gt;monitoraggio&lt;/span&gt; e valutazione; • riforma della disciplina delle misure alternative alla detenzione; • studio di una proposta di riforma di riforma della contabilità. Le risultanze dei gruppi di lavoro e la &lt;span id="SPELLING_ERROR_49" class="blsp-spelling-error"&gt;pianificazione&lt;/span&gt; unitaria conseguente dovrebbero, secondo il Presidente &lt;span id="SPELLING_ERROR_50" class="blsp-spelling-error"&gt;Ionta&lt;/span&gt;, consentire il rilevamento dell’effettivo fabbisogno in termini di risorse umane, materiali e finanziarie. Alla luce dei succitati intenti, la &lt;span id="SPELLING_ERROR_51" class="blsp-spelling-error"&gt;CONFSAL&lt;/span&gt;-&lt;span id="SPELLING_ERROR_52" class="blsp-spelling-error"&gt;UNSA&lt;/span&gt; nel suo intervento ha &lt;span id="SPELLING_ERROR_53" class="blsp-spelling-error"&gt;rappresentato&lt;/span&gt; quanto segue. &lt;span id="SPELLING_ERROR_54" class="blsp-spelling-error"&gt;Prioritariamente&lt;/span&gt; abbiamo ritenuto necessario richiamare la storia della nostra O.S., da sempre promotrice dei principi di specificità/atipicità del lavoro svolto dal personale civile &lt;span id="SPELLING_ERROR_55" class="blsp-spelling-error"&gt;penitenziario&lt;/span&gt;, ricordando lo &lt;span id="SPELLING_ERROR_56" class="blsp-spelling-error"&gt;straordinario&lt;/span&gt; successo raggiunto, quale unica promotrice, con il &lt;span id="SPELLING_ERROR_57" class="blsp-spelling-error"&gt;riconoscimento&lt;/span&gt; dell’indennità &lt;span id="SPELLING_ERROR_58" class="blsp-spelling-error"&gt;penitenziaria&lt;/span&gt;. &lt;span id="SPELLING_ERROR_59" class="blsp-spelling-error"&gt;Contestualmente&lt;/span&gt; abbiamo rammentato al Presidente l’incontro con lui avuto il 27 novembre 2008 nel quale &lt;span id="SPELLING_ERROR_60" class="blsp-spelling-error"&gt;rappresentammo&lt;/span&gt; il disagio ed il malessere del personale del comparto ministeri che vede il suo ruolo &lt;span id="SPELLING_ERROR_61" class="blsp-spelling-error"&gt;marginalizzato&lt;/span&gt; con una marcata &lt;span id="SPELLING_ERROR_62" class="blsp-spelling-error"&gt;differenziazione&lt;/span&gt; del suo trattamento sia giuridico sia economico rispetto alle altre componenti dell’&lt;span id="SPELLING_ERROR_63" class="blsp-spelling-error"&gt;Amministrazione&lt;/span&gt;. Quanto sopra è stato &lt;span id="SPELLING_ERROR_64" class="blsp-spelling-error"&gt;rappresentato&lt;/span&gt; per &lt;span id="SPELLING_ERROR_65" class="blsp-spelling-error"&gt;sottolineare&lt;/span&gt; che nei punti &lt;span id="SPELLING_ERROR_66" class="blsp-spelling-error"&gt;programmatici&lt;/span&gt; stilati vi è una &lt;span id="SPELLING_ERROR_67" class="blsp-spelling-error"&gt;fondamentale&lt;/span&gt; carenza: la riforma del personale civile che porti ad una nuova e più efficace &lt;span id="SPELLING_ERROR_68" class="blsp-spelling-error"&gt;organizzazione&lt;/span&gt; dell’&lt;span id="SPELLING_ERROR_69" class="blsp-spelling-error"&gt;Amministrazione&lt;/span&gt;, superando le illogiche e non funzionali divisioni tra le diverse figure &lt;span id="SPELLING_ERROR_70" class="blsp-spelling-error"&gt;professionali&lt;/span&gt; che &lt;span id="SPELLING_ERROR_71" class="blsp-spelling-error"&gt;quotidianamente&lt;/span&gt; lavorano fianco a fianco nelle strutture &lt;span id="SPELLING_ERROR_72" class="blsp-spelling-error"&gt;penitenziarie&lt;/span&gt; di ogni tipo, disegnando finalmente un percorso che conduca ad un medesimo modello &lt;span id="SPELLING_ERROR_73" class="blsp-spelling-error"&gt;contrattuale&lt;/span&gt; di riferimento utilizzando adeguati strumenti allo scopo. Una riforma organica di tutto il personale, sia civile sia di polizia &lt;span id="SPELLING_ERROR_74" class="blsp-spelling-error"&gt;penitenziaria&lt;/span&gt;, &lt;span id="SPELLING_ERROR_75" class="blsp-spelling-error"&gt;accompagnata&lt;/span&gt; da norme che consentano un maggior ricorso alle misure alternative (con un idoneo &lt;span id="SPELLING_ERROR_76" class="blsp-spelling-error"&gt;potenziamento&lt;/span&gt; delle risorse umane e strumentali) avrà certamente un riscontro positivo sugli istituti, riducendone il &lt;span id="SPELLING_ERROR_77" class="blsp-spelling-error"&gt;sovraffollamento&lt;/span&gt; e &lt;span id="SPELLING_ERROR_78" class="blsp-spelling-error"&gt;contribuendo&lt;/span&gt; alla reale &lt;span id="SPELLING_ERROR_79" class="blsp-spelling-error"&gt;stabilizzazione&lt;/span&gt; del “sistema carcere”, conciliando sia le esigenze di sicurezza dei cittadini sia le finalità &lt;span id="SPELLING_ERROR_80" class="blsp-spelling-error"&gt;trattamentali&lt;/span&gt;. La &lt;span id="SPELLING_ERROR_81" class="blsp-spelling-error"&gt;Confsal&lt;/span&gt;-&lt;span id="SPELLING_ERROR_82" class="blsp-spelling-error"&gt;Unsa&lt;/span&gt; &lt;span id="SPELLING_ERROR_83" class="blsp-spelling-error"&gt;approfondirà&lt;/span&gt; le tematiche contenute nella &lt;span id="SPELLING_ERROR_84" class="blsp-spelling-error"&gt;documentazione&lt;/span&gt; consegnata e certamente non farà mancare il proprio contributo di idee, garantendo la propria &lt;span id="SPELLING_ERROR_85" class="blsp-spelling-error"&gt;partecipazione&lt;/span&gt; agli incontri che l’&lt;span id="SPELLING_ERROR_86" class="blsp-spelling-error"&gt;Amministrazione&lt;/span&gt; programmerà.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;- documento programmatico del Pres. Franco Ionta - documento del Vice capo DAP Cons. Consolo&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8408901736952103577?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8408901736952103577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8408901736952103577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/04/confsal-unsa-giustizia-intervento-su.html' title='CONFSAL UNSA GIUSTIZIA INTERVENTO SU LINEE PROGRAMMATICHE 7.4.2011'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2264519676585098049</id><published>2011-04-13T04:43:00.003Z</published><updated>2011-04-13T05:12:33.545Z</updated><title type='text'>Intervento USB- RDB sulle linee di  indirizzo DAP per il miglioramento della gestione dell’Esecuzione Penale- 7.4.2011</title><content type='html'>http://penitenziari.usb.it/index.php?id=20&amp;tx_ttnews[tt_news]=29349&amp;cHash=98ae531156&amp;MP=63-563&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella giornata di ieri, 6 aprile , sono state convocate tutte le OO.SS. presenti nell’Amministrazione penitenziaria, da parte del Sig. Capo del Dipartimento, con lo scopo di presentare alle stesse un documento programmatico per la definizione di azioni di indirizzo per il miglioramento della gestione dell’Esecuzione Penale. Alleghiamo alla presente il documento consegnato alla fine della riunione, che è durata molto perché tanti sono i sindacati e tante erano le urgenze da rappresentare. Vogliamo solo ricordare l’intervento dell’USB in quella sede, perché il documento rappresentato si commenta da solo per genericità e per poca conoscenza del contesto. Infatti, discutere sui massimi sistemi non giova a nessuno, tantomeno al personale di cui le OO:SS. Sono portavoce e rappresentanti. Innanzitutto affermare, come ha fatto il Presidente Ionta che l’emergenza è finita, ci è sembrata l’ennesima boutade berlusconiana, che non tiene conto della realtà assolutamente emergenziale che il settore sta vivendo, per dire “tutto va bene, madama la marchesa”. • L’emergenza è data dalla carenza del personale, sia della Polizia penitenziaria, che del Comparto Ministeri, del profondo divario giuridico ed economico esistente tra i due settori, che - essendo contigui – devono sostanzialmente attendere ambedue alla sicurezza ed al trattamento, • L’emergenza è data dalla carenza di risorse economiche, che non solo non consentono la corretta gestione delle risorse, ma viviamo lo scandalo che in taluni istituti è il volontariato a provvedere al vitto dei detenuti • L’emergenza è data da una dirigenza arrogante e incontrollata, che si permette di non far lavorare le poche risorse esistenti sulla base di simpatie o antipatie, o - cosa ancora peggiore – tanti compiti non vengono affidati ai funzionari competenti, proprio perché competenti……, e nel suo rapporto con il personale gestisce un potere repressivo dei singoli, piuttosto che promozionale del servizio e delle persone che vi lavorano • L’emergenza è il non aver ancora preso provvedimenti per arginare quel fenomeno, cosiddetto della porta girevole, che vede in carcere il 30% delle persone solo per alcuni giorni e poi le vede uscire al momento della convalida dell’arresto. • L’emergenza è il malessere dei personale sul quale si sono dette tante parole, senza nessun riscontro effettivo. E tutto questo è emergenza, e non è finita. Il rappresentante USB, nel prendere la parola, non ha ringraziato il Capo del Dipartimento per l’incontro cui siamo stati partecipi, - anche perché era un atto dovuto avvenuto peraltro con molto ritardo, ma ha comunicato il dubbio che questa convocazione nascondesse qualche fregatura…… Quindi si l’USB ha denunciato la cattiva gestione del personale, che oramai dura da anni, che vede spostare le persone a seconda degli interventi politici che vengono fatti nei confronti degli stessi, non tenendo in nessun conto neanche le necessità dell’Amministrazione. Ha ribadito che ragionare in termini programmatici, significa tenere presente l’esistente e quello che manca oggi al sistema è la filosofia di fondo che sostiene i progetti: è stata distrutta negli anni ed oggi non si ha più nessun riferimento ideale. Bisogna ripartire da lì. Così come hanno detto le altre OO.SS., le costruzioni del cosiddetto piano carceri sono state realizzate, ma mancano gli uomini e – soprattutto – le idee. E sono quelle idee – oggi mancanti- che permettono che la dirigenza si arrocchi su posizioni esclusivamente burocratiche e di mero controllo, non tenendo in nessun conto la promozione del sistema. I lavoratori stanno male nel proprio posto di lavoro perché la loro opera viene costantemente misconosciuta e minimizzata, oltre che mai gratificata. Bisogna mettere tutti in uno stesso contenitore giuridico, dirigenza compresa, e fare in modo che quello che vale per gli uni debba valere anche per gli altri. In ogni caso la USB rimane disponibile a fornire tutti contributi che la verranno richiesti. Roma,7 aprile 2011 P.IL COORDINAMENTO USB PENITENZIARI Augusta Roscioli &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2264519676585098049?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2264519676585098049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2264519676585098049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/04/intervento-usb-rdb-sulle-linee-di.html' title='Intervento USB- RDB sulle linee di  indirizzo DAP per il miglioramento della gestione dell’Esecuzione Penale- 7.4.2011'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-6896927582770142434</id><published>2011-02-25T19:19:00.002Z</published><updated>2011-02-25T19:27:05.076Z</updated><title type='text'>FPCGIL LAZIO DENUNCIA - Carceri stracolme, emergenza umanitaria</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.rassegna.it/"&gt;http://www.rassegna.it/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Negli istituti di pena della regione il numero di detenuti negli ultimi sei anni è quasi raddoppiato, passando da 3.753 a 6.398, mentre il personale è diminuito per effetti dei tagli. Reclusi, agenti di penitenziaria e assistenti sempre più in affanno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Istituti di pena che "esplodono" per il sovraffollamento, carenza di personale, tagli alla spesa. È vera e propria emergenza umanitaria nelle carceri del Lazio. Lo afferma uno studio curato dalla Funzione pubblica Cgil di Roma e del Lazio presentato oggi (17 febbraio). Il rapporto tra educatori e detenuti è oggi 1 a 76 contro quello previsto di 1 a 25. A Viterbo arriva addirittura a un educatore ogni 143 detenuti. Il personale di polizia penitenziaria in servizio è inferiore del 20% rispetto alla pianta organica, ma all’interno degli istituti la carenza supera il 35%, perché sono molte le unità di personale “distolte” dall’attività per svolgere altre mansioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sindacato denuncia "la politica scellerata dei governi che hanno tagliato le risorse all'amministrazione penitenziaria causando negli ultimi dieci anni il dimezzamento delle risorse per gli istituti penitenziari della regione". In particolare nel Lazio, dove il numero di detenuti negli ultimi sei anni è quasi raddoppiato passando da 3.753 a 6.398, mentre il personale che svolge il lavoro 'trattamentale' è progressivamente diminuito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non stanno meglio gli assistenti sociali, con un organico del 40% inferiore rispetto alle disposizioni di legge, e penalizzati dagli aggravi dei carichi di lavoro dovuti alla legge “svuota carceri” voluta dal ministro della Giustizia Angelino Alfano che avrebbe dovuto portare alla fuoriuscita di 9.000 detenuti, fermandosi invece a non più di 1.100. "Drammatica" viene definita la situazione degli psicologi, che hanno visto ridurre le ore si servizio del 30% solo nell’ultimo anno. "Lavorare in carcere - si legge - è sempre più simile alla espiazione di una pena. Turni massacranti, stress da lavoro insopportabile, nessun riconoscimento sociale del servizio che viene prestato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme al dossier, il sindacato ha presentato le sue proposte: ridurre il numero dei detenuti, riportare dentro alle carceri il personale assegnato impropriamente a funzioni esterne, creare piani di formazione del personale e di sostegno psicologico e intraprendere con gli enti locali e la Regione percorsi per l’integrazione dei detenuti e il miglioramento della sanità penitenziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emergenza carceri, il dossier della Fp Cgil Roma e Lazio :&lt;/div&gt;http://www.rassegna.it/userdata/articoli/allegati/2011/02/dossier_188826.pdf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-6896927582770142434?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6896927582770142434'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6896927582770142434'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/fpcgil-lazio-denuncia-carceri-stracolme.html' title='FPCGIL LAZIO DENUNCIA - Carceri stracolme, emergenza umanitaria'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-798894858735765287</id><published>2011-02-25T19:08:00.000Z</published><updated>2011-02-25T19:09:14.265Z</updated><title type='text'>Interrogazione parlamentare situazione amministrazione penitenziaria</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Interrogazione a risposta scritta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Onorevole TIDEI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Al Ministro della giustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Per sapere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- premesso che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il 13 gennaio 2011 si è verificato l'ennesimo caso di suicidio precisamente nel carcere di Capanne a Perugia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il detenuto, giovane 23enne di Taranto si è tolto la vita, inalando il gas da una bomboletta, oggetto che tutti i detenuti hanno a disposizione per cucinarsi e riscaldarsi cibi e bevande come prevede il regolamento penitenziario;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il caso di suicidio per mezzo di inalazione di gas da bomboletta non è nuovo nelle carceri italiane, episodio che si ripropose alcuni mesi fa nei penitenziari di Catania e di Reggio Emilia;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;queste bombolette, presenti nelle celle dei detenuti come da regolamento, sono spesso oggetto di autolesionismo, di offesa verso gli operatori delle carceri e di gesti estremi come il suicidio;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in molti casi, a seguito di denunce all'autorità giudiziaria da parte dei familiari dei detenuti morti o vittime di incidenti per mezzo di queste bombole di gas, le amministrazioni penitenziarie sono state condannate a risarcire le famiglie con ingenti somme di denaro e ne sono un esempio i penitenziari di Catania e di Reggio Emilia condannati a risarcire più di 150.000 euro;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come afferma il segretario generale del «SAPPE», le associazioni del settore e gli operatori penitenziari stessi, il regolamento penitenziario va rivisto, al fine di vietare l'uso delle bombolette di gas, visto che l'Amministrazione assicura il vitto a tutti i detenuti o trovare comunque l'alternativa molto meno pericolosa;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questo episodio, così come altri avvenimenti che accadono giornalmente in tutti i penitenziari italiani si potrebbero prevenire o quanto meno tamponare se le strutture carcerarie fossero dotate di attrezzature adeguate e un numero sufficiente di operatori;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il suicidio appena avvenuto nel carcere perugino riapre una ferita cronica delle carceri italiane, le quali, indistintamente dalla loro collocazione geografica lamentano in maniera univoca le stesse problematiche di sovraffollamento, carenza delle strutture, carenza di polizia penitenziaria, di educatori specializzati;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;corre l'obbligo ricordare che è ormai intollerabile la condizione di vita delle persone detenute costrette a subire gli effetti di un sovraffollamento mai visto nella storia del Paese; a fronte di una carenza massima di 43.000 posti, al 1o settembre scorso i nostri penitenziari ospitavano 68.000 detenuti con un trend in costante crescita: solo nell'ultimo anno di Governo Berlusconi, la popolazione carceraria è aumentata di 6.000 unità; se la tendenza dovesse continuare, a fine anno avremo 70 mila detenuti e 100.000 nel 2012;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lo stesso ministro Alfano, il 27 gennaio 2009 affermava alla Camera, nella sua prima relazione per l'amministrazione della giustizia, che «la situazione carceraria dovuta all'imminente esaurimento dei livelli di capienza massima sostenibile che appare largamente prevedibile rispetto alla sopra evidenziata analisi statistica dei flussi, impone l'adozione di misure straordinarie»;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nelle carceri mancano agenti (-5.000) personale amministrativo, ma anche educatori e assistenti sociali, categorie indispensabili per assicurare la funzione rieducativa della pena prevista dall'articolo 27 della Costituzione; basti pensare che c'è un educatore ogni 157 detenuti ed un assistente sociale ogni 70 detenuti;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la campagna politico-mediatica sulla certezza della pena, confortata da una serie di normative ad avviso dell'interrogante ad uso e consumo soprattutto elettorale (dalla legge ex Cirielli, alla Fini-Giovanardi e alla Bossi-Fini) sta letteralmente affossando il sistema delle misure alternative alla detenzione ovvero l'unica possibile, ragionevole risposta all'odierno sovraffollamento, compatibile con le finalità rieducative della pena e con i valori espressi dalla Carta costituzionale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;del famoso piano straordinario carceri, varato dal Governo con l'ultimo decreto milleproroghe e presentato dal capo del DAP il 27 febbraio 2009, non resta che l'effetto-annuncio: non risulta ad oggi avviata per carenza di fondi nemmeno la prima fase del progetto che, tra ristrutturazioni di sezioni inutilizzate, realizzazione di nuovi padiglioni e costruzione di 6 nuovi istituti, prevedeva quasi 5.000 posti entro fine 2010 con un costo stimato di 205 milioni di euro -:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quali siano le misure urgenti e straordinarie che il Ministro intenda porre in essere per affrontare la drammatica situazione del sovraffollamento carcerario e delle morti per suicidio;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quale sia lo «stato dell'arte» dell'annunciato prospettato piano straordinario di edilizia penitenziaria;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quali siano gli interventi che intenda assumere per affrontare le carenze di personale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se non ritenga prioritaria, tra le misure da assumere, una seria politica di rivalutazione delle misure alternative al carcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(4-10965) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-798894858735765287?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/798894858735765287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/798894858735765287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/interrogazione-parlamentare-situazione.html' title='Interrogazione parlamentare situazione amministrazione penitenziaria'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8154743045431206447</id><published>2011-02-25T19:04:00.000Z</published><updated>2011-02-25T19:06:15.064Z</updated><title type='text'>Rita Bernardini: quanto ci costa Ionta da capo dap e commissario straordinario ? perche' non investe per l'assunzione di personale?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;giovedì 24 febbraio 2011&lt;br /&gt;Rita Bernardini: quanto ci costa Ionta da capo dap e commissario straordinario ? perche' non investe per l'assunzione di personale? a chi tutto e a chi niente!!!!&lt;br /&gt;www.opinione.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amnistia, più che la costruzione di nuove carceri, è la soluzione. Parola del deputato radicale Rita Bernardini, una specie di “angelo dei detenuti italiani”.Si suicidano un po’ tutti, detenuti soprattutto, ma anche agenti di custodia, direttori penitenziari e ormai da anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Europa che dice di ciò?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto la Corte di Strasburgo ha già condannato il nostro Paese per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea sui Diritti dell’Uomo, norma che impone allo Stato di assicurare a tutti i prigionieri condizioni di detenzione compatibili con il rispetto della dignità umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è da dire però che il sovraffollamento carcerario è un problema che non coinvolge solo l’Italia ma molti degli Stati della Comunità Europa. In generale su questo fronte la politica europea sembra quasi unanimemente volta alla carcerizzazione come unica risposta ai problemi della criminalità e della sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ solo un paradosso pannelliano che le carceri fasciste erano meglio di quelle di oggi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No. La perdita di credibilità della autorità penale che il nostro sistema giudiziario e carcerario sconta da decenni, così come i costi sociali causati dalle nuove forme di controllo della criminalità, sono tutti fenomeni che non si erano registrati in forme così drammatiche nemmeno sotto il fascismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si può realisticamente risolvere il problema delle carceri italiane?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto riducendo entro limiti costituzionalmente accettabili il ricorso indiscriminato e massiccio alla misura cautelare estrema della custodia in carcere, istituto che spesso viene usato dalla magistratura anche in aperto contrasto con quanto previsto dall’articolo 27 della Costituzione (in Italia il 40% dei detenuti è in attesa di processo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi occorrerebbe abrogare alcune disposizioni contenute nella legge Bossi-Fini sull’immigrazione e nella legge Fini-Giovanardi sulle sostanze stupefacenti. Ma soprattutto bisognerebbe rivedere la normativa sulla recidiva introdotta con la legge ex-Cirielli nella parte in cui la stessa limita fortemente l’accesso alle misure alternative alla detenzione per i soggetti non incensurati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Meglio un’amnistia e un indulto o costruire nuove carceri?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amnistia è necessaria non solo per i detenuti che oggi vivono in condizioni brutali ma per gli stessi magistrati che sono sommersi da milioni di processi arretrati che anno dopo anno a centinaia di migliaia cadono in prescrizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quel che riguarda le nuove carceri, il Ministro della giustizia dovrebbe rispondere alle domande che gli ho posto e alle quali non ha mai risposto: con quale personale, se già oggi per i 206 istituti esistenti mancano seimila agenti e centinaia di educatori, assistenti sociali e psicologi perché non ci sono I soldi? Perché non mette on line sul sito del ministero - come prevede la legge! - i nomi e gli stipendi che vengono corrisposti ai “collaboratori” del Commissario straordinario Ionta che è anche capo del Dap? Perché questa operazione non la fanno con trasparenza?La ventata giustizialista degli anni ‘90 e alcune leggi liberticide come la Fini Giovanardi e la Bossi Fini che responsabilità hanno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una responsabilità enorme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, da questo punto di vista si può sicuramente dire che il sovraffollamento carcerario corrisponde ad una precisa scelta di politica giudiziaria – che, non dimentichiamolo, accomuna entrambi gli schieramenti politici - finalizzata a contrastare il disagio sociale (tossicodipendenza ed immigrazione in primis) attraverso il ricorso alla sanzione detentiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può correggere questa deriva?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo. Innanzitutto sul fronte del ricorso eccessivo alla misura estrema della custodia cautelare in carcere andrebbe svolta una significativa battaglia politica per richiamare la magistratura al rispetto dei suoi doveri istituzionali. Poi occorrerebbe superare una volta per tutte il percorso emergenziale che caratterizza ormai stabilmente le scelte del legislatore (sia di centrodestra che di centrosinistra) sul fronte del diritto penale, magari attraverso l’individuazione di un sistema sanzionatorio finalmente alternativo a quello del carcere, proprio come indicato nella nostra mozione sulle carceri approvata da entrambi i rami del Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partitocrazia ha ormai irreversibilmente deciso che le carceri debbano diventare una discarica sociale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come radicali non ci siamo mai rassegnati, anzi, abbiamo anzi sempre indicato alcune linee concrete volte al superamento dei processi di carcerizzazione in atto. Solo depenalizzando nella misura del possibile e usando tutte le alternative alla detenzione che il nostro sistema già conosce, possiamo pensare di ridare consapevolezza, risorse ed efficacia alle risposte sociali che in tutti questi decenni sono mancate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi facciamo tutto questo anche perché conviene: i tassi di recidiva si abbattono drasticamente quando si usano pene alternative alla detenzione nelle nostre carceri infami. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8154743045431206447?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8154743045431206447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8154743045431206447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/rita-bernardini-quanto-ci-costa-ionta.html' title='Rita Bernardini: quanto ci costa Ionta da capo dap e commissario straordinario ? perche&apos; non investe per l&apos;assunzione di personale?'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-4207598286756788991</id><published>2011-02-25T18:53:00.003Z</published><updated>2011-02-25T18:58:16.224Z</updated><title type='text'>Solidarietà all' assistente sociale aggredite</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;albengacorsara.it -Lettera dei colleghi all’assistente sociale Veronica Meinero, ferita a Cairo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Di fronte al gravissimo episodio che ha coinvolto l’assistente sociale Veronica Meinero, noi suoi colleghi del territorio Finalese ed Albenganese, nello stringerci con affetto a Lei ed ai suoi cari, riteniamo fondamentale far emergere una riflessione sulle condizioni di lavoro in cui troppo spesso ormai ci troviamo ad operare.&lt;br /&gt;Se già la nostra professione comporta un certo rischio a causa del contatto con utenti spesso aggressivi, se già la nostra professione, ancora oggi a 60 anni dalla sua comparsa in Italia, viene semplicisticamente etichettata come “quelli che fanno del bene” o nelle ipotesi peggiori “quelli che portano via i bambini”, se già la nostra professione ha dovuto lottare 50 anni per ottenere la dignità di una laurea che dimostrasse che per fare gli assistenti sociali non basta “essere brave persone”, non possiamo non evidenziare come il pesante disinvestimento politico sul Welfare ci veda non solo, come sempre, in prima linea, ma spesso utilizzati come estremo parafulmine per scelte votate al disinteresse ed alla marginalità della materia del “welfare state”.&lt;br /&gt;Abbiamo da sempre amato e cercato di onorare il nostro ruolo di ponte tra la parte politica e la cittadinanza, ma attualmente la crisi internazionale e le pesantissime ripercussioni sui servizi sociali ci rendono troppe volte facili bersagli di strali ed accuse, se non di atti ben peggiori.&lt;br /&gt;Certo, si dirà, l’aggressore di Veronica ha perso la testa non per un contributo negato, ma per aver perso la patria potestà, ma quante persone aggressive, potenzialmente pericolose, addirittura armate in modo rudimentale potrebbero un domani reagire allo stesso modo di fronte all’ennesimo, inevitabile rifiuto, all’ennesima comunicazione che i fondi non sono sufficienti o sono proprio esauriti? Non vogliamo cedere a questo ricatto, ma chiediamo di essere tutelati nella nostra posizione di frontiera, nel nostro ruolo che sempre più a sproposito viene caricato di responsabilità non nostre riguardanti l’utilizzo e la presenza di risorse da destinare ai nostri servizi.&lt;br /&gt;Esprimiamo con forza il bisogno urgente di legittimazione da parte dei nostri referenti politici, non solo a livello locale, affinché sia chiaro che non sono gli assistenti sociali che tagliano i contributi e magari anche che non tolgono a nessuno la patria potestà, come è stato erroneamente scritto in riferimento ai drammatici fatti di Cairo.&lt;br /&gt;Esprimiamo con forza la necessità di tutela giuridica e fisica, soprattutto nei servizi più a rischio, specialmente in situazioni recidive, come purtroppo è quella della Val Bormida.&lt;br /&gt;Chiediamo ai cittadini di approfondire chi è e cosa fa davvero un assistente sociale, di andare oltre ai pregiudizi ed i luoghi comuni, in modo da capire che la nostra professione lavora PER LA SOCIETÀ TUTTA, lavora per il benessere e la serenità di tutti.&lt;br /&gt;Auguriamo alla collega Veronica la più pronta guarigione, nella speranza che possa presto tornare a svolgere il suo lavoro e nella speranza che episodi come quelli di cui è stata vittima non si ripetano mai più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Assistenti Sociali dei Distretti Socio-Sanitari Albenganese e Finalese. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-4207598286756788991?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/4207598286756788991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/4207598286756788991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/solidarieta-all-assistente-sociale.html' title='Solidarietà all&apos; assistente sociale aggredite'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5460672224214838086</id><published>2011-02-25T18:50:00.004Z</published><updated>2011-02-25T19:37:33.920Z</updated><title type='text'>Aggeredita assistente sociale in Liguria</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Cy6_OjY2zj4/TWgE9zlc6MI/AAAAAAAAAmg/fDtwGj_GdW4/s1600/Immagine.png"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 178px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577713598364182722" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Cy6_OjY2zj4/TWgE9zlc6MI/AAAAAAAAAmg/fDtwGj_GdW4/s320/Immagine.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;IVG.IT- 21.2.2011&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tentato omicidio a Cairo, assistenti sociali di Albenga e Finale: “Etichettati come quelli che portano via i bambini”&lt;br /&gt;“Con grande rammarico, dolore e preoccupazione in qualità di presidente dell’ordine regionale degli assistenti sociali Liguria mi trovo a commentare il terribile fatto accaduto questa mattina, negli uffici del servizio sociale di Cairo Montenotte durante il quale sono stati feriti da un utente l’assistente sociale, Veronica Meinero di 27 anni e l’assessore Giovanni Ligorio” afferma Cristina Lodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Confermo quanto già in altre occasioni espresso con forza: ad oggi spesso gli assistenti sociali si trovano a lavorare in situazioni di esposizione a rischio insostenibili senza le giuste forme di tutela personale. Oggi la multidimensionalità della sofferenza diventa difficile da affrontare spesso con strumenti ridotti sia di tipo economico sia in termini di personale. Oggi più che mai invece è necessario che i servizi sociali territoriali siano sostenuti, rinforzati attraverso strategie rivolte a rispondere ai bisogni della comunità e dell’organizzazione” prosegue il presidente dell’ordine regionale degli assistenti sociali Liguria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sono vicina con tutto il Consiglio Regionale alla famiglia di Veronica, ai colleghi e all’amministrazione comunale nella speranza comunque che la collega trovi la forza per superare questo terribile momento. Episodi come questi mi spingeranno sempre più a ribadire l’importanza di politiche che tutelino non solo i cittadini ma anche gli assistenti sociali, professionisti a servizio del bene comune” conclude Cristina Lodi. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5460672224214838086?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5460672224214838086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5460672224214838086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/aggeredite-assistenti-sociali-in.html' title='Aggeredita assistente sociale in Liguria'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Cy6_OjY2zj4/TWgE9zlc6MI/AAAAAAAAAmg/fDtwGj_GdW4/s72-c/Immagine.png' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7331723335998734670</id><published>2011-02-23T15:50:00.001Z</published><updated>2011-02-23T15:52:41.736Z</updated><title type='text'>RDB-USB Penitenziari scrive al Ministro Alfano sulla grave situazione dei penitenziari</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Al Sig. Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;On.le Angiolino Alfano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Sig. Capo del Dipartimento&lt;br /&gt;dell’Amministrazione Penitenziaria&lt;br /&gt;Pres. Franco IONTA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LORO SEDI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa Organizzazione Sindacale vuole denunciare lo stato di abbandono in cui versa il sistema penitenziario: le cause sono molteplici e tutte per lo più riconducibili alla politica che i responsabili di questa Amministrazione ha fatto e sta facendo, a partire dalle decisioni operate nella scelta dei Loro Collaboratori .&lt;br /&gt;A causa di tale politica, che ha visto succedersi al vertice dell’Amministrazione magistrati sicuramente valenti in quanto tali, ma altrettanto incapaci di portare avanti in modo corretto la gestione complessiva del sistema, seguendo le giuste logiche che avrebbero – da una parte - dovuto tendere alla rieducazione, così come recita la Costituzione e dall’altra creare le condizioni strutturali e ambientali perché ciò avvenisse. Invece abbiamo un assalto alla diligenza nei confronti del sistema che ha costituito l’unica vera realtà degli ultimi quindici anni, dove magistrati assolutamente inconsapevoli della realtà carceraria si sono fatti strumentalizzare da questo o quel dirigente che, assetato di potere, ne ha tratto esclusivamente il proprio tornaconto. Va doverosamente detto che qualche magistrato, rispettoso della legge e della legalità si è impegnato nella giusta direzione, ma altri suoi colleghi disfacevano quello che questi costruivano.&lt;br /&gt;Non ci risulta che nei tagli che il governo operava si sia tenuto conto della necessità almeno di dare da mangiare ai detenuti. Oggi essi sono arrivati a quota 68.000, e per ciascuno di loro si spende solo 4 € al giorno complessivamente per il pranzo e la cena… e tutte quelle carenze che pure esistevano anche in tempi passati anche se non in modo così eclatante, venivano integrate con gli acquisti fatti dagli stessi detenuti al sopravvitto. Ma ora – a causa della carenza di lavoro – non è più possibile ed il risultato è che i detenuti hanno fame e sete, oltre che stare ammassati come sardine in spazi sempre più angusti, condannati a fare niente dalla mattina alla sera.&lt;br /&gt;Di queste scelte scellerate ne stanno facendo le spese finanche i bambini loro malgrado detenuti … Ma lei sa che per i bambini al seguito delle mamme in carcere quest’anno sono stati tagliati ben 300.000 euro al già magro bilancio dell’anno precedente?&lt;br /&gt;Vogliamo poi parlare della distribuzione del personale nelle sedi periferiche e al DAP? Signor ministro, l’ultima ristrutturazione, ancora in fieri, vede individuare i servizi per collocare i dirigenti e non muoverli dai posti comodi in cui si trovano, mentre gli istituti della periferia – in particolare al nord - languono senza Dirigenti con il risultato che nei posti centrali di responsabilità l’Amministrazione non chiede loro contributi responsabili perché la maggior parte di loro non conosce assolutamente la realtà del carcere per due ordini di motivi: o vi ha prestato opera per troppo poco tempo, oppure addirittura non vi ha mai prestato servizio.&lt;br /&gt;Ci troviamo pertanto per lo più di fronte a persone, che come apprendisti stregoni, pensano di usare un “giocattolo” sensibile come l’Amministrazione Penitenziaria che ha avuto il suo momento di crescita per tutti: operatori e detenuti nel periodo in cui è stata declinata la filosofia della pena e si è cercato in ogni modo di trovare modalità operative detentive che realizzassero il dettato costituzionale, soddisfacendo anche le giuste esigenze del personale.&lt;br /&gt;Al momento, nella migliore delle ipotesi, si cerca di mettere “pezze” ad un sistema completamente sfasciato che non dà più i suoi effetti, anzi i cui unici risultati che dà sono messaggi di morte per l’incuria, per l’indifferenza, e la risposta a tutte le direttive che promanano dal centro costituiscono solo repliche burocratiche, vissute come fastidio.&lt;br /&gt;La corsa è allo scarico di responsabilità in un gioco al massacro che vede far ricadere sulle categorie di personale più deboli le responsabilità di quanto accade o può accadere.&lt;br /&gt;Ad esempio tutti sanno che non serve, a chi è individuato come soggetto a rischio suicidarlo, che si disponga la cosiddetta “grande sorveglianza”, in modo da individuare formalmente chi non ha grandemente sorvegliato – nel malaugurato caso succedesse qualcosa - per poi giustamente assolverlo a causa della carenza di organico…… e poi anche dire con indifferente fatalismo, che se uno vuole fermamente suicidarsi prima o poi lo fa…..&lt;br /&gt;La responsabilità di ogni gesto viene ricondotta in capo all’operatore della periferia, sia esso Poliziotto, Dirigente, Educatore, Assistente Sociale……… Purtroppo al centro sono troppo pochi i funzionari sensibili che si prendono carico – comprendendole – delle situazioni della periferia. Ed a fronte delle innumerevoli morti in carcere si risponde con disposizioni dal centro che servono solo a far ricadere sull’anello più debole della catena le responsabilità.&lt;br /&gt;E questo vale per tutto: dal servizio Sanitario, al lavoro dei detenuti, alle attività scolastiche e ricreative……&lt;br /&gt;Oramai si possono contare sulle dita di una mano le persone che seguono la logica della cultura penitenziaria, la grande assente di questi anni. Sono quasi completamente scomparsi gli stimoli, le teorizzazioni dei vari Tartaglione, Minervini, Di Gennaro…… e, al momento, non pare esserci, ad eccezione di qualche eletto che però viene inesorabilmente azzittito, nessuno che possa quanto meno ispirarsi a loro.&lt;br /&gt;La preoccupazione di tutti è quella di apparire più che essere, di dare messaggi – il più delle volte non corretti gestiti da chi - alla ricerca di visibilità - dimentica che il DAP è una struttura alla quale fare riferimento e gestisce il proprio lavoro non al servizio della struttura, ma al servizio di se stesso. In questo modo la ricerca di consensi che non permette una corretta immagine dell’Amministrazione, ma piuttosto dà visibilità a questo o quel funzionario, piuttosto che al servizio che - per fortuna - trascende i singoli operatori.&lt;br /&gt;Analogamente da anni oramai l’Ufficio del personale è diventato un collettore di raccomandazioni, con l’unico risultato che il nord continua ad essere sguarnito, e voi sono sacche del sud che non ridono quanto a carenza di personale.&lt;br /&gt;Va detto che la logica della gestione del personale risponde più a criteri clientelari, che ad un servizio da rendere all’Amministrazione, ma non può continuare perché il personale in questo modo viene umiliato e non compreso, perché emergono solo le esigenze di pochi, ma non di tutti, perché emerge la logica del più forte e di chi ha più potere politico…. E serve solo a mettere l’un contro l’altro i lavoratori. E’ il divide et impera che si vuole? Ma non è sicuramente questo il modo per gestire correttamente l’amministrazione ed il personale, perché poi lo scontento dei singoli si riversa inevitabilmente sulla qualità del lavoro.&lt;br /&gt;. Sono anni che si dice che il 30% di chi entra nel giro dell’esecuzione penale ne esce dopo al massimo una settimana… è ora di smettere di usare logiche carcerarie anche per chi in carcere non ci dovrebbe stare, che umiliano chi le subisce, ma soprattutto gli operatori che sono costretti a vivere la loro operatività con impotenza. Ma è proprio impossibile pensare che queste persone – che fino a giudizio definitivo sono innocenti – possano non entrare in carcere? Quali interessi sottende tale non scelta, che invece potrebbe essere la più ovvia, per realizzare una effettiva politica deflattiva.&lt;br /&gt;Ci siamo scordati che esistono le misure alternative alla detenzione…. perché non potenziarle? Perché umiliare gli operatori degli Uffici dell’Esecuzione penale esterna a soli organi di controllo, senza rispettare la loro peculiarità che parla anche di aiuto?&lt;br /&gt;Perché non dare loro i mezzi che servono per una corretta gestione della loro professionalità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signor ministro, è necessario riconsiderare tutto il sistema penitenziario e ridare vitalità ed efficacia all’azione amministrativa ed alla mission istituzionale e soprattutto creare le condizioni perché il personale sia messo in grado di correttamente operare, ma soprattutto ricreare un clima culturale costruttivo, che permetta di collaborare pur nelle differenti peculiarità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL COORDINAMENTO USB PENITENZIARI&lt;br /&gt;Roma, 15 febbraio 2011 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7331723335998734670?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7331723335998734670'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7331723335998734670'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/rdb-usb-penitenziari-scrive-al-ministro.html' title='RDB-USB Penitenziari scrive al Ministro Alfano sulla grave situazione dei penitenziari'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7852522868353908166</id><published>2011-02-23T07:08:00.000Z</published><updated>2011-02-23T07:09:42.420Z</updated><title type='text'>RITA BERNARDINI" Bisogna ridurre il ricorso al carcere"</title><content type='html'>20 febbraio / Giorgio De Neri- www.opinione.it&lt;br /&gt;L’amnistia, più che la costruzione di nuove carceri, è la soluzione. Parola del deputato radicale Rita Bernardini, una specie di “angelo dei detenuti italiani”.Si suicidano un po’ tutti, detenuti soprattutto, ma anche agenti di custodia, direttori penitenziari e ormai da anni.&lt;br /&gt;L’Europa che dice di ciò?&lt;br /&gt;Intanto la Corte di Strasburgo ha già condannato il nostro Paese per violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea sui Diritti dell’Uomo, norma che impone allo Stato di assicurare a tutti i prigionieri condizioni di detenzione compatibili con il rispetto della dignità umana.&lt;br /&gt;C’è da dire però che il sovraffollamento carcerario è un problema che non coinvolge solo l’Italia ma molti degli Stati della Comunità Europa. In generale su questo fronte la politica europea sembra quasi unanimemente volta alla carcerizzazione come unica risposta ai problemi della criminalità e della sicurezza.&lt;br /&gt;E’ solo un paradosso pannelliano che le carceri fasciste erano meglio di quelle di oggi?&lt;br /&gt;No. La perdita di credibilità della autorità penale che il nostro sistema giudiziario e carcerario sconta da decenni, così come i costi sociali causati dalle nuove forme di controllo della criminalità, sono tutti fenomeni che non si erano registrati in forme così drammatiche nemmeno sotto il fascismo.&lt;br /&gt;Come si può realisticamente risolvere il problema delle carceri italiane?&lt;br /&gt;Innanzitutto riducendo entro limiti costituzionalmente accettabili il ricorso indiscriminato e massiccio alla misura cautelare estrema della custodia in carcere, istituto che spesso viene usato dalla magistratura anche in aperto contrasto con quanto previsto dall’articolo 27 della Costituzione (in Italia il 40% dei detenuti è in attesa di processo).&lt;br /&gt;E poi?&lt;br /&gt;Poi occorrerebbe abrogare alcune disposizioni contenute nella legge Bossi-Fini sull’immigrazione e nella legge Fini-Giovanardi sulle sostanze stupefacenti. Ma soprattutto bisognerebbe rivedere la normativa sulla recidiva introdotta con la legge ex-Cirielli nella parte in cui la stessa limita fortemente l’accesso alle misure alternative alla detenzione per i soggetti non incensurati.&lt;br /&gt;Meglio un’amnistia e un indulto o costruire nuove carceri?&lt;br /&gt;L’amnistia è necessaria non solo per i detenuti che oggi vivono in condizioni brutali ma per gli stessi magistrati che sono sommersi da milioni di processi arretrati che anno dopo anno a centinaia di migliaia cadono in prescrizione.&lt;br /&gt;Per quel che riguarda le nuove carceri, il Ministro della giustizia dovrebbe rispondere alle domande che gli ho posto e alle quali non ha mai risposto: con quale personale, se già oggi per i 206 istituti esistenti mancano seimila agenti e centinaia&lt;br /&gt;di educatori, assistenti sociali e psicologi perché non ci sono I soldi? Perché non mette on line sul sito del ministero - come prevede la legge! - i nomi e gli stipendi che vengono corrisposti ai “collaboratori” del Commissario straordinario Ionta che è anche capo del Dap? Perché questa operazione non la fanno con trasparenza?La ventata giustizialista degli anni ‘90 e alcune leggi liberticide come la Fini Giovanardi e la Bossi Fini che responsabilità hanno?&lt;br /&gt;Una responsabilità enorme.&lt;br /&gt;Anzi, da questo punto di vista si può sicuramente dire che il sovraffollamento carcerario corrisponde ad una precisa scelta di politica giudiziaria – che, non dimentichiamolo, accomuna entrambi gli schieramenti politici - finalizzata a contrastare il disagio sociale (tossicodipendenza ed immigrazione in primis) attraverso il ricorso alla sanzione detentiva.&lt;br /&gt;Si può correggere questa deriva?&lt;br /&gt;Certo. Innanzitutto sul fronte del ricorso eccessivo alla misura estrema della custodia cautelare in carcere andrebbe svolta una significativa battaglia politica per richiamare la magistratura al rispetto dei suoi doveri istituzionali. Poi occorrerebbe superare una volta per tutte il percorso emergenziale che caratterizza ormai stabilmente le scelte del legislatore (sia di centrodestra che di centrosinistra) sul fronte del diritto penale, magari attraverso l’individuazione di un sistema sanzionatorio finalmente alternativo a quello del carcere, proprio come indicato nella nostra mozione sulle carceri approvata da entrambi i rami del Parlamento.&lt;br /&gt;La partitocrazia ha ormai irreversibilmente deciso che le carceri debbano diventare una discarica sociale?&lt;br /&gt;Come radicali non ci siamo mai rassegnati, anzi, abbiamo anzi sempre indicato alcune linee concrete volte al superamento dei processi di carcerizzazione in atto. Solo depenalizzando nella misura del possibile e usando tutte le alternative alla detenzione che il nostro sistema già conosce, possiamo pensare di ridare consapevolezza, risorse ed efficacia alle risposte sociali che in tutti questi decenni sono mancate.&lt;br /&gt;E poi facciamo tutto questo anche perché conviene: i tassi di recidiva si abbattono drasticamente quando si usano pene alternative alla detenzione nelle nostre carceri infami.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7852522868353908166?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7852522868353908166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7852522868353908166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/rita-bernardini-bisogna-ridurre-il_1970.html' title='RITA BERNARDINI&quot; Bisogna ridurre il ricorso al carcere&quot;'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8434408228647931301</id><published>2011-02-23T07:03:00.002Z</published><updated>2011-02-23T07:08:13.913Z</updated><title type='text'>il fallimento della “svuota-carceri”, le dichiarazioni di Ionta, l’allarme dei Sindacati</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;20 febbraio- ilcarcerepossibileonlus.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria chiede che venga verificato l’operato della Sorveglianza. I Sindacati di Polizia Penitenziaria denunciano il fallimento dell’azione di Governo.&lt;br /&gt;Napoli, 20 febbraio 2011 - Mentre la nave continua ad affondare, il comandante - dalla terra ferma - cerca di convincere i suoi uomini che non è vero e che se c’è qualche falla nello scafo, la colpa non è dell’armatore. Ormai, il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria è sempre più solo a difendere l’indifendibile. Da Nord a Sud le carceri scoppiano e le risorse a disposizione sono sempre meno, ma egli continua a non vedere. Le morti e i suicidi, la possibilità che tra poco mancheranno i fondi per il vitto, mentre già quelli per il trattamento rieducativo hanno subìto l’ennesima drastica riduzione, azzerando di fatto l’attività, l’allarmante situazione sanitaria, la chiusura dell’area colloqui con i difensori nel carcere di Reggio Calabria, che ha suscitato la giusta protesta della Camera Penale locale, l’attenzione alle violazioni di legge ormai denunciata anche dai media più attenti, sembrano non scalfire le certezze del Dott. Ionta, che nella sua intervista si preoccupa soprattutto di sottolineare che i pochi che hanno beneficiato della nuova norma, non sono evasi dagli arresti domiciliari e non vi è stato un incremento degli illeciti. Insomma i cittadini liberi possono stare tranquilli. Ma il Capo del Dipartimento non dovrebbe verificare soprattutto che nelle carceri venga rispettata la Legge ? Se il Governo non lo consente, ha l’obbligo di protestare e evidenziare carenze e limiti dell’azione politica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8434408228647931301?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8434408228647931301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8434408228647931301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/rita-bernardini-bisogna-ridurre-il_23.html' title='il fallimento della “svuota-carceri”, le dichiarazioni di Ionta, l’allarme dei Sindacati'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-4967937060926868357</id><published>2011-02-23T06:59:00.001Z</published><updated>2011-02-23T07:02:12.568Z</updated><title type='text'>IONTA: AI DOMICILIARI IN 1.100 IN DUE MESI.</title><content type='html'>17.2.2011- clandestinoweb&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"In due mesi 1.100 persone sono uscite dalla detenzione carceraria'' beneficiando della legge che consente di scontare ai domiciliari gli ultimi 12 mesi di carcere. ''Ci sono zone in cui l'applicazione e' modesta, prossima allo zero'' e ''sono piu' le richieste respinte che quelle accolte''. E' un primo bilancio della cosiddetta norma ''svuotacarceri'' fornito dal capo dell'Amministrazione Penitenziaria Franco Ionta, che ha specificato come ''la platea di riferimento secondo i nostri calcoli e' di circa 7.000 detenuti'': sono, infatti, ''circa 6.900 i dossier che abbiamo fornito alla magistratura di sorveglianza''.&lt;br /&gt;Parlando alla Scuola di perfezionamento della Forze di Polizia Ionta ha ricordato che ''in fase di discussione della legge vennero sollevate due obiezioni: sul meccanismo di automatismo delle concessione del beneficio e l'aggravio di lavoro per le altre forze di polizia che dovevano eseguire i controlli. A me - ha osservato - pare che non ci sia ne' l'uno ne' l'altro''.&lt;br /&gt;E' infatti possibile, secondo il capo del Dap, una valutazione ''rapida e intelligente'' in base ai dossier che rendono conto ''del percorso fatto dal detenuto e una verifica di prudenza sull'effettivita' del domicilio presso cui si chiede di scontare la pena''. Quindi di fatto il magistrato deve solo ''verificare che ci siano i requisiti. Per questo mi sembra strano che ci siano aree in cui l'applicazione del provvedimento e' prossimo allo zero. Intendiamo monitorare i provvedimenti di rigetto, che al momento sono piu' di quelli di accoglimento''.&lt;br /&gt;Inoltre, ha detto Ionta, ''non mi pare che ci sia un sovraccarico di lavoro per le altre forze di polizia, ne' un aumento del crimine in alcune zone: non c'e' secondo quanto mi risulta una sola persona arrestata dopo che gli era stato concesso il beneficio e non si puo' muovere alcuna critica rispetto all'incremento degli illeciti''.&lt;br /&gt;Dato che ''solo gli stupidi - ha concluso - non cambiano idea, io cambiero' idea se ci saranno dati che supporteranno questa suggestione''.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-4967937060926868357?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/4967937060926868357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/4967937060926868357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/ionta-ai-domiciliari-in-1100-in-due.html' title='IONTA: AI DOMICILIARI IN 1.100 IN DUE MESI.'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1846008155501786978</id><published>2011-02-11T13:50:00.000Z</published><updated>2011-02-11T13:51:18.953Z</updated><title type='text'>Finora ai domiciliari solo l’1% dei detenuti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La legge “svuota-carceri” sta fallendo, finora ai domiciliari solo l’1% dei detenuti&lt;br /&gt;Il Velino, 10 febbraio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al 31 gennaio, in tutta Italia solo 693 detenuti su circa 68 mila (poco più dell’uno per cento) hanno beneficiato della possibilità, prevista dalla L. 199/2010 (cd. “legge svuota-carceri”), di scontare agli arresti domiciliari l’ultimo anno di pena.&lt;br /&gt;Ciò dimostra che il rimedio varato alla fine del 2010 per affrontare lo straordinario sovraffollamento dei penitenziari non ha prodotto i risultati auspicati. I dati sono stati diffusi dal Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni, secondo cui “le difficoltà della legge erano largamente prevedibili.Nonostante le previsioni del governo, che stimava in circa otto mila i beneficiari della legge su base annua, la norma presentava delle criticità che tutti noi avevamo segnalato e che, inevitabilmente, sono venute a galla in fase di attuazione. Ad esempio, non si è tenuto in debito conto che gran parte dei detenuti è composta da stranieri che non hanno un luogo dove scontare la detenzione domiciliare e da tossicodipendenti per i quali non ci sono strutture adeguate per accoglierli”. Secondo i dati diffusi dal Garante coloro che hanno beneficiato della detenzione domiciliare sono stati solo 693 reclusi, di cui cento extracomunitari. La Regione con il maggior numero di concessioni ai domiciliari è la Sicilia (100 su 7.800 detenuti), seguita dal Lazio (80 su 6400 reclusi) e dalla Puglia (60 su 4.584). Nei primi posti non figura, invece, la Lombardia, nonostante abbia il maggior numero di reclusi in Italia (61 domiciliari su circa 9.400 reclusi).“La realtà - ha concluso il Garante - dimostra che ogni decisione sul tema del sovraffollamento è poco più di un palliativo. Fin quando non si deciderà di rivedere la legislazione, fatta apposta per reprimere con il carcere ogni condotta contraria alla legge, ci sarà sempre emergenza nelle carceri. La soluzione cui la politica dovrebbe pensare è la decarcerizzazione del sistema, con un ampio ricorso a misure alternative, ma non meno severe e dissuasive, al carcere. Ma credo che in questo momento non ci siano le condizioni per farlo; le priorità dell’agenda politica sono altre&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1846008155501786978?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1846008155501786978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1846008155501786978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/finora-ai-domiciliari-solo-l1-dei.html' title='Finora ai domiciliari solo l’1% dei detenuti'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7164908246603654911</id><published>2011-02-11T10:33:00.001Z</published><updated>2011-02-11T10:36:56.462Z</updated><title type='text'>PRESA DIRETTA 13 FEBBRAIO: LE MIE PRIGIONI</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA- “&lt;strong&gt;LE MIE PRIGIONI”&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;di Riccardo Iacona e di Francesca Barzini, Domenico Iannacone&lt;br /&gt;DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 ORE 21.30&lt;br /&gt;Perché le carceri italiane sono cosi’ sovraffollate? Come mai il problema non è mai stato risolto? Cosa si potrebbe fare per evitare i troppi suicidi tra i carcerati? E’ veramente necessario costruire decine di nuove carceri?&lt;br /&gt;L’inchiesta di PRESADIRETTA entra nel cuore e nel nodo dei problemi del nostro sistema penitenziario.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riccardo Iacona è andato a Poggioreale, il carcere di Napoli, che è simbolo dei molti mali che affliggono gli istituti penitenziari e dà la misura di quanto grave sia la situazione. I detenuti sono ammassati in celle anguste, condannati all’inattività per la totale mancanza di progetti di riabilitazione e rieducazione e sono costretti a guardare il soffitto gran parte della giornata. Tra gli altri ha incontrato Gaetano Di Vaio, un ex detenuto che ha realizzato un documentario che racconta l’inferno dietro le sbarre.&lt;br /&gt;Nella puntata anche la ricostruzione delle storie di chi non ce l’ha fatta a sopportare e si è tolto la vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PRESADIRETTA&lt;/strong&gt; mostrerà invece come i dettami della Costituzione siano stati presi alla lettera da chi lavora nel carcere di Bollate dove la pena è un tutt’uno con la rieducazione. Anche Angelino Alfano, il ministro della giustizia, ha affermato che:&lt;br /&gt;“Le carceri italiane sono fuori dalla costituzione” . L’articolo 27 della carta costituzionale infatti recita:&lt;br /&gt;“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato&lt;br /&gt;Un racconto di Riccardo Iacona, Francesca Barzini, Vincenzo Guerrizio, Raffaella Pusceddu, con la collaborazione di Antonella Bottini.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7164908246603654911?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7164908246603654911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7164908246603654911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/presa-diretta-13-febbraio-le-mie.html' title='PRESA DIRETTA 13 FEBBRAIO: LE MIE PRIGIONI'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2611934760505847525</id><published>2011-02-08T09:18:00.000Z</published><updated>2011-02-08T09:19:38.032Z</updated><title type='text'>Fp-Cgil: il bisogno di dire la verità sul mondo delle carceri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; 7 febbraio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si ha memoria, nella storia repubblicana, di un periodo più nero per il sistema penitenziario. Gli ultimi anni hanno oscurato persino il travagliato scorcio del dopoguerra, quando almeno gli episodi critici e cruenti erano accompagnati da una forte volontà di rinascita.&lt;br /&gt;La tragedia attuale sconta invece una evidente schizofrenia: alla criticità della situazione fanno da controcanto le dichiarazioni dei responsabili dell’Amministrazione, a partire dal Ministro, che descrivono una ripresa delle iniziative che nessuno degli addetti ai lavori riesce seriamente ad intravedere. E così si susseguono le dichiarazioni sullo stato di emergenza che lasciano il tempo che trovano, le enunciazioni di buoni propositi conseguenti agli annunci sugli effetti miracolistici che avrebbe dovuto avere la legge sulla detenzione domiciliare per l’ultimo anno di pena.La realtà è molto diversa: la legge 199 ha fino ad ora prodotto la scarcerazione di appena qualche centinaio di detenuti e non è servita a frenare il crescente sovraffollamento, siamo infatti alla soglia dei 68.000 detenuti; la stessa norma vincola l’assunzione dei promessi duemila agenti, che nel frattempo sono diventati 1800, alla compatibilità con le disponibilità di cui alla legge finanziaria 2010. Il provvedimento inoltre grava sul lavoro degli educatori e degli assistenti sociali la cui carenza di organico è nota, e per i quali non è previsto alcun incremento. Il blocco del turn - over stabilito dalla finanziaria non potrà che aggravare questa situazione. Negli istituti sono stati preannunciati ulteriori tagli sui capitoli che garantivano, con il lavoro domestico dei detenuti, le condizioni igieniche e di decoro. Il tanto strombazzato piano - carceri, che essenzialmente si fondava sulla creazione di nuovi posti detentivi con l’ampliamento dei reparti di alcuni istituti, non si sa che fine abbia fatto. Si sa della ristrutturazione solo di alcuni reparti, mentre proseguono le inchieste giudiziarie sulla legittimità di appalti affidati con procedure anomale alle cricche di vario genere. La situazione del personale che a vario titolo opera nelle carceri risulta sempre più avvilente e mortificante. I Dirigenti Penitenziari e di servizio sociale, responsabili delle strutture e dei servizi, non sono mai stati ascoltati e protestano per essere stati abbandonati in una situazione confusa e senza - diritti, con uno statuto professionale che, a seconda delle convenienze, viene assimilato a quella degli omologhi della Polizia di stato o a quella dei dirigenti ministeriali. Pari comportamento di indifferenza è stato mostrato dall’Amministrazione verso il personale che opera nelle carceri, anche a causa di un Contratto integrativo firmato dalla minoranza delle OO.SS che disprezza e svilisce la professionalità dei lavoratori.È chiaro che in tali condizioni le dichiarazioni autocelebrative del Ministro Alfano e del Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria sono pura propaganda e risultano offensive per chi presta la propria attività istituzionale nel mondo carcerario espletando il mandato della Carta Costituzionale.È arrivato il momento di smascherare questa politica vuota che ha perso di vista le finalità rieducative della pena di cui all’art. 27 della Costituzione e di denunciare il dramma che quotidianamente si consuma nelle carceri italiane.La Fp - Cgil si farà promotrice di azioni dimostrative e momenti di incontro che culmineranno in una proposta volta a migliorare le condizioni di lavoro del personale e le condizioni di vita dei detenuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fp - Cgil NazionaleComparto Funzioni CentraliMinistero Giustizia&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2611934760505847525?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2611934760505847525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2611934760505847525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/02/fp-cgil-il-bisogno-di-dire-la-verita.html' title='Fp-Cgil: il bisogno di dire la verità sul mondo delle carceri'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1453467997144297983</id><published>2011-01-03T09:46:00.003Z</published><updated>2011-01-03T09:52:35.843Z</updated><title type='text'>L'Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali Scrive al Ministro Alfano e ai Vertici del DAP sulla recente legge n.199 del 26.11.2010</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.cnoas.it/archivio.php?keytb=NEW&amp;amp;id=453"&gt;http://www.cnoas.it/archivio.php?keytb=NEW&amp;amp;id=453&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le obiezioni degli assistenti sociali alla nuova legge. Quali le ricadute sugli UEPE ?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’Ordine il 20 dicembre scrive al Ministro Alfano per esprimere con fermezza, a nome degli assistenti sociali impegnati nel Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il proprio disaccordo su quanto previsto dalla recente legge 26.11.2010, n. 199, relativamente agli interventi degli Uffici per l’esecuzione penale esterna e ai compiti degli assistenti sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 20 dicembre 2010&lt;br /&gt;Prot. n. 3722/2010&lt;br /&gt;Al Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;On. Angelino Alfano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Capo Dipartimento&lt;br /&gt;Amministrazione Penitenziaria&lt;br /&gt;Dott. Franco Ionta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale&lt;br /&gt;dell’Esecuzione Penale Esterna&lt;br /&gt;D.ssa Luigia Mariotti Culla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale&lt;br /&gt;Detenuti e Trattamento&lt;br /&gt;Dott. Sebastiano Ardita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale&lt;br /&gt;del Personale e della Formazione&lt;br /&gt;Dott. Riccardo Turrini Vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OGGETTO: Legge 199/2010: “Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Ordine professionale degli assistenti sociali ritiene doveroso esprimere con fermezza, a nome degli assistenti sociali impegnati nel Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il proprio disaccordo su quanto previsto, relativamente agli interventi degli Uffici per l’esecuzione penale esterna e ai compiti degli assistenti sociali dalla legge 26.11.2010, n. 199 “Disposizioni relative all’esecuzione presso il domicilio delle pene detentive non superiori ad un anno”.&lt;br /&gt;E' senza dubbio condivisibile, in termini generali, la ratio che mira ad una decarcerizzazione delle pene brevi, così come è da valutare positivamente la volontà di ampliare il ricorso a misure domiciliari.&lt;br /&gt;E' noto, infatti, come la pena scontata all'esterno degli Istituti penitenziari consenta un più concreto e positivo reinserimento della persona condannata nel contesto sociale, come dimostrano le più basse percentuali di recidiva, rispetto a chi, invece, sconta tutta la condanna in stato detentivo.&lt;br /&gt;Si condividono anche le preoccupazioni espresse e i segnali di allarme lanciati da molti sulle attuali, drammatiche, condizioni degli Istituti penitenziari italiani in cui, a fronte di una capienza di poco più di 44.000 posti, sono “stipate” quasi 70.000 persone.&lt;br /&gt;Gli assistenti sociali, infatti, lavorano nel contesto penitenziario da più di 35 anni, a fianco degli educatori, degli agenti di polizia penitenziaria, degli esperti, dei volontari,  verificano giornalmente come il sovraffollamento, ma anche la problematicità di un contesto che si caratterizza sempre più come mero “contenitore” degli effetti di un disagio sociale ormai debordante, abbiano determinato condizioni di invivibilità tali da non consentire un adeguato rispetto della dignità della persona.&lt;br /&gt;Questo premesso, tuttavia, l'Ordine deve anche considerare e richiamare l'attenzione, di quanti in indirizzo, sulle ricadute che il provvedimento approvato avrà sugli Uepe.&lt;br /&gt;Tutto ciò ribadendo ancora una volta quanto è stato più volte evidenziato sulle condizioni di grande difficoltà e disagio attraversate dal servizio sociale della Giustizia, nel contesto della profonda crisi che sta interessando tutto il sistema della esecuzione penale che si ripercuote, con effetti devastanti, sugli uffici periferici, sempre più privati del livello minimo necessario di risorse.&lt;br /&gt;In questo scenario, il nuovo provvedimento normativo rischia oggi di trasformarsi in un fattore che può da un lato introdurre elementi di ulteriore complessità nell'organizzazione degli Uepe, dall'altro rendere più confuso il senso del mandato istituzionale proprio di tali Uffici.&lt;br /&gt;Per questo motivo l'Ordine, nel giugno 2010, aveva espresso la propria preoccupata valutazione durante l'iter di approvazione dell'attuale legge, rispetto ai cui contenuti (ancorché nella versione del disegno di legge meno negativi per il servizio sociale) si erano richieste modifiche con lo scopo di evitare ricadute negative sul piano dell'operatività degli Uepe ai quali, si ricordava, da sempre è stata destinata una parte del tutto residuale delle risorse dell'Amministrazione penitenziaria.&lt;br /&gt;Si paventava che le nuove misure previste, in assenza di adeguati incrementi delle risorse umane, economiche e strumentali, potessero determinare un ulteriore aggravio che non avrebbe potuto essere sostenuto dagli uffici periferici, se non a rischio della paralisi istituzionale dei servizi e degli operatori che il legislatore del 1975 aveva chiamato a dare applicazione all'articolo 27 della Costituzione.&lt;br /&gt;Tali segnalazioni e preoccupazioni, provenienti da chi rappresenta gli assistenti sociali e ne tutela il mandato professionale e la coerenza di questo con il mandato istituzionale, nel quadro di un obiettivo di rispetto della dignità e dei diritti delle persone detenute, così come dell’efficacia ed efficienza del servizio reso, non sono state evidentemente ritenute meritevoli di alcuna considerazione.&lt;br /&gt;Ciò può essere affermato a fronte non solo di una conferma, nel testo appena entrato in vigore, di tutti i punti di maggiore criticità allora segnalati, ma anche per l'inserimento di elementi ulteriori che vanno ad incidere in modo del tutto negativo sulla qualità e sull'efficacia dell’intervento istituzionale degli Uepe e, ancor più, su quello tecnico-professionale degli assistenti sociali.&lt;br /&gt;In termini generali il provvedimento adottato sembra porsi come prevalente finalità quella di ridurre il sovraffollamento degli istituti penitenziari, in relazione ad una situazione che è ormai al di là di ogni possibilità di garantire un livello minimo di dignità alle persone detenute, così come a chi vi opera.&lt;br /&gt;Va detto, tuttavia, che le modalità previste, così come i requisiti escludenti introdotti in relazione ad un’ampia tipologia di reati, inducono una negativa previsione circa la effettiva efficacia di tale normativa.&lt;br /&gt;Tale considerazione critica si estende anche all’automatismo previsto per la concessione della detenzione domiciliare, in assenza di ipotesi progettuali e di valutazioni che attengano a possibilità e obiettivi di reinserimento sociale della persona in esecuzione pena. Al riguardo, va ricordato che coloro che vi saranno ammessi, pur avendo una condanna (o un residuo pena) di un anno, non hanno prima potuto beneficiare di misure alternative più ampie, essendo privi dei requisiti richiesti per le altre alternative di pena, nella forma di necessari supporti e reti di protezione sociolavorativa e familiare.&lt;br /&gt;Non si sono evidentemente considerate le difficoltà di chi accederà alla detenzione domiciliare, vivendo una condizione di estremo disagio, che non è solo “penale”, andando ad inserirsi in un panorama dei servizi dell'Amministrazione, ma anche degli enti locali e del cosiddetto terzo settore, che si connota per una drastica riduzione di risorse e strumenti di intervento.&lt;br /&gt;Ma l'Ordine degli assistenti sociali non può esimersi dal richiamare l'attenzione dei vertici politici e amministrativi del Ministero della Giustizia sugli aspetti della legge che più evidente, e negativa, ricaduta avranno sul livello organizzativo degli uffici e sugli interventi tecnico-professionali degli assistenti sociali.&lt;br /&gt;Sul piano organizzativo gli aspetti di maggiore criticità derivano dall'aumento del carico di lavoro che, inevitabilmente, ricadrà sugli uffici, con l'introduzione di interventi ai quali, si è stabilito, deve essere data priorità su tutti gli altri. Tale incremento del lavoro va ad inserirsi in una realtà che è già di grave sofferenza, come si rileva da alcuni dati oggettivi: il personale di servizio sociale effettivamente in servizio negli uffici periferici è numericamente inferiore rispetto a quanto previsto dalle piante organiche; dal raffronto fra i dati sul carico medio per assistente sociale, rilevati al 30.06.2006 e al 31.03.2010, emerge che nella quasi totalità delle realtà regionali i carichi di lavoro del 2010 sono di poco inferiori rispetto a quelli del 2006; a ciò si associa la riduzione delle risorse finanziarie e strumentali destinate agli Uepe e una realtà dei territori, in cui tali uffici si collocano, che è sempre meno ricettiva nei confronti dell'esecuzione pena, per il depauperamento delle risorse locali.&lt;br /&gt;Sul piano tecnico-professionale, nel testo normativo si sono introdotti strumenti e procedure che niente hanno a che fare con interventi coerenti con un mandato e una metodologia professionale che, fino a poco tempo fa, erano stati ritenuti come i più adeguati a rispondere a finalità di reinserimento e recupero alla società di quanti si trovavano in espiazione pena, con un vantaggio sia per la persona interessata, sia per la collettività tutta, nell’ottica di un maggiore livello di benessere derivante da maggiore inclusione e coesione sociale.&lt;br /&gt;Appare difficile comprendere i motivi che hanno indotto ad attribuire al personale di servizio sociale un compito, quale l'accertamento dell'idoneità del domicilio, che non necessita di competenze tecnico-professionali specifiche, soprattutto alla luce del fatto che lo strumento a tale scopo elaborato (“scheda per l'accertamento dell’idoneità di domicilio”), richiede una mera rilevazione di dati, compito che potrebbe essere assolto da altri operatori, che già svolgono tali funzioni in altri ambiti.&lt;br /&gt;Non può, inoltre, tacersi il fatto che tale attività meramente “esecutiva”, da eseguirsi in via prioritaria, distoglierà le già scarse risorse degli Uepe da compiti che sono parte integrante del mandato istituzionale, con effetti negativi sui procedimenti di sorveglianza, sull'attività di osservazione e trattamento penitenziario e di sostegno ai detenuti in particolare per il ristabilimento di rapporti familiari, la cui urgenza era stata sottolineata nella nota diramata dal capo del Dipartimento, dr. F. Ionta, appena nel luglio scorso.&lt;br /&gt;Ma ciò che ancor più desta perplessità è che la misura introdotta, per le modalità previste sia nella fase istruttoria, sia nel corso della sua esecuzione, presenta una natura “ibrida”, volendo coniugare aspetti che la qualificano da un lato come un mero strumento di deflazione penitenziaria (l’elevato livello di automatismo e la concessione che si basa sulla sola esistenza di un domicilio e di una disponibilità dei familiari e/o di altri ad accogliere il detenuto), ad altri che sono propri delle misure alternative propriamente intese, in particolare, l'affiancamento di un operatore quale l'assistente sociale, con compiti di sostegno e controllo.&lt;br /&gt;Ma l'assenza di qualsiasi ipotesi progettuale svuota di significato l'intervento dell'assistente sociale, a meno che non lo si voglia “svilire” intendendolo come mero strumento di controllo fiscale.&lt;br /&gt;Con la detenzione domiciliare introdotta dalla legge 199/2010 il legislatore, evidentemente mosso da una primaria e impellente necessità deflativa, senza essere al contempo veramente attento alle condizioni e ai requisiti che sostanziano l'esecuzione penale in senso risocializzante, ha disegnato una misura che, proprio per voler contemperare caratteri e obiettivi incompatibili, perde di efficacia per entrambi gli aspetti.&lt;br /&gt;Alla luce di tali considerazioni, senza voler entrare nel merito di scelte operate a livello politico-legislativo ma con la sola preoccupazione di tutelare e valorizzare il contributo professionale degli assistenti sociali della Giustizia, questo Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali non crede possibile che si voglia e si possa accettare la vanificazione del patrimonio di competenze e di buone pratiche professionali che hanno consentito al servizio sociale di contribuire alla implementazione del dettato costituzionale che sancisce la finalità rieducativa della pena, di arrivare a costituire il perno di un processo di territorializzazione dell’esecuzione penale e di tutela dei principi di inclusione e giustizia sociale, né che si intenda annullare un processo di crescita culturale che vede la pena anche come opportunità di riabilitazione e non solo come espiazione, e richiama la responsabilità educativa, e non solo punitiva, dello Stato.&lt;br /&gt;Nell’augurare serene festività si porgono distinti saluti.&lt;br /&gt;La Presidente&lt;br /&gt;Franca Dente&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1453467997144297983?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1453467997144297983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1453467997144297983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/01/lordine-nazionale-degli-assistenti.html' title='L&apos;Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali Scrive al Ministro Alfano e ai Vertici del DAP sulla recente legge n.199 del 26.11.2010'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-6630739928351058441</id><published>2011-01-03T09:44:00.001Z</published><updated>2011-01-03T09:44:51.899Z</updated><title type='text'>Giustizia: svuota-carceri al via, ma solo un terzo dei papabili ne potrà usufruire</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;di Francesco Grignetti- La Stampa, 31 dicembre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano oltre 69mila, ieri, i detenuti nelle carceri italiane. Un sovraffollamento pazzesco, se si considera che le carceri potrebbero ospitare 44 mila persone e la soglia di tollerabilità massima sarebbe di 65 mila. E per fortuna che in 4 sono usciti dal carcere di Palermo grazie all’ultimissima legge che dovrebbe far rifiatare gli istituti di pena.&lt;br /&gt;Già, perché il 16 dicembre è entrata in vigore una leggina d’iniziativa governativa, ribattezzata spregiativamente “svuota-carceri”, che permetterà a chi deve scontare 12 mesi di pena di passarli ai domiciliari. Ma siccome un domicilio è assolutamente indispensabile, ed anche l’assenso dei familiari ad accogliere il congiunto carcerato, ecco che già si lamenta che “magari fosse uno svuotamento del carcere come qualcuno dice”.Marco Travaglio, ad esempio, sull’onda di certe pulsioni cavalcate da leghisti e dipietristi, ha sostenuto che si tratterebbe di un “indulto mascherato”. Gli ha risposto il sindacato della polizia penitenziaria Osapp con tono rassegnato: “Ci sembra una delle poche soluzioni praticabili”.La stima più realistica è che alla fine saranno tremila, più o meno, i detenuti che potranno andare ai domiciliari. Che nelle carceri italiane si viva malissimo, è un dato di fatto. Aumenta la popolazione carceraria al ritmo di 5.000 persone in più ogni anno.Aumentano in maniera esponenziale le morti: 170 nel corso del 2010. Aumentano i suicidi: 65 i casi registrati quest’anno. L’ultimo a Rebibbia, due giorni fa: un rom di 24 anni si è ucciso impiccandosi; avrebbe terminato la sua pena nel maggio prossimo. E gli avvocati penalisti dell’Unione camere penali, che hanno il polso della situazione di chi vive dietro le sbarre, inorridiscono: “Il rapporto tra chi si uccide tra le persone ristrette in carcere e quelli libere è di 19 a 1.Una percentuale talmente sproporzionata da non essere spiegabile unicamente con la difficile situazione psicologica derivante dalla limitazione della libertà personale. Alcune ricerche indipendenti hanno dimostrato una correlazione fra sovraffollamento e suicidi: in nove istituti dove si registrano almeno due suicidi all’anno, il tasso medio di sovraffollamento è del 176% contro un dato nazionale del 154%; e la frequenza dei suicidi è di 1 caso ogni 415 detenuti, mentre la media nazionale è di 1 su 1090”.La legge che porta la firma del ministro Angelino Alfano dovrebbe dare una boccata d’ossigeno al sistema. In teoria potrebbero accedere ai benefici in 9600, di cui 4500 stranieri. Ma poiché questi ultimi sono proprio quelli che in genere non hanno un domicilio sicuro, né un reddito, e spesso neppure un familiare che se lo prenda in carico, è presumibile che saranno proprio loro, gli stranieri, quelli che passeranno meno facilmente al vaglio dei tribunali di sorveglianza: finirà che i detenuti italiani potranno utilizzare la legge e gli immigrati no, continuando a intasare le celle. E questo è un cronico cruccio del ministro.“Se togliamo dai circa 70 mila detenuti i 24 mila stranieri - spiegava qualche giorno fa, invocando una soluzione europea per le carceri - abbiamo la capienza regolamentare degli istituti. Vuol dire che le carceri italiane sono attrezzate per i detenuti italiani. Il detenuto straniero fa pagare al nostro Paese un costo in termini di sicurezza e di ingolfamento del processo. Almeno vitto e alloggio se lo facciano pagare dal proprio Paese”.E invece no. “È inevitabile - commenta Sandro Favi, responsabile del Pd per le carceri - che finisca così. Il punto è che ci sono alcune leggi, in particolare la Bossi - Fini contro l’immigrazione clandestina, la Fini - Giovanardi con le pene per i tossicodipendenti, e la ex Cirielli sulle recidive, che nell’insieme hanno un plateale effetto sugli indici di carcerazione. Il risultato è che il carcere è pieno solo di povera gente, di tossici, di malati e di stranieri”.&lt;a href="http://s4.shinystat.it/cgi-bin/shinystatv.cgi?USER=ristretti&amp;amp;L=0&amp;amp;TIPO=0&amp;amp;ACTIVE=sm4-0" target="_top"&gt;&lt;/a&gt; &lt;a href="http://s4.shinystat.it/cgi-bin/shinystatv.cgi?USER=logospadova&amp;amp;L=0&amp;amp;TIPO=0&amp;amp;ACTIVE=sm4-0" target="_top"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-6630739928351058441?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6630739928351058441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6630739928351058441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/01/giustizia-svuota-carceri-al-via-ma-solo.html' title='Giustizia: svuota-carceri al via, ma solo un terzo dei papabili ne potrà usufruire'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8040618968347958719</id><published>2011-01-03T09:40:00.000Z</published><updated>2011-01-03T09:41:28.558Z</updated><title type='text'>Riflessione sul Servizio Sociale oggi del Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Importante documento del Consiglio Nazionale in scadenza del mandato.&lt;br /&gt;Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali ha ritenuto utile rendere noto, attraverso il presente documento, il lavoro di riflessione condotto al proprio interno sullo stato attuale della professione in Italia, nella consapevolezza che è un compito specifico contribuire a creare e rafforzare una comunità di pensiero che consenta al servizio sociale di crescere come professione e come disciplina.La lettura e il monitoraggio della realtà del servizio sociale condotta dal Consiglio Nazionale nello svolgimento delle proprie attività istituzionali, anche attraverso le attività delle commissioni consiliari e i loro rapporti con vari interlocutori, ha fatto emergere un quadro della professione dove, accanto a indubbi aspetti di riconoscimento di competenze, di consolidamento di buone prassi operative, anche di vere eccellenze, coesistono molteplici elementi di problematicità.&lt;br /&gt;Allegato:&lt;br /&gt;&lt;a title="apri l'allegato" href="http://www.cnoas.it/_allegati/[454][ARC]Riflessioni_SS_Oggi.pdf" target="_blank"&gt;Riflessioni_SS_Oggi.pdf&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8040618968347958719?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8040618968347958719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8040618968347958719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2011/01/riflessione-sul-servizio-sociale-oggi.html' title='Riflessione sul Servizio Sociale oggi del Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3244915471395703848</id><published>2010-11-28T20:11:00.000Z</published><updated>2010-11-28T20:12:27.110Z</updated><title type='text'>Vietti (Csm); le carceri scoppiano, servono depenalizzazione e misure alternative</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ansa, 28 novembre 2011&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Dall’intervento di Michele Vietti (Vice Presidente Csm) al 30° Congresso dell’Anm: &lt;/em&gt;“Il  nostro Paese ha costruito un impianto penale sostanzialmente ridondante  di fattispecie incriminatorie e ricco di raffinate garanzie  processuali, solo che si consideri lo spropositato numero di magistrati  che si occupano di ogni singolo processo.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;    &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;È del tutto evidente che uno strumento così articolato e costoso non  può servire ad affrontare le molte questioni bagatellari che soffocano  il nostro sistema. Inoltre il carcere, con un sovraffollamento che ha  raggiunto livelli non degni di un paese civile, non può essere l’unica  risposta, anche per i costi economici che esso comporta.&lt;br /&gt;Oltre che  depenalizzare è indispensabile dare rilevanza estintiva alle condotte  riparatorie e pensare a pene alternative. Per quanto riguarda il  versante civile, è indispensabile pensare anche ad una tutela non  giudiziale di alcuni diritti, forse alla eliminazione delle residue  competenze monocratiche in primo grado, alla individuazione di procedure  specifiche per determinate questioni seriali, a meccanismi conciliativi  efficienti in linea con il decreto legislativo sulla mediazione, alla  razionalizzazione ed alla bonifica di alcuni settori del contenzioso  previdenziale. Inoltre, occorre puntare sulla specializzazione, che  favorisce la prevedibilità delle decisioni e realizza economie di scala  nei risultati”.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dall’intervento di Luca Palamara (Presidente Anm) al 30° Congresso dell’Anm: &lt;/em&gt;“La  drammaticità della situazione è evidente. Oggi la popolazione  carceraria è costituita da circa 69.000 detenuti, un terzo dei quali  tossicodipendenti e più di un terzo stranieri. Mai, nella storia della  Repubblica, ce ne sono stati tanti. La capienza dei 206 istituti  italiani è di circa 44.000 posti letto. A ciò si aggiungono le pesanti  carenze di organico degli agenti di polizia penitenziaria.&lt;br /&gt;La  soluzione al continuo aumento del sovraffollamento non può essere solo  la costruzione di nuovi stabilimenti in quanto il carcere deve essere la  extrema ratio.&lt;br /&gt;È necessario introdurre pene alternative, non  limitare l’affidamento in prova che pure ha dato buoni risultati,  mitigare le restrizioni previste per i recidivi al godimento dei  benefici penitenziari.&lt;br /&gt;Il carcere non può essere la risposta a ogni  situazione di devianza marginale e la politica non può mostrarsi  indifferente alle ragioni del disagio sociale e alle cause dei fenomeni  collettivi complessi, quali ad esempio l’immigrazione e le  tossicodipendenze, che hanno aumentato esponenzialmente in questi ultimi  anni il tasso di carcerizzazione.&lt;br /&gt;Oggi prendiamo atto  dell’approvazione in via definitiva, avvenuta il 17 novembre del 2010,  del ddl 2313, c.d. “svuota carceri”, che - si calcola - dovrebbe porre  circa 9.000 detenuti in detenzione domiciliare. Questo provvedimento  sembra aprire la strada al criterio secondo il quale le pene brevi o il  breve residuo finale possono essere espiati fuori del carcere nel senso  auspicato dall’Anm di favorire il superamento della concezione  pancarceraria della pena. Restano, tuttavia, dubbi e perplessità,  anzitutto per la schizofrenia legislativa, evidenziata dalla  contraddizione di un legislatore che, da un lato, criminalizza fatti di  dubbia offensività (v. reato di immigrazione clandestina) e, dall’altro,  sopraffatto dall’emergenza, si preoccupa di svuotare le carceri. In un  secondo momento, occorrerà valutare i riflessi che i conseguenti  adempimenti burocratico - amministrativi determineranno sulla già  disagiata macchina della giustizia”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3244915471395703848?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3244915471395703848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3244915471395703848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/11/vietti-csm-le-carceri-scoppiano-servono.html' title='Vietti (Csm); le carceri scoppiano, servono depenalizzazione e misure alternative'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2466991316163063010</id><published>2010-11-26T06:52:00.001Z</published><updated>2010-11-26T06:54:25.632Z</updated><title type='text'>FP CGIL LOMBARDIA: DECRETO SVUOTA CARCERI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt; Il 19 novembre è stato licenziato definitivamente il Decreto del Ministro Alfano sulla detenzione domiciliare, che vorrebbe riuscire, almeno nelle intenzioni espresse, a contenere il sovraffollamento penitenziario, migliorando la gestione delle carceri attraverso l’assunzione di circa 1800 poliziotti penitenziari.&lt;br /&gt;Pur riconoscendo che questo è il primo atto  concreto assunto da questo governo, dopo tanti annunci, per risolvere il problema dell’invivibilità delle carceri sia per chi ci abita sia per chi ci lavora, ci chiediamo come gli esperti dell’amministrazione penitenziaria  non si siano posti il problema dell'aumento esponenziale dei carichi di lavoro che questo provvedimento avrà su un personale che non avrà alcun incremento, ma piuttosto sta subendo nel tempo una riduzione costante, come gli assistenti sociali, o ha avuto di recente incrementi insufficienti, come gli educatori. Per non parlare della quasi inesistenza di psicologi e delle difficoltà che incontrano gli uffici di Sorveglianza per carenze di personale  e di Magistrati di Sorveglianza.&lt;br /&gt;Certo, l’assunzione di poliziotti penitenziari, peraltro esigua in termini di necessità, come denunciato anche dal coordinatore nazionale Quinti, potrebbe sembrare un primo tamponamento dell’emergenza, ma con un cerotto non si sutura un’emorragia e, soprattutto, non si interviene realmente sul problema.&lt;br /&gt;Se poi si analizza il decreto dal punto di vista dei destinatari del provvedimento, molti sanno che chi potrà fruirne rappresenta una piccola minoranza insufficiente a rendere questo provvedimento significativo rispetto alla riduzione del sovraffollamento. Infatti i detenuti con fine pena sotto l’anno, per la maggior parte sono stranieri o senza fissa dimora, quindi non rientrano nelle fattispecie previste; inoltre i problemi si trasferiranno dal carcere al domicilio, dove i detenuti domiciliari dovranno essere controllati da forze dell’ordine già allo spasimo in termini numerici e di risorse, distogliendole di fatto dall'attività di prevenzione e contrasto alla criminalità.&lt;br /&gt;Liberare le persone in questo modo, senza un automatismo ma anche senza un reale intervento trattamentale,  ci chiediamo a chi serva visto che non costituisce né un servizio alla collettività né la soluzione del problema del sovraffollamento. Ci sembra solo l’ammissione che il carcere  oggi è di fatto invivibile e incivile  perché ha assunto l’aspetto di un semplice contenitore di corpi e non anche di storie personali e collettive, che necessitano di essere riconosciute e comprese anche per prevenire recidive.&lt;br /&gt;Quanto negli anni passati è già più volte successo ci fa invece purtroppo temere che fra qualche tempo, dopo aver caricato uffici ed operatori penitenziari di un lavoro immane ed utile solo in minima parte, si accuseranno quegli stessi operatori di non essere efficaci e si lancerà la solita campagna sulla rieducazione che fallisce, per approvare nuove politiche di restrizione e rigore.&lt;br /&gt;Non si può tacere che questo Decreto grava principalmente sugli UEPE, dove gli assistenti sociali sono già in numero non sufficiente a coprire l’ordinaria amministrazione, rispondendo alle richieste provenienti sia dalla Magistratura che dagli Istituti Penitenziari. Non si è pensato anche al loro incremento numerico sbloccando almeno il turn over e la mobilità esterna da altri enti e servizi della P.A.!&lt;br /&gt;Gli operatori penitenziari sono stufi di provvedimenti che non risolvono niente, che non affrontano i veri problemi e trovano soluzioni che tali non sono. Dobbiamo purtroppo constatare che ancora una volta si è persa l’opportunità di effettuare un serio intervento sul carcere e sui servizi di esecuzione penale territoriale che assicurano la prevenzione e il controllo. Dobbiamo denunciare che non si è dato il via a un intervento che tutelasse la sicurezza come richiesto dai cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano, 25 novembre 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Segretari Reg. FP CGIL&lt;br /&gt;Comparto Ministeri e Sicurezza&lt;br /&gt;Gloria Baraldi – Natale Minchillo&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Coord. Reg. FP CGIL&lt;br /&gt;Polizia Penitenziaria&lt;br /&gt;Calogero Lo Presti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Coord. Reg. FP CGIL DAP Ministeri&lt;br /&gt;Barbara Campagna &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2466991316163063010?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2466991316163063010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2466991316163063010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/11/fp-cgil-lombardia-decreto-svuota.html' title='FP CGIL LOMBARDIA: DECRETO SVUOTA CARCERI'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2960298568891934245</id><published>2010-11-25T07:06:00.002Z</published><updated>2010-11-25T10:06:46.296Z</updated><title type='text'>FP CGIL Piemonte Scrive ad Alfano e ai Vertici dell'Amministrazione Penitenziaria</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Qualche mese fa, quando si dava per imminente il provvedimento deflattivo che ieri si è  concretizzato in legge, il Coordinamento Regionale DAP Ministeri e la FP CGIL Regionale  rivolsero un invito alle Istituzioni e alla politica perché non si consumasse l’ennesima operazione  di facciata che non avrebbe risolto il problema del sovraffollamento e della vivibilità del carcere e  in più avrebbe aggravato la già difficile situazione lavorativa di buona parte degli operatori  penitenziari.  &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Ora non è più tempo di ripetere le considerazioni già espresse in merito alla carenza di tempo e di&lt;br /&gt;risorse che ridurranno il tutto ad un mero ma impegnativo adempimento burocratico che partorirà  un risultato molto modesto. Gli Istituti sono affollati da persone che difficilmente possiedono i  requisiti richiesti dal provvedimento, e infatti per questo non hanno avuto la possibilità di fruire  della detenzione domiciliare o di benefici già previsti dal nostro impianto normativo.  &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;E’ invece il tempo di dire “basta” al perdurare dell’atteggiamento di svalorizzazione che da  troppo tempo ormai viene manifestato, dalla politica e dalla stessa Amministrazione  Penitenziaria, nei confronti degli operatori del Comparto Ministeri  La carenza d’organico affligge le figure professionali di tutto il Comparto: gli educatori vincitori  del concorso a 397 posti indetto nel 2003 non sono stati ancora tutti assunti, nonostante il  fabbisogno delle Aree Educative degli Istituti che renderebbe necessaria anche l’assunzione degli  idonei ; i 22 educatori piemontesi stabilizzati dopo concorso regionale con contratto di lavoro  part-time si vedono negare le risorse per il necessario passaggio a tempo pieno; gli assistenti sociali  non intravedono l’ombra di un concorso; contabili, informatici e amministrativi sono talmente  insufficienti da rendere necessario l’utilizzo della polizia penitenziaria negli uffici.  &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;E la sola risposta della politica quale è? L’assunzione di 1800 poliziotti penitenziari.  &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;E pensare che nell’esecuzione del provvedimento deflattivo le figure professionali più gravate&lt;br /&gt;saranno gli educatori, gli assistenti sociali e il personale amministrativo che loro funge da supporto!&lt;br /&gt;Poteva essere una buona occasione per affermare l’aspetto inscindibile, perché così lo vuole la  Costituzione, tra la funzione securitaria e quella rieducativa della pena, e nel momento di  emergenza dare un segno d’attenzione alle diverse anime del personale. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Così non è stato, come sempre. &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Come sempre, quando si parla di sovraffollamento, di invivibilità del carcere, di morti e suicidi , il  rimedio si configura solo come l’incremento della polizia penitenziaria.&lt;br /&gt;E’ superfluo ribadire il ruolo prezioso svolto da tale personale nelle diverse fasi dell’esecuzione  della pena: ma perché ignorare o sminuire quello svolto dalle altre figure che, fin dal 1975,  l’ordinamento penitenziario ha indicato come altrettanto indispensabili?&lt;br /&gt;La stessa Amministrazione Penitenziaria effettua, anche nelle occasioni pubbliche, una sistematica  rimozione nei confronti del Comparto Ministeri.&lt;br /&gt;In più, si è avuto conferma di un progetto che porterà ad una più accentuata militarizzazione del  carcere, e che prevede il passaggio degli operatori del Comparto Ministeri dell’Amministrazione  Penitenziaria all’Amministrazione Giudiziaria: da sempre figli di un dio minore, questi  lavoratori saranno alla fine completamente ripudiati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Noi non ci stiamo. Riteniamo sia giunto il momento di contrastare l’atavica tendenza al sacrificio,  alla sopportazione, all’”arrangiarsi”, all’ elemosinare anche le risorse strumentali per svolgere il  lavoro, il tutto nella convinzione di dover rinunciare alle giuste rivendicazioni pur di non nuocere  alla popolazione detenuta.&lt;br /&gt;In realtà proprio per poter esplicare al meglio la nostra professionalità e rendere un migliore  servizio alla nostra utenza, abbiamo il dovere, prima che il diritto, di esigere maggiore attenzione  da chi ha responsabilità politiche e istituzionali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify" align="justify"&gt;Per questo chiediamo che tra i destinatari degli interventi atti a contrastare l’emergenza  delle carceri venga ricompreso, nella sua specificità, anche il Comparto Ministeri, a  cominciare dai necessari provvedimenti di assunzione. Nel perseguimento di questo obiettivo  riteniamo che debba essere considerato ogni strumento di lotta e rivendicazione, compresa,  per iniziare, la proclamazione dello stato di agitazione a livello nazionale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2960298568891934245?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2960298568891934245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2960298568891934245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/11/fp-cgil-piemonte-scrive-ad-alfano-e-ai.html' title='FP CGIL Piemonte Scrive ad Alfano e ai Vertici dell&apos;Amministrazione Penitenziaria'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8537985269125389976</id><published>2010-11-25T07:05:00.006Z</published><updated>2010-11-25T10:00:48.067Z</updated><title type='text'>'DDL Alfano svuotacarceri' avrà solo un effetto tampone ci vuole un progetto complessivo e lungimirante - Comunicato stampa di Antonio Crispi FPCGIL</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lo scorso 18 novembre si è concluso, con l'approvazione nell'aula del senato, l'iter del ddl sulla detenzione domiciliare per le pene inferiori ad un anno, la cosiddetta "legge svuota carceri" che mira a ridurre la popolazione carceraria di circa 9000 unità, secondo i dati del dap .&lt;br /&gt;Un numero insufficiente visto che nelle carceri italiane sono presenti circa 68.400 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 44.000 unità, e visto che la popolazione carceraria, purtroppo, è in costante ascesa. Il provvedimento, benché rappresenti un segnale di attenzione alla problematica della "emergenza carceri", a nostro avviso ha una debole azione deflativa ed assume al momento un effetto tampone non risolutivo.Manca una progettualità più complessiva e lungimirante che comprenda ed intervenga su tutto il sistema dell'esecuzione penale nei suoi aspetti legislativi, organizzativi e strutturali. Le azioni previste nell'impianto normativo del provvedimento graveranno fortemente sui lavoratori penitenziari già provati da gravi ed endemiche carenze di organico e carichi di lavoro insostenibili. I forti tagli delle risorse, la riduzione delle piante organiche, il blocco delle assunzioni, operate dai vari provvedimenti di governo non hanno risparmiato un così delicato e peculiare settore già da tempo vicino al collasso.Occorrono urgentemente interventi seri e mirati o la situazione carceraria non subira' sensibili miglioramenti rimanendo in uno stato di permanente "emergenza", con una condizione ancor più drammatica per i ristretti e mortificante ed insostenibile per i lavoratori&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8537985269125389976?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8537985269125389976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8537985269125389976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/11/ddl-alfano-svuotacarceri-avra-solo-un.html' title='&apos;DDL Alfano svuotacarceri&apos; avrà solo un effetto tampone ci vuole un progetto complessivo e lungimirante - Comunicato stampa di Antonio Crispi FPCGIL'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7520849139954465384</id><published>2010-11-21T21:14:00.001Z</published><updated>2010-11-21T21:17:40.219Z</updated><title type='text'>FEDERAZIONE CONFSAL--UNSA scrive al Direttore Generale del Personale e della Formazione Dipartimento della Giustizia Minorile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al Dr. Luigi DI MAURO&lt;br /&gt;Con delibera n.74 del 24.10.2009 il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali ha approvato il “Regolamento per la formazione professionale continua”, che prescrive a tali lavoratori l’obbligo di mantenere ed aggiornare la propriapreparazione partecipando ad attività formative.&lt;br /&gt;Il sistema di formazione continua prevede un periodo di sperimentazione pari a tre anni e più specificatamente dal 2010 al 2012.&lt;br /&gt;La scrivente O.S., anche al fine di non far gravare economicamente sul personale in servizio l’onere del citato adempimento, ha fortemente voluto, ottenendo l’assenso della parte pubblica, l’inserimento nel C.C.N.I. del 29.7.2010 (art.12 punto 9) di una specifica previsione per la quale i Dipartimenti del Ministero della Giustizia si impegnano ad assicurare la formazione continua obbligatoria disposta dagli Ordini Professionali.&lt;br /&gt;Per quanto sopra richiamato, si chiede alla S.V. di avviare le procedure atte a garantire al personale interessato l’adempimento per quanto prescritto dal proprio Ordine.&lt;br /&gt;Ad ogni buon fine si allega il documento predisposto dal CNOAS contenente le linee guida operative e le norme di attuazione e di coordinamento.&lt;br /&gt;Nella certezza che quanto richiesto sarà oggetto di pronta attenzione, si porgono distinti saluti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7520849139954465384?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7520849139954465384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7520849139954465384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/11/direttore-generale-del-personale-e.html' title='FEDERAZIONE CONFSAL--UNSA scrive al Direttore Generale del Personale e della Formazione Dipartimento della Giustizia Minorile'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-8426711063248672282</id><published>2010-11-21T21:12:00.001Z</published><updated>2010-11-21T21:14:21.173Z</updated><title type='text'>FEDERAZIONE CONFSAL--UNSA scrive al Direttore Generale Istituto Superiore di Studi Penitenziari</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con delibera n.74 del 24.10.2009 il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali ha approvato il “Regolamento per la formazione professionale continua”, che prescrive a tali lavoratori l’obbligo di mantenere ed aggiornare la propria preparazione partecipando ad attività formative.&lt;br /&gt;Il sistema di formazione continua prevede un periodo di sperimentazione pari a tre anni e più specificatamente dal 2010 al 2012.&lt;br /&gt;La scrivente O.S., anche al fine di non far gravare economicamente sul personale in servizio l’onere del citato adempimento, ha fortemente voluto, ottenendo l’assenso della parte pubblica, l’inserimento nel C.C.N.I. del 29.7.2010 (art.12 punto 9) di una specifica previsione per la quale i Dipartimenti del Ministero della Giustizia si impegnano ad assicurare la formazione continua obbligatoria disposta dagli Ordini Professionali.&lt;br /&gt;Per quanto sopra richiamato, si chiede alla S.V. di avviare le procedure atte a garantire al personale interessato l’adempimento per quanto prescritto dal proprio Ordine.&lt;br /&gt;Ad ogni buon fine si allega il documento predisposto dal CNOAS contenente le linee guida operative e le norme di attuazione e di coordinamento.&lt;br /&gt;Nella certezza che quanto richiesto sarà oggetto di pronta attenzione, si porgono distinti saluti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-8426711063248672282?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8426711063248672282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/8426711063248672282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/11/federazione-confsal-unsa-scrive-al.html' title='FEDERAZIONE CONFSAL--UNSA scrive al Direttore Generale Istituto Superiore di Studi Penitenziari'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2661977084997955318</id><published>2010-11-21T21:07:00.000Z</published><updated>2010-11-21T21:10:04.891Z</updated><title type='text'>NOTA del CONSIGLIO NAZIONALE dell’ORDINE ASSISTENTI SOCIALI CONFERENZA SULLA FAMIGLIA – MILANO, 8 NOVEMBRE 2010</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Onorevole Giovanardi,&lt;br /&gt;Il Consiglio Nazionale dell’Ordine Assistenti sociali non ha ritenuto opportuno intervenire nella recente battaglia mediatica che ha visto coinvolta la figura del Premier relativamente alla questione dell’affido, non volendo essere soggetto di strumentazioni ideologiche un Ordine che ha per mandato costituzionale quello di garantire i diritti sociali di tutta la popolazione, nessuno escluso. E’ tuttavia necessario prospettare oggi, all’interno della Conferenza per la Famiglia che Lei ha ritenuto di dover inaugurare, il nostro forte disagio nei confronti dell’azione di Governo su questo settore, nonché sulla banalizzazione da parte di suoi esponenti di temi di tale delicatezza.&lt;br /&gt;Il Piano nazionale per l’Infanzia e adolescenza, atteso dal 2004, stenta a decollare come lei sa bene e in ogni caso non prevede investimenti economici. Il Fondo sociale è stato tagliato per le ben note esigenze della Manovra proprio nel capitolo sulle Politiche per la Famiglia e si profila un ulteriore taglio nella prossima Finanziaria. Non è accettabile Signor Sottosegretario. La Famiglia non si sostiene con uno spot emozionale della Presidenza del Consiglio. E’ bene ammettere oggi con franchezza che la famiglia è stata lasciata sola nel nostro Paese, è un’ istituzione in profonda crisi che sta implodendo. A subirne le immediate conseguenze sono i minori, oltre che le persone anziane e diversamente abili che trovano proprio nella famiglia il primo, e spesso l’unico, supporto concreto ai propri bisogni speciali, in uno stato di welfare che arretra. Che senso ha dunque inaugurare oggi una Conferenza per la Famiglia, se appare chiaro che non si intende investire su questa istituzione?&lt;br /&gt;Occorre riportare la famiglia, come previsto dalla Costituzione, al centro dell'agenda sociale e politica del Paese. Il sostegno e la promozione della famiglia sono infatti oggi priorità anche di fronte alla crisi economica e alla sfida di un nuovo modello di welfare, situazioni che segnano sia il contesto nazionale che lo scenario europeo ed internazionale. Occorre uscire dalla cultura del dono, della beneficienza, diversamente da quanto alcuni esponenti del Governo affermano. Occorre fornire alla famiglia strumenti di sostegno e di crescita con adeguate risorse economiche. E occorre misura, anche nelle parole. Lo stesso delicatissimo strumento dell’affido, forse involontariamente disatteso nella ultima vicenda dal Premier, non può tuttavia essere percepito dall’opinione pubblica come una barriera facilmente aggirabile anziché come un istituto di tutela dei minori in sofferenza.&lt;br /&gt;E’ necessario, On. Giovanardi, riportare dignità al dibattito, non banalizzare l’apporto professionale di chi, come gli Assistenti sociali, rimane quotidianamente alle prese con un disagio sociale in crescita, lavorando in condizioni di precariato e di depauperazione dei servizi, rappresentando spesso l’ultimo baluardo al degrado, nel silenzio delle istituzioni. E’ necessario, doveroso, urgente, individuare strumenti legislativi, finanziari, strategici che restituiscano alla famiglia il ruolo di primo luogo di custodia e rispetto della dignità della persona.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2661977084997955318?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2661977084997955318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2661977084997955318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/11/nota-del-consiglio-nazionale-dellordine.html' title='NOTA del CONSIGLIO NAZIONALE dell’ORDINE ASSISTENTI SOCIALI CONFERENZA SULLA FAMIGLIA – MILANO, 8 NOVEMBRE 2010'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-6589423365657969375</id><published>2010-11-17T14:55:00.002Z</published><updated>2010-11-17T14:58:00.654Z</updated><title type='text'>Antonio Crispi,  Fp-Cgil; Si vuole tornare alla militarizzazione delle carceri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il sottosegretario Caliendo ha confermato pubblicamente che esiste un regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia che vuole accorpare il personale dei tre Dipartimenti sotto l'egida dell'Organizzazione Giudiziaria.&lt;br /&gt;Ciò comporterebbe lo smantellamento del Dipartimento della Giustizia Minorile e la gestione separata del personale del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria tra polizia penitenziaria e personale del comparto Ministeri, con la conseguente perdita della specificità di questi due delicati settori.&lt;br /&gt;Ciò significherebbe una grave retrocessione nel campo della rieducazione e del trattamento carcerario per i minori e per gli adulti. Significherebbe una gravissima scelta politica che tende ad identificare il carcere con la parte meramente repressiva senza tener conto del valore più importante, scritto nella Costituzione, del trattamento mirato al reinserimento del detenuto nella società.&lt;br /&gt;Come FPCGIL ci opporremo al tentativo di una nuova militarizzazione del carcere che tanto abbiamo combattuto in passato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-6589423365657969375?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6589423365657969375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/6589423365657969375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/11/antonio-crispi-fp-cgil-si-vuole-tornare.html' title='Antonio Crispi,  Fp-Cgil; Si vuole tornare alla militarizzazione delle carceri'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3066740289531182341</id><published>2010-11-07T22:14:00.003Z</published><updated>2010-11-07T22:19:49.300Z</updated><title type='text'>FP CGIL  SCRIVE AI VERTICI DEL DAP SULLA  GRAVE SITUAZIONE DEL UEPE DI CATANIA</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em class="userFormat2"&gt;Al Capo del DAP&lt;br /&gt;Pres. F. Ionta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai Vice Capo del DAP&lt;br /&gt;Dott. E. di Somma&lt;br /&gt;Cons. S. Consolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale&lt;br /&gt;del Personale e della Formazione&lt;br /&gt;Dott. R. Turrini Vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Direttore Generale&lt;br /&gt;dell'Esecuzione Penale Esterna&lt;br /&gt;D.ssa L. Culla&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e, per conoscenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Provveditore DAP&lt;br /&gt;Regione Sicilia&lt;br /&gt;Dott. O.Faramo&lt;br /&gt;PALERMO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle Segreterie Regionale e Provinciale FpCGIL&lt;br /&gt;CATANIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai Delegati ed eletti &lt;acronym title="Rappresentanze Sindacali Unitarie" lang="IT"&gt;RSU&lt;/acronym&gt; FpCGIL dell'UEPE di&lt;br /&gt;CATANIA&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="userFormat3"&gt;Oggetto: problematiche UEPE di Catania&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Questa  O.S. intende porre all'attenzione di codesta amministrazione la  difficile situazione in cui versa l'UEPE di Catania, una situazione che  evidenzia serie criticità e problematicità operative, organizzative e  professionali già più volte e da tempo rappresentate dalle &lt;abbr title="Organizzazioni Sindacali" lang="IT"&gt;OO.SS.&lt;/abbr&gt; territoriali e dalle &lt;acronym title="Rappresentanze Sindacali Unitarie" lang="IT"&gt;RSU&lt;/acronym&gt;  dell'Ufficio ai vertici locali e centrali del DAP senza però,  nonostante qualche timido intervento, in particolar modo da parte del  PRAP di Palermo, riuscire nella soluzione della problematica.&lt;br /&gt;Recenti  informazioni rappresentano il costante aggravarsi della situazione  dell'UEPE di Catania dove l'operatività quotidiana si esplica in un  clima divenuto nel tempo particolarmente gravoso che sta inficiando i  rapporti interpersonali tra gli stessi lavoratori e svilendo il loro  impegno professionale.&lt;br /&gt;Tale situazione sembra riconducibile ad una  modalità organizzativa e gestionale non certo ortodossa da parte della  Dirigente; una modalità che si evidenzia e si esplica costantemente nei  processi di comunicazione, compromessi da evidenti "difficoltà"  all'ascolto e al confronto con il personale provato professionalmente e  psicologicamente da comportamenti, a nostro parere, "vessatori", nonché  nelle palesi violazioni alle normali regole che disciplinano il rapporto  di lavoro e le normali relazioni sindacali.&lt;br /&gt;Costanti, infatti,  risultano gli interventi della Dirigente che disattendono le norme  contrattuali, che violano i diritti acquisiti e che sviliscono l'operato  dei lavoratori sempre più mortificati nella loro dignità professionale e  personale. Una situazione che i lavoratori denunciano non più  sostenibile .&lt;br /&gt;La FpCgil conferma il sostegno ai lavoratori dell'UEPE  in questione e chiede ai vertici del DAP un urgente intervento  finalizzato a dirimere la problematica evidenziata comunicando che  saranno intraprese tutte quelle iniziative di prerogativa sindacale atte  a tutelare e a sostenere i lavoratori e i loro diritti.&lt;br /&gt;Si resta in attesa di sollecito urgente riscontro e si porgono cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong class="userFormat1"&gt;La Coordinatrice Nazionale DAP&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lina Lamonica&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3066740289531182341?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3066740289531182341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3066740289531182341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/11/fp-cgil-scrive-ai-vertici-del-dap-sulla.html' title='FP CGIL  SCRIVE AI VERTICI DEL DAP SULLA  GRAVE SITUAZIONE DEL UEPE DI CATANIA'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3279944846818236941</id><published>2010-10-19T21:07:00.000Z</published><updated>2010-10-19T21:08:01.233Z</updated><title type='text'>ddl su pene domiciliari e su le detenute madri nelle “secche” del Parlamento</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;        &lt;strong&gt;Asca, 19 ottobre 2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione Giustizia  del Senato, impegnata oggi nel seguito del confronto sul ddl relativo al  Lodo Alfano costituzionale, ha in programma per domani il seguito  dell’esame del ddl 2313 che prevede l’esecuzione presso il domicilio dei  residui di pena non superiori ad un anno. Più volte il Sottosegretario  alla Giustizia, Giacomo Caliendo è intervenuto nel dibattito per  ribadire l’urgenza di queste misure come soluzione ponte per attenuare  il sovraffollamento delle carceri. Ma le riserve espresse  sull’articolato dai senatori di opposizione e l’orientamento espresso  anche dalla Lega Nord a presentare ulteriori ritocchi ha bloccato la  richiesta di riassegnazione del testo in sede deliberante. Ora, quindi,  dovranno essere valutati gli ulteriori emendamenti puntando a concludere  in tempi stretti l’iter referente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Detenute madri: oggi il termine per gli emendamenti &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scade  oggi il termine fissato in Commissione Giustizia alla Camera per la  presentazione di emendamenti al controverso testo unificato contenente  norme per la tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori. Un  nuovo schema base è stato presentato dal relatore la scorsa settimana  per cercare di risolvere le numerose riserve espresse da vari deputati,  anche di maggioranza, sullo schema normativo e per giovedì è fissato il  seguito dell’esame in sede referente.     &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3279944846818236941?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3279944846818236941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3279944846818236941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/ddl-su-pene-domiciliari-e-su-le.html' title='ddl su pene domiciliari e su le detenute madri nelle “secche” del Parlamento'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2672996708764318641</id><published>2010-10-19T06:16:00.004Z</published><updated>2010-10-19T06:19:38.626Z</updated><title type='text'>IL CNOAS SRIVE AL MINISTRO ALFANO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Roma, 30 settembre 2010&lt;br /&gt;Prot. n. 2530/2010&lt;br /&gt;Al Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;On. Angelino Alfano&lt;br /&gt;E, p.c. Sottosegretari di Stato&lt;br /&gt;Sen. Elisabetta Alberti Casellati&lt;br /&gt;Sen. Giacomo Caliendo&lt;br /&gt;Capo Dipartimento Giustizia Minorile&lt;br /&gt;Dott. Bruno Brattoli&lt;br /&gt;LORO SEDI&lt;br /&gt;OGGETTO: Riorganizzazione Dipartimento Giustizia Minorile.&lt;br /&gt;Illustre Signor Ministro,&lt;br /&gt;questo Consiglio Nazionale, in merito al progetto di riordino dell’apparato  amministrativo del Ministero della Giustizia, esprime forte preoccupazione per il rinnovarsi della  proposta di riorganizzazione del Dipartimento per la Giustizia Minorile, orientata a depotenziarne  l’autonomia e la specializzazione.&lt;br /&gt;I servizi della Giustizia Minorile sono stati e rappresentano tutt’oggi un presidio  specializzato nel territorio per promuovere la cultura delle legalità e della sicurezza.&lt;br /&gt;L’elevata professionalità degli interventi educativi con i minori dipende in forte  misura dall’attuale autonomia dei Centri Giustizia Minorile nell’organizzare e gestire le risorse  umane e finanziarie, co-progettando gli interventi per i minori con le regioni, gli enti locali, il  terzo settore ed il volontariato organizzato.&lt;br /&gt;Auspichiamo quindi che non venga dato corso a progetti di riordino del Ministero,  semplicemente finalizzati ad una apparente contrazione delle spese, che possano in alcun modo  ledere l’autonomia dell’amministrazione della giustizia minorile e la qualità della sua attività, per  come si è progressivamente realizzata nel corso degli ultimi 60 anni.&lt;br /&gt;Pertanto chiediamo un incontro presso il Suo Dicastero, al fine di contribuire ad  un’attenta valutazione del contesto organizzativo della Giustizia Minorile capace di contenere,  pur razionalizzando le spese, istanze di qualità della risposta penale minorile.&lt;br /&gt;In attesa di un cenno di riscontro a questa nostra richiesta, inviamo i nostri  migliori saluti.&lt;br /&gt;La Presidente&lt;br /&gt;Franca Dente&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2672996708764318641?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2672996708764318641'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2672996708764318641'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/il-cnoas-srive-al-ministro-alfano.html' title='IL CNOAS SRIVE AL MINISTRO ALFANO'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-7515376663497430837</id><published>2010-10-19T05:04:00.000Z</published><updated>2010-10-19T05:05:40.336Z</updated><title type='text'>il Senato rinvia ancora l’esame del ddl sulle pene domiciliari</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;        &lt;strong&gt;Asca&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo lo stop alla  richiesta di assegnazione in sede deliberante per le riserve dei gruppi  di opposizione e la richiesta di ulteriori emendamenti fatta anche dalla  Lega Nord, è ancora in lista di attesa in Commissione Giustizia il ddl  2313 che prevede l’esecuzione presso il domicilio dei residui di pena  non superiori ad un anno.    Più volte il Sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo è  intervenuto nel dibattito per ribadire l’urgenza di queste misure come  soluzione ponte per attenuare il sovraffollamento delle carceri. Ma in  questa settimana il provvedimento non è stato ulteriormente discusso e  la prevista approvazione di modifiche all’articolato renderà necessario  un riesame alla Camera che aveva approvato il ddl anche con il sì dei  deputati di opposizione.    &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-7515376663497430837?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7515376663497430837'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/7515376663497430837'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/il-senato-rinvia-ancora-lesame-del-ddl.html' title='il Senato rinvia ancora l’esame del ddl sulle pene domiciliari'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-5589776608259214540</id><published>2010-10-19T04:44:00.000Z</published><updated>2010-10-19T04:45:05.813Z</updated><title type='text'>Sbarre e miliardi: il metodo dell’emergenza e l’ombra della “cricca” sul business</title><content type='html'>&lt;p class="fleft w620 f14 lh14 nero grazie bold"&gt; I lavori per i nuovi penitenziari affidati con procedure riservate. Il ruolo del commissario Franco Ionta&lt;/p&gt;&lt;div class="w300 fleft"&gt;&lt;img src="http://www.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2010/10/cella_interna.jpg" class="fleft" style="margin: 0pt 20px 10px 0pt;" /&gt;&lt;/div&gt;L’ennesima  emergenza italiana si chiama carceri. E come per ogni emergenza, viene  nominato un Commissario con poteri straordinari per aggirare le troppo  farraginose leggi dello Stato che fanno perdere tempo a chi deve andar  di corsa. Si può riassumere così l’ordinanza del presidente del  consiglio dei ministri che attribuisce al capo del Dap (Dipartimento  amministrazione penitenziaria) Franco Ionta la nomina di commissario  delegato – cioè straordinario – per l’edilizia carceraria con tutti i  poteri che ne conseguono che lo trasformano di fatto nel Bertolaso delle  carceri. Per dirla con Berlusconi secondo il “modello Abruzzo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Una nomina che pone una questione non secondaria, rappresentata dal  doppio   ruolo di Ionta di commissario straordinario per l’edilizia e  capo dell’amministrazione penitenziaria. Come Bertolaso alla Protezione  civile, Ionta può avvalersi, in deroga alle norme, anche di consulenti  esterni, e può decidere la segretazione delle procedure di affidamento  dei contratti pubblici. Le procedure saranno così semplificate e, sotto  la responsabilità del presidente del Consiglio, la documentazione  relativa agli appalti potrà essere classificata come “riservatissima”.  Esattamente come si legge nella bozza di piano carceri “si presenta  idoneo a selezionare gli operatori economici interessati agli appalti e a  proteggere la documentazione relativa”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attività di indirizzo  e controllo, cui spetta l’approvazione del piano e l’attività di  vigilanza sull’attività d’azione   del commissario delegato, è svolta da  un comitato presieduto dal ministro della giustizia composto dal  ministro delle infrastrutture e dal capo della protezione civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E le risorse? Proverranno dai fondi previsti dal decreto anticrisi, 600  milioni di euro, per ora solo promessi, dai finanziamenti derivanti dai  capitoli di bilancio ordinari del Dap e della cassa delle ammende. E  dal finanziamento dei privati, aggiunge il ministro Alfano. Privati che  potranno concorrere “con strumenti contrattuali innovativi come per  esempio il project financing”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di innovativo in verità il  project financing ha ben poco visto che si conoscono bene i danni  prodotti dal mettere in secondo ordine la trasparenza del procedimento e  l’affidabilità delle imprese rileva-tesi spesso in stretto legame –  diretto o indiretto – con la criminalità organizzata. Tra i poteri  straordinari di Ionta oltre alla riduzione dei tempi per i ricorsi e  l’impossibilità che le gare vengano bloccate in fase di contenzioso  anche quello – in deroga a diverse normative – di poter fare i progetti,  individuare le ditte, affidare i lavori, contattare i presidenti delle  regioni e sentire i sindaci delle aree interessate alle nuove opere, e  molto altro. C’è da ricordare che tra le imprese   che si sono già  aggiudicate l’appalto per la costruzione degli istituti di pena in  Sardegna ve ne sono alcune che hanno ottenuto appalti attraverso gare  informali finite al centro dell’inchiesta del G8 della  Maddalena. Come  la ditta Anemone per il carcere di Sassari. È forse per questo che alla  luce dei risultati prodotti dall’emergenza post-terremoto e non solo il  ministro Alfano ha messo un suo uomo di fiducia a guardia del “pollaio”  viste le volpi in circolazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;em&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/em&gt; del 17 ottobre 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-5589776608259214540?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5589776608259214540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/5589776608259214540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/sbarre-e-miliardi-il-metodo.html' title='Sbarre e miliardi: il metodo dell’emergenza e l’ombra della “cricca” sul business'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3402630871887619553</id><published>2010-10-15T05:16:00.002Z</published><updated>2010-10-15T05:21:49.559Z</updated><title type='text'>SIDIPE- RIPRENDERE IL PROCESSO DI RIFORMA DEL SISTEMA PENITENZIARIO PER USCIRE DALLA CRISI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Dopo la legge di riforma 154/2005 della Dirigenza Penitenziaria, non si sono più registrati gli attesi segnali di innovazione e cambiamento ed il DAP si è inspiegabilmente bloccato, mostrando incapacità ad assecondare la volontà parlamentare, impedendosi nei fatti che l’organizzazione penitenziaria potesse avvalersi, utilmente, di un Corpo di Dirigenti Penitenziari che avevano il legittimo diritto di pretendere un incarico definito e perfezionato, per essere concretamente impiegati, dalla periferia al centro, nelle corrispondenti posizioni di responsabilità.&lt;br /&gt;La mancata stipula del primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Dirigenza Penitenziaria ha aggravato, ulteriormente, la situazione di paralisi, benché esso potesse rappresentare lo strumento più flessibile ed idoneo per incardinare, all’interno del complesso sistema dell’esecuzione penale, nel rispetto di regole prestabilite, ed in termini di maggiore efficacia ed efficienza, tutta la Dirigenza di diritto pubblico, la quale invocava semplicemente il rispetto della legge 154/2005 e del D.lgs. n. 63/2006.&lt;br /&gt;In perfetto anticipo avevamo rappresentato come fosse necessario intervenire subito sull’organizzazione e sulle strutture penitenziarie, di come la situazione rischiasse a breve di esplodere, di come non ci si dovesse illudere sugli effetti fatui dell’indulto il quale, in sostanza, aveva soltanto differito di un breve periodo la manifesta criticità di un sistema che abbisognava di una solerte rimanutenzione e reingegnerizzazione. A tanto si aggiungeva anche la constatazione di come il predetto sistema, da troppo tempo, mostrasse di essere ostaggio di boutade giustizialiste, dove le farfugliate pretese del sommo rigore e della certezza della pene non erano, però, mai accompagnate dai contemporanei ed effettivi conferimenti di risorse umane e finanziarie; dove poco e nulla si era fatto ed innovato sul piano legislativo, in materia di misure alternative alla pena, soprattutto in tema di tossicodipendenza, al fine di preferire, ai “percorsi carcerari”, le più confacenti “comunità terapeutiche”, idem per una effettiva implementazione degli uffici dell’esecuzione penale esterna, dove non si rilevava da parte del DAP una convinta azione di persuasion sul legislatore, affinché si sostenesse l’utilità di novare con provvedimenti tempestivi e dissuadenti, di natura però amministrativa, il catalogo delle sanzioni che non poteva continuare ad essere essenzialmente di natura penale.&lt;br /&gt;Insomma, non si assisteva al necessario responsabile tentativo di invitare la Politica a calibrare meglio, e ragionevolmente, la reazione dello Stato il quale avrebbe potuto, e può ancora, prevedere un ventaglio di rimedi che non deve incardinarsi, esclusivamente, sulla onerosa e tradizionale soluzione carceraria.&lt;br /&gt;Purtroppo non siamo stati ascoltati, al contrario, ci siamo trovati, soli, nella paradossale situazione di dover dare coraggio alle persone detenute ed agli operatori penitenziari, in particolare a quelli del Corpo di Polizia, sempre più sottonumero, sfruttato, oggettivamente umiliato perchè costretto, nei fatti, a rinunciare alla funzione “nobile” del lavoro carcerario, quella che fa la sicurezza duratura attraverso l’osservazione, il trattamento ed il recupero del condannato, il che non significa automatica “libertà”.&lt;br /&gt;Ebbene è opportuno tornare a ribadire che noi, Direttori Penitenziari d’Istituto e degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna non vogliamo essere complici di un tradimento costituzionale e di una sciagura nazionale, pur rimanendo fermi, per senso di responsabilità, ai nostri posti.&lt;br /&gt;Per questo facciamo appello ai tutti i rappresentanti del potere legislativo ed al Governo perché si inverta la marcia e si avvii una vera urgentissima stagione di riforme, capace per un verso di coinvolgere e motivare tutte le componenti professionali penitenziarie, riconoscendo la possibilità di traguardi di carriera oggi francamente assenti, al fine di rafforzare una dignità di funzione altrimenti umiliata, in quanto non si è voluto distinguere il difficile lavoro penitenziario dagli altri, riconoscendone la peculiarità nella vasta area della “Sicurezza”.&lt;br /&gt;Esigiamo, inoltre, che si disegni realmente un progetto strategico per il sistema penitenziario e si provveda, nel frattempo, a riempire i vistosi vuoti di organico la cui persistenza renderebbe ogni proposta di miglioramento e cambiamento falsa ed ipocrita.&lt;br /&gt;Limitarsi a pensare ad una “Giustizia Giusta”, trattando le problematiche penitenziarie come ammennicoli della “Questione Giustizia”, non solo mostrerebbe cecità politica ma anche di-suma-&lt;br /&gt;ni-tà.&lt;br /&gt;Il Governo, 13 gennaio scorso, ha proclamato LO STATO EMERGENZIALE DELLE CARCERI,  si sia perciò coerenti: Le situazioni straordinarie richiedono, per essere affrontate e risolte, risposte altrettanto straordinarie, e non solo nel senso “edilizio” ma, soprattutto, di tipo organizzativo.&lt;br /&gt;La previsione urgente delle necessarie assunzioni di poliziotti penitenziari, di funzionari del Corpo, di Educatori ed Assistenti Sociali, di Collaboratori Amm.vo Contabili, di Psicologi, di Esperti Informatici, di quadri amministrativi e tecnici, nonché di Dirigenti Penitenziari dovrebbe essere di tutta evidenza, così come va riconsiderata la progressione di carriera premiando, in modo VISIBILE, l’esperienza professionale maturata sul campo.&lt;br /&gt;La previsione della costituzione di un ruolo dirigenziale speciale sia per i funzionari apicali ministeriali che per quelli della polizia penitenziaria, non costituirebbe uno scandalo, a fronte dell’obiettiva criticità che si vive nelle carceri, premiando il sacrificio e l’impegno profusi in prima linea dai tanti educatori, assistenti sociali, ragionieri, commissari di polizia penitenziaria, etc., ancorché privi del diploma di laurea.&lt;br /&gt;Nelle carceri “Si è quello che fai e non quello che affermi di essere…”, i paraventi e le fictio non sono credibili.&lt;br /&gt;Infine, ma non per importanza, occorrerà pervenire alla rapida definizione di strumenti normativi finalizzati ad applicare, con semplici automatismi, le misure alternative alla detenzione ad una platea più vasta di destinatari, temperando il limite della recidiva ove si tratti, soprattutto, di persone detenute tossicodipendenti.&lt;br /&gt;Siamo convinti che i costi economici delle misure che suggeriamo risulteranno sensibilmente minori rispetto a quelli che altrimenti dovranno essere affrontati, in termini di rischi, non più teorici, di implosione-esplosione del sistema penitenziario, ai quali si aggiungeranno gli ulteriori che fanno capo ai tradizionali apparati di sicurezza: in caso contrario, dovremo soltanto confidare nella manzoniana Divina Provvidenza.&lt;br /&gt;Enrico SBRIGLIA&lt;br /&gt;Segretario Nazionale&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-3402630871887619553?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3402630871887619553'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/3402630871887619553'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/sidipe-riprendere-il-processo-di.html' title='SIDIPE- RIPRENDERE IL PROCESSO DI RIFORMA DEL SISTEMA PENITENZIARIO PER USCIRE DALLA CRISI'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2015447561988018435</id><published>2010-10-15T05:12:00.000Z</published><updated>2010-10-15T05:13:28.219Z</updated><title type='text'>Cnca: il Ministero vuole smantellare il dipartimento della giustizia minorile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;        &lt;strong&gt;Redattore Sociale, 14 ottobre 2010&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  Coordinamento nazionale comunità di accoglienza esprime preoccupazione e  sconcerto per il nuovo regolamento di organizzazione del ministero di  Giustizia che, se venisse approvato, porterebbe allo smantellamento del  dipartimento.   &lt;br /&gt;Preoccupazione e sconcerto per il nuovo regolamento di  organizzazione del ministero di Giustizia. È quanto esprime il  Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) sul provvedimento  che, se venisse approvato, porterebbe allo smantellamento del  dipartimento della giustizia minorile. Per questa preoccupazione, il  Cnca chiede al ministro Alfano di poter incontrare, al più presto, un  esponente del suo ministero per esporgli le ragioni della contrarietà al  nuovo regolamento.&lt;br /&gt;Il testo sopprime due direzioni generali del  dipartimento della giustizia minorile: quella del Personale e quella dei  Beni e servizi. Queste funzioni passerebbero al dipartimento  dell'organizzazione giudiziaria e a quello dell'amministrazione  penitenziaria, mentre al dipartimento della giustizia minorile  resterebbero due sole direzioni: quella generale per l'attuazione dei  provvedimenti giudiziari e quella per le attività internazionali. Lucio  Babolin, presidente del Cnca: "Ma come fa a funzionare in modo serio ed  efficiente una struttura che non controlla più il proprio personale e le  proprie risorse? La giustizia minorile italiana è apprezzata in tutto  il mondo per il suo alto livello di competenza e di efficacia. E invece  di potenziarla assegnandole semmai le risorse economiche di cui avrebbe  bisogno, le si dà un colpo mortale. E per quale ragione poi? Per  risparmiare e per razionalizzare, ci viene detto. Ma smantellare una  struttura che funziona non porta risparmio, toglie un valore alla  collettività".&lt;br /&gt;Secondo Babolin, infatti, "i centri per la Giustizia  minorile sono in molte zone del paese un presidio fondamentale per  promuovere una cultura della legalità e per sostenere tanti ragazzi e  ragazze che vivono in condizioni particolarmente difficili, inseriti in  quartieri ancor più problematici, spesso segnati dalla forte presenza  delle mafie. L'attività di tali servizi dipende in misura significativa  dalla loro autonomia nell'organizzare e gestire le risorse umane e  finanziarie. Tutta l'azione sui territori in favore dei 'ragazzi del  penalè ruota intorno a essi. Se li ridimensioniamo, il sistema perderà  il proprio perno. Un governo che vuole davvero contrastare la  criminalità e le mafie - conclude Babolin - non può approvare una tale  riorganizzazione".    &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2015447561988018435?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2015447561988018435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2015447561988018435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/cnca-il-ministero-vuole-smantellare-il.html' title='Cnca: il Ministero vuole smantellare il dipartimento della giustizia minorile'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-1395667408540851050</id><published>2010-10-15T04:54:00.003Z</published><updated>2010-10-15T05:00:10.960Z</updated><title type='text'>CGIL SCRIVE AD ALFANO SUL PASSAGGIO DEL DAP E DELLA GIUSTIZIA MINORILE AL DOG</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable  {mso-style-name:"Tabella normale";  mso-tstyle-rowband-size:0;  mso-tstyle-colband-size:0;  mso-style-noshow:yes;  mso-style-parent:"";  mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-para-margin:0cm;  mso-para-margin-bottom:.0001pt;  mso-pagination:widow-orphan;  font-size:10.0pt;  font-family:"Times New Roman";  mso-ansi-language:#0400;  mso-fareast-language:#0400;  mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10pt;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;Onorevole Ministro,&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;il Sottosegretario Caliendo, il 6 ottobre,&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;rispondendo all’interrogazione parlamentare dell’On. Federico Palomba sul passaggio dei centri per la giustizia minorile alle istituende direzioni regionali o interregionali del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, ha affermato che “Nell'ambito del nuovo schema di regolamento, pertanto, si è provveduto ad accentrare in capo al Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria la gestione del personale civile di tutto il Ministero ed in capo al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria la gestione del personale di polizia penitenziaria.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;Poiché il modello organizzativo prospettato per il personale del Ministero della Giustizia a questo punto risulterebbe&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sensibilmente diverso da quello presentato lo scorso anno alle organizzazioni sindacali, si chiede ai sensi dell’art. 6 del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;CCNL&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;del 16 febbraio 1999 l’informativa&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;sul regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia che Ella intende presentare al Consiglio dei Ministri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Distinti saluti.&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;" &gt;I Coordinatori Nazionali FPCGIL&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;Nicoletta Grieco&lt;span style=""&gt;-                                  &lt;/span&gt;Lina Lamonica&lt;span style=""&gt;-                      &lt;/span&gt;Gianfranco Macigno&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: center;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;" &gt;&lt;span style=""&gt;    &lt;/span&gt;DOG&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;-DAP&lt;span style=""&gt;-                                            &lt;/span&gt;DGM&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10pt;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:10pt;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-1395667408540851050?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1395667408540851050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/1395667408540851050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/cgil-scrive-ad-alfano-sul-passaggio-del.html' title='CGIL SCRIVE AD ALFANO SUL PASSAGGIO DEL DAP E DELLA GIUSTIZIA MINORILE AL DOG'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-2382882159406703920</id><published>2010-10-15T04:49:00.002Z</published><updated>2010-10-15T04:54:31.963Z</updated><title type='text'>COMUNICATO STAMPA I DV: GOVERNO SMEMBRA QUELLA MINORILE. ALFANO SI FERMI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; Questo governo, oltre a fare a pezzi la giustizia, per plasmarla a misura del suo premier, sta procedendo anche alla distruzione di uno dei settori che rappresenta per il nostro paese motivo di orgoglio, quello della giustizia minorile. Così, in una nota, Federico Palomba (IdV), vicepresidente della commissione Giustizia alla Camera, dopo la risposta del ministro Alfano ad una sua interrogazione in merito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ministro Alfano ha detto una cosa gravissima - piega Palomba - ha confermato che sta procedendo allo smembramento del personale della giustizia minorile, per dissolverne le preziosissime risorse in altri settori dell' organizzazione giudiziaria e nell?amministrazione penitenziaria.&lt;br /&gt;Ciò significa - aggiunge Palomba - che si disperderanno professionalità di quello che è il fiore all'occhiello del settore della giustizia, si disgregherà una struttura di grandissima efficienza che si distingue per l'altissimo livello di qualificazione.&lt;br /&gt;Il tutto, senza realizzare un solo euro di risparmio.&lt;br /&gt;Il ministro Alfano - conclude Palomba - dà così prova di grande insensibilità e totale inaffidabilità, visto che solo poco tempo fa aveva assicurato che non avrebbe mai consentito che la giustizia minorile venisse smembrata. Questa rappresenta l?ennesima indecenza da parte di un governo che a tutto pensa tranne che agli interessi della società, perché, con lo smembramento di questo settore, si andrà anche a compromettere il recupero dei minori. Si fermi finché è in tempo: la giustizia minorile è tutt?altro che una giustizia minore. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-2382882159406703920?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2382882159406703920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/2382882159406703920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/comunicato-stampa-i-dv-governo-smembra.html' title='COMUNICATO STAMPA I DV: GOVERNO SMEMBRA QUELLA MINORILE. ALFANO SI FERMI'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-461145640518237137</id><published>2010-10-15T04:41:00.002Z</published><updated>2010-10-15T04:49:39.208Z</updated><title type='text'>Riorganizzazione della giustizia minorile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;RISPOSTA ALL'INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI PALOMBA SULLA GIUSTIZIAMINORILE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA&lt;br /&gt;Mercoledì 6 ottobre 2010. - Presidenza del presidente Giulia BONGIORNO. - Interviene il sottosegretario di Stato per la giustizia&lt;br /&gt;Giacomo Caliendo.&lt;br /&gt;La seduta comincia alle 15.50.&lt;br /&gt;&gt; Giulia BONGIORNO, presidente, ricorda che, ai sensi dell'articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la pubblicità delle sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata è assicurata anche tramite la trasmissione attraverso l'impianto televisivo a circuito chiuso. Dispone, pertanto, l'attivazione del circuito.&lt;br /&gt;&gt; 5-03528 Palomba: Sulla riorganizzazione della giustizia minorile.&lt;br /&gt;&gt; Federico PALOMBA (IdV) rinuncia ad illustrare la propria interrogazione.&lt;br /&gt;&gt; Il sottosegretario Giacomo CALIENDO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).&lt;br /&gt;&gt; 5-03528 Palomba: Sulla riorganizzazione della giustizia minorile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&gt; TESTO DELLA RISPOSTA&lt;br /&gt;In risposta all'On. Palomba, desidero in primo luogo premettere che lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante il nuovo regolamento di organizzazione del Ministero della giustizia, predisposto sin dal 2008, è stato oggetto di alcune osservazioni da parte dei ministeri concertanti tali da comportare, di volta in volta la modifica del testo e delle numerose relazioni ad esso allegate, ai sensi della specifica normativa in materia. Si è reso poi necessario procedere all'aggiornamento di tutto il progetto di riorganizzazione del Ministero, dovendosi tenere conto delle innovazioni normative intervenute e dei provvedimenti predisposti dai diversi Dipartimenti del Dicastero per la riorganizzazione del personale non dirigenziale nell'ambito dei singoli comparti.&lt;br /&gt;Ciò chiarito, è bene precisare che l'emanazione del regolamento in questione è divenuta indispensabile a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 240 del 2006 - che ha previsto il decentramento del Ministero della giustizia - nonché degli altri provvedimenti normativi che hanno imposto una completa riorganizzazione del Ministero e tagli di personale impiegato e della spesa. Va, peraltro, tenuto conto che l'articolo 74 del decreto-legge n. 112 del 2008 ha, successivamente, proseguito la linea di razionalizzazione e riduzione degli organici nelle amministrazioni pubbliche intrapresa con la citata legge 296 del 2006.  Senza volersi addentrare nella complessa specificità della normativa, e senza con ciò voler sminuire il fondamentale apporto fornito dalle specifiche professionalità menzionate dagli interroganti, appare in ogni caso chiaro ed evidente come la disciplina citata abbia previsto, tuttavia, la necessità di unificare il più possibile le funzioni svolte all'interno delle pubbliche amministrazioni, al fine di concentrare l'esercizio delle funzioni istituzionali imponendo, nel contempo, riduzioni di personale.&lt;br /&gt;Nell'ambito del nuovo schema di regolamento, pertanto, si è provveduto ad accentrare in capo al Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria la gestione del personale civile di tutto il Ministero ed in capo al Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria la gestione del personale di polizia penitenziaria.&lt;br /&gt;Si è proceduto analogamente anche con riferimento alla gestione dei beni e servizi, accentrata nell'ambito del Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria.&lt;br /&gt;Il quadro sin qui delineato deve poi essere coordinato, in ogni caso, con il decentramento del Ministero della giustizia, anch'esso attuato nell'ambito del nuovo schema di riorganizzazione. Va tenuto conto, infatti, che il riparto di competenze tra amministrazione centrale e direzioni regionali previsto dal decreto legislativo n. 240 del 2006, importa necessariamente che la materia della gestione del personale, nonché quella dei beni e servizi dell'Amministrazione sia gestita in parte a livello centrale ed in parte a livello decentrato.&lt;br /&gt;Sulla base di tali principi, previsti dalle disposizioni normative citate, nell'ambito del nuovo decreto di riorganizzazione, il Dipartimento della giustizia minorile non potrà mantenere la Direzione generale del personale e quella dei beni e servizi e sarà composto da due Direzioni generali, rispettivamente competenti per l'attuazione dei provvedimenti giudiziari e per le attività internazionali.&lt;br /&gt;Ciò premesso il Ministro compierà ogni sforzo per salvaguardare la specificità del Dipartimento della Giustizia Minorile che rimane cardine centrale dell'azione di questo Ministero. Le modalità per la salvaguardia di tale specificità sarà oggetto di prossime iniziative istituzionali.&lt;br /&gt;&gt; Federico PALOMBA (IdV), replicando, si dichiara totalmente insoddisfatto della risposta ed esprime profonda delusione per l'insensibilità dimostrata dal Governo e, in particolare, dal Ministro Alfano, nel trattare la questione della giustizia minorile. Ricorda come la giustizia minorile italiana costituisca un sistema di assoluta eccellenza, preso ad esempio da molti altri Paesi.&lt;br /&gt;&gt; Sottolinea altresì l'inaffidabilità del Ministro della Giustizia, che nel dicembre 2008 aveva assicurato che la giustizia minorile non sarebbe stata smembrata e dissezionata, ma anzi valorizzata. Precisa, infine, che nel dichiararsi completamente insoddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo, si fa latore della forte e generalizzata delusione di tutti gli operatori del settore.&lt;br /&gt;&gt; Preannuncia quindi iniziative normative del proprio gruppo parlamentare e di mobilitazione degli operatori del settore, per manifestare la ferma opposizione allo scempio che si sta perpetrando a danno della giustizia minorile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-461145640518237137?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/461145640518237137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/461145640518237137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/riorganizzazione-della-giustizia.html' title='Riorganizzazione della giustizia minorile'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-4150439050540330337</id><published>2010-10-14T06:09:00.001Z</published><updated>2010-10-14T06:12:39.954Z</updated><title type='text'>Sindacato Autonomo Giustizia- Personale civile DAP e DGM: tutti al DOG ?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“ Schema di D.P.R. di riorganizzazione del Ministero della Giustizia “- Personale civile DAP e DGM: tutti al DOG ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Apprendiamo con sconcerto, da fonti ufficiose, che le recenti modifiche allo schema di decreto del Presidente della Repubblica, recante il nuovo regolamento di riorganizzazione del Ministero della Giustizia, da emanarsi a norma di legge, prevederebbero l’accentramento in capo al Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria la gestione del personale civile di tutto il Ministero, ed in capo al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria la gestione del solo personale di polizia penitenziaria.&lt;br /&gt;Se ciò venisse confermato le conseguenze per il personale civile penitenziario, per adulti e minori, sono, purtroppo, facilmente immaginabili.&lt;br /&gt;Trasmettiamo la richiesta di convocazione ‘ urgente ‘ inviata dal Segretario Generale Confsal-Unsa al Ministro Alfano, e comunichiamo a tutto il personale civile che questa O.S. è pronta ad attuare ogni iniziativa sindacale utile a scongiurare tale sventurata ipotesi.&lt;br /&gt;Roma, 12 Ottobre 2010.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5505202868221197555-4150439050540330337?l=solidarietaasmilano.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/4150439050540330337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5505202868221197555/posts/default/4150439050540330337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://solidarietaasmilano.blogspot.com/2010/10/sindacato-autonomo-giustizia-personale.html' title='Sindacato Autonomo Giustizia- Personale civile DAP e DGM: tutti al DOG ?'/><author><name>il notiziario</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5505202868221197555.post-3344514792911363274</id><published>2010-10-07T21:44:00.001Z</published><updated>2010-10-07T21:44:14.343Z</updated><title type='text'>Indegne di essere madri  Donna Moderna, 2 ottobre 2010  Torna d’attualità il caso della neonata tolta alla madre a Trento che offre al settimanale Don</title><content type='html'>&lt;h4&gt;Donna Moderna, 2 ottobre 2010&lt;/h4&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Torna d’attualità il caso della neonata  tolta alla madre a Trento che offre al settimanal
